“Il sogno è solo rimandato”

Ho pensato e riflettuto a lungo prima di scrivere questa storia… poi ne ho sentito fortemente l’esigenza, non di certo per esibizionismo o mancanza di privacy. Mio marito è d’accordo con me, altrimenti non mi sarei mai permessa di scrivere queste considerazioni. Io sono la prima che non ama chi spiattella su social o blog fatti troppo privati, non l’ho mai fatto e non prenderò l’abitudine di farlo d’ora in poi. Ma stavolta è diverso, molto diverso, è un’eccezione. Penso che bei siti come il vostro siano lodevoli per  la funzione di informazione e condivisione di aspetti importanti. Io e mio marito Gian Battista, con queste righe, speriamo di poter essere utili ed infondere coraggio a coppie con un vissuto analogo al nostro. È fondamentale in certe situazioni potersi confrontare con persone con un percorso simile!! Fa sentire meno soli e maggiormente capiti!! A noi è stato molto utile, oltre che affidarci ad un centro di eccellenza nel settore. Non amo i tabù (che non vuol dire non avere pudore) e penso che alle soglie del 2020 siano pressoché inutili. L’Italia è un paese meraviglioso ma la morte, la salute e certi temi “delicati” vengono troppo spesso affrontati con ritrosia e/o senso di colpa rispetto ad altre realtà geografiche. La PMA è la procreazione medicalmente assistita o, come la definiamo noi, “progetto meraviglioso amorevole”. Io parlerò in particolare della fecondazione assistita omologa, in cui i gameti sono dei genitori biologici, molto diversa da quella eterologa (dove ci sono dei donatori estranei e anonimi di gameti maschili e/o femminili). A quest’ultima tecnica non saremmo mai ricorsi per svariate ragioni, in primis etiche (anche se non giudichiamo chi se la sente di percorrere un percorso a nostro avviso così estremo).
Scoprire di non riuscire ad avere un figlio naturalmente è devastante, soprattutto quando si gode di ottima salute (come me e mio marito) e non si sarebbe mai potuto immaginare (lo scopri solo quando dopo parecchi mesi, non riuscendo a concepire, ti sottoponi a degli esami medici mirati). All’inizio ci si sente, ingiustamente, menomati e anche in colpa e, seppur con vissuti diversi, è una mazzata sia per un uomo che per una donna. Ci si sente dei “marziani”; in realtà, informandosi e andando alle varie visite, capisci di essere “in buona e numerosa compagnia” e che, se sicuramente l’età è un indice che gioca a sfavore, le componenti e problematiche sono complesse, anche in soggetti in giovane età. In Italia si stima che le coppie con problemi di infertilità siano circa il 15% (non poche e senza contare quelle che, negando il problema, non rientrano nelle statistiche) e il nostro Paese è l’ottavo al mondo per numero di trattamenti di procreazione medicalmente assistita. Dopo il più che comprensibile smarrimento iniziale, bisogna riordinare le idee e cercare di agire sul piano logico e concreto, anche se la sfera emotiva vorrebbe avere il sopravvento. Come già detto, fondamentale è scegliere un centro serio e preparato sull’argomento (noi abbiamo avuto la fortuna di averlo a Bergamo, a pochi km da casa), bisogna documentarsi molto, seguire scrupolosamente le indicazioni e le dritte che gli specialisti ti danno, affidarsi a loro (diverse sono le “storie cliniche” e di conseguenza anche i tipi di tecnica di fecondazione omologa utilizzati, più o meno invasivi, con protocolli più o meno lunghi) ed essere molto determinati e combattivi sia dal punto di vista fisico che psicologico. In primis, però, a monte di tutto, deve esserci una scelta condivisa appieno dalla coppia, non deve essere la scelta egoistica di uno dei due, subita dall’altro. La coppia è già una famiglia completa e, in quanto tale, deve essere rispettata. I figli sono sicuramente il coronamento di un amore, ma non sanciscono la completezza di una coppia, questo è fondamentale sottolinearlo!! Un figlio va desiderato ed è sicuramente un desiderio meraviglioso, il più bello, ma non va preteso a tutti i costi, con accanimento. Io e mio marito, dopo mesi di lungo e faticoso percorso, siamo arrivati ad un passo dal realizzare il sogno di diventare genitori, ma purtroppo i due embrioni di ottima qualità, trasferiti nel mio utero tre giorni dopo il prelievo ovocitario in sedazione profonda, non si sono annidati e non è quindi partita la gravidanza, nonostante fosse andato tutto bene negli step precedenti. Il senso di fallimento è schiacciante, soprattutto con tutta la fatica fatta e la lunga cura ma, quando riacquisti serenità, sapendo che hai fatto tutto ciò che era possibile e nel migliore dei modi, non hai nulla da rimproverarti e la fatica e lo scoramento sembrano svanire quasi per magia. Io e mio marito abbiamo deciso di fare un secondo tentativo e, dato che ce la sentiamo tutti e due, a Gennaio riproveremo, dando il giusto tempo al mio fisico di recuperare, sperando che vada tutto per il meglio!! E se diventeremo genitori, la nostra gioia sarà immensa. Lo speriamo dal più profondo del cuore. Ma se così non sarà, non ci accaniremo (massimo rispetto per chi arriva ai sei tentativi in linea di massima consentiti) e soprattutto io avrò tutela del mio corpo, facendo la scelta consapevole di non imbottirlo di ormoni ad oltranza, con effetti collaterali non indifferenti.
Tutto ciò per dire che le tecniche di PMA sono un’ottima cosa, ci sono centri eccellenti ed eticamente ineccepibili, come lo è il nostro. È giusto farsi aiutare nella realizzazione di un sogno ma sempre senza perdere di vista il buon senso e senza che venga meno la lucidità!! Io mi sento già di essere stata mamma, quando avevo i miei embrioncini dentro di me, così come mio marito è stato papà in quelle due settimane. Anzi, ci siamo sentiti una super mamma e un super papà; ed ora, in attesa di riprovare, non ci sentiamo di sicuro dei mancati genitori, bensì una bellissima famiglia che si ama e si rispetta, nella gioia e nel dolore.
Ci teniamo a ringraziare tutti i nostri familiari e i cari amici che ci hanno supportato e ci sostengono con la loro presenza, una frase, una preghiera, una canzone, un messaggio, un gesto, un vocale, un pensiero, un bacio, una piantina sinonimo di vita, un sorriso o un abbraccio. Grazie di esserci!! Grazie al nostro amico Don Paolo che, oltre a ricordarci quotidianamente nelle sue preghiere, ci ha sempre appoggiati in questo difficile percorso!! E grazie anche a Don Giuseppe: anche lui ci ha infuso fiducia e sa sempre che meravigliose parole fertili utilizzare con le persone, soprattutto con le coppie e per le coppie!!
❤️❤️❤️❤️

In becco alla cicogna!!

Silvia e Gian Battista

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