Tu che rimani ancora nei sogni

Vito e Giovanna tutte le prime volte assieme, il primo bacio , la prima volta, il diploma, le lauree la scelta assai coraggiosa di partire dal paese alla ricerca di un futuro…il matrimonio, la casa beh la casa grande! la stanza in più, quella stanza di cui scopo ancora non riesci a darne e l’abbiamo chiusa con scritto DREAM, sogno….

La prima volta che abbiamo pensato di avere un figlio un nostro piccolo noi eravamo talmente emozionati, spaesati che non sapevi come, quando, facevi l’amore e ti sentivi libero finalmente di amare in totale libertà e quindi pensavi con troppa facilita che  magari da quel turbinio di emozioni e amore, poteva avverarsi il sogno si il sogno più grande e più ambizioso.

I primi mesi ti senti ancora con le farfalle attorno alla testa e pensi ma si, dai, il prossimo mese ci concentriamo in “quei giorni”, dai non lo facciamo la sera proviamoci al mattino, no beh dai ma adesso è solo stress… il tempo scorre tiranno e continui a piazzare scuse.

Nel frattempo attorno piano piano ti isoli, ti chiudi, non vuoi sentire più nessuno, gli amici sono già al “secondo giro” e simpaticamente dai ragazzi adesso tocca a voi, cosa state aspettando, siete già belli grandi o magari se vedono che svii o piazzi quelle scuse che hai imparato a dirle con il sorriso anche se muori dentro ogni volta, vedrai siete solo stressati, non ci pensate o la più bella! quando meno ve lo aspettate arriva….da dove mi chiedo? Noi siamo felici per loro, ma ogni volta qualcosa dentro si rompe, provi solo ad immaginare provi solo a sognare… e vorresti solo che ti capissero ma come fanno? che ne sanno?

Le famiglie che non sanno cosa dirti perché sembri di cristallo per loro, quello buono…e allora si limitano solo: Novità?

Ci stringiamo la mano, e fare l’amore adesso è solo un correre con i giorni, i calendari, girati dai, prendi le vitamine, dai compriamo gli stick e buona notte. Ma noi non siamo così! non dobbiamo essere così, facciamoci forza amore! E’ un sogno e non può non dobbiamo cadere così in basso.  Facciamo quella telefonata, prendiamo un appuntamento. percorriamo quel corridoio di ospedale buio, vuoto, solo una panchina noi e una targa con difronte scritto “stanza 5014 dell’infertilità” e la paure, i mostri enormi si fanno veri li tocchi con mano, ora è tutto scritto: diagnosi di infertilità si consiglia percorso PMA e innumerevoli esami con dei nomi kilometrici, astrusi che sul tragitto di casa già hai dimenticato che ha detto la dottoressa, meno male è tutto scritto!

Ma le mani adesso si stringono ancora più forte, ancora una volta.

Ora proviamo a costruirlo questo sogno a lottare per questo sogno mano nella mano e magari chissà che quella stanza dove abbiamo attaccato DREAM e chiuso la porta possa avere un giorno il nome del nostro amore….

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