See, the luck I’ve had ! Can make a good man turn bad

Non riuscivo a trovare un titolo adeguato alla mia storia e ho deciso di adottare un pezzo (molto significativo) di una canzone: “guarda la fortuna che ho avuto! Può trasformare un uomo buono in cattivo”. Ebbene sì lo ammetto, lo dico e lo sottoscrivo questo è ciò che sento dentro. Due anni fa diagnosi di sterilità primaria, le mie tube sono completamente ostruite e dovrò ricorrere alla pma di II°livello. Niente di tragico, affronto la cosa con serenità e con positività. Iniziano le indagini specialistiche, gli esami da protocollo e tutto il resto.. Arriva il momento e inizio la stimolazione ormonale con ottimi risultati, 6 ovuli fecondati e 4 blastocisti di buona qualità. Primo transfer, prima batosta…Non si capisce dove si sia collocato l’embrione in base all’andamento delle beta sembrerebbe un’extra uterina. Riusciamo più a vedere una minuscola cameretta gestazionale ma niente! Non è evolutivo. Amen. Altre due transfer delle tre blastocisti e niente di niente. Snervata, inizio a cercare su internet, mi documento su tutto, il mio cervello frigge e nel frattempo ho una voglia matta di ricominciare. Altri accertamenti, altre attese, nel frattempo il Natale…Secondo ciclo e 4 embrioni, ne arriva solo uno in quinta giornata. Poco male vorrà dire che sarà quello giusto perché a Dio avevo chiesto un figlio solo ma sano e niente di più. Beta positive ripetute 4 volte, ecografia a posto…Poi minacce di aborto e si corre dal ginecologo che mi rassicura si tratta solo di un lievissimo distacco coriale. Riposo assoluto, fiale di progesterone, ovuli, supposte di spasmex, e chi più ne ha più ne metta. Sentiamo il cuore finalmente e per ben due volte❤️. Arriva l’inizio del terzo mese e ho il controllo dal ginecologo: niente battito. Mi crolla letteralmente il mondo addosso e oltre il dolore, la rabbia cieca, quella meschina, l’invidia. Perché a me? Perché le altre non abortiscono? Perché rimangono incinte con naturalezza? Poi la vergogna e l’imbarazzo. E sì perché io di questi ostacoli non ne ho mai fatto mistero e ho apertamente parlato del percorso che io e mio marito ci siamo trovati ad affrontare, senza imbarazzi. Adesso invece mi sento in colpa, sento che avrei dovuto stare zitta, non parlarne, non fiatare su questa cosa e divento scaramantica (sì perché anche la persona più razionale lo diventa in certi momenti), tutti a consolarmi, tutti che (per colpa solo ed esclusivamente mia) sanno che per avere figli devo ricorrere alla fivet. E adesso immagino la commiserazione o il godimento di chi vede fallire progetti di vita…Ed io che penso insistentemente che lo sanno tutti e mi sento condannata. Adesso sono stanca e distrutta emotivamente, è tornata la mia depressione con cui dovrò fare i conti. Il desiderio di non mollare non se n’è andato ma non riesco a vedere luce in fondo al tunnel, non mi sento di affrontare altri fallimenti, altre sofferenze, altro stress. Per che cosa? Per rimarcare ogni volta in più le mie mancanze, per ricordarmi ogni giorno che la natura mi ha negato la cosa più naturale che esista al mondo, quello per cui ogni donna farebbe follie. E poi apro fb e vedo foto di nascite, dichiarazioni di amore smisurato verso le proprie gioie della vita, foto di famiglie complete e felici…Ed io piango ogni giorno, mi danno, mi arrabbio di un sentimento cieco che non riesco neppure a controllare. Mi sento meschina, colpevole, sbagliata sotto ogni aspetto, e sola e vuota. Dicono che un figlio non sia essenziale, che si può vivere senza. Solo che a dire queste perle di saggezza sono sempre donne con figli a carico e mai coppie sterili o infertili. Nessuno conosce la sofferenza e il dolore di una dichiarazione di sterilità, nessuno sa la stanchezza fisica e i costi emotivi che si devono affrontare, a costo della propria salute mentale. D’ora in avanti a chi mi domanderà qualcosa o mi dirà di non arrendermi alzerò il dito medio e darò una secca risposta sul farsi i cavoli propri e non una parola uscirà più dalle mie labbra e dalla mia ingenuità. Non voglio sguardi o parole di commiserazione e non voglio più che nessuno mi ricordi quotidianamente le mie mancanze.

Ecco questa è la mia storia

 

I MIEI LUNGHI ANNI DI ATTESE… E POI IL MIRACOLO!

Cara lettrice,

mi chiamo Elena, ho 38 anni e sono una ragazza molta attiva, positiva, piena di voglia di vivere ed entusiasmo. Faccio l’impiegata e ho una vita normalissima.

Ho deciso di raccontarti la mia storia a lieto fine per trasmettere un po’ di speranza, coraggio e soprattutto positività a tutte quelle persone che, come me e forse anche te, si trovano ad affrontare il periodo orribile dell’infertilità.

“Infertilità”, parola della quale non conoscevo per nulla il significato e che in questi anni ho dovuto imparare.

Io e mio marito abbiamo deciso di volere un bambino nel 2015, 6 anni fa.

Abbiamo iniziato così la nostra “ricerca” con molte aspettative. Ricordo, adesso con un sorriso, che ingenuamente dopo un viaggio a New York ci siamo detti che quello sarebbe stato il nostro ultimo viaggio in due. Mai avrei immaginato il percorso che avremmo dovuto intraprendere.

I mesi passavano e con loro la delusione che il bimbo non arrivasse subito.

Dopo due anni di tentativi sono rimasta incinta, era la fine del 2016. La felicità è stata immensa, ma purtroppo il destino non era dalla nostra parte e a circa 8 settimane l’ho perso per un aborto spontaneo.

E’ stato come se mi fosse crollato un grattacielo addosso, ho passato dei momenti bruttissimi ma ho cercato di farmi forza e mi sono rialzata presto.

Abbiamo ricominciato a provarci subito.

I mesi e gli anni continuavano a passare senza risultato, l’età andava avanti facendomi sentire sempre più diversa, inadeguata, sbagliata e in ansia.

Inizia così nel 2019 il nostro ingresso al mondo della PMA.

Abbiamo cominciato a fare i dovuti controlli e ci siamo appoggiati ad un centro di PMA con molto timore ed incertezze.

Continuavo a chiedermi, come mai… perché proprio a noi… mentre il mondo attorno continuava a sfoggiare pance e fiocchi rosa e azzurri.

Ricordo le parole di tante persone “Quando fai un figlio? Ora tocca a te…”

Parole semplici ma che ti trafiggono il cuore.

Il percorso in PMA non è stato facile, né fisicamente, né mentalmente: esami e visite, farmaci, punture in pancia e un piccolo intervento chirurgico. Tutto questo con una componente economica non da poco.

A complicare la situazione si aggiungevano anche una tiroidite di Hashimoto e una trombofilia genetica, che rendevano il mio cammino davvero impegnativo. In ogni caso, ho cercato di affrontarlo al meglio e sempre con la speranza che portasse finalmente al mio desiderio più grande.

La dottoressa che ci ha seguito ci ha consigliato il secondo livello di fecondazione assistita, la FIVET.

Abbiamo avuto un buon risultato: 4 embrioni da trasferire. Purtroppo però non hanno attecchito.

Mi sembrava quasi impossibile, visto che poi indagando negli anni il nostro problema di infertilità era risultato probabilmente il mio ovaio policistico e una tuba chiusa che costituivano un ostacolo e che la PMA avrebbe superato, andando direttamente al passaggio successivo della fecondazione.

Ma la scienza evidentemente arriva fino ad un certo punto, poi la natura e un po’ anche il destino devono fare il loro corso.

Non è stato facile. Dopo il secondo transfer fallito e con l’ultima poca fiducia che mi era rimasta, abbiamo deciso di affidarci ad una clinica privata in Austria, della quale avevo sentito ottime opinioni.

Non volendo accanirmi, mi dissi “Questa è l’ultima possibilità”.

Nel dicembre del 2020 avrei dovuto iniziare la cura programmata, tutti i farmaci e le punture erano pronti, a parte uno che mi avrebbero spedito dall’Austria. Purtroppo, a causa di un ritardo del corriere , il farmaco mancante non mi arrivò in tempo, cosa che fece slittare tutto il piano terapeutico di un mese, visto che ero a ridosso dell’arrivo del ciclo. La rabbia era enorme, mi sembrava di vivere una barzelletta. In quel momento pensavo che tutto remasse contro di me e il mio desiderio.

Non sapevo che il destino in realtà mi aveva aiutato, perché ero già incinta. Infatti, a gennaio 2021 avevo un ritardo, ma avendo l’ovaio policistico per me era quasi all’ordine del giorno quindi non ci pensavo minimamente.

Dopo 10 giorni di ritardo, avendo già in casa un test, lo feci. Così, proprio per scrupolo, senza alcuna aspettativa. Il risultato fu INCINTA.

E’ stato un momento di incredulità e felicità immensa.

Ancora adesso ci penso e non riesco a crederci.

Sono rimasta incinta naturalmente dopo 6 anni di tentativi!

Dopo tutto quello che ho passato, i primi 3 mesi di gravidanza li ho vissuti nel terrore che qualcosa andasse storto, come mi era già successo, e tutt’ora che sono entrata nel quinto mese di gravidanza ho le mie paure e ancora non riesco a realizzare, mi sembra talvolta di vivere in un sogno. La vita a volte ti sorprende davvero, ti stravolge ed è vero ti porta delle gioie proprio quando meno te lo aspetti. Lo chiamo il mio piccolo miracolo, perché per me è stato un miracolo!

Tutti questi anni di sofferenze e difficoltà mi hanno insegnato tante cose e mi hanno fatto crescere: ho imparato che la vita va apprezzata per quello che ti dà in quel preciso istante e che va assaporato tutto il bello che c’è di ogni singolo giorno. Ho imparato che certe cose non si possono controllare e che sono al di là delle tue azioni. Ho imparato che bisogna accettare le cose come stanno e ad essere grati per quello che si ha. Ho imparato che niente succede per caso e che anche i momenti nei quali sprofondi e soffri ti fanno crescere.

Ho imparato che ci sono tantissime persone che, come me, hanno difficoltà nel concepimento e che si appoggiano alla PMA, più di quante credessi.

Non lo so se il mio miracolo sia arrivato perché ho imparato tutto questo o solo perché era il momento giusto, ma lo prendo come un insegnamento che non bisogna MAI arrendersi e MAI perdere la speranza.

Io ho avuto la grande fortuna di avere al mio fianco mio marito, che per me è tutto, un marito, amante, amico e che mi ha dato la forza per andare avanti in questi anni difficili e mi è sempre stato vicino, la mia famiglia che mi ha sostenuto sempre, le mie amiche, con o senza figli, che mi hanno sempre capita e accompagnata in ogni passo dandomi sempre coraggio.

Mi hanno aiutata anche un percorso fatto con una psicologa, che mi ha portato alla consapevolezza di tante cose, il lavoro, i viaggi e le mie passioni che mi hanno distratta e appagata nei momenti più difficili.

Mi sono resa conto che infondo anche la salute non mi ha mai abbandonata, cosa non da poco al giorno d’oggi.

Quindi alla fine ringrazio questi 6 anni perché, pur difficili, mi hanno portato ad essere la persona di oggi.

Con la mia storia vorrei trasmettere a tutte voi che state passando un periodo simile il messaggio di NON MOLLARE MAI ed essere sempre ottimiste, di cercare di essere felici e grate di quello che avete e di non smettere di aver fiducia nella vita perché, anche se non esattamente come e quando volete, in un modo o nell’altro la gioia arriva!

Io mi reputo fortunata perché ho realizzato il mio sogno ma se anche a qualcuna questo non dovesse succedere, sono convinta che la vita ha tante cose belle da regalare che a volte appaiono scontate ma che non dovremmo MAI dimenticare.

Soprattutto, il mio messaggio è che NON SIETE SOLE e NON SIETE SBAGLIATE, anzi siete delle DONNE CORAGGIOSE E DETERMINATE CHE HANNO TANTO DA INSEGNARE!

Con affetto

Elena

Il viaggio infinito

Non ho mai avuto voglia di maternità fino a quando non ho visto quello che sarebbe diventato poi mio marito giocare con un bimbo. Ecco in quell’istante desideravo tra le braccia un bimbo coi suoi ricci. Iniziamo a provarci ancora prima di sposarci ma capiamo fin da subito che la strada sarebbe stata in salita. Ci sposiamo nel 2015 e dopo qualche mese mi hanno operato per un mioma con taglio cesareo e ci dicono di aspettare almeno 1 anno prima di riprovare; nel frattempo il medico che ci seguiva ci tiene ad informarci che la figlia aveva una clinica privata dove effettuava fecondazioni assistite. Mi riprendo dall’intervento e dopo 1 anno cambiamo medico e dopo vari tentativi approdiamo nello studio di un medico che ci parla di esami che fino a quel momento non avevamo mai sentito. Isteroscopia, esami genetici, isterosalpingografia, esami all endometrio…non trovano nulla tranne una infezione curata con una tecnica dolorosa e debilitante. Dopo il quadro clinico completo inizio le stimolazioni con rapporti mirati e l unica cosa che cresce dentro di me è un polipo asportato in laparoscopia. Decidiamo per la fivet, appuntamento al centro rimandato perché nel frattempo si scatena una pandemia mondiale. Settembre 2020 inizio stimolazione ( bombardamento ) che produce 15 follicoli ma solo 4 fecondati… ma niente trasfert perché un altro polipo cresce dentro di me. Cura ormonale e si riassorbe… nel frattempo il mio medico prende il covid e resta 2 mesi fermo…inizio la preparazione per il trasfert ma a una settimana dall’impianto devo stoppare tutto per l ennesimo polipo che asporterò in laparoscopia. Sono passati 7 anni, anni di delusioni, lacrime, sconforto, domande scomode e irrispettose, anni di dolore infinito e vuoto assoluto, anni di test bianchi, attese disilluse, esami dolorosi, torture di aghi che non finiscono piu. 7 anni di ” perché proprio a noi”; “amore fermiamoci non ne posso più di vederti torturare” ” forse è meglio che molliamo” ma no non abbiamo mai mollato…il sogno di avere un bimbo con quei ricci è ancora là…forse rimarrà solo un sogno o forse il sogno sarà stringerlo finalmente tra le braccia.

La nostra favola… forse!

C’era una volta…

… ci conosciamo da sempre, stiamo insieme da quando avevo 15 anni (e lui 17) e, dopo aver preparato una casa accogliente, comoda e adatta ad una famiglia che desidera allargarsi, nel 2013 decidiamo di sposarci e di provare a diventare genitori!

Un mese, due, tre… e subito ci rendiamo conto che potesse esserci qualche problema. Prenoto una visita dal ginecologo che mi ha in cura da quando avevo 15 anni e mi dice di “non avere fretta”, di “non pensarci” e che dal punto di vista ginecologico è tutto a posto.

E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema!

Passano i mesi… che iniziano a diventare anni e il ginecologo insiste sull’aspettare, ma intanto ci consiglia di iniziare a sentire qualche centro per la procreazione assistita, magari privato in quanto le strutture pubbliche hanno tempi e liste di attesa molto lunghe.

Inizia così il nostro pellegrinaggio, in centri privati e pubblici, con liste infinite di esami e visite dai quali non è emerso nulla che potesse giustificare la nostra infertilità.

Abbiamo incontrato medici di ogni tipo (e qui occorrerebbe aprire un capitolo apposito), uniti tutti da una stessa convinzione: i protocolli standard vanno applicati a tutti, come se ogni coppia fosse uguale all’altra… ma le statistiche gli danno ragione!

E gli amici fanno figli… e le famiglie fanno battutine e frecciatine… a tema, che pesano sempre di più!

Ho anche effettuato un anno e mezzo di psicoterapia, pensando che la mia mente potesse essere l’ostacolo alla realizzazione del nostro sogno, per liberarmi dal senso di colpa che non mi abbandonava mai: ogni mestruazione era per me come essere bocciata ad un esame, cosa mai avvenuta prima nella mia, nella nostra vita, nonostante le difficoltà che ci hanno sempre accompagnato!

E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie, credo, si siano rassegnate!

Iniziamo le tecniche di inseminazione di primo livello presso una struttura pubblica, dove ad ogni monitoraggio ecografico a seguito dei bombardamenti ormonali avevo almeno 2/3 studenti pronti ad imparare qualcosa di nuovo su di me, ma che non mi ascoltavano, convinti, che i protocolli standard potessero funzionare anche su di me… e ogni mese, una nuova delusione!

Nessuno, fino a quel momento, aveva pensato a noi come persone, ma solo come numeri e dati statistici, nessuno aveva analizzato il nostro caso e ascoltato le nostre parole!

Sentiamo parlare di un Professore, unico in Italia ad utilizzare dei protocolli americani per indagare le cause dell’infertilità femminile e per due anni ci mettiamo nelle sue mani. Inizialmente sembrò davvero che, a differenza degli altri, lui volesse davvero occuparsi di noi, analizzando i dati emersi dagli esami che ci ha prescritto. Non so dirvi se abbiamo speso di più in esami e visite o in carburante e autostrada per raggiungerlo ogni 3 mesi! Nonostante la sua sicurezza sull’infallibilità della sua cura e del suo metodo, le sue vane rassicurazioni che ci davano sempre più speranza ad ogni controllo e le estenuanti cure fatte di iniezioni intramuscolo e prelievi infiniti, dopo due anni ci ha detto al telefono che l’unica strada per noi era la fecondazione assistita…  E si, al telefono, perché nel frattempo a complicare tutto, era arrivata anche la pandemia mondiale!!!!

Ma non si molla…

Prendendo confidenza, anzi, facendo proprio amicizia con l’infermiera che ogni mese, da due anni mi effettuava le iniezioni intramuscolo, mi mette a conoscenza di un centro pubblico di avanguardia, appena fuori Regione… chiamo subito!

Mentre attendiamo di essere ricevuti, su un tavolino nella sala d’attesa vedo questo libro, “Parole fertili” messo a disposizione delle coppie dai medici del Centro PMA e in cuor mio penso di essere arrivata nel posto giusto finalmente, qualsiasi sia il risultato finale di questa nostra storia!

Ci riceve, nel giro di pochi giorni, una dottoressa giovane, dolce e molto preparata che ascolta la nostra storia, analizza i due libroni di esami che abbiamo fatto in questo lungo cammino e ci da alcuni esami da ripetere, per dare avvio alla fecondazione assistita di secondo livello.

E gli amici fanno figli… 1, 2 addirittura 3, le famiglie tacciono, nuovo Lockdown e il centro PMA chiude fino a data da destinarsi: credo che ogni racconto sulla nostra delusione sia superfluo, a questo punto della storia.

Riaprono il centro 3 mesi dopo, mi chiamano per riprendere la cura, e durante un ecografia interna mi diagnosticano un piccolo mioma uterino, da rimuovere con un’operazione in laparoscopia, con anestesia spinale, in day hospital…

e vissero per sempre felici e contenti… di questo spero di potervene parlarvene nella prossima puntata!

Parole INfertili

Fino a qualche anno fa credevo che la gravidanza avrebbe rappresentato uno dei momenti più belli della mia vita, l’ho creduto davvero, fino a quando mi sono trovata nel pieno vortice di una fase che nei piani non era prevista: la ricerca di una gravidanza che non arriva. Il primo anno di matrimonio lo ricordo come pieno di aspettative, non ero a conoscenza di quel bel pacchetto di stress che conteneva termometri basali, stick ovulazione, app monitorazione ciclo mestruale e (ciliegina sulla torta) una sfilza infinita di test di gravidanza bianchi come il latte.  Avevo 28 anni, io e mio marito vivevamo lontani, credevo che sarebbe servito solo il nostro amore e nonostante il mio bel ciclo irregolare da PCOS il nostro sogno di allargare la famiglia si sarebbe presto realizzato. Dopo un anno e mezzo decido di trasferirmi, pensare al benessere del mio matrimonio, adottare un cane e fare “qualche controllo” giusto per rasserenarmi. Controlli ok per entrambi e mentre mi faccio rigirare per bene dal centro PMA di I livello avviene il miracolo: test positivo. Ricordo quelle 7 settimane come un periodo meraviglioso, ero talmente felice che mi sembrava di essere protagonista di un film Disney, stavo bene,le mie beta crescevano e con loro la mia gioia e il mio senso di colpa per aver dubitato che quel momento sarebbe mai arrivato. Prima ecografia: niente battito, non so se ricordo più il silenzio sul monitor o quello del mio cuore. Aspetto una settimana, nuovo controllo, due parole dette dalla ginecologa che risuonano in me come il disco più brutto della storia: ABORTO SPONTANEO. Del giorno del mio raschiamento ho solo dei flash, ero talmente triste che credo di aver pianto e riso in maniera convulsiva, credendo di trovarmi in un incubo ma rendendomi conto che nessuno mi avrebbe svegliata. Dicono che dopo un raschiamento è molto più semplice restare incinta, tutte le persone che conosco che lo hanno vissuto effettivamente hanno avuto fortuna nei mesi successivi, neanche a dirlo per me non è stato così. Sono passati quasi 2 anni, pieni di lacrime, sbalzi di umore, rabbia. Il ciclo che sembra non voler mai essere puntuale tanto per lasciarti ogni mese quella speranza che possa essersi avverato il miracolo. Tutte le analisi riportano la stessa dicitura: nei range. L’unica cosa fuori da ogni range sembro essere io, che cerco mille modi ed approcci diversi per andare avanti e fallisco e piango ad ogni mestruazione. Mi guardo intorno e vedo solo donne con il pancione, bebè, amiche e conoscenti che ti invitano ai loro baby shower e mi viene da vomitare. Ad ogni annuncio di gravidanza è come se sentissi un mattonata nello stomaco, ma sfodero il mio miglior sorriso e cerco di mettere davanti alla tristezza la gioia per una nuova mamma e un nuovo bambino che viene al mondo. Passerà mai tutto questo? Esiste un modo per sentirsi meno uno schifo? Aspetto fiduciosa che la vita mi mandi un segnale e nel frattempo con mix di rabbia e coraggio mi ripeto: prova a salvarti da sola!

La vita non diventa più facile se tu diventi più forte …

Avevo scritto il 13 Gennaio la mia “breve” storia dal titolo: “Ciò che pensi possa distruggerti in realtà ti rafforza…” ignara di essere in dolce attesa.

Dopo più di tre anni … un intervento (causa Endometriosi), una tuba in meno, un ovaio ko per recidiva e 4 Fivet fallite … rimango incinta naturalmente, ancora fatico a crederci … io sono rimasta incinta, credo di non aver sognato NO!!! Abbiamo visto il suo cuoricino battere, un’emozione che è un MIRACOLO. Così ci ha detto la nostra ginecologa chiamando mi marito davanti al monitor dell’ecografo “guardate bene … questo è il vostro miracolo”.

Sembrava andare tutto bene … nessun sospetto che la gravidanza fosse iniziata con qualche problema. La camera era bella e ben impiantato … c’erano tutti i sintomi. Che meraviglia, volavo dalle emozioni. Arrivo a fine del secondo mese e facciamo la seconda ecografia e lui o lei (ormai il nostro angioletto … il nostro sogno più bello …) era più grande, si vedevano le manine, gli occhietti abbozzati e il cordone ombelicale (eppure era grande quanto un dattero) ma il suo CUORE NON BATTEVA PIÙ …

Sono caduta a terra, già perché in questi due mesi di attesa ho vissuto in Paradiso, e mi sono fatta “un male!!!!”. Mamma mia … non pensavo. Volevo scappare dallo studio della mia ginecologa, mi sono assentata qualche secondo con la mente perché non  capivo più nulla. Ancora oggi ricordo quelle parole “no Ornella no … mi dispiace … non c’è più battito, mi dispiace …” e vedo mio marito che guardava il tetto dello studio al buio e anche la mia mente in quel momento era al buio.

Perché anche questo. Questo no!!! non può succedere …

Due settimane fa circa il raschiamento. Era così ben attaccato a me che chissà quando se ne sarebbe andato … io non l’avrei mai voluto lasciare andare via.

A tutti quelli che mi dicono di essere forte io voglio dire che “La vita non diventa più facile, se tu diventi più forte”, che so di essere una persona concreta, con i piedi per terra e con tanta tenacia. Vorrei anche vederli al mio posto … però …

Se sono arrabbiata … se sono giù di morale … se sono silenziosa a volte … non vuol dire che ho smesso di lottare, semplicemente NON CI SONO PAROLE. Però è vero che nella vita ti capita di incontrare gente colta e sensibile ma anche gente poco colta e … non mi piace scrivere “insensibile” ma sicuramente incapace di mettersi nei panni dell’altro e di immedesimarsi.

Mollare? solo quando smetterò di vivere mollerò nella vita.

Una gravidanza che non arriva

Sono sposata da 5 anni e mezzo ed io e mio marito cerchiamo di avere un bambino da 4 anni circa.  Da appena sposati io ho fatto un cambio di vita totale , sono emigrata all’estero e tutto ciò è  stato accompagnato da un forte stress psicologico. Il primo anno trascorso dell’attesa di una gravidanza  non abbiamo fatto caso, poi un altro anno e poi ancora un’altro. Ecco ci rivolgiamo a un centro di procreazione medicalmente assistita. Due tentativi di IUI,  falliti! Lo so,  siamo ancora all’inizio ma io mi sento un vuoto dentro.  Tutti mi dicono che sono pessimista, che devo essere positiva, ma io mi sento abbandonata al mio dolore. In me c’è un senso di maternità e un bisogno di dare amore molto profondo, mi sento molto scoraggiata e confusa, non vedo la luce in fondo al tunnel.  Desidero anche io creare una famiglia tutta mia, ma evidentemente c’è per adesso da soffrire.  Perché? Cosa abbiamo fatto di male? Perché per noi è complicato? Non saremmo per caso dei buoni genitori? A volte faccio delle cose di cui mi faccio tenerezza io stessa,  come ad esempio parlo con il mio bambino immaginario , guardando il letto lo immagino che devo cambiare i suoi vestiti ecc.. Perché? Sto impazzendo? O forse è il forte desiderio?tanti perché e poche risposte. Ho lavorato in questi anni come maestra di asilo ed ecco che il mio dolore si amplifica. Vedere i bimbi innamorati delle loro mamme mi si stringe il cuore  , a vedere i loro abbracci e baci ed io a mani vuote e il cuore che mi fa male.  Il dolore è forte.

Non mollare mai

Sei tentativi falliti e un aborto. Paura, rabbia e tanti pianti ma grazie all amore delle persone vicine riproviamo più forti di prima. Noi ti aspettiamo e siamo pronti a darti tutto il nostro amore. Non lasciatevi mai la mano la salita sarà meno faticosa e anche se si cade l importante è rialzarsi insieme.

 

Anni di attese, speranze, illusioni … poi la luce una vigilia di Natale

Buongiorno a tutte,

spero davvero di poter dare un messaggio di speranza e di amore a tutte le persone che nonostante le battaglie che affrontano ogni giorno non smettono di crederci e soprattutto hanno il cuore aperto !

Inizio dicendo che mio marito ed io siamo  sposati da 17 anni !

il nostro desiderio di diventare genitori ci ha toccato le corde del cuore fin dai primi mesi di matrimonio !

avevo 27 anni e tante certezze, credevo che tutto mi fosse dovuto, che avrei potuto programmare ogni cosa compreso l’arrivo di un figlio !

passano i primi mesi , poi il primo anno , e dico : ma si infondo siamo giovani , godiamocela ancora un po’ . Passa un’altro anno … e … niente ! Comincio a pensare che forse e’ il caso di parlare con un ginecologo per fare 4 esami per capire meglio dove poteva essere l’intoppo !

esami fatti …. tutto nella norma …. mio marito anche …

ci dicono : dovere rilassarvi , arriverà ….

arriva il terzo anno , cambio ginecologo , vede gli esami , me ne fa approfondire altri e poi, sospettando che abbia le tube chiuse mi propone una laparoscopia diagnostica !
uscita dall’intervento il dottore dice che ho le tube pervie e che dovevamo avere solo pazienza e avere rapporti spesso !!!!
Compro gli stick ovulatori e provo così …. niente ….. nel 2010 non cambiava nulla. Approdiamo nel centro pma!

Prima intrauterina bloccata perché feci 4 ovuli e per loro erano troppi…

seconda , terza , quarta, quinta ….

mai un positivo !!!

passiamo alle maniere più forti : fivet!

primo tentativo con minimo dosaggio di gonal F , faccio 17 ovuli , i medici contentissimi perché dicevano che ero una best responder , su 17 ovuli, solo pochi scartati , 10 fecondati  di cui due di 8 cellule impiantati in 2 giornata …. Ma niente …. ovviamente immaginate lo sconforto , il senso di frustrazione, di rabbia , di delusione …. che conoscete bene !! Ma soprattutto le domande : perché ??? Forse merito questo??

secondo tentativo da ovuli scongelati … preparo endometrio con cerotti sulla pancia prima del transfer, poche ore prima mi chiamano dicendo che gli ovuli non erano sopravvissuti allo scongelamento …. altra batosta !!! Ho pianto !!!

oltre al fatto che stavo malissimo , e rischiavo l’iperstimolo c’era la delusione del non avere delle risposte ai miei perché !!!

altra fivet. Stessa sorte !

questa volta embrioni portati in 5 a giornata …. niente …

sopravvissuta una blastocisti congelata !!

per quella era la mia ultima speranza , la mia ultima occasione perché il mio corpo non ce la faceva più , gridava auto , la mia mente era svuotata e cominciavo a chiedermi se una donna per diventare madre doveva diventarlo a tutti i costi , e con tutto questo accanimento !!!

la mia ultima speranza … la blastocisti non mi ha dato un positivo !!!

allora ho detto : basta !!!!

una sera guardando un documentario in tv che parlava dei bambini etiopi e delle adozioni a distanza mi si è aperto un mondo …. mi sono commossa e mi sono chiesta sa davvero una mamma per essere una mamma doveva per forza far nascere un bambino dalla pancia !!! Ne ho parlato con mio marito e gli ho chiesto se era d’accordo ad andare a sentire qualche incontro in cui si parlava di adozione !!! Lui inizialmente molto spaventato dalla cosa non era deciso come me a procedere su questa strada ! gli ho detto che secondo il mio punto di vista non avevamo nulla da perdere e che andare a sentire non poteva nuocere! Piano piano si convince forse perché era stanco di vedermi soffrire !
in quel contesto abbiamo conosciuto altre coppie con storie chi più chi meno simili alla nostra, ci siamo confrontati, e abbiamo capito che non eravamo soli e che avevamo trovato persone aperte al dialogo che vivevano i nostri stessi sentimenti e paure! Abbiamo cominciato a fare i colloqui di coppia con gli psicologi e gli assistenti sociali dell’Asl, e tutto andava bene , gli assistenti sociali ci definivano una coppia coesa e ben integrata … alcune persone che avevano intrapreso la strada dell’adozione invece ci dicevano che gli assistenti sociali erano rompiscatole, pignoli, facevano tremila domande e cercavano in tutti i modi di ostacolare la scelta dell’adozione ….
noi abbiamo avuto la fortuna o direi più la grazia di aver trovato persone sensibili anche se decise e intenzionati a comprendere se il nostro desiderio di avere un figlio non biologico fosse reale e non fosse un ripiego o un capriccio !!!

passati i colloqui con l’als, il tribunale deve dare l’approvazione all’idoneità e quindi deve avere l’ultima parola per rilasciare alla coppia l’idoneità nazionale /internazionale per poter diventare genitori adottivi !

Anche il tribunale ha confermato quella che e’ stata la relazione positiva avuta dall’asl!
questo percorso e’ iniziato a gennaio  2015 e si e’ concluso con l’idoneità i primi di dicembre 2015! Quindi in meno di un anno!

Ricordo che quel dicembre faceva freddo, ma fu una telefonata a scaldarci il cuore !qualcuno dal tribunale ci chiamava perché volevano vederci per farci qualche domanda ! Dopo un paio di giorni andiamo, ci fanno alcune domande e ci rimandano a casa senza troppe spiegazioni  !!! Mi chiedevo : ma come mai questi chiamano per farci delle domande su cose a cui abbiamo già risposto più volte ….non capivo … ma ricordo che , nonostante a me non sudano mai le mani , avevo le mani sudate da quel giorno in poi ….come se mi sentissi agitata!!
Il 23 dicembre arriva la seconda telefonata che mi fa bloccare il cuore : l’assistente sociale mi chiede se nel pomeriggio siamo a casa perché vuole venire da noi per vedere la casa  !! Ovviamente le dico che dopo il lavoro poteva tranquillamente venire a casa …. non vi dico cosa  ho provato in quelle ore … paura … felicità …. ansia … senso di inadeguatezza … perché ormai il mio cuore aveva capito ….

L’assistente sociale puntuale arriva a casa, ci fa sedere sul divano e ci dice : “ cosa e’ successo il 5 dicembre ?? E io non so perché ? Lei : Provare a pensare … noi: ma di quando di quest’anno ? Lei: si sì di quest’anno , 20 giorni fa! Io : non so perché ? Lei : IL 5 dicembre e’ nata vostra figlia , si chiama Francesca  e’ una bambina sana, bionda con gli occhi azzurri e vi sta aspettando in ospedale .Io, mio marito e l’assistente sociale abbiamo pianto di gioia tutti e tre !!! Il cuore e’ esploso di emozioni … il 24 dicembre 2015 il Signore ci ha fatto la grazia di conoscere la nostra meravigliosa bambina che ora ha 5 anni e noi l’amiamo d’amore infinito !
forse non saprò mai cosa vuol dire portare un bambino nella pancia e non avrò mai una risposta alla mia sterilità idiopatica,  ma so benissimo cosa vuol dire che dal primo momento che ho visto mia figlia ogni dolore, ogni delusione si e’ trasformato in grande gioia  ! La nostra vita e’ cambiata in un attimo !!
Con questa esperienza  vorrei trasmettere vita e speranza  a qualcuna di voi che non ha smesso come me di credere ,di lottare e di pregare e di sperimentare che  la fede e l’abbandono a Dio premia sempre ! Dare il proprio si all’accoglienza , aprite il cuore e il resto lo farà’ il Signore per voi !

buona vita a tutte

Dani

Un viaggio infinito

Sono Emma,  ho 39 anni, sono sposata da quasi 8 anni. Dopo 3 mesi dal matrimonio ho avuto il mio primo positivo,  gravidanza naturale,  prima eco , due sacche, seconda eco i feti e il battito , li porto avanti fino alla 23^ settimana, purtroppo ho avuto un parto prematuro, non sopravvivono. La mia vita cade in un buoi totale, ma meno male che la mia famiglia e mio marito mi sono stati vicini. Dopo 2 anni,  secondo positivo, ma purtroppo a 8 settimane ho avuto un raschiamento perché si era formato solo la camera. Ci rialzato nuovamente, ci risentiamo, dopo 1 anno il mio ultimo positivo,  ma a 8 settimane purtroppo ho avuto il raschiamento perché non c’era più battito. Questo è stato nel 2017. Da allora nessun’altra positivo, così nel 2018 ci rivolgiamo in un centro infertilità e li scopriamo che mio marito ha un problemino ai suoi spermini. Ma non molliamo, ci mettiamo in lista in questo ospedale,  ci dissero che le liste erano dai 7/10 mesi, niente nessuna chiamata. Mi rivolgo in un’altro centro lista di attesa 2/3 mesi. Purtroppo causa covid l’ambulatorio chiude.  Inizio il percorso PMA a settembre 2020, Pickup, e il transfer lo farò poi a gennaio 2021, perché ero a rischio iperstimolazione e lo avrei dovuto fare a novembre. Comunque mi inseriscono 2 blastocisti, ma purtroppo beta negative. Ora ci risentiamo perché ho ancora 6 ovociti congelati. Vi terrò aggiornate sulla mia storia. Non molleró mai, fino quando Dio mi darà la forza. Prima o poi avremo la nostra gioia.