Ti raggiungerò

Era il lontano 2018, dopo un anno di tentativi infruttuosi finalmente il mio positivo che dura il tempo di un sogno,alla sesta settimana tutto finisce. La storia con il mio ex giunge al capolinea, la mia vita cambia totalmente, sono indipendente, felice, spensierata, la voglia di avere un bebè non è più così importante. Estate 2019 conosco il mio attuale compagno, è amore a prima vista, dopo un anno andiamo a convivere ed ecco che quella voglia di maternità riafiora in me. Penso che questa volta sarà facile, che resterò subito incinta, ma passa un anno e nulla, inizio a sentire un sesto senso che mi dice “qualcosa non va”. Iniziano i primi esami, seguiti dalla diagnosi SCARSA RISERVA OVARICA, per me si apre un mondo, fatto di esami sconosciuti, alcuni costosissimi, forum, ricerche, colloqui con diversi centri anche all’estero. In tutto ciò mi chiedo perché io che ho sempre amato i bambini devo faticare così tanto per averlo, il mio compagno lavora fuori tutto era in salita per noi. A Febbraio 2022 inizierò la mia prima stimolazione, nel frattempo mesi prima mi sono preparata al meglio, integratori, alimentazione, agopuntura, ho curato un infezione da ureaplasma. Non so perché ma dentro di me sentivo che non sarebbe andata bene, inizio la stimolazione, produco poco, ma partiamo lo stesso per la Spagna, sono sconfortata, incredula, solo 5 follicoli, sono 2 maturi, uno soltanto si feconda, si procede lo stesso con il transfer con un embrione di classe D che in terza giornata stava iniziando a deteriorarsi, i miei ovociti sono anche di scarsa qualita. Ho pochissime se non nulle possibilità che attecchisca, smetto di sperare, mi sento vuota, voglio smettere la terapia, ma la continuo per il mio compagno, voglio le mestruazioni. Non voglio più illudermi, non voglio più soffrire, più che i soldi, è il bagaglio emotivo perso che nessuno mi restituirà più. Passerò all’ovodinazione, perché non voglio assolutamente continuare a chiedere al mio corpo qualcosa che non può darmi, non voglio accanirmi contro la mia natura, il mio tentativo l’ho fatto perché non bussi mai alla porta il rancore di non averci provato. Non è giusto per me, per il mio compagno che ha sofferto più di me nel vedermi soffrire. Tu piccolo embrione perdonami se non ho creduto in te, ho imparato ad accettare quello che non posso cambiare. Ora sono in cova, ma sento che sei lontano piccolo mio, troppo lontano perché io ti possa raggiungere. Ma un giorno io ti raggiungerò ❤️

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento