Mamma a tempo

Erano due … mi dissero !

Nemmeno …erano un desiderio .. nonostante ho sempre amato i bambini .

Feci solo due ecografie ..e mi dissero di continuare a fare quello che facevo sempre.. perché stavamo be e tutti e tre .

Ma arrivo’ quella sera dell’ 8 dicembre che mi svegliai alle 2 di notte con dolori fortissimi al ventre .. e cominciai a vedere quelle macchie rosse .. diventare sempre più rosse .

Mi Feci portare in pronto soccorso .. e ogni minuto che passava , il dolore era sempre più forte e sembravo un fiume in piena ..

Mi ricoverarono.. ma I dolori erano sempre più forti ..  mi rivoltato e chiedevo aiuto … per farmi passare quel macigno alla pancia .. pregavo le infermiere di darmi qualsiasi cosa .. ma dissero che dovevo aspettare ….

Passarono 9 ore , quando decisero per il raschiamento con anestesia totale .  Io ormai ero stremata . .  Non ero riuscita a stare bene nemmeno un minuto .  Poi mi chiesero come mi chiamavo .. e mi svegliai alle 19 .. che non sentivo più nessun dolore ..

Michelle e Thomas .. restarono 4 mesi con me ..

Da allora non ho più potuto avere figli .. la presi malissimo..

Io che da grande avrei voluto fare la mamma ..

Pochi mesi dopo .. arrivarono due micini.. davanti alla porta di casa .. erano due fratellini ..

Ecco questo e’ stato un segno dell’universo .. : potevo essere mamma a 4 zampe .. tant’è vero che erano diventati 6 .

Due cani e 4 gatti  .

Continuo ad amare i bambini .. nei ritagli di tempo faccio la babysitter e animatrice per bimbi ai compleanni ..

Dio non ha voluto che diventassi mamma .. perché voleva che fossi una tata per tanti altri bimbi .. e una mamma a 4 zampe.

Ogni tanto qualche ciuccio lo trovo per strada … mentre cammino .. credo siano saluti dei miei gemellini  .

In fin dei conti , per 4 mesi sono stata anche io una mamma.

 

 

 

 

 

 

Speranza

Ottobre 2017: iniziamo a provarci… Con la paura che alla prima rimango incinta!!! Forse non eravamo poi così pronti.

Maggio 2018: arriva la brutta notizia. Non potremo mai avere un figlio in maniera naturale.

Iniziamo ad informarci e a fare visite su visite per poter iniziare il percorso di PMA.

Maggio 2019: dopo mille peripezie riusciamo a fare il primo pickup proprio il giorno della festa della mamma. Primo test positivo. Secondo test negativo. Gravidanza biochimica così mi dicono. le beta erano troppo basse. Mi si spezza il cuore… E ancora non sapevo quante ne avrei dovute passare!

Novembre 2019: altro pickup altro transfert. Test negativo. Decidiamo di rivolgerci ad un privato.

Settembre 2020: altro tentativo. 5 ovociti su 7 fecondati (uno purtroppo senza nucleo)q. Arriviamo in 5 giornata e mi trasferiscono il balstocista più bello. Li altri li congelano. Il 2 ottobre (festa dei nonni) test positivo le beta sono altissime. Siamo felicissimi ma a 7 settimane +5, durante il controllo mensile, il mio ginecologo mi dice che qualcosa non va. Il battito è troppo lento e irregolare e si vede una anomalia. Torno dopo 10 giorni e il battito non c’è più. Faccio il raschiamento e dopo due mesi mi arrivano le risposte del citologico: trisomia del 8. Era una bambina. Mi cade pil mondo addosso. E non so veramente come faccio a rialzarmi. Il desiderio di diventare mamma è più forte di tutto.

Febbraio 2021: trasferiamo un embrione congelato ma dopo due settimane l’esito è negativo.

16 giugno 2021: trasferiamo gli ultimi due (un blastocisti abbastanza carino ed una morula) . Dopo 10 giorni le beta sono altissime… E infatti alla prima ecografia ci sono due camere gestazionali. Purtroppo la settimana dopo uno si è riassorbito.

Febbraio 2022: Il nostro sogno si è avverato. È nata la nostra bambina!!

È stato un percorso duro. Alcune volte ho creduto di non farcela. Altre ho pensato che io e il mio compagno non saremo stati tanto forti da rimanere insieme. E invece i percorsi e il dolore di ogni test negativo e soprattutto la perdita della nostra bambina, ci hanno unito più che mai. Siamo riusciti ad andare sempre avanti, con ottimismo e tanta tanta speranza nel cuore. Ed oggi guardo la mia bambina e quasi dimentico tutto quello che abbiamo passato.

Non smetterò mai di ringraziare il mio dottore, che ci ha presi per mano e non ci ha mai lasciati da soli!!!!

A breve inizieremo un nuovo percorso per dare un/a fratellino/sorellina alla nostra piccina!!!! 🤞

 

Lettera dal fronte

Decido di scrivere oggi questa storia perché domani devo fare le beta al 10 pt e la mia vita potrebbe cambiare… Oppure no, come tutte le altre volte ma vorrei fissare nero su bianco dei sentimenti che potrei dimenticare. È incredibile come si possano creare così tante aspettative su di un numero ed è altrettanto incredibile come l’essere umano riesca così facilmente a dimenticare. Nell’arco della mia esperienza di donna mi sono sempre trovata in bilico tra il volere almeno 3 figli e dunque, una famiglia numerosa e la paura (a questo punto penso fosse consapevolezza) di non poterne avere. All’epoca era una paura a lungo termine. Nel periodo dell’adolescenza e di giovane e donna invece, la paura a breve termine era proprio quella di avere dei figli, di rimanere incinta durante il percorso universitario e di interrompere la rincorsa alla laurea. Se solo avessi saputo, mi sarei evitata tante ansie inutili. L’ingenuità di non sapere che non si può controllare la vita ma che le cose accadono o non accadono senza il nostro volere l’ha fatta da padrona finché non è arrivato il silenzio in tutte le sue forme e poi la consapevolezza vera e propria. Quel silenzio si è insediato nella nostra vita nel 2016 e all’inizio non si faceva riconoscere perché si era mascherato da rabbia, poi è diventato assordante e intenso e noi siamo diventati piccoli piccoli. Ora, nel 2022 dopo un faticoso lavoro si coppia, lo stesso silenzio è diventato piacevole e desiderato. Ciò implica l’accettazione ma non la rinuncia, la resilienza ma non l’abbandono. Essere fertili significa essere produttivi, essere dotati di capacità inventiva, essere fecondi di idee e di opere. Dalla mia infertilità è nato il libro “lettere dal fronte” e spero che queste mie parole possano aiutare chi legge a non fossilizzare il significato di fertilità solo da un punto di vista ma concentrarsi anche sugli altri significati che questa parola polisemica propone.

Un abbraccio
R.

#UnastoriaUnlibro

avviandomi alla menopausa

… ricordi in questi giorni mi vengono in mente tanti ricordi …

il mio unico vero significativo ritardo … era aprile 2009 e tanta speranza nel cuore, 4 giorni di ritardo e quel sorrisino soddisfatto sul mio viso, pensavo veramente che fosse arrivato il momento giusto, non avevo idea di tutto quello che mi aspettava … è stato l’unico ritardo un po’ significativo in direi circa 12 anni tra il primo e il secondo non arrivato, per il resto non ho mai avuto una speranza, o meglio la speranza ce l’avevo sempre ogni fottutissimo mese, ma immancabilmente e puntualmente veniva disattesa …

poi il 21 giugno 2010 il mio primo transfer, non sapevo proprio nulla, è stato il transfer più strano, quello vissuto con tanta incoscienza, con tanta speranza ma l’ho quasi vissuto in maniera impersonale, come se lo stesse facendo qualcun’altro … dalle punture fino al pickup e al tasfer mi è quasi sembrato di non viverlo io … ero come assente, come se non capissi esattamente cosa doveva o poteva succedere, ho fatto tutto in maniera meccanica e poi 14 giorni di attesa ma quasi senza speranza, non so ma ricordo perfettamente che l’ho vissuto veramente “al di fuori di me” …

e quando sono arrivate le beta positive, non potevo crederci, ero stupita, incredula … e poi pensavo che tutte quelle che avevano fatto con me fossero positive … invece ero stata l’unica con quella botta di culo …

e ora dico ma perchè non si sono attaccati entrambi i miei embrioni??? perchè?? è stata la mia unica occasione ma non lo sapevo…

invece pensavo che ne avrei sicuramente avuta un’altra di occasione, ero illusa da quella riuscita così insperata, da quel successo arrivato così inaspettatamente … invece così non è stato … i miei altri trasfer sono stati vissuti tutti con consapevolezza, con una leggera speranza, con quei 14 gg in cui mi sentivo già incinta … anche se poi così non è stato …

e pian piano ad ogni transfer la speranza e la fiducia diventavano sempre più piccole … e così non ho più vissuto nessun ritardo, nessun positivo …

ed oggi che sto raggiungendo la menopausa, sono consapevole che ho fatto tanto, forse potevo fare di più, ma indietro non si torna, la vita va avanti e va vissuta al meglio … anche se un pizzico di malinconia resterà sempre nel mio cuore …

ed al ritardo questo mese di 4 giorni non ho pensato a nulla, se non che sto andando in menopausa, che così è … che a quasi 46 anni è impossibile e me ne devo rendere conto e mi sono pure spaventata … si ho provato un po’ di spavento con il mio ritardo, un bambino a 46 anni non so se ho le forze, forse avrei paura, nonostante sia il desiderio più grande che abbia mai provato dopo il primo … poi vabbè ormai ciclo più corto ciclo più lungo assenza di ciclo saranno i miei compagni fino alla menopausa …

… voglio crederci

La mia vita è cambiata in un paio di mesi… Il mio ginecologo diceva che non avevo nulla ma ho iniziato a non credergli, avviando una serie di indagini autonomamente. Cambio medico il quale, dopo una serie di indagini, mi dice senza peli sulla lingua “signora, nella sua vita non diventerà mai mamma”. Mio marito ed io uscimmo dal centro medico e per ore non abbiamo avuto il coraggio di guardarci negli occhi.

Il giorno dopo entro in contatto con un centro di eccellenza lombardo e in poco tempo faccio una visita. Possiamo tentare una ICSI.

Nella mia regione di appartenenza eseguo le indagini genetiche ma vivo il peggiore dei miei incubi perché arriva una diagnosi nefasta…che poi si è rivelata fortunatamente sbagliata.

Finalmente arriva il momento dei monitoraggi… Da poor responder ogni ecografia era un’ansia perenne ma qualcosa le mie ovaie stavano producendo. Arriva il fatidico giorno del pickup… Ero troppo contenta perché almeno ci potevo provare… Purtroppo al risveglio mi sono ritrovata in terapia intensiva perché avevo avuto un’emorragia fortissima per la quale mi sono dovuta sottoporre a diverse trasfusioni. Ero a pezzi… fisicamente ma soprattutto mentalmente. Alla fine mi si è formato un solo embrione, attualmente crioconservato. Desidero così tanto che vada bene che ho tanta paura di fare il transfer… Ma ci voglio credere!!!

Non mollo

Non mollo anche se tutto sembra remare contro, a 28 lottiamo con la scoperta del tumore di mio marito a 29 lottiamo con il secondo.le cure lo renderanno sterile, ma fiduciosi di avere tt in frigo passa il tempo e noi pensiamo solo ai follow up ci sarà tempo per rimanere incinta, io sono forte ed in salute, almeno dicevano cs i ginecologi.il covid ci ritarda la pma e tac scoperta i miei ovuli son vecchi, 1 pma fallita alla seconda anche se cn 3 miseri ovociti faccio il mio primo transfer … lo so che nn è pox che il mio test è negativo ma io anche solo per due giorni l ho sentito di esser mamma poi tt un tratto una strana sensazione e dolore…da allora infezioni continue e diagnosi di vuovodinia…ho un altra battaglia da vincere che nel frattempo mi allontana dal mio sogno più grande…solo chi ci passa sa cosa vuol dire qll sensazione di impotenza mista al senso di colpa. Spero un giorno di poter gridare al mondo ce l abbiamo fatta

 

Come le bolle di sapone.

Ho raccolto le ultime forze e sono partita.

Le immaginavo così le mie forze, tutte rotte, con pezzi mancanti, a brandelli…come quando alzi una coperta che un tempo era bellissima e ti accorgi che è piena di buchi, entra luce da tutti gli spazi…eppure non la butti …la lasci lì. Perché le cose che sono state belle non si gettano via…

Sono andata da questo Dottore a Firenze.

Sperando e PREGANDO che la sua esperienza ci porti a capire, ci porti  a diventare 3…. perché il 3 non sia solo il numero che a fine anno aggiungo al 4…e di anni ne avrò 43… di cui 5 a cercare, a desiderare, a credere.

Dopo 2 fivet senza successo.

Dopo 2 gravidanze spontanee interrottesi presto, troppo presto…ma forse è meglio così…se avessi sentito il cuore non solo nella mia testa e nel mio cuore ma anche dalle orecchie non sarebbe andato via quel sogno, quel desiderio…

che tocchi e scoppia….come le bolle di sapone….

Il Dottore ha chiesto altri esami.

Li faremo. Seppur i nostri corpi sono stati già martirizzati abbastanza.

La mia mente dice è l ultimo tentativo.

Ma sicuramente il mio cuore non si rassegnerá mai. Perché io lo vedo, lo vedo vicino a me… in psicoanalisi lo definiscono appagamento allucinatorio del desiderio…come quando i neonati piangono e iniziano a succhiare , senza ciuccetto, senza biberon…. ma forse lo vedono anche loro.

Come le bolle di sapone, che arrivano fino al cielo …prego che il mio desiderio venga ascoltato Lassù.

Un ultimo tentativo.

Lo dice il cervello.

Ma il cuore non lo ascolta.

 

Ti aspetto!

Mi guardo la pancia e ancora non riesco a credere che li c’è il mio sogno più grande, che ne la mia testa ho già abbracciato, baciato, annusato tantissime volte, anche se non ci siamo ancora conosciuti.

Abbiamo iniziato a cercare un bambino nel 2017, abbastanza fiduciosa e quasi ignara del fatto che tra il rapporto e il concepimento ci sia una grande differenza. Dopo 2 anni di test negativi e pianti resto incinta, ma dopo un mese, durante un’ecografia scopro che il cuore del mio bambino si era fermato. Il più grande dolore che avevo mai provato e al quale pregavo solo di sopravvivere. Dopo altri 6 mesi di attesa decidiamo di iniziare il percorso di PMA. Un anno di attese ed esami, arrivo al pick up con 14 bei ovociti e quindi con tante probabilità di farcela. Ma dopo l’intervento inizia l’incubo: una settimana di dolori atroci, febbre, emoglobina bassa e svenimenti… tutto finito con un ricovero e l’annullamento del transfer. Passano altri mesi e faccio il transfer delle ultime 2 blastocisti sopravvissute, l’ultima mia possibilità visto che non mi sentivo di fare un altro eventuale pick up. Transfer fallito, nessuna delle mie amate blastocisti aveva attecchito. Mi sentivo distrutta! In quel momento erano passati più di 4 anni e intorno a me c’erano persone che avevano iniziato a cercare un bambini dopo di noi e aspettavo già il secondo, sembrava tutto così semplice, naturale, ma non per noi. Un mese dopo il transfer scopro che Dio, l’universo, il destino non mi hanno dimenticato del tutto e vedo un positivo sul test di gravidanza.

Sono nel 5 mese adesso, la strada è ancora lunga e dopo la perdita che ho già avuto ho la constante paura che possa finire tutto, ma lui con i suoi colpetti riesce a mandare via tutte le mie paure e sento il mio cuore esplodere dalla felicità.

 

PMA: il viaggio in un percorso ad ostacoli.

36 anni la voglia di un figlio, la voglia di solidificare il matrimonio.

Iniziamo la ricerca di un figlio che non non arriva, iniziano le indagini, iniziano le difficoltà.

Giornate sancite da esami, attese e risultati.

Dopo quell’esame così difficile da pronunciare, isterosonoscialpingoscopia, su di noi si cala un velo di disperazione:  signora le sue tube sono chiuse, la vostra unica via per avere un figlio e’ la PMA”. Li si cela l’oscurità.

Iniziamo questo percorso con sensi di colpa per non essere completi ma con la voglia di rimanere uniti più che mai. I mesi passano ma gli ostacoli crescono, le speranze iniziano a vacillare e le domande ci sovrastano “perché a noi?”…”perche se non avessimo avuto problemi tutte queste peculiarità non servivano?!?”… “perché chi non vuole figli ha il privilegio di averne per poi abbandonarli o abortire”… Qui mille perché che sovrastano ogni giorno.

La coppia affronta un dramma che spesso chi lavora in PMA non considera… Non tiene conto che non esistono solo la parte esami in questo percorso ma anche la parte emotiva, ti liquidano con “signori non siamo ancora pronti per dirvi di sì… Ci vediamo con questo e quello al prossimo controllo”.. Ma mai nessuno si preoccupa di chiedere “come state emotivamente, come vi sentite!”

INFERTILITÀ non e’ solo non poter aver figli se non aiutati, ma e’ un carico emotivo che nessuno considera, che uccide dentro….

Noi coppia infertile che ha trovato la voglia di combattere finché natura c’è lo permetterà e finché non avremo il nostro bimbo tra le braccia perche chi si arrende e’ già perduto.

INFERTILITÀ e’ sorridere per ogni piccolo passo verso il nostro arcobaleno.

Inizia a fare mille esami, esami costosi, esami che ti portano spesso in ospedale.

Certo in ospedale perché questo percorso ti porta a dire “la mia seconda casa” le infermiere che vedi ti chiamano per nome, ti chiedono “anche oggi qui”… Ti chiedono “ma vi vedo spesso”… Certo perché dobbiamo fare mille accertamenti!

Il SSN non passa tutto ciò! Mille impegnative, mille farmaci, ma solo una parte di ciò ti viene riconosciuto.

CERTO SOLO UN PICCOLA PARTE PERCHÉ PUTROPPO ESSERE INFERTILI NON TI DÀ DIRITTI, LA SCELTA DI AVERE FOGLI EÈ TUA E QUINDI SE LI VUOI PAGHI!

Mi chiedo spesso… Vengono dati aiuti a chi ha famiglie numerose o a chi e’ in difficoltà… Ma a quelle coppie che cercano con tutti se stessi un figlio nessuno le aiuta concretamente.

INFERTILITÀ UN DOLORE COSTANTE, INSUPERABILE, INADEGUATO.

#UnaStoriaUnLibro

A volte

Ogni volta che lo guardo non posso fare a meno di sentirmi una privilegiata. L’ho messo al mondo dopo tre aborti spontanei, innumerevoli visite ed esami e grazie alla grande competenza dei medici cui mi sono totalmente affidata. È stata una gravidanza a rischio terminata con un parto cesareo prematuro ma lo sapevo, mi avevano avvisato. Per certe donne partorire un figlio, metterlo al mondo, tenerlo nella pancia è la cosa più naturale del mondo. Per me sono stati mesi di paura ad ogni ecografia settimanale cui la mia patologia mi ha costretto.  Ma il desiderio di quel figlio è stato sempre più forte della paura. Oggi ha tre anni. Sta bene ma per me la gravidanza a rischio non è mai finita. Ho paura di perdere quel privilegio, come se non mi toccasse ma sono anche infinitamente grata alla vita per avermi dato il  privilegio di dare la vita, di stringere a me la vita ogni giorno.  A volte finisce bene e in quelle volte ci può capitare ognuna di voi, come ci sono capitata io per caso, per fortuna, per la forza che ho trovato grazie al dolore che ho provato, per miracolo…non lo so ma so che a volte succede, che la vita a volte può succedere!