La forma dei sogni

Se si potessero realizzare in forma piena le emozioni le racchiuderei in una scatola… 

Così da poterla aprire ogni volta che qualcuno ci rassicura, consiglia o suggerisce… 

Lasciare per un attimo la possibilità di aprirla e provare quella sensazione di caos che c’è nel guardarci dentro… 

Poi la richiederei e gli direi:

“Ora ci hai guardato dentro come ti sembra? Un caos vero? Per me invece è un meraviglioso movimento di sogni e di amore.” 

I miei due angeli sono qui nella mia scatola accanto all’ombra delle cose che gli altri vedono ma che in pochi, pochi possono osservare.”

Luana 

Aspettando l arcobaleno

Nel 2012 nacque la mia prima bimba Emma appena decidemmo di mettere al mondo un figlio la cicogna arrivò puntuale alla prima chiamata. Gravidanza meravigliosa parto naturale a termine ..strada in discesa, insomma. Quando Emma ha compiuto 3 anni e mezzo ci siamo detti è ora di farle un fratellino… Di li in poi abbiamo attraversato un tunnel nero… 6 aborti , 3 con beta negativizzate dopo 1/2 settimane ,gli altri 3 più duri : un eterotopica ( un feto in utero e uno in tuba) un uovo cieco ,una perdita a 9 settimane. Ci siamo sempre guardati negli occhi pieni di dolore e tristezza io e mio marito, ma abbiamo trovato la forza e una dottoressa molto brava per andare avanti anche con dei referti medici che dicevano che eravamo perfetti. Eravamo una macchina da concepimento perfetta ma che si inceppava ad un certo punto. Poi a maggio di nuovo un test positivo di nuovo la paura di beta troppo alte, un ecografia a 5 settimane che ci ha fatto vedere un ” bel borlotto” dopo 10 gg il suo cuore batteva e la mia dottoressa mi ha chiesto ” dove partorirai? Perché questa volta partorirai te lo garantisco”,sono entrata nel quinto mese ,ogni giorno e ogni minuto vivo un terrore inspiegabile … Ho scritto per dire a quelle donne che come me sono affette da poliabortivita di provare fino a che cuore e fisico siano armoniosamente d accordo…di nn ascoltare nessun altro apparte il vostro cuore e il vostro partner.. Di trovare la vostra strada verso l arcobaleno…

..inseguiamo un sogno..

Ciao a tutti..sono melania ed ho 43 anni..sposata da quasi due anni ed in dolce attesa dopo 8mesi di matrimonio..nn eravamo nella pelle dalla gioia..sapevamo quanto fosse piu’ difficile alla mia eta’ rimanere incinta..eppure era successo..abbiamo vissuto la nostra dolce attesa meravigliosamente consapevoli di dovermi sottoporre all’amnio..alla dodicesima settimana ho effettuato l’esame con un po’ di timore,ma convinta che tt andasse per il meglio..purtroppo 4giorni dopo il responso ha spento la ns gioia..il feto presentava anomalie genetiche gravi..ho dovuto abortire..e quel 16dicembre una parte di me,una parte di noi e’ morta per sempre..son passati otto mesi,ci siamo ripresi fisicamente,ma psicologicamente quanto e’ accaduto ci segnera’ a vita.sono ottimista,guardo avanti,spero possa riaccadere..il desiderio di un figlio e’ forte..entrambi lo desideriamo fortemente..nn escludiamo di ricorrere alla PMA.spero che la mia esperienza sia di conforto a chi nn perdera’ mai la speranza di coronare un sogno.a presto!

NOI ci siamo

Aurora e Lorenzo si conoscono da sempre ma decidono di diventare una coppia ormai adulti.Quindi scelgono da  subito di provare ad avere un figlio . Passano i mesi e questo figlio non si decide ad arrivare . Lorenzo che un figlio già lo ha , frutto di un suo precedente matrimonio , il pensiero di essere “ difettoso “ non lo sfiora minimamente  , tanto più che,  ci pensa Aurora a sentirsi “ sbagliata “ per entrambi . Iniziano così le infinite visite mediche di lei , per cercare un motivo , anzi il motivo , perché Aurora sapeva che “ la colpa “ era sua. La sua ,più che una colpa era una punizione … Lei meritava quella punizione . Lei che a sedici anni non era stata abbastanza matura da fregarsene del pensiero dei suoi genitori, e passivamente  aveva accettato la loro decisione di farle rinunciare ad una gravidanza “sbagliata “. 

Aurora si rigira come un calzino,ma  a parte un forte senso di colpa ,problemi fisici non ne ha . Passano i mesi, lei prova a perdonarsi e perdonare i genitori per l’errore fatto anni prima,  ma la gravidanza continua a non esserci. 

Decidono, allora , di far fare uno spermiogramma a Lorenzo .

Aurora va a ritirare le analisi ,legge il referto e si dispera. Come  farà a spiegare a Lorenzo l’esito ?

Aurora raccoglie le forze e dice al marito che ha una oligoastenospermia… , cosa?

“ Lorenzo, una ginecologa amica di amici , ci spiegherà tutto.”

Gli amici ,sopra citati, hanno un figlio , si chiama Tato , nato grazie ad un unico tentativo di Icsi.

La ginecologa “amica” durante  la visita  fu molto chiara : “Lorenzo , hai pochi soldati e quei pochi che hai sono pure lenti ,da soli non riuscirete mai ad avere un bambino , ma a noi ,un solo spermatozoo serve per la Icsi” . 

Poche parole, semplici , chiare , ma pesanti come un macigno . 

Cosi e’ iniziata la nostra storia. 

È una storia che racconta il desiderio di diventare genitori ma che nel frattempo ci ha reso una famiglia, in due. Non esistiamo soli, io e Lorenzo . Esiste un NOI. Perché se questo percorso qualcosa ci ha insegnato è che il desiderio di un figlio spesso ci rende egoisti ma un figlio ha bisogno di un padre e di una madre che lo amino e lo proteggano e che insieme  formino una famiglia non perfetta ma sicuramente felice . 

Perché i bambini in quanto tali hanno la necessità di qualcuno che si prenda cura di loro. 

Un figlio non è un diritto , l’essere dei bravi Genitori ,invece , è un dovere.

La nostra storia ad oggi non ha ancora un lieto fine perché noi la nostra prima Icsi l’abbiamo fatta con il pick-up ,

il transfert alla quinta giornata di due blastocisti. 

Le beta dopo 10 giorni e poi ogni 3. 

La prima eco, la seconda, lo sfarfallio , vedere il cuore che pulsa veloce e poi Non battere più ,  e  sentire le cinque parole “ la gravidanza si è interrotta “. 

Paura , ansia , delusione , sconforto… 

Paura di perdersi , di non riuscir a superare l’ Oblio… 

Ma  , siamo ancora qui, uniti  a crederci .

 A Settembre era stata programmata la seconda Icsi , ma Lorenzo dopo un’operazione che ci avevano detto non incidere sulla sua fertilità , dopo un colloquio e successiva cura prescritta da un andrologo, sta meglio… “ potete provarci anche da soli per un po’ , tra una Icsi e l’altra, magari… “

Oggi , ho sostituito la pillola anticoncezionale con l’acido folico , mio marito continua la sua cura e …incrociamo le dita… 

In bocca al lupo a tutti noi … guerrieri silenziosi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un sogno chiamato diamantotto

..diamantotto..perché tu sei L embrione n.8.. come L infinito.. sei arrivato per restare.. un sogno fatto di anni di sacrifici lotte e speranze pronto a diventare realtà.. ancora non ci credo.. ma sei qui ti fai vedere in tutto il tuo splendore e noi ti amiamo già tantissimo..

non perdete la speranza nemmeno nei momenti più difficili..noi donne PMA siamo speciali siamo forti e siamo mamme ricche di amore e determinazione.. la mia odissea inizia nel 2014 dopo il matrimonio con la ricerca di un figlio che non arriva.. sembra un privilegio che tocca tutti tranne me.. anni di lacrime e domande ma quando finalmente accetto e trovo il coraggio vedo nella PMA la luce in fondo al tunnel.. ci sono voluti due anni e 37 viaggi per la clinica.. dolori e poi sorrisi.. un aborto un tentativo fallito e finalmente ci sei tu..che ci fa capire che PMA é solo una grande opportunità e non ringrazieremo mai abbastanza.. per essere tra i fortunati che ce L hanno fatta..non vediamo L ora di stringerti tra le braccia..

Hope! Quella di non mollare nonostante tutto

Nel 2013 io e mio marito ci sposiamo e, come tutte le coppie di questo universo, proviamo fin da subito, senza se senza ma, il desiderio di allargare la famiglia che c’è sempre stato… Nel 2014, la gravidanza. Pochi giorni di ritardo, il cuore a mille, beta positiva, io e tutti felicissimi, la mia mamma era alle stelle. Passano i giorni e c’è da ripetere la beta. Le beta oscillavano e il mio cuore assieme alla mia testa iniziava ad aver paura.  Dopo un mese di calvario vengo operata d’urgenza e mi asportano la tuba! Non vi dico il mio malessere… ma con tanta grinta vado avanti e il mio amore è sempre vicino più che mai… Nel 2015 la mia mamma, la mia roccia, la mia regina, si ammala all’improvviso. Era giovane, bella e sempre attenta. La vita mi mette in ginocchio questa volta: in un anno la mia Mamy vola in cielo.  Un calvario assurdo. Inutile dire che il mio cuore è con lei e che lei era tanto per me… Ma si va avanti. Ci riproviamo nel 2017: gravidanza, riposo, beta alle stelle, emozione fortissima, ma purtroppo  di nuovo gravidanza fuori utero. Quasi un mese e mezzo in ospedale con tanta rabbia e tanta tristezza nel cuore. Ma vederla nei suoi occhi, quelli di mio marito, mi spacca il cuore…  nemmeno questa volta ce la facciamo! Sconfitti e senza parole torniamo a casa e decidiamo di fermarci, di pensare a noi. Devo dire che mio marito mi è stato vicino sempre senza mollarmi un attimo… ed è qui che si vede l’amore immenso! Insieme decidiamo di intraprendere un percorso Pma e chi l’ha vissuto sa bene come ci si sta e cosa ci si prova… Oggi, nell’anno 2019, dopo 2 Pma fallite 😤😔😔 siamo qui, più forti di prima. La speranza non la perdiamo mai, ci riproveremo a settembre senza mollare! Non si molla un vezzo, ragazze… e voi, mariti, non lasciate mai la mano delle vostre mogli perchè insieme sarete una forza unica per coronare il vostro sogno, il vostro dipinto!

P.S. Ecco, questo proprio penso dopo tutto quello che mi è accaduto nella mia vita: che in un angolo dell’universo c’è un pittore lì pronto a dipingere e a colorare il sogno di ogni donna! Ed io aspetterò il mio dipinto 🙏❤🍀

Come farfalle

Ti cercherò come si cercano le farfalle con pazienza e curiosità … Così ho scritto nel mio progetto e così ti immagino ogni volta che chiudo gli occhi. Dopo cinque anni di Pma e il cuore il pezzi per la prima perdita, come un soffio leggero nelle mille difficoltà del percorso sei arrivata come un leggero alito di vento e con la stessa delicatezza sei volata via anche tu … Secondo aborto e secondo viaggio all’inferno ma … Questa volta ho combattuto per poterti portare un fiore, raccontati le favole e trovarti lì ogni volta che desidero parlarti. Sarai sempre nel mio cuore perché è lì che riposi insieme al tuo fratellino ma …

Averti dato una degna sepoltura, saperti vicino ad altri bambini che come te sono volati come farfalle mi rincuora …

Ho dovuto combattere per riaverti nuovamente dopo la tua perdita … Ho pianto lacrime di dolore nel saperti chissà dove per scelte non mie ma …

La la tua mamma non ha mai mollato e mi sono ripromessa in tuo nome che nel mio progetto di aiutare altre donne Pma oltre a normalizzare la procreazione medicalmente assistita nessuna altra mamma dovrà pianger così …

Ti ho cercato come si cercano le farfalle poi sei volata in alto per trasformarti ancora in qualcosa di ancora più meraviglioso …

Continuerò a cercare la tua anima che sono certa volerà da me come una farfalla colorata per riaccendere la mia vita.

Quando testa e cuore non bastano

Ho 35 anni e nella mia vita ho sempre raggiunto, a volte con sacrifici e tanta determinazione accompagnati da un carattere perennemente ansioso, gli obiettivi che mi sono prefissata personali, sentimentali e professionali. Sempre con la convinzione di essere l’artefice dei percorsi e dei traguardi raggiunti. Con la ricerca di un figlio evidentemente il mio desiderio e la mia determinazione non bastano. Ho avuto due aborti spontanei nel 2017 e nei successivi 2 anni sono seguite una serie infinita di esami e terapie farmacologiche che non hanno dato gli esiti sperati. Il mio problema non è stato rimanere incinta ma riuscire a portare avanti la gravidanza. Con la paura di un terzo fallimento, insieme a degli esami non brillanti miei e di mio marito, non abbiamo più voluto provare spontaneamente ad avere un figlio ed abbiamo scelto di affidarci a un centro di PMA. Per me è come dire ‘pensateci voi, sollevatemi dal compito di rimanere incinta solo con le mie forze’. Delego questa responsabilità ad altri. Ma al tempo stesso mi sento impotente perché non funziona come è sempre stato: mi impegno, faccio sacrifici, faccio tutto al meglio, quindi il risultato deve arrivare per forza. Altra cosa che fatico a gestire sono le tempistiche, abituata alla situazione problema, azione per risolverlo, risultato tutto nel più breve tempo possibile, questi ultimi due anni in balia di terapie con tempistiche lunghe e non determinate da me sono stati duri da accettare.

Ho iniziato la stimolazione ormonale da cinque giorni, oggi ho fatto la mia prima eco dopo 4 punturine e già sono in ansia e tendente a demoralizzarmi perché i miei follicoli erano e sono piccolissimi. Mi dico che è prematuro un disfattismo del genere. Eppure lo provo. Come riuscirò ad affrontare questo percorso verso la ICSI? Dove trovo una sana dose di ottimismo? Oppure come mi preparo ad un eventuale insuccesso?

 

L’ amore vincerà sempre

E improvvisamente,  mentre fai un fiocco con quello spago cercato online,  su quella partecipazione della quale hai curato ogni minimo dettaglio,  ogni millimetro,  scoppi in lacrime… La gioia di un matrimonio,  la felicità di sposare il tuo uomo, quello che non è arrivato sul cavallo bianco ma ti ha comunque preso per mano e fatto diventare una principessa,  ecco… Questa incredibile emozione che, ogni tanto,  deve lasciare spazio al pianto.

Perché non siamo una coppia come le altre,  perché adesso che abbiamo annunciato il matrimonio tutti ci dicono: “E poi un bel bambino!”.

E dentro ti scoppia il cuore,  quella sensazione di essere diversa, quell’ impotenza davanti ad un’ infertilità che non avresti mai voluto.

Speravo di festeggiare i 30 anni col pancione, poi di celebrare un matrimonio ed un battesimo nello stesso momento,  poi almeno di arrivare all’ altare  con un abito che risaltasse le forme della gravidanza.

Invece no, ho dovuto fare i conti con la realtà,  scrivere su carta la mia storia ginecologica e rendermi conto che per tre anni avrei potuto restare incinta, ma non è mai accaduto. È arrivato il momento di contattare il centro Pma dove l’ endometriosi non è un tabù. Qui almeno non ti senti diversa, qui non mi dicono “La vita bisogna prenderla come viene”, come ti disse la tua amica tenendosi stretto il suo bambino di pochi mesi.

Il nostro cammino di coppia non è e non sarà sempre in salita, ma sicuramente anche nei momenti importanti e festosi questo figlio che non arriva,  e forse non arriverà mai, ti scombussola i sentimenti,  ti fa cambiare umore ad ogni tenero viso di bambino che ti passa davanti,  ti fa sentire diverso su questa giostra della vita.

Le lacrime scendono, e ancora ne arriverannno.  Per ora ho ancora tanta speranza e mi preparo ad affrontare il mio imminente matrimonio,  con la consapevolezza che, comunque vada, l’amore vincerà sempre.

Mamma senza fine

Caro bambino mio,

chissà in quale posto meraviglioso ti trovi, immerso nel suono rassicurante dell’acqua. È così che ti immagino.

Chissà se c’è ancora qualcosa di me in te. Io ti penso, sai? Tu non sei mai nato, ma io ti ho amato e continuerò a farlo per sempre. Non è la nascita che ci unisce, è quella scintilla che tu hai acceso in me quando ho saputo che c’eri.

Da quell’istante non sono stata più la stessa. Ti ho nutrito, protetto, coccolato e parlato al meglio delle mie possibilità. “Non è bastato”, mi sono detta. “Non l’ho meritato”. E invece scopro che così ti ho fatto solo un torto, ti ho sminuito, e per questo ti chiedo perdono.

Posso dire, invece, che ho avuto la fortuna di provare una gioia immensa e unica: quella di saperti dentro di me.

Io sono la tua mamma! Milioni di volte ti ho abbracciato, baciato, cullato, accarezzato e sorriso. Nessuno mi ha vista farlo, ma cosa importa? Un filo ci lega attraverso infinito tempo e spazio, quindi sì, qualcuno sa quanto amore c’è per te: tu.

E questo è tutto ciò che conta. Teniamoci così, stretti, per sempre.