I DESIDERI SONO POZZI INESAURIBILI DI ENERGIA

 

Il racconto di una storia inizia, solitamente, con una data. Precisa o approssimativa che sia, per me è difficile iniziare il racconto del mio percorso perché non so dire quando sia realmente incominciato.

Io e mio marito abbiamo iniziato con il desiderio di avere un figlio, dopo averci molto pensato perché entrambi non avevamo una sicurezza lavorativa tale da permetterci di “diventare famiglia”. Il mio desiderio di maternità era presente da molto più tempo: da bambina giocavo con le bambole, da adolescente mi incantavo a guardare i neonati dal vetro della nursery quando mi trovavo per caso in ospedale. Da che ho memoria, ho sempre desiderato diventare mamma.

Una volta presa la decisione di diventare genitori, ha avuto avvio il percorso. Eravamo felici, un po’ spaventati ma ottimisti. Avevamo tempo. Dopo i classici 6 mesi di tentativi, abbiamo capito che qualcosa non andava. Forse questo potrebbe essere l’inizio della storia, quando ancora non lo sai, ma la scadenza di quei 6 mesi dà inizio ad una nuova pagina della tua vita. Senza esserne consapevoli abbiamo dato inizio a visite dal ginecologo, cure con integratori, cure per l’ovaio policistico, dosaggi ormonali…. Fino a quando, esaurite tutte queste possibilità, è arrivato il giorno della diagnosi. Il ginecologo ha candidamente comunicato che rientravo nell’1% di infertilità inspiegata. Nessuna causa, nessun problema ma non ero in grado di “dare vita” e non sapevo neanche il perché. Non conoscere la causa e il problema della mia infertilità è stato molto duro da accettare. Questo è stato l’inizio. Sono seguiti giorni molto difficili di pianti, sconforto e discussioni con mio marito che, spaventato quanto me, si è trovato ad affrontare anche il mio incontenibile dolore. E’ stato difficile per lui anche accettare di dare inizio a tentativi di PMA e io mi sentivo sempre di più chiusa in una gabbia da cui non c’era via di uscita se non accettare una vita senza figli.

Quel giorno, di ritorno da ginecologo, oltre al nostro dolore portavamo con noi una serie di nomi di centri da chiamare per poter iniziare quella che sarebbe stata un’altra dolorosa fase.

Ci siamo rialzati e abbiamo preso appuntamento. Solita, lunga lista di attesa. Stavo prendendo confidenza con un’altra cosa insopportabile di questi percorsi: lo scorrere del tempo, vissuto come perdita, come occasioni perse per realizzare il nostro sogno. Ma abbiamo aspettato, non puoi fare altro.

E così, il 9 febbraio 2016, abbiamo incominciato. Si incomincia dal basso, dato che sono, come dicono, sine causa. Ha inizio la prima IUI. D’ora in avanti le date sono precise perché le tempistiche sono cadenzate: fai quello che ti dicono i medici, il giorno e l’ora precisa in cui loro lo richiedono.

Quel giorno, ho dovuto anche confrontarmi con un’altra mia più grande paura. Ho da sempre avuto paura degli aghi e questo mal si conciliava con quello che avrei dovuto affrontare. Impossibile pensare di farsi le punture da sola. Per fortuna ho avuto chi mi ha aiutato. Ma l’ansia rimaneva ad ogni puntura, l’ansia c’era ogni volta che andavo a fare i monitoraggi e l’ansia più grande c’era quando pensavi al “dopo”. In cosa sarebbe consistita la tecnica? Avrebbe fatto male? Rimanevo con i miei dubbi, in silenzio. Con il tempo, poi, la paura degli aghi è stata sconfitta. Mai avrei creduto di potercela fare. Ho imparato che la madri (ancora prima di esserlo…perché io ho imparato a sentirmi madre anche senza avere un figlio, solo per il fatto di desiderarlo con tutta me stessa) sono donne forti, pronte a superare tutto ciò che può essere un ostacolo.

Il primo tentativo si è risolto in iperstimolazione. Ne sono seguiti 4, tutti negativi. E così si è concluso  il 2016. Con l’inizio di un nuovo anno e mi sono ritrovata a pensare che sarebbe stato quello giusto. Prima di passare alla FIVET c’è stata la sonoisterografia e altri esami ormonali. Andavano tutti bene e la causa della mia infertilità continuava ad essere sconosciuta. E’ arrivato così  aprile e la prima FIVET. Nel frattempo fare le punture è iniziato a diventare un grosso peso, due/tre in un giorno ti mettono davvero alla prova e incominciavo a sentirmi un contenitore da riempire con qualcosa che assomigliava più ad un veleno. Una sera, in lacrime, ho urlato in silenzio che tutto quello era qualcosa di “disumano”. Incominciavo a non reggere più. Con il progredire dei tentativi ho imparato a superare le mie paure, ho imparato a fare le punture da sola e a farle diventare una routine. Ho superato il terrore dell’anestesia. Ho scoperto di avere una forza incredibile e delle risorse interne di cui non ero consapevole.

Purtroppo di tentativi ne sono seguiti 2 (di cui uno con beta a 0 e uno con ovuli vuoti) ancora nel 2017 e l’ultimo nel 2018.

Terza Fivet, le beta sono a 18. Esulti dentro di te, in silenzio, giusto il tempo per tornare con i piedi per terra e realizzare che è un valore troppo basso. E quasi per scherzo compaiono i segnali del mancato impianto ma non tali da permetterci di chiudere definitivamente anche questo tentativo, curarci le ferite e ricominciare.

Oggi la PMA è solo un lontano ricordo che non ha portato alla realizzazione del mio sogno. Un ricordo che invece di voler cancellare è più simile ad una strada da voler ancora ripercorrere tutte le volte che sarà necessario per potercela fare. Ma poi capisci che così ti fai solo del male e abbandoni, a malincuore, quella strada.

Se mi guardo indietro, tra le mille difficoltà e dolori, ho scoperto una nuova me stessa con forze incredibili. Ciò che mi ha aiutato a superare la difficoltà non è quante volte io mi sia impegnata ad affrontare quell’ostacolo, ma l’obiettivo che intendo raggiungere.

Il giorno dell’ultimo pickup ho scritto queste parole che spero mi facciano da guida e mi aiutino a rialzarmi, ancora una volta:

“ I desideri sono pozzi inesauribili di energia. Piano Piano il desiderio si riaccende e ritrovi la forza, sei più forte di prima, con i piedi ben saldi per terra perché hai imparato bene a godere solo dei piccoli traguardi che raggiungi. Ma, a volte, i sogni e i desideri si realizzano.”

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