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	<title>Delusione &#8211; Parole Fertili</title>
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	<title>Delusione &#8211; Parole Fertili</title>
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		<title>La sconfitta di una forza</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:48:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da oramai mesi trascorro le mie giornate con un vuoto in petto che mi paralizza lo sguardo. Due aborti e due embrioni trasferiti andati male per colpa di un medico. Erano le mie 2 ultime possibilità. La sensazione che si prova è di un costante smarrimento, come se il tuo corpo non ti appartenesse più, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da oramai mesi trascorro le mie giornate con un vuoto in petto che mi paralizza lo sguardo. Due aborti e due embrioni trasferiti andati male per colpa di un medico. Erano le mie 2 ultime possibilità. La sensazione che si prova è di un costante smarrimento, come se il tuo corpo non ti appartenesse più, tutto il dolore che ha subito è stato vano. Delusione e straziante dolore che non se ne va, continui la tua vita, perché sei costretta a fingere e sorridere, perché alla fine nessuno può capirti, quindi ti tieni tutto dentro di te. La cosa che mi trafigge di più è che ho scavato forza anche quando avevo paura, ma non posso credere che sia stato tutti completamente inutile. Ho corso questa maratona ma arrivata al traguardo non ho potuto tagliare il nastro. Che sofferenza!</p>
<p>(Credits immagine: Claudia Bellati)</p>
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		<title>Pensa a chi non ne ha nemmeno uno:i figli come cioccolatini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 14:43:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho 42 anni e una figlia di 9 arrivata naturalmente. Da quasi 7 anni cerchiamo, invano, di darle una sorella o un fratello. Siamo passati attraverso tutte le indagini mediche che fanno le coppie con infertilità primaria che non hanno dato nessuna risposta. Abbiamo tentato 2 inseminazioni intrauterine andate entrambe male. Non abbiamo voluto proseguito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 42 anni e una figlia di 9 arrivata naturalmente. Da quasi 7 anni cerchiamo, invano, di darle una sorella o un fratello. Siamo passati attraverso tutte le indagini mediche che fanno le coppie con infertilità primaria che non hanno dato nessuna risposta. Abbiamo tentato 2 inseminazioni intrauterine andate entrambe male. Non abbiamo voluto proseguito con la FIVET o la ICSI sia perché il nostro conto era già abbastanza prosciugato, sia perché non accettavamo l&#8217;idea di concepire in una provetta dopo che la nostra prima figlia era arrivata con un atto d&#8217;amore di cui ci ricordavamo tutti i particolari&#8230;<br />
Cominciamo a valutare l&#8217;adozione. Ci diciamo che forse quello di accogliere un figlio non concepito da noi sarebbe stato un atto d&#8217;amore più grande. Usciti dall&#8217;ospedale dopo aver comunicato ai medici che non intendiamo proseguire, ci arriva la telefonata degli assistenti sociali che ci comunicano che siamo stati aggiunti al corso di formazione che sarebbe partito da lì a 10gg. Inutile dire che lo prendiamo come un segno! Facciamo il corso, le analisi, le sedute dalla psicologa, il corso con altri psicologi, raccogliamo documenti e certificati di ogni genere, incontriamo giudici e giudici fino alla comunicazione della nostra idoneità all&#8217;adozione! Siamo felici e soprattutto certi che la strada intrapresa è quella giusta&#8230;purtroppo però passano i mesi, gli anni e non arriva mai nessuna chiamata. Tra pochi mesi la nostra istanza scadrà e se vorremo continuare dovremo rifare tutto da capo&#8230;<br />
Siamo credenti. Sappiamo che i tempi di Dio non sono i nostri tempi,ma non possiamo accantonare la nostra umanità e la nostra immensa frustrazione nel non riuscire in qualcosa che in passato era stato così facile. Comincio ad interrogarmi su dove abbiamo sbagliato. Se ci siamo arresi troppo presto con il percorso medico, se non siamo abbastanza insistenzi nel chiamare a destra e sinistra per capire perché questo figlio non arriva nemmeno &#8220;dalla porta&#8221;. Nel frattempo le difficoltà di ogni giorno non mancano:abbiamo impiegato tutte le nostre forse economiche per ristrutturare una casa grande che potesse accogliere un altro figlio e l&#8217;abbiamo fatto senza fermarci pensando che se ci avessero chiamato, saremmo dovuti essere pronti&#8230; e neanche questo ha avuto senso.<br />
A volte mi sento ridicola a sperarci ancora. Mi sento dire che il mio miracolo arriverà anche naturalmente, ma intanto il mio corpo si rende disponibile poche volte ad un rapporto sessuale perché non ci trova più nessun senso&#8230;<br />
Nel frattempo osservo mia figlia crescere da sola e mi rendo conto che se dovesse arrivare adesso, lei non ne trarrebbe più giovamento rispetto a quando era più piccola. Ormai il suo carattere è formato:non saprà mai cosa significa avere un complice, una spalla, un amico per sempre&#8230;<br />
A questo si aggiunge la fatidica frase che mi sento sempre ripetere:&#8221;ma almeno tu una figlia ce l&#8217;hai. Pensa a chi non ne ha neanche uno&#8221;&#8230;già:perché i figli sono come i cioccolatini; se già ne hai preso uno, lascia gli altri a chi non ne ha, sii altruista!</p>
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		<title>Storia di infertilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 03:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho sempre pensato che avere un figlio fosse una cosa estremamente naturale, come respirare. Realizzare che non è così semplice è stato il primo capitolo della mia storia di infertilità. I primi mesi di tentativi credevo fosse colpa di qualche piccolo intoppo: forse lo stress, forse non era il momento giusto, ma più passava il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre pensato che avere un figlio fosse una cosa estremamente naturale, come respirare. Realizzare che non è così semplice è stato il primo capitolo della mia storia di infertilità. I primi mesi di tentativi credevo fosse colpa di qualche piccolo intoppo: forse lo stress, forse non era il momento giusto, ma più passava il tempo e più mi sentivo inquieta. Il tarlo che qualcosa non andasse ha cominciato a prendere sempre più piede, insieme alle lacrime che seguivano il ciclo o gli annunci di gravidanza. E proprio da un annuncio di gravidanza improvvisa da parte una collega che inizia il secondo capitolo della mia storia di infertilità. Era passano già un anno e del mio bambino non vi era alcuna traccia, in compenso vi era un vuoto enorme che prendeva sempre più piede, così ho deciso di rivolgermi ad un centro per la PMA. Non avevo idea del carico emotivo e fisico al quale si è soggetti durante un percorso di procreazione assistita. I medici hanno capito subito che la &#8220;colpevole&#8221; ero io. Non è stato facile ammettere a me stessa che avevo qualcosa che non andava, che era tutta colpa mia. L&#8217;ho vissuta esattamente come una colpa, mi ripetevo che forse era una punizione divina per chissà quale peccato. E allora, una volta espiate le mie colpe, una volta estinto il conto con Dio, pensavo che il mio bambino sarebbe arrivato. Invece non è arrivato. E così è iniziato il terzo capito della mia storia di infertilità: i fallimenti dei cicli di stimolazione. Evidentemente il progetto divino è più complicato di quello che credevo o forse Dio ha decido semplicemente di guardare altrove, di concedere questa gioia ad altri e abbandonare me in questo mare di farmaci, ormoni e tristezza. La tristezza è sempre stato il filo rosso della mia storia di infertilità: non riesco più a gioire della vita, delle cose belle e piccole che quotidianamente mi circondano. Mi sento vuota, spogliata del sorriso vero e pieno. Vivo aspettando quel sogno di maternità che mi viene negato, sogno mani paffute e piedini nudi, quel profumo di latte e amore, ad oggi infinitamente lontani. Faccio quello che è in mio potere: vivo di visite, esami, scadenze e test di gravidanza sempre negativi. Il tempo passa e io con lui. Cerco il senso di questo complicato disegno divino, ma forse non c&#8217;è alcun senso e non c&#8217;è alcun divino. Il tempo va avanti, ma io resto ferma davanti a questa culla eternamente vuota.</p>
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		<title>A te..</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 09:45:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La scorsa notte ho sognato un test di gravidanza, positivo, il mio. Oggi, prima di mettermi a letto, mi accorgo dell’arrivo delle mestruazioni. Eppure questa volta ci avevo sperato perché non avevo avuto nessun sintomo nei giorni precedenti come invece succede spesso. Mi devo arrendere ma dentro di me non smetto di sognare, di guardare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa notte ho sognato un test di gravidanza, positivo, il mio. Oggi, prima di mettermi a letto, mi accorgo dell’arrivo delle mestruazioni. Eppure questa volta ci avevo sperato perché non avevo avuto nessun sintomo nei giorni precedenti come invece succede spesso. Mi devo arrendere ma dentro di me non smetto di sognare, di guardare le pubblicità con le tutine, le carrozzine. Pensare al tuo volto e persino di come il nostro cane ti avrebbe adorato. La devo smettere. Purtroppo quando toccava a noi, quando era il nostro tempo, non potevamo nemmeno permetterci di pensarti e ti chiedo scusa ma adesso forse devo accettare che quel treno è passato. Per tutti rimarrò quella che NON HA VOLUTO FIGLI, perché il mio cuore spezzato e, perdonatemi, la mia rabbia e la mia invidia l’ho sempre nascosta a tutti. Ora quelli che hanno figli mi dicono “Beata te” e nella mia mente vedo solo quel fagottino che avrei riempito di baci, al quale avrei insegnato l’amore per la natura, la Juventus e nella culla gli avrei fatto ascoltare le più belle musiche di un pianoforte. Io ti ho sempre amato.</p>
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		<title>Emozioni stropicciate</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 08:12:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A 37 anni contro ogni aspettativa sono diventata madre. Biologicamente ero già in declino, invece, quasi subito, con una gravidanza perfetta, è nato Mario. Tra mille preoccupazioni e angoscie derivanti dall&#8217;essere genitori, non abbiamo pensato a fare subito il secondo figlio. Era un desiderio nascosto tra le righe e mentre mi prendevano per egoista perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A 37 anni contro ogni aspettativa sono diventata madre. Biologicamente ero già in declino, invece, quasi subito, con una gravidanza perfetta, è nato Mario. Tra mille preoccupazioni e angoscie derivanti dall&#8217;essere genitori, non abbiamo pensato a fare subito il secondo figlio. Era un desiderio nascosto tra le righe e mentre mi prendevano per egoista perché non regalavo un fratello o una sorella al bambino, dentro di me si faceva strada l&#8217;idea che un secondo avrebbe tolto spazio all&#8217;altro e così ho aspettato, fino a che non sono rimasta incinta e la mia vita si è colorata di rosa. Ero pronta. Ma dopo 5 settimane il sogno si era spezzato. Abbiamo iniziato il calvario: pillole su pillole per aumentare la fertilità, pomate, posizioni varie, controlli della cervice&#8230;e dopo un anno, abbiamo preso la decisione di cominciare un percorso di fecondazione assistita. Analisi, visite, il mio corpo sempre esposto, le mie vene martoriate: è tutto ok, ma dopo due ICSI in cui nonostante la ragione mi tenga a terra perché sono vecchia (43-44 anni), il cuore vola alto e spera, inutilmente, perché nel giorno della beta arriva il maledetto ciclo e anche se so che poteva succedere, la realtà è che sono sola con me stessa e un dolore che fa sempre più fatica ad andarsene. Dopo due ICSI, mi sento di dire basta, dovevo pensarci prima eppure passano i giorni e mi dico che un altro tentativo sarebbe logico. Ma in questo viaggio non c&#8217;è logica: c&#8217;è solo un cumulo di emozioni stropicciate che lottano tra loro, tra dire e fare, con un corpo sempre più nudo e messo a servizio di una scienza che nulla può contro un declino inesorabile&#8230;</p>
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		<title>Un sogno in divenire</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 21:38:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nostra storia di infertilità inizia poco prima della pandemia.all’epoca il nostro primo figlio aveva già cinque anni, e l’idea di dargli un fratellino una sorellina si faceva sempre più forte nel nostro cuore. La prima gravidanza era stata fantastica, all’epoca avevo 26 anni, cinque anni di convivenza alle spalle e una relazione che durava [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra storia di infertilità inizia poco prima della pandemia.all’epoca il nostro primo figlio aveva già cinque anni, e l’idea di dargli un fratellino una sorellina si faceva sempre più forte nel nostro cuore. La prima gravidanza era stata fantastica, all’epoca avevo 26 anni, cinque anni di convivenza alle spalle e una relazione che durava già nove anni. Fino da quando eravamo dei ragazzini ragazzini avevamo sempre fantasticato sull’idea di una famiglia insieme. Quando il desiderio di maternità si è fatto più forte, ho sospeso la pillola e abbiamo iniziato la nostra ricerca che in realtà durata pochissimo poiché dopo un mese ero già incinta. La gravidanza è stata fantastica, talmente tanto che ho lavorato fino a una settimana prima della nascita di baby D.</p>
<p>Quando l’idea di un secondo figlio ti hai fatto più forte abbiamo iniziato a cercare con molta leggerezza poiché, infondo, la prima volta era stato così facile…<br />
Dopo circa un anno di tentativi io ero già molto sconfortata, avevo un sentore negativo. </p>
<p>Iniziamo così a fare alcuni esami, i miei risultavano essere tutti a posto, per marito leggermente sballati nello spermiogramma, ma nulla di così grave.</p>
<p>Passato un altro anno, era marzo 2022, di prenotare una visita in una clinica per la fertilità privata.<br />
Analizzati i nostri esami e vista la nostra età ci prospettarono subito una icsi.<br />
Il mese successivo ero già proiettata verso le cure ormonali che mi portarono a fine  marzo al primo pick-up della mia vita. Vennero prelevati solo due ovociti, solo uno si fertilizzò ma arrivò blastocisti. Così arrivo al giorno del mio primo transfer ero piena di speranza e fiduciosa, infondo non avevamo grossi problemi problemi e ce l’avevano “fatta facile” il risultato sembrava già scritto.<br />
Nei primi primi giorni dopo il transfer avevo sensazioni positive sentivo che qualcosa stava cambiando ero quasi certa che la blastocisti avesse attecchito. Purtroppo da lì poche settimane dopo un’emorragia l’esito negativo era lampante.<br />
Mi ero sconfortata, triste era difficile fare qualsiasi cosa.<br />
Io mio marito abbiamo attività insieme, siamo in proprio. Abbiamo grosse responsabilità e tutto ciò fece sì che mi dovetti risollevare molto velocemente<br />
Lasciammo passare qualche mese e poi decideremo di prenotare una visita in un centro pubblico vicino al nostro paese. La dottoressa che ha seguito era molto zelante, positiva e ci fece subito fare di nuovo tutti gli esami che risultavano nettamente migliorati rispetto al passato.<br />
Da lì poco decidemmo per una doppia stimolazione al fine di recuperare più ovociti possibili.<br />
La doppia stimolazione fu pesante mentalmente e fisicamente ma l affrontai a testa bassa e conscia che sarebbe stata la volta buona.<br />
Feci due pick-up: dal primo prelevammo due ovociti entrambi diventarono blastocisti e vennero congelati. Dal secondo pick-up tre ovociti che vennero congelati.<br />
Mi presi qualche mese per recuperare le forze soprattutto mentali e fisiche per poi arrivare a febbraio 2023, mese in cui inizia la preparazione endometriale per il secondo transfert’della mia vita.<br />
Il tutto si svolse molto semplicemente e agevolmente senza intoppi ma dal primo momento io ebbi una percezione negativa: sapevo che non era andata. Infatti infatti da lì a poco un’ emorragia mi preannunciava l esito infausto.</p>
<p>A quel punto ero distrutta straziata e triste, triste a non finire.<br />
Ciò di cui non ho ancora parlato  e il fatto che questo percorso io e mio marito lo abbiamo affrontato totalmente da soli, poiché non ci sentivamo capiti, perché sapevamo che la famiglia non avrebbe capito… Infondo” ne abbiamo già uno”…</p>
<p>L’estate passo veloce, a settembre decise di affrontare una nuova preparazione endometriale per effettuare così nuovo transfert….<br />
Il 1 novembre in gran segreto mi recai alla clinica,  da sola, pronta a prendermi la mia blastocisti… mio marito quel giorno doveva lavorare per poter coprire entrambi… ero serena, nei mesi precedenti avevo lavorato tanto tanto sulla mia serenità, aveva rallentato con il lavoro, avevo seguito una dieta sana avevo cercato di essere serena soprattutto.<br />
Tutto ciò perché ormai avevamo avevamo capito che la nostra infertilità  secondaria era sine causa, l’unico aspetto che ci dava da pensare era tutto lo stress cui siamo sempre sottoposti per via del lavoro.<br />
Purtroppo anche questa volta, il mio terzo transfert, non ha avuto esito positivo. Ero convinta che ce l’avremmo fatta eppure non è ancora stato il momento.<br />
Ora sto cercando le forze per affrontare una nuova preparazione e per affrontare tutto il percorso: abbiamo ancora tre ovociti congelati ma la paura è talmente tanta che ha preso sopravvento sulla speranza.</p>
<p>In tutto questo l’aspetto positivo e che il rapporto con il mio marito si è fortemente rafforzato, siamo fieri della nostra famiglia nella costanza con cui abbiamo affrontato questo percorso che però non è ancora dato esito positivo ma che è in divenire</p>
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		<title>Chissà se arriverà il nostro arcobaleno 🌈</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 20:49:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra me e mio marito è stato il classico colpo di fulmine&#8230; dopo un anno che stavamo insieme è arrivata la proposta di matrimonio e dopo 2 eravamo marito e moglie&#8230; il 3 anno abbiamo comprato casa e anche se volevamo tanto un bimbo abbiamo deciso di temporeggiare per via delle spese di ristrutturazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra me e mio marito è stato il classico colpo di fulmine&#8230; dopo un anno che stavamo insieme è arrivata la proposta di matrimonio e dopo 2 eravamo marito e moglie&#8230; il 3 anno abbiamo comprato casa e anche se volevamo tanto un bimbo abbiamo deciso di temporeggiare per via delle spese di ristrutturazione e mobili&#8230; seppur non cercata arriva la gravidanza, non era il &#8220;momento giusto&#8221;, ma eravamo comunque strafelici e ce l avremmo fatta nonostante le tante spese, nemmeno il tempo di gioire che arriva un aborto spontaneo&#8230; va bene doveva andare così&#8230; torna il ciclo vado dal ginecologo per una visita di controllo e mi dice che è tutto ok e che può capitare&#8230; dopo qualche mese finalmente finiamo i lavori e ci trasferiamo a casa nuova, dopo 3 mesi di tentativi sono di nuovo incinta, ancora una volta nemmeno il tempo di gioire che ho un altro aborto&#8230; altra visita di controllo, stavolta il ginecologo mi fa fare degli esami genetici e scopro di avere una mutazione genetica che mi predispone ad avere trombosi ed aborti spontanei&#8230; Mi rassicura e mi prescrive aspirinetta e progesterone da assumere non appena riesco a rimanere nuovamente incinta. Passa qualche altro mese ed io sono di nuovo incinta&#8230; Stavolta ci illudiamo sul serio, questa volta c&#8217;è la terapia, non può andare male&#8230; e invece alla 6 settimana le beta non crescono più e il medico mi dice di interrompere la terapia ed aspettare che mi torni il ciclo&#8230; arriverà mai il nostro arcobaleno???</p>
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		<title>Tra resa e speranza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Nov 2023 13:06:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Così vivo da due anni, tra arrendermi e sperare ancora che arrivi la seconda gravidanza. Assurdo pensare che la prima è arrivata senza neanche cercarla e la seconda tanto voluta e desiderata non arriva. In questi due anni tanti ritardi, test negativi, una biochimica, mesi di stimolazione ormonale che non hanno portato a nulla se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Così vivo da due anni, tra arrendermi e sperare ancora che arrivi la seconda gravidanza. Assurdo pensare che la prima è arrivata senza neanche cercarla e la seconda tanto voluta e desiderata non arriva. In questi due anni tanti ritardi, test negativi, una biochimica, mesi di stimolazione ormonale che non hanno portato a nulla se non tante false illusioni, esami su esami che non spiegano questa infertilità.Ho pianto quasi  ogni mese negli ultimi anni, alle prime macchioline sul salvaslip le lacrime iniziavano a scendere senza sosta. Negli ultimi mesi ho iniziato a non piangere più, forse perché la speranza è ormai svanita e rimane solo quel senso di impotenza e rassegnazione. La cosa più brutta di tutto questo percorso? Sentirsi dire: “Vabbè dai, uno c’è l’hai già “ Che non è un pensiero che mi hai mai consolata anzi, mi provoca rabbia e frustrazione. Prossima settimana abbiamo appuntamento in un centro di fecondazione assistita, proverò la Fivet e se anche questo tentativo non porterà il risultato sperato metterò la parola fine a questa ricerca. Non avrei più risorse emotive da investire. Evidentemente doveva andare così….</p>
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		<title>La festa di compleanno</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 21:12:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era il compleanno di Paola, non volevo fare tardi. Io adoravo le feste. Quel pomeriggio avevo saltato la pausa pranzo per finire presto di lavorare e alle venti in punto ero già in macchina con mio marito. L’appartamento di Paola era in pieno centro. Almeno questa volta, pensai mentre varcavo l’androne del palazzo, siamo stati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il compleanno di Paola, non volevo fare tardi. Io adoravo le feste. Quel pomeriggio avevo saltato la pausa pranzo per finire presto di lavorare e alle venti in punto ero già in macchina con mio marito. L’appartamento di Paola era in pieno centro.<br />
Almeno questa volta, pensai mentre varcavo l’androne del palazzo, siamo stati puntuali.<br />
Il salone si spalancò davanti a noi con decine di festoni colorati. C’era odore di popcorn caramellati e, ai piedi di un grosso tavolo di cristallo, due bambine con le trecce erano sedute su un tappetone colorato tra palloncini gialli e rossi. Stavano litigando e tiravano i capelli a una bambola di plastica che sapeva mangiare, bere e persino sporcare i pannolini.<br />
Sembrava più una festa per bambini che un party per i trent’anni.<br />
Una morsa mi serrò lo stomaco. Mio marito se ne accorse e mi strinse più forte la mano.<br />
Paola mi si avvicinò sfoggiando il suo nuovo completo prémaman.<br />
Ti piace come ho sistemato? Ho pensato che sarebbe piaciuto ai marmocchi.<br />
Poi scoppiò a ridere: Anno dopo anno ce ne sono sempre di più!<br />
Io sentii il battito cardiaco accelerare e afferrai un drink. Mi sedetti rigida sul divano accanto a Cristina. Mio marito era già dall’altra parte della sala con il telefono in mano.<br />
Mi guardai intorno mordendomi le labbra. Ero appena arrivata ma ora volevo solo scappare via, a gambe levate.<br />
Sentii che stava per succedere di nuovo: quelle dannate lacrime già cominciavano a pizzicarmi gli occhi provocandomi un fastidioso formicolio. Sbattei le palpebre più volte mentre le orecchie cominciavano a ronzare. Le chiacchiere delle amiche divenivano via via evanescenti: ora erano suoni lontani e indistinti. Con gli occhi arrossati continuavo a sorseggiare il mio drink; non riuscivo a togliermi di dosso la sensazione di trovarmi nel posto sbagliato. Accavallai le gambe e cominciai fissare la parete color porpora con occhi vuoti: il volto era contratto in un sorriso che non mi accendeva lo sguardo.<br />
Diedi un altro sorso all’aperitivo.<br />
Poi provai ad arrestare il tremolio che mi incrinava la voce: Cosa diavolo c’è in me che non funziona?<br />
Sentii le gote infiammarsi. Inspirai a fondo. Cercai di darmi un contegno, altrimenti avrei finito per rovesciare il drink sul divano ma non riuscivo a calmarmi.<br />
Stasera nessuna grana al lavoro?<br />
Cristina si girò di scatto, io mi zittii. Adele, la nostra amica, si era appena seduta accanto a noi con in braccio un bambino di circa dodici mesi che cercava in tutti i modi di tenere sveglio.<br />
Io sorrisi nervosamente e infilai una mano nei capelli: No, stavolta non ci sono state emergenze…<br />
Ma almeno quando ti obbligano ai lavori forzati te li pagano gli straordinari? Non dirmi che a trentadue anni sei ancora ferma a ottocento euro al mese e con soli quindici giorni di ferie l’anno?incalzò Adele.<br />
Mi sentii stringere il petto così forte che per qualche secondo non riuscii a parlare. Poi risposi acida. Lei replicò senza staccarmi gli occhi di dosso.<br />
Arricciò le labbra e scosse la testa. Poi sorrise sfiorandosi la pancia: Io invece adesso dovrò proprio chiedere il part time.<br />
Accennò un gesto vago e indicò i nostri bicchieri.<br />
Per almeno un po’ questi cocktail potrò concedermeli solo nei sogni! Mi state facendo venire una voglia…<br />
Buttai giù una sorsata di Mojito fissando il Fruit Punch di Adele. Mi sentivo in bilico, con il pavimento che mi oscillava sotto i piedi. Adele era di nuovo incinta. E lo stava comunicando così, in quel momento, fingendo di desiderare anche lei un cocktail alcolico, proprio durante la festa di compleanno di Paola, in quella sala dove il pianto dei neonati e il vociare dei bambini si mescolavano alle chiacchiere e alle risate.<br />
Adele aveva già cambiato espressione e, ora, aveva iniziato a tormentare le piccole guance del figlio: Si sta facendo tardi! Se si addormenta adesso, è la fine.<br />
Sbuffò: Mi toccherà un’altra notte in bianco. Lo sapevo, l’avevo detto a Paola. Non dovevo venire!<br />
E dai, esclamai, non sarà la fine del mondo!<br />
Adele mi guardò con un sorriso di commiserazione. Poi mi puntò addosso i suoi occhi di ghiaccio che spuntavano tra le linee scure di una frangetta perfetta.<br />
Se adesso dorme, salterà la pappa: quando arriveremo a casa piangerà per la fame e dopo cena il sonno sarà sparito.<br />
Mi si sentii avvampare. Le parole mi uscirono di bocca come un sibilo stridulo.<br />
E fagliela ora la pappa, prima che si addormenti!<br />
Adele continuava a fissarmi con occhi vitrei: Ora è troppo presto, sta ancora digerendo il latte. Tu non puoi capire, troncò netto scuotendo leggermente la testa, perché non hai figli.<br />
Vuotai il bicchiere e mi morsi le labbra, volevo impedire ai pensieri di prendere voce. Ma chi si credeva di essere? Pensava che il mondo dovesse fermarsi e inchinarsi a lei solo perché aveva generato un figlio? In quel salone, dove tante volte avevo preso parte a feste briose, mi sentii disancorata. Le tempie cominciarono a pulsarmi e, improvvisamente, mi mancò l’aria come se stessi annegando. Non avrei saputo dire se per via di tutti quei bambini che affollavano la stanza o per l’alcol con cui avevo tentato di placare il nervosismo crescente. Quello che sapevo era che non potevo trattenermi un solo secondo di più.<br />
Al diavolo la festa! Non volevo più saperne di continuare a sorridere. Volevo solo tornare a casa&#8230;</p>
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		<title>Abito verde</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ParoleFertili]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 09:14:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Venerdì sono andata a comprare il vestito per il matrimonio di una mia cara amica che sarà a fine settembre&#8230; Sono andata con mia mamma. Mi sono innamorata di un abito verde lungo aderente in vita che poi scivola morbido con uno spacco alla belen&#8230; Cosa c&#8217;entra questa intro in questo blog? Ero al secondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì sono andata a comprare il vestito per il matrimonio di una mia cara amica che sarà a fine settembre&#8230; Sono andata con mia mamma. Mi sono innamorata di un abito verde lungo aderente in vita che poi scivola morbido con uno spacco alla belen&#8230; Cosa c&#8217;entra questa intro in questo blog? Ero al secondo giorno di ritardo Venerdì, appena ho indossato l&#8217;abito mi stava divinamente ma mentre mi rivestì o nel camerino nella mia testa pensavo: &#8220;e se finalmente questo fosse il mese giusto?.. No vedrai che arriverà il ciclo&#8230;&#8221;<br />
Nel frattempo mia mamma mi chiede: &#8220;Allora, lo compri? Ti sta benissimo, perché sei indecisa?&#8221;<br />
Mi faccio i conti e penso, male che vada, anzi, bene che vada a settembre sarei al quarto mese, quanto mai potrebbe crescermi la pancia? E poi in qualche modo si adatterà.<br />
Esco dal camerino esclamando un &#8220;ok lo compro!&#8221;<br />
Domenica mattina mi convinco a fare un test, mio marito dorme profondamente. Perfetto, non voglio farmi sentire. L&#8217;ultima volta si è alzato dal letto e mi ha beccato nel momento in cui buttavo l&#8217;ennesimo test negativo nella spazzatura, in lacrime. Mi ha abbracciato, ci siamo rimessi a letto senza dirci una parola, io piangevo e lui mi stringeva forte. Non lo vedevo ma sapevo che anche lui aveva gli occhi pieni di lacrime.<br />
Apro il test lo impungno mi siedo nel wc e alle prime gocce che escono vedo scorrere sangue&#8230; Maledetto e infame !!! Richiudo il test e prendo l&#8217;assorbente.<br />
Mai arrivato il ciclo in maniera più assurda e infame come questa. Quasi a prendersi gioco di me, avvicinando il test ho quasi sentito dire da quelle gocce di sangue un &#8220;povera illusa! &#8220;. Vado a letto trattenendo le lacrime e cercando un lato positivo&#8230;il vestito verde al matrimonio di settembre  credo che mi starà divinamente, mentre magari sarò seduta nello stesso tavolo con la mia amica che ha iniziato a cercare una gravidanza dopo di me e che al secondo tentativo è rimasta incinta e che al matrimonio sarà già con suo figlio di 3 mesi e io saro piatta ma con un bel abito verde da sfoggiare. Di certo il colore non è un caso&#8230; Si sa è quello della speranza</p>
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