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	<title>Accettazione &#8211; Parole Fertili</title>
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	<title>Accettazione &#8211; Parole Fertili</title>
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		<title>Lettera ad un figlio che non c’è</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ti ho immaginato. Tantissime volte. Mi sono vista, lì con te e con il tuo papà, a fare i primi passi nel mondo, a scoprire una vita bellissima. I tuoi occhi, possibilmente verde speranza, la prima parola, i primi passi, il primo giorno di scuola. Finora ce l’ho messa davvero tutta per far sì che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ho immaginato. Tantissime volte. Mi sono vista, lì con te e con il tuo papà, a fare i primi passi nel mondo, a scoprire una vita bellissima. I tuoi occhi, possibilmente verde speranza, la prima parola, i primi passi, il primo giorno di scuola. Finora ce l’ho messa davvero tutta per far sì che il nostro sogno diventi realtà, ma credo che sia giunta l’ora di cambiare sogno.<br />
Lo ammetto, a cuore aperto, perché per te ho vissuto un misto di emozioni, a metà strada tra la voglia stanca di continuare il percorso della Pma e l’irrefrenabile desiderio di sentirmi libera da ogni costrizione; appuntamenti, scadenze, speranze, iniezioni, dolori e delusioni. Abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per far sì che funzionasse, che tu potessi trovare una casa dove crescere. Mi sono ripromessa, tempo addietro, di darmi fino a tre tentativi. Poi avrei pensato a una diversa strategia. Insieme ai tre tentativi sono passati anche tre anni e con essi la mia fiducia.<br />
Sia ben chiaro, tu resti sempre molto vivo nella mia fervida immaginazione, ma devo continuare a poter vivere una vita bellissima anche senza averti fisicamente tra le braccia. Dicono che ci siano tanti modi di vivere la genitorialità, ebbene forse è giunto il momento di percorrere quella strada. Altre persone definiscono questa decisione una facile arrendevolezza. Per me invece ha proprio i colori accesi del coraggio.<br />
Vorrei tanto che tu ci fossi nel mio futuro, ma se così non sarà, continuerò a fare questo, fotografare i miei pensieri con parole su carta. E forme d’amore al di là del possibile.</p>
<p><em>(Credits immagine: Marcos Paulo Prado)</em></p>
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		<title>ll diritto di desiderare ancora: la mia PMA e la rinascita di essere &#8220;solo mamma&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 12:29:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Vabbè, ma intanto uno ce l’hai, accontentati». Se hai vissuto la ricerca di una seconda gravidanza che non voleva arrivare, probabilmente ti sei sentita dire questa frase. Una frase che si muove tra la superficialità e la mancanza di empatia, come se il dolore dell&#8217;infertilità secondaria valesse meno, come se il desiderio di maternità si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Vabbè, ma intanto uno ce l’hai, accontentati».<br />
Se hai vissuto la ricerca di una seconda gravidanza che non voleva arrivare, probabilmente ti sei sentita dire questa frase. Una frase che si muove tra la superficialità e la mancanza di empatia, come se il dolore dell&#8217;infertilità secondaria valesse meno, come se il desiderio di maternità si potesse spegnere con un interruttore solo perché si è già madri.<br />
Nel mio caso, quella frase faceva ancora più male. Perché dietro la mia ricerca di un secondo figlio, durata più di tre anni e approdata infine alla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), c&#8217;era un significato molto più profondo del semplice &#8220;dare un fratellino&#8221;. C&#8217;era un bisogno vitale di riscatto e di guarigione.<br />
Quando essere mamma significa essere anche un medico e un terapista<br />
Il mio primo bambino è un bimbo con disabilità. Chi vive questa realtà sa che la maternità si trasforma rapidamente in qualcosa di diverso, di totalizzante. Fin da subito, la nostra vita è stata catapultata in un vortice di visite mediche, decine di ospedali, indagini genetiche, terapie e controlli continui.<br />
In questi anni non sono stata semplicemente una mamma. Sono stata un medico, una terapista, una logopedista, una psicomotricista, una ricercatrice. Ogni piccolo traguardo di mio figlio non è mai arrivato in automatico: è sempre stato il frutto di ore di lavoro, di sacrifici, di viaggi tra centri specialistici. Ha camminato quasi a due anni, dopo infiniti esercizi.<br />
Sia chiaro: io amo mio figlio alla follia. Non ho mai messo in discussione questo amore e con lui ho provato gioie immense. Anzi, forse ho provato più gioia nel vedere camminare lui che mia figlia, perché è stata una conquista strappata con i denti. Ma la fatica è quotidiana. Ancora oggi che è più grande, viviamo con una spada di Damocle sulla testa, affrontando una fase delicatissima: oggi lottiamo con le sue emozioni, mentre inizia a rendersi conto dei suoi limiti e della sua disabilità.<br />
Ed è proprio in mezzo a questa battaglia che, qualche anno fa, ho sentito un bisogno profondo.<br />
Il desiderio di capire cosa significasse &#8220;essere solo mamma&#8221;<br />
Non si trattava di non sapersi accontentare. Ogni madre ha il diritto di soffrire se il secondo figlio non arriva. Ma io avevo una fame disperata di normalità. Volevo provare una maternità diversa. Una maternità che non fosse fatta di camici bianchi, scadenze mediche e l&#8217;ansia costante di confrontare i suoi progressi con le tappe dello sviluppo.<br />
Volevo capire cosa significasse sentirsi semplicemente mamma. Solo mamma, e nient’altro.<br />
Forse, se il mio primo bimbo non avesse avuto queste difficoltà, mi sarei arresa prima davanti agli ostacoli della ricerca. Invece mi sono attaccata a questo desiderio con le unghie e con i denti.<br />
Il percorso della PMA è stato durissimo. Venendo da un primo parto cesareo, avevo delle aderenze e un ovaio retrouterino che non rispondeva alla stimolazione. Al momento del pick-up, da quell&#8217;ovaio non sono riusciti a prelevare nulla. Lo sconforto è stato enorme: pensavo di avere pochissime possibilità. Invece, da soli sei ovuli prelevati dall&#8217;altro ovaio e fecondati, siamo arrivati a due blastocisti crioconservate.<br />
Al primo tentativo, con il primo transfer, è arrivato il mio positivo.<br />
Lo stupore della normalità e la mia rinascita<br />
Oggi la mia seconda bambina ha poco più di un anno, e io posso dirlo: sono rinata. Lei mi ha restituito qualcosa che mi ero sentita strappare via durante la prima esperienza.<br />
Vivere questa seconda maternità è un’esperienza incredibile, quasi inspiegabile per chi non l&#8217;ha provata. Mi ritrovo a guardarmi intorno sorpresa, quasi stordita dalla facilità con cui mia figlia fa le cose. Ha imparato a camminare da sola: a un certo punto si è alzata in piedi e ha iniziato a muovere i primi passi, quasi senza aiuto. Impara tutto in autonomia.<br />
A volte mi sento quasi in colpa, ho come la sensazione di non stare facendo nulla per crescerla, perché fa tutto da sola. So che per un genitore &#8220;neurotipico&#8221; questa è la normalità e nessuno si sorprenderebbe così tanto. Ma per me, che ho vissuto un&#8217;esperienza diametralmente opposta, ogni sua conquista spontanea è un miracolo di leggerezza.<br />
Dico sempre che, forse, è stato un bene che le cose siano andate in questo ordine cronologico: se fosse arrivata prima lei, forse non avrei avuto la forza di reggere il colpo della disabilità dopo.<br />
Condivido questa storia per tutte le donne che si sentono giudicate nei loro desideri. Non permettete a nessuno di dirvi per cosa avete il diritto di soffrire o di sperare. Dietro la ricerca di un figlio c&#8217;è un mondo invisibile. E a volte, quel mondo è solo il diritto legittimo di una donna di poter stringere una vita tra le braccia e sentirsi, finalmente, solo una mamma</p>
<p><em>(Immagine: una foto di <a href="https://unsplash.com/it/@kate_gliz" data-discover="true">Kateryna Hliznitsova</a>)</em></p>
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		<title>&#8230;e va bene così.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 11:24:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 40 anni e 3 aborti. Il primo non l’avevo messo in conto. Ingenuamente ho pensato “perché dovrebbe capitare a me?!”. Il secondo non ho praticamente fatto in tempo a capire che ero incinta. Lo sapevo, ma se n’è andato prima ancora che potessi definirlo. Il terzo mi ha devastata. Per due volte nella mia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 40 anni e 3 aborti.<br />
Il primo non l’avevo messo in conto. Ingenuamente ho pensato “perché dovrebbe capitare a me?!”.<br />
Il secondo non ho praticamente fatto in tempo a capire che ero incinta. Lo sapevo, ma se n’è andato prima ancora che potessi definirlo. Il terzo mi ha devastata.</p>
<p>Per due volte nella mia vita, ho dovuto passare una giornata in ospedale “aspettando di ripulirmi”. Come se fosse una cosa brutta da eliminare. RIPULIRE. Come se bastasse un farmaco per cancellare.<br />
Ho fatto i conti con l’inevitabile efficienza del personale medico, che non ha perso tempo per ricordarmi che a 40 anni sono ancora in tempo per un percorso di PMA…”perché lo passa la mutua…”.<br />
Nel mezzo di questa efficienza c’ero io che continuavo a ripetermi “Aspettate un attimo! Ho ancora tutto dentro!”, come se non capissero che quello da cui mi volevano ripulire, era tutto ciò che io in realtà non avrei voluto lasciare andare.</p>
<p>Sono stati i giorni dei consigli non richiesti, della ricerca spasmodica (degli altri) di una soluzione al mio problema. Di quei giorni ricordo la rabbia, l’impotenza e la tristezza.<br />
Ricordo il sangue. Il sangue che è perdita. Il sangue che pulisce e mi riporta inesorabilmente a come ero due mesi prima. Fisiologicamente e biologicamente pulita.<br />
Provo rabbia per questo mio corpo che prova a cambiare ma resta sempre lo stesso.<br />
Sfuggo allo specchio dopo la doccia perché se mi scorgo, mi trovo sempre uguale a prima: il seno piccolo, la pancia piatta, le ossa del bacino sporgenti.</p>
<p>Ho 40 anni, 3 aborti e il cuore pieno di buchi.<br />
Si stringono e si allargano mille volte al giorno. Sono piccolini e si nascondono se sono occupata. Diventano voragini se vedo una mamma allattare. Non so che farci di questi buchi perché per quanto io provi a riempirli, a coprirli…loro sono lì a ricordarmi quello che non è stato.</p>
<p>Sto cercando a piccoli passi di ripensarmi come ero. Sto cercando, ancora a fatica, di concentrarmi su un futuro a due. Non penso sia un ripiego. Penso sia una scelta. Dettata da cause esterne, ma comunque una scelta. Abbiamo scelto di essere noi, di concentrarci e dare di nuovo spazio alla nostra felicità. Non saremo meno felici per questo. Saremo noi due, con una felicità diversa.</p>
<p>Ho 40 anni, 3 aborti, un cuore pieno di buchi e non so dire cosa mi riserverà il futuro. So solo che per ora sono io, siamo noi. E va bene così.</p>
<p><em>(Grazie a <a class="name-bimlc4 truncate-Pc_c1s resetAnchor-rkYpCn nameLight-wQd_Au" href="https://unsplash.com/it/@milada_vigerova" data-discover="true">Milada Vigerova</a> per l&#8217;immagine).</em></p>
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		<title>Pensa a chi non ne ha nemmeno uno:i figli come cioccolatini</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 14:43:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 42 anni e una figlia di 9 arrivata naturalmente. Da quasi 7 anni cerchiamo, invano, di darle una sorella o un fratello. Siamo passati attraverso tutte le indagini mediche che fanno le coppie con infertilità primaria che non hanno dato nessuna risposta. Abbiamo tentato 2 inseminazioni intrauterine andate entrambe male. Non abbiamo voluto proseguito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 42 anni e una figlia di 9 arrivata naturalmente. Da quasi 7 anni cerchiamo, invano, di darle una sorella o un fratello. Siamo passati attraverso tutte le indagini mediche che fanno le coppie con infertilità primaria che non hanno dato nessuna risposta. Abbiamo tentato 2 inseminazioni intrauterine andate entrambe male. Non abbiamo voluto proseguito con la FIVET o la ICSI sia perché il nostro conto era già abbastanza prosciugato, sia perché non accettavamo l&#8217;idea di concepire in una provetta dopo che la nostra prima figlia era arrivata con un atto d&#8217;amore di cui ci ricordavamo tutti i particolari&#8230;<br />
Cominciamo a valutare l&#8217;adozione. Ci diciamo che forse quello di accogliere un figlio non concepito da noi sarebbe stato un atto d&#8217;amore più grande. Usciti dall&#8217;ospedale dopo aver comunicato ai medici che non intendiamo proseguire, ci arriva la telefonata degli assistenti sociali che ci comunicano che siamo stati aggiunti al corso di formazione che sarebbe partito da lì a 10gg. Inutile dire che lo prendiamo come un segno! Facciamo il corso, le analisi, le sedute dalla psicologa, il corso con altri psicologi, raccogliamo documenti e certificati di ogni genere, incontriamo giudici e giudici fino alla comunicazione della nostra idoneità all&#8217;adozione! Siamo felici e soprattutto certi che la strada intrapresa è quella giusta&#8230;purtroppo però passano i mesi, gli anni e non arriva mai nessuna chiamata. Tra pochi mesi la nostra istanza scadrà e se vorremo continuare dovremo rifare tutto da capo&#8230;<br />
Siamo credenti. Sappiamo che i tempi di Dio non sono i nostri tempi,ma non possiamo accantonare la nostra umanità e la nostra immensa frustrazione nel non riuscire in qualcosa che in passato era stato così facile. Comincio ad interrogarmi su dove abbiamo sbagliato. Se ci siamo arresi troppo presto con il percorso medico, se non siamo abbastanza insistenzi nel chiamare a destra e sinistra per capire perché questo figlio non arriva nemmeno &#8220;dalla porta&#8221;. Nel frattempo le difficoltà di ogni giorno non mancano:abbiamo impiegato tutte le nostre forse economiche per ristrutturare una casa grande che potesse accogliere un altro figlio e l&#8217;abbiamo fatto senza fermarci pensando che se ci avessero chiamato, saremmo dovuti essere pronti&#8230; e neanche questo ha avuto senso.<br />
A volte mi sento ridicola a sperarci ancora. Mi sento dire che il mio miracolo arriverà anche naturalmente, ma intanto il mio corpo si rende disponibile poche volte ad un rapporto sessuale perché non ci trova più nessun senso&#8230;<br />
Nel frattempo osservo mia figlia crescere da sola e mi rendo conto che se dovesse arrivare adesso, lei non ne trarrebbe più giovamento rispetto a quando era più piccola. Ormai il suo carattere è formato:non saprà mai cosa significa avere un complice, una spalla, un amico per sempre&#8230;<br />
A questo si aggiunge la fatidica frase che mi sento sempre ripetere:&#8221;ma almeno tu una figlia ce l&#8217;hai. Pensa a chi non ne ha neanche uno&#8221;&#8230;già:perché i figli sono come i cioccolatini; se già ne hai preso uno, lascia gli altri a chi non ne ha, sii altruista!</p>
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		<title>7 vite</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2025 06:41:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[7 vite mai nate, dal 2022&#8230;5 transfer tutti falliti. Endometriosi e adenomiosi lievi&#8230;L&#8217;ultimo tentativo nella nuova clinica ci aveva regalato la speranza che poi si è rivelata illusione infrangendo i nostri sogni: per la prima volta dopo anni di fallimenti la piccola blastocisti era rimasta con me. Era il nostro regalo di natale, doveva nascere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>7 vite mai nate, dal 2022&#8230;5 transfer tutti falliti. Endometriosi e adenomiosi lievi&#8230;L&#8217;ultimo tentativo nella nuova clinica ci aveva regalato la speranza che poi si è rivelata illusione infrangendo i nostri sogni: per la prima volta dopo anni di fallimenti la piccola blastocisti era rimasta con me. Era il nostro regalo di natale, doveva nascere ad agosto. Mi ha voluta sorprendere: si è addirittura sdoppiata. Ma il fratellino o la sorellina non c&#8217;è l&#8217;ha fatta. Aborto interno. Così ho fatto il tifo per lei che era ancora lì con me viva, il suo cuoricino batteva ancora e cresceva&#8230;ma alla 9 settimana anche lei se n&#8217;è andata lasciando solo il buio dentro. Perché?Avrò davvero la forza per continuare a sperare come chi non ci è mai passato con tanta facilità suggerisce di fare? Avrò il coraggio di essere positiva? Spero solo nel mio coraggio e nella mia determinazione. E in un po&#8217; di fortuna.</p>
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		<title>Mai arrendersi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 09:49:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando ci siamo sentiti pronti per un figlio, lui non è mai arrivato. Pensavamo che bastasse desiderarlo, amarlo già con il cuore prima ancora che esistesse. Ma a volte l’amore non basta, e la vita ci porta su strade inaspettate. Tre anni fa siamo entrati nel mondo della PMA, aggrappandoci alla speranza che tra quei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci siamo sentiti pronti per un figlio, lui non è mai arrivato. Pensavamo che bastasse desiderarlo, amarlo già con il cuore prima ancora che esistesse. Ma a volte l’amore non basta, e la vita ci porta su strade inaspettate. Tre anni fa siamo entrati nel mondo della PMA, aggrappandoci alla speranza che tra quei corridoi, tra quei medici e quelle attese, ci fosse la nostra strada verso la genitorialità.</p>
<p>Quella clinica è diventata il luogo dei nostri sogni, il custode silenzioso di ogni aspettativa, di ogni carezza non ancora data. Abbiamo affrontato tre transfer, ognuno accolto con la speranza nel cuore e il fiato sospeso. E ogni volta, quella speranza si è infranta contro un risultato negativo. Ogni esito è stato un colpo, un silenzioso grido dentro. Mi ripetevo che era solo un passaggio, che prima o poi avrei capito il perché, che ce l&#8217;avremmo fatta.</p>
<p>Ma oggi quella forza inizia a vacillare. È diventata fragilità. E anche il nostro amore, che ha sempre resistito a tutto, oggi sente il peso della stanchezza. Eppure, in mezzo a tutto questo dolore, c’è lui. Mio marito. Il mio rifugio, il mio sostegno. È lui che mi raccoglie quando sento che sto cadendo, che mi tende la mano quando non ho più la forza di alzarmi. È la mia roccia, il mio respiro nei giorni in cui mi manca l’aria.</p>
<p>Questa volta ci avevo creduto davvero. Durante quei quattordici giorni di attesa ho provato a pensare positivo, a immaginare il nostro futuro con un figlio tra le braccia. Mi ero convinta che fosse il nostro momento. Ma quel numero, 0,1, è arrivato come una sentenza. Un numero piccolo, ma capace di frantumarmi dentro. Mille pezzi. E ora sono qui, a cercare di rimetterli insieme, con delicatezza, con pazienza. Ma so che qualcosa di rotto, per quanto si possa aggiustare, non tornerà mai come prima.</p>
<p>Eppure, in mezzo a tutto questo dolore, c’è ancora una scintilla. Piccola, ma viva. Una nuova possibilità ci attende. Un nuovo ciclo, un nuovo tentativo. Sarà il terzo, e porta con sé tutte le ferite del passato, ma anche la forza che ci è rimasta. Abbiamo ancora amore da dare, ancora sogni da coltivare. Non è facile, niente lo è mai stato. Ma siamo ancora qui. In piedi. Insieme.</p>
<p>Meritiamo la felicità. Meritiamo quel dono che tanto desideriamo. E continueremo a lottare per lui. Perché anche se la speranza a volte vacilla, non si spegne mai del tutto. E forse, un giorno, ci porterà dove il nostro cuore ha sempre voluto arrivare.</p>
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		<title>Sono forte, sono positiva&#8230;ma fa male</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 10:36:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono sempre io, quella dell&#8217;abito verde, di &#8220;stanca &#8220;, di &#8220;a noi..buona festa della mamma&#8221;, di &#8220;caro diario ..e altre storie&#8230;Mar31 Mar di martina e 31 il numero del giorno del mio matrimonio, ma sono anche gli anni che compierò quest&#8217;anno. Chiedo scusa per i mille errori che so già farò ma sono le 3.35 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre io, quella dell&#8217;abito verde, di &#8220;stanca &#8220;, di &#8220;a noi..buona festa della mamma&#8221;, di &#8220;caro diario  ..e altre storie&#8230;Mar31<br />
Mar di martina e 31 il numero del giorno del mio matrimonio, ma sono anche gli anni che compierò quest&#8217;anno.<br />
Chiedo scusa per i mille errori che so già farò ma sono le 3.35 di un sabato sera e sono sola a casa perché mio marito oggi è di notte e ho tremendamente bisogno di scrivere&#8230;<br />
Sono passati tre anni e sono ancora qua a scrivere un altra storia, che è sempre la stessa storia, sempre in attesa&#8230;non quella attesa che tutti speriamo ma nella attesa della dolce attesa<br />
A ottobre del 2024 avevamo deciso finalmente di provarci, di provare intanto una iui, consigliata da molti, considerando la nostra giovane età e il fatto che tutti gli esami fatti avevano portato dei bei risultati, spermiogrammi perfetti, isterosalpingografia perfetta, esami ormanali perfetti, addirittura con la piccola stimolazione che avevo fatto avevo prodotto 3 ovuli perfetti, che il dottore aveva paura che con l&#8217;inseminazione si fecondassero tutti e tre, e rischio di una gravidanza trigemica. Le punture fatte certo non sono state una passeggiata ma tra la mia leggera fobia degli aghi e mio marito che si è offerto a farmi lui le punture questo ci ha reso in qualche modo più complici o comunque uniti, certo io sono stata la sua cavia perché non aveva mai fatto punture. La prima è stata abbastanza divertente, lui che vedeva i video più e più volte e nel momento in cui doveva infilzare l&#8217;ago tremavo tutta perché per il nervosismo l&#8217;ho presa a ridere. A ogni puntura devo dire che migliorava e io cercavo di essere più coraggiosa o quanto meno di non fargliele pesare, perché sapevo benissimo che l&#8217;idea di infilzarmi lo faceva stare molto male quindi cercavo sempre di riderci su e mostrarmi forte. L&#8217;ultima puntura di gonasi e stata davvero la più dolorosa, come bruciava.  Andiamo in clinica il giorno della fecondazione e niente come accennato tutto perfetto. Arriva l&#8217;attesa fino al giorno delle beta, un attesa strana, quasi perfetta. cercavo di ripetermi ogni giorno non illuderti&#8230;ma cosa potrebbe andare storto, era tutto perfetto, il dottore super ottimista, vedrai che le beta saranno positive. Mia mamma, infermiera in pensione, mi fa l&#8217;esame la mattina alle 7.30 e il favore di portarlo lei dai suoi colleghi, così mi rimetto a letto cercando di non pensarci, non mi avrebbe mandato l&#8217;esito prima dell 11. Mi raggomitolo a mio marito continuiamo a dormire abbracciati, ci eravamo presi entrambi un giorno libero<br />
Arriva il messaggio di mia mamma, una foto con sotto un messaggio: &#8221; mi dispiace io sono qui&#8221;<br />
Apro. Beta :  1<br />
Mio marito a fianco a me mi abbraccia.<br />
Credo non abbiamo parlato per tutta la mattina siamo rimasti fino alle 14 a letto abbracciati a piangere insieme, lui silenziosamente e ogni volta che le mie lacrime e il mio singhiozzare aumentava lui mi stringeva più forte&#8230;i giorni a seguire sono stati così&#8230;non vivevamo ma sopravvivevamo ci siamo trascinati entrambi&#8230; Eppure era tutto perfetto, noi siamo perfetti, lo so forse pecco di arroganza ma si siamo perfetti l&#8217;uno per l&#8217;altra ci amiamo siamo complici abbiamo trovato tante passioni da fare insieme, per superare questi anni, che nascevano come distrazione ma ci hanno unito ancora di più, il ballo, la moto, anche lì siamo una coppia perfetta e so già che saremo perfetti per essere genitori, ovviamente perfetti con le nostre imperfezioni&#8230;forse e la nostra punizione&#8230;come se questa perfezione debba essere punita, come se abbiamo già troppo quindi non possiamo avere tutto. Così mi sono rialzata cercando di vedere quello che comunque la vita mi dà, cercando di essere ottimista di godermi per forza di cose quello che per ora la vita mi passa. Cercando di ripetermi che magari non posso avere un figlio perché il signore ha altri piani per me per ora&#8230;o forse ha altri piani per me per sempre&#8230;e se un figlio non l&#8217;avrò mai.<br />
 Ok, restiamo positivi, semplicemente non è il mio momento<br />
Così decidiamo di lasciare nel frigorifero le punture che ci sono avanzate, scadono nel 2026, siamo giovani, nessuno ci mette fretta quindi godiamoci il momento;<br />
possono rimanere nel frigorifero almeno fino a novembre.<br />
Così siamo in quella famosa fase del non pensiamoci&#8230;quel famoso non pensateci e arriva, ma nel momento in cui lo scrivo ci sto pensando, nel momento in cui faccio l&#8217;amore con mio marito e normale che ci penso e anche se non ci penso e non guardo l&#8217;ovulazione e non guardo nemmeno quando mi deve venire il ciclo o se ho un ritardo, il ciclo comunque mi viene e quindi che stronzata è questa frase non pensateci e arriva.<br />
Come se puoi pensarci o non pensarci e come se le tuoi ovaie o il tuo ovulo o i suoi spermatozoi sanno se ci stai pensando.<br />
Il problema e che mi posso prendere in giro quanto voglio ma anche se non gli dò importanza è comunque una cosa che desidero,più di ogni cosa, più dell&#8217;aria e anche se vado avanti e sorrido, e si ormai sono forte, e riesco a non cadere più in depressione e riesco a non piangere quando mi viene in ciclo,  fa comunque male.<br />
Fa tremendamente, fottutamente, infinitamente male.<br />
E sento che se non faccio niente sbaglio qualcosa e se faccio qualcosa sbaglio comunque.<br />
Sento che le ignoro, ma a volte apro il frigo e le punture messe nell&#8217;ultimo scaffale in alto e come se mi volessero dire qualche cosa, come a dire: &#8220;tu fai finta di niente ma noi siamo qui&#8221;<br />
Fa male quando stasera a una semplice pizza a casa di amici le mie due amiche mamme entrambe con un figlio maschio facevano battute scherzose  tranquillamente sul fatto che questa è l&#8217;annata delle femmine quindi era il caso di pensare a fare il secondo, quanto è facile per loro<br />
E fa ancora più male avere la fottuta paura di essere forte ma sperare che nessuna delle tue amiche nel frattempo rimanga incinta perché hai paura di non riuscire a reggerla<br />
E fa male guardare tuo marito giocare con i figli dei nostri amici e pensare che padre perfetto sarebbe, vedere come li solleva in braccio e li lancia e sentire i bambini ridere a squarciagola e per un nano secondo pensare che il bambino che lancia in aria e lo riprende al volo potrebbe essere vostro figlio<br />
E fa tremendamente paura guardare i figli delle tue amiche che ti vogliono un mondo di bene e che tu ami immensamente, che giocano e ridono con te e quel istante in cui ti abbracciano o ti fanno una carezza, in un minuscolo istante sogni che fosse la mano, lo sguardo e l&#8217;abbraccio di tuo figlio, e in un nano secondo fingi di essere madre e te ne vergogni&#8230;e fa male</p>
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		<title>10 Ali</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 10:29:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[7 Gravidanze, 3 nati vivi , 5 no. A volte non si può comprendere. A volte Non ha senso neanche cercare di capire. Ad un tratto Senti il tuo corpo diverso, senti la vita che esplode in te. Così a me e’ successo. Li ho sentiti dal concepimento. L’ovulo fecondato scoppiettava in me tra piccoli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>7 Gravidanze, 3 nati vivi , 5 no. A volte non si può comprendere. A volte Non ha senso neanche cercare di capire. Ad un tratto Senti il tuo corpo diverso, senti la vita che esplode in te. Così a me e’ successo. Li ho sentiti dal concepimento. L’ovulo fecondato scoppiettava in me tra piccoli crampi e strane sensazioni di freddo e caldo, mal di testa e giramenti vari. Sentivo la sua Vita insinuarsi nella mia. Ero felice ogni volta, ma per 5 volte ho dovuto arrendermi a qualcosa di più grande della mia gioia, la Vita… comincia ma può terminare e tra seno che si affievolisce d’improvviso o nausee che diminuiscono , o la tua fame che si spegne come una lampadina che va a intermittenza per poi non accendersi più, ti accorgi che qualcosa non va. Il viso non e’ più luminoso e dentro lo senti… che non lo senti più. Speri di sbagliarti , controlli spesso in bagno se c’è qualche perdita ma poi in un modo o nell’altro , che sia a 15 giorni dal concepimento con delle Beta che si abbassano o che sia al quinto mese e che vedi il suo cuore che non batte più e devi “accettare” … che lo Partorirai il tuo Elia… ma non per crescerlo, e per prenderti cura di lui, perché il viaggio insieme e’ terminato. Devi accettare che tuo figlio non lo vedrai crescere. Devi lasciarlo andare.  Perché questo sono tutti quei test di gravidanza … Figli! Sono i nostri figli e in qualsiasi momento Dio deciderà di farli diventare Angeli anche se noi soffriremo, e piangeremo dal dolore di sentirceli strappati dal grembo prima del tempo, la verità e’ che sono e saranno sempre e per sempre i nostri figli. Non li avremo potuti abbracciare o coccolare o sgridare e non li avremmo visti crescere davvero fuori … nel mondo. Ma in noi mamme loro ci sono stati , eravamo insieme , noi ci prendevano cura di loro durante il primo incontro , senza vedersi o toccarsi. Quello Più intimo, quello dell’anima. L’uno dentro l’altro, nell’amore più profondo dell’attesa. Figli non sono solo quelli che sto crescendo di cui ringrazio Dio sempre ma anche i miei 5 Angeli ognuno con il suo nome ognuno con le sue ali., ognuno e’ cresciuto devtro di me e insieme a me e ognuno mi ha insegnato qualcosa di profondo. Loro 5 sono I miei guerrieri in cielo, le mie 10 ali d’amore.</p>
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		<title>Gli inseparabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 13:20:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Desidero vedere mio marito sereno, tranquillo, felice&#8230; Invece vedo come si logora, giorno dopo giorno per questa attesa di poter riempire un vuoto&#8230; Ho un utero vuoto, io ma lui ha il cuore che straripa di niente mischiato a paura; si sente sconfitto e inutile. Quanto poco si parla del dolore del &#8220;non&#8221; papà? Del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Desidero vedere mio marito sereno, tranquillo, felice&#8230; Invece vedo come si logora, giorno dopo giorno per questa attesa di poter riempire un vuoto&#8230; Ho un utero vuoto, io ma lui ha il cuore che straripa di niente mischiato a paura; si sente sconfitto e inutile.<br />
Quanto poco si parla del dolore del &#8220;non&#8221; papà? Del papà in attesa&#8230; In attesa che avvenga qualcosa da poter aspettare&#8230;<br />
Quando c&#8217;è di mezzo l&#8217;infertilità, la sterilità o la PMA? Io lo vedo: si impegna e ingegna: vorrebbe sapermi felice e io desidero lo stesso per lui.<br />
Vorrei che il nostro desiderio si possa realizzare, presto</p>
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		<title>Nel concavo cielo sfavilla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 07:55:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un desiderio per la notte di San Lorenzo&#8230; Ritornare a vivere! Sono tre anni che tutto gira intorno al mio utero, un organo che, a differenza di altri, ha solo una funzione. Certo la più speciale, la più sognata ormai&#8230; Se potessi esprimere un desiderio sarebbe proprio quello di ritornare alla leggerezza di prima, al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un desiderio per la notte di San Lorenzo&#8230; Ritornare a vivere! Sono tre anni che tutto gira intorno al mio utero, un organo che, a differenza di altri, ha solo una funzione. Certo la più speciale, la più sognata ormai&#8230; Se potessi esprimere un desiderio sarebbe proprio quello di ritornare alla leggerezza di prima, al vivere la vita senza che il presente sia solo una pausa sospesa tra la preparazione dei pick-up e il sogno di un transfer. Non è possibile che proprio io, coi miei titoli culturali, non possa concepire, mentre intorno a me incoscientemente fiorisce la vita. Eppure è così. È forse arrivata l&#8217;ora di uscire dalla sensazione di un futuro sospeso, accarezzare questa mia pelle che tiene insieme i pezzi di me. L&#8217;aria calda di Agosto mi avvolge e mentre cucino mi riprendo in mano la vita.. Io sono già madre di un bambino, forse già nato, che attraverso il dolore mio e suo, arriverà un giorno a me attraverso l&#8217;adozione. Io non sono solo il mio utero e mi sforzerò di amare il mio corpo per la forza che sento nonostante tutto. Sono molto più che una nullipara, molto oltre i fallimenti e l&#8217;anestesia e i quattro cicli di stimolazione e il mio corpo nudo e legato in stanze asettiche per biopsie e colposcopie, ed isteroscopie ed aneuploidie, io sono già madre.</p>
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