Esito <2

Mi collego al sito, inserisco i dati, clicco *accedi*; il tempo di attesa è di tre secondi al massimo. Tre secondi per sentirmi viva o morta, tre secondi per gioire o disperare.

Esito: <2

Ci deve essere un errore. Ridigito tutti i codici:

Esito: <2

Non posso aver fallito anche questa volta. Le percentuali di successo parlano di un buon 70% di riuscita. Mi sono illusa davanti ai numeri. L’ho presa all’acqua di rose come gli altri tentativi, ovviamente falliti, passati.

Mi son sentita onnipotente e vincente nelle rassicurazioni dei 5 ginecologi che han lavorato sul mio corpo in questi ultimi 3 anni. Nella mia cartella clinica c’è sempre stato scritto in calce “desiderio di gestazione” ad ogni nuovo protocollo. Eppure questo figlio non arriva.

Non attendo nemmeno la telefonata dalla clinica per la conferma della sospensione della terapia ormonale. Mi strappo i cerotti di estrogeni e li getto a terra con rabbia. Mi trema il labbro, ricaccio indietro le lacrime. Mi ripeto: “non è colpa tua, non è colpa di nessuno, è successo e basta.” Eh già! Ma se non è colpa mia, di chi altro sarà? Le piccole ombre dei dubbi iniziano a farsi certezze: non ho bevuto acqua a sufficienza, fumo tre sigarette al giorno, ho mangiato al fast food, ho bevuto la birra a cena, sono andata a scarpinare in montagna ed ho lavorato tanto e sono sempre troppo stanca. È perché ormai ho impostato tutti questi anni in funzione della Pma e sono stressata. Non ho fatto abbastanza per salvaguardare l’embrione che mi hanno impiantato. È un turbinio di sensi di colpa. Ed è sempre più umiliante dover raccontare a quelli che sanno che ho toppato ancora. Poverini, loro, che cercano parole di sollievo ma servono a poco. “Coraggio, c’è di peggio. Piuttosto di un brutto male” “Meno male che l’hai presa bene e sembri sempre serena” Ed io non so mai cosa rispondere; allargo le braccia: “pazienza, sarà per la prossima volta”. Sì , sorrido davanti alla gente, ma quando son sola…. Lo so io, lo sappiamo tutte noi che ci siamo infilate dentro un percorso estremamente tortuoso, quanta fatica ci costa fingere che non è una tragedia aver fallito.

Ancora quanti schiaffi in faccia potrò sopportare da un destino beffardo prima di arrendermi e capire che non si può fermare il mare con le mani?