Rimarrà solo un ricordo

Mi chiamo Irene e ho 34 anni, sono alla ricerca di un figlio da quasi un anno (non tanto è vero). Io e il mio compagno purtroppo ancora non lavoriamo, ma possiamo contare sull’aiuto dei nostri familiari. Abbiamo atteso tanto prima di prendere questa decisione, nella speranza di un lavoro, i giorni passavano e nulla cambiava. Il primo mese ero euforica, ma allo stesso tempo sapevo che era “solo”il primo tentativo e non dovevo illudermi. Nel frattempo i mesi passavano e il primo tentativo era solo un ricordo, l’euforia lasciava spazio alla tristezza e tanta preoccupazione. Il mio corpo iniziava a mandare messaggi, o forse ero semplice io più attenta, non positivi. Il mio ciclo non era perfetto come io credevo, 28 giorni, 23, 21, 24. Non mi dava neanche il tempo di sperare di fare un test. Iniziai a effettuare visite ginecologiche da diversi specialisti, il disco era sempre lo stesso: signora è tutto ok, dobbiamo aspettare un anno prima dei controlli. Un anno! Perché un anno, è una regola divina, universale?!? Intanto, le persone attorno a me rimanevano incinte, al primo tentativo e molti più anni dei miei.

Decisi di non voler aspettare un anno, perché sentivo che qualcosa non andava. Dentro di me sentivo una forte determinazione e forza, non mi importava nulla del fatidico anno, ecc… Non esiste una data da rispettare peri propri sogni, ma soprattutto per la propria salute.

Presi appuntamento con un esperto in fertilità, ho dovuto aspettare più di un mese per la visita. Quando arrivò quel giorno, dentro di me sapevo già a cosa sarei andata incontro, ero già pronta.

“Signora ovaio destro prolassato, possibile endometriosi e ovaie più vecchie rispetto alla sua età”.

Tutto da confermare da una serie di analisi. Non mi illudevo, sapevo già che non erano solo ipotesi. Un mese dopo, ritorno con gli esami: le ipotesi erano realtà. AMH 0,8 rischio di una menopausa precoce.  Endometriosi e scarsa quantità e qualità di ovociti. Unica possibilità Fecondazione assistita in vitro.

Per scrupolo abbiamo deciso di effettuare la isterosalpingografia che ha rilevato andamento tortuoso e aggrovigliato, una tuba si estende verso l’alto e appare ostruita.

Adesso?!? Credevo di essere preparata, ma mi sbagliavo. Soffro ogni giorno di più.

Ancor più doloroso è il commento, anche dei tuoi cari, al fine di rincuorarti : “ almeno esiste una soluzione”.

Sono in attesa di iniziare il precorso.

Grazie a tutte voi, leggo le vostre storie che mi danno forza e coraggio, e mi aiutano e non sentirmi sola.

Vi saluto con la speranza , per me e per chi ancora non ha realizzato il proprio desiderio, che tutto questo un giorno non sarà altro che un ricordo.

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