Mattia il nostro miracolo

Ciao vorrei donare la mia storia a tutti coloro che percorrono questo cammino e ogni tanto perdono la speranza. ..cosi come facevo io… mi presento Sono Chiara sposata da ben 11 anni con Peppe..i primi anni sposati non pensavamo nemmeno ad avere un figlio..o per di più in me c’è stato sempre quel desiderio di mamma ma non ci mettevo tanta testa…ma gli anni passano e quel desiderio diventa pian piano il mio bisogno primario. ..così avendo da sempre un ciclo irregolare ogni mese inizia la corsa al test..ma con un susseguirsi di delusioni..il mio ginecologo diceva “c’è tempo stai tranquilla “ma gli anni passavano e tutto taceva..finalmente troviamo il coraggio di prendere in mano la situazione e di iniziare a fare dei controlli iniziando da mio marito  visto che i miei problemi li sapevo già. .l’andrologo dopo esami ci consiglia di ricorrere alla fecondazione se non volevamo più prenderci in giro con le infinite cure..così scrive una lettera al mio ginecologo. .e lui che fa?se ne lava le mani dicendoci che c’erano tanti centri a cui poter rivolgerci. .così amareggiati dal suo non Aiuto ..ci affidiamo alla tecnologia e iniziamo la ricerca dei centri su internet. ..premetto che sono siciliana precisamente di siracusa..prenotiamo con mio marito una visita a ct  in un un centro a pagamento e il giorno successivo una a Roma con un prof londinese. .era febbraio 2011..dalla visita catanese usciamo più confusi di prima ..ci sentimmo rubati i soldi senza tanti chiarimenti. ..della visita Romana uscimmo veramente soddisfatti e decidemmo di affidarci a loro che come sede per la fecondazione l’avevano a Napoli. ..così tramite questo prof ci affidammo ad una ginecologa catanese..che poteva seguirci nei diversi esami da fare prima e in tutta quella che concerne la preparazione alla icsi. ..insomma iniziano i viaggi a ct…le corse per rientrare in tempo dai permessi a lavoro..le cure preparatorie. .insomma tutto nel massimo dell’ottimismo. ..arriva finalmente il giorno della partenza per Napoli per poter fare la tecnica era luglio 2011..eravamo fiduciosi e felici…fatto tutto in clinica privata ..su 7 se ne fecondarono 3..fecero il transfer di tutti e tre..ma il risultato fu un bel negativo. .e mesi e mesi di lacrime..ma ci rimettiamo in corsa e affidandoci sempre alla mia ginecologa di ct provammo con diverse cure..ma i mesi passavano..ad un anno dal tentativo fallito parliamo di agosto 2012 arriva una gravidanza del tutto spontanea ma finita in aborto alla 7 settimana. .non potete immaginare neanche il tempo di essere felice che finiamo di nuovo nel tunnel della disperazione. .la perdita di un figlio ..quale dolore più grande. ..ma la corsa continua con cure speranze date dal ginecologa che tutti i mesi ne usciva una nuova. .ci rendemmo conto che la signora dottoressa aveva capito come raggirarci e fregarci denari. .decidemmo così visto che dovevamo andare a milano a trovare mia sorella di sentire qualche altra campana e prenotammo 2 visite una al Mangiagalli e un altra all’humanitas di Rozzano. .lo fecimo presente alla carissima dott.ssa e Lei rispose con queste parole “potete andare in capo al mondo il risultato sarà zero””😱😱quelle parole ci ferirono profondamente. .fecimo le 2 visite entrambi ci dissero che unica soluzione era icsi inutile perdere tempo con cure…e ci misero in lista ..era novembre 2013..gennaio 2014 ci chiamano da humanitas icsi prevista per marzo. .si riparte per ulterIori esami a gennaio ..e poi eccoci a marzo dopo la preparazione ..il 7 marzo 2014 vengo sottoposta a pick up…ambiente sereno infermieri e dottori super…poca roba prelevata. .e il 10 marzo transfer di solo uno…ma la biologa mi disse così “signora è solo uno ma molto molto bello”potete immaginare me..ero già sicura che sarebbe andata male….ma quell’uno quella lucina bianca vista nel monitor quel 10 di marzo oggi ha un nome si chiama mattia ha 2 anni ed è il miracolo della nostra vita…con questo voglio dirvi di ascoltare il vostro cuore e di non arrendervi mai..scusate se sono stata lunga..

VALORI BETA BASSI

Il titolo credo la dica lunga sulla situazione che, da ormai due mesi, stiamo vivendo io e mia moglie ma parto da principio. Il 5 novembre scorso sono stati impiantati due embrioni nell’utero di mia moglie (ultima mestruazione 18/10/16). Il 16/11 abbiamo fatto il test. Risultato: positivo. “Happiness” allo stato puro. Abbiamo contattato il nostro ginecologo per capire come comportarci  (veniamo da una brutta esperienza vissuta l’anno scorso a ottobre – aborto tra la 9^ e la 10^ settimana). Il dottore, considerando il nostro precedente e la situazione delicata  (mutazioni genetiche, pressione alta, ipertiroidismo, perché non ci facciamo mancar nulla…) ci ha consigliato di monitorare ogni tre giorni anche perché le prime beta non l’hanno entusiasmato.

Affinché anche voi possiate avere un’idea più chiara fornisco di seguito valori beta e date:- 16/11 beta 42,75- 19/11 beta 99,00- 22/11 beta 176,30- 25/11 beta 390,00- 28/11 beta 834,00- 01/12 beta 1.210- 05/12 beta 1.540. Con questi valori abbiamo fatto una eco, su consiglio del nostro ginecologo, e abbiamo visto una camera in utero. Il 09/12 beta 4.160; 12/12 beta 4.940, a questo punto il ginecologo ci ha detto chiaramente che non ci sono molte speranze e ci ha invitato a sospendere le cure (eutirox, adalat, progynova, progefic, aspirinetta, seleparina) in attesa delle rosse.

Abbiamo chiesto se sarebbe stato opportuno fare una eco prima di sospendere tutto ma il dottore l’ha ritenuta superflua. Potete immaginare il nostro stato d’animo. In due anni, dopo sei anni di tentativi, due volte incinta e due k.o. tecnici al primo round. Ad ogni modo, non contenti, abbiamo deciso per il fai da te. Ho contattato un mio amico ginecologo e ho chiesto una visita di controllo straordinaria (lui sa che non è il nostro medico). Ha fatto accomodare mia moglie sul lettino, si è armato di sonda e abbiamo visto, dalla eco, un feto di dimensioni regolari secondo la 7^ settimana e abbiamo ascoltato il battito cardiaco.

Perché io no?

Il suo ottimismo mi infonde coraggio,  anche se le sue parole mi fanno capire che considera questo figlio un problema più mio che suo, che in qualche modo lui se ne tira fuori.  E’ un colpo al cuore, ma non protesto.  La frase suona tristemente vera.  Sono io che voglio avere un figlio, io che ho cominciato a scalare le montagne per soddisfare il mio desiderio. Lui mi viene dietro, fino a quando?

Sto scoprendo a mie spese che la ricerca forsennata di maternità è veramente una delle prove più dure nella vita di coppia. Ora riesco a credere che molti uomini abbandonano la compagna solo perché non riescono  più a sopportare la tensione che deriva dalla costante presenza di un medico che guidi i tempi dell’amore, e           dall’ incessante altalena di speranze e delusioni. Guardo Massimo, così tenero e sorridente, e mi chiedo se fuggirà anche lui, e come reagirò io, e cosa ne sarà allora della mia vita.  Vorrei parlargli dei miei timori, ma evito. Non è il momento di cominciare un discorso  complicato. Non qui, non adesso.   Siamo stanchi tutti e due , e io debbo riposare per il viaggio.  Ma queste considerazioni pratiche non ci impediscono di concludere la serata in una maniera romantica. E così arriviamo al viaggio: partenza alle cinque del mattino, come da programma.  Rosa mi aspetta sotto casa con due brioche ancora calde e una spremuta d’arancia per colazione. L’autostrada è deserta. Cosa volere di più? Parliamo di cinema, libri, amori e della love story sfortunata di Carlotta e Simone. Certo è la vita, come dice Monica, ma a volte la vita fa schifo, dico io. Rosa sorride. “Conoscendo Carlotta, non mi preoccupo troppo. Cadrà comunque in piedi.”

 

Tratto da “Perché io no?”, di Nicoletta Sipos, Sperling & Kupfer

Sul nascere

Serena si sbaglia. Io faccio l’embriologa e non sono né indifferente né tantomeno distaccata. Se potessi mi piacerebbe spiegarle che i Cervelli possono parlare con altri Cervelli solo con le parole, proprio come sto facendo adesso con voi. Un Cervello può parlare con il proprio Cervello: attraverso i pensieri, come ciascuno di noi fa in questo momento con se stesso. Ma quello che serve ai suoi ovociti non è che io parli con lei, ma con il suo Corpo. E il Cervello non può parlare con il Corpo. Con i corpi che sono di fronte a noi o con il nostro stesso corpo possiamo parlare solo attraverso un linguaggio chimico, attraverso quello che gli facciamo fare, ad esempio. E se i corpi di coloro che vengono qui non ce la fanno a fare un bimbo, li aiuterà il mio corpo, li aiuteranno le mie mani.

A nulla servirebbe la mia simpatia o la mia comprensione che aiuterebbe il suo cervello, ma non servirebbe a darle quello che lei chiede. A nulla servirebbero le mie parole: l’ovocita è un corpo, lo spermatozoo è un corpo e non possono ascoltare né le mie parole né i miei desideri. Io posso parlare con loro solo con le mie mani, utilizzando strumenti e manopole. Solo le mani: fredde, come quelle di un killer. Attente, come quelle di un assassino che non voglia lasciare tracce.

C’è una sola differenza tra le mie mani e le mani di un assassino: più saranno spietate, le mie mani, più saranno in grado di dare la vita. Anziché toglierla. Io non posso tremare, e le mie mani non possono sbagliare. Un errore significherebbe solo dolore.

 

Tratto da “Sul Nascere”, di Carolina Sellitto, C1V Edizioni

Tre aborti.. e ancora non si parla di poliabortività?

Ciao a tutte! La mia storia è triste come molte, sono al terzo aborto un anno fa, rimasta incinta quando volevo mollare mio marito, la gravidanza va male e dopo pochi mesi ci separiamo.. tre aborti tutti diversi in cinque anni di matrimonio.. ora ho un nuovo compagno, che ha già un bimbo, ne vorremmo uno nostro, sento che è il momento giusto.. abbiamo fatto una visita all’Humanitas e il primario del fertility center non credeva ad un filo conduttore dei miei aborti, solo fattore S (sfiga) ma vedendomi scontenta di una risposta approssimativa mi prescrive tutti gli esami per la poliabortività.

Inizierò a farli domani dopo aver sospeso la pillola ed essendo al secondo ciclo! Ditemi che qualcuna ce l’ha fatta! Che dopo tre aborti il sogno si realizza! Sono speranzosa.

Ho creduto in un sogno..e ho fatto bene..

La mia storia inizia dopo il mio matrimonio..avrei voluto subito dei figli ma non mio marito. Ricordo quanto ero triste..non lo comprendevo..non me l’aspettavo da lui pensavo fosse un desiderio che potevamo realizzare subito..ma lui ragionava sulla posizione lavorativa da raggiungere..sul fatto che un figlio va progettatto perchè va curato e fatto crescere con tutto ciò di cui ha bisogno,io pensavo invece che un figlio è di pancia..si fa e basta. Ad oggi vi dico che mio marito tutto sommato aveva ragione..bisogna essere pronti x essere genitori o perlomeno preparati ad ogni necessità economica e morale.

Sono passati tre anni..dopo altre difficoltà di vita..dopo altri problemi e nuove esperienze che ci hanno cambiato moltissimo in bene eccoci al 2013..iniziano i nostri rapporti liberi. Ricordo il primo mese..ero attenta a ciò che mangiavo a non fare sforzi..e ogni mese ripetutamente dopo mille fantasintomi lacrime e delusioni dicevo..sarà per il prossimo mese. Ma niente. Chi mi ha seguito nel forum sa quanti dubbi e paure di nn farcela. Un giorno nn so cosa mi è scattato ma ho deciso di nn cercare di avere rapporti i giorni giusti o usare addirittura lo stick salivare!Basta stop tutto sarà quello che dovrà essere..mesi provavamo e mesi no. Arriviamo al 2014 iniziano i monitoraggi ovulatori ma solo perchè sapevo quando ovulavo avendo un ciclo regolare..lui scopre un’oligospermia severa..riuscita a curare ed io scopro un polipo..intervento.

Decidiamo di cambiare strada e affidarci ad una ginecologa della riproduzione a Roma..successo o no lei resta un medico professionale e scrupolosa. Arriviamo a questìanno..io x problemi al seno e lui x problemi articolari dovremmo subire degli interventi..Decidiamo però prima di provare la strada dell inseminazione. Ce l abbiamo fatta..!Non ci credevamo..eravamo increduli dopo tante difficoltà ce l avevamo fatta.Sono entrata nel terzo mese e ho aspettato a raccontarvi la mia esperienza perchè spesso sono in pronto soccorso per perdite..è comunque tutto sotto controllo.

Sto malissimo perchè la nausea e il vomito non mi lasciano in pace..ho pianto anche dei giorni lo confesso..ero e sono a pezzi..ma il mio cuore è felice..tanto felice. Finché potete finché il cuore vi darà coraggio e avrete la minima speranza per andare avanti..fatelo!Affidatevi a persone competenti..restate uniti..non mollate perchè ce la potete fare anche voi.

Ascoltate il vostro corpo le vostre sensazioni..abbiate pazienza e finché ne avete forza lottate credete nel vostro sogno. Io ci ho creduto e ho fatto bene. Spero solo che adesso tutto prosegua nel migliore dei modi. Perché se l’attesa del positivo è difficile lo è di più avere la responsabilità di una vita dentro di te che hai desiderato tanto.

Stasera Ovulo

Uno spettacolo comico e commovente sulla sterilità femminile e la maternità over 35 di Carlotta Clerici, con Antonella Questa per la regia di Virginia Martini.

Non voglio più tentare

Ho iniziato a cercare un figlio sei anni fa. Dopo un isterosalpingografia rimasi incinta…poi al terzo mese lo persi..alla soglia dei 42 anni ho alle spalle due inseminazioni dolorose e avvilenti. Ora non voglio più tentare, mi sento stanca. Il rapporto con il mio partner va ad alti e bassi…l’anno scorso nell’ultima inseminazione mi è stato vicino ma lui soffre in silenzio questa mancanza…ma non mi chiede di ritentare.

Non mi aspetto più nulla …ormai so che non sarò mai madre e una parte di me l’ha accettato…l’altra piange in silenzio.

Un messaggio d’amore

Fiore di Ninfea, per consentire alla tua vita di germogliare nella mia terra brulla, infestata di rovi spinosi, ho intrapreso, a mo’ di uccello migratore, il volo dell’amore. Dall’alto, mentre tenevo le mie ali spiegate e mi lasciavo portare dal vento, ti ho immaginato come il frutto dell’abbraccio del cielo con il mare, distesi sul talamo dell’orizzonte e trasportato a riva con la spuma delle onde. Planando, sono arrivata sulla spiaggia e lì ti ho raccolto, in un caldo pomeriggio di Giugno, perla rara, racchiusa in preziosa conchiglia, nascosta tra i coralli e le stelle marine. Ti ho avvolto con il mio corpo, diamante dai mille riflessi, avendo cura di non lasciarti cadere, durante la burrasca del ritorno, mio piccolo Noè. La tua essenza ha pervaso subito le mie membra, dandomi un inusitato vigore e ti sentito fluire nelle mie vene, come linfa vitale, nata dall’alchimia delle nostre anime. La meravigliosa simbiosi che mi hai donato per 11 settimane ha acceso di fulgidi colori il mondo intorno a noi, fatto solo di ipocrisia ed indifferenza. Ti ho sentito galoppare nelle praterie del mio cuore, mentre fiero cercavi di ergerti a messaggero d’amore, di speranza, di condivisione. In quel tuo battito, il primo, l’unico, l’ultimo ho percepito tutto l’amore che volevi dare, una volta venuto alla luce, non solo a me e a quei pochi che si sono stretti intorno a noi, ma a tutti quelli che ti avrebbero sfiorato. Un giorno all’improvviso sono calate le tenebre e tu mio piccolo angelo sei volato via tra mille petali di rosa. Di te, figlio mio, resta il messaggio d’amore che in poco tempo riuscito ad annunciare e la luce che hai lasciato, per sempre, nei miei occhi.

Vincerò

Ho iniziato a cercare il mio primo figlio a 28 anni, un anno e mezzo fa. Sposata da 3 anni, laureata, con un lavoro nell’azienda di famiglia e con un desiderio di maternità che si faceva sempre più importante… ho pensato che fosse arrivato il momento giusto. Ho sempre detto a chi me lo chiedeva, anche da adolescente, che a 30 anni avrei fatto il mio primo figlio ma evidentemente non avevo fatto i conti con il mio destino.

Mi sono ritrovata a fare dei controlli prima di iniziare la ricerca della gravidanza…non so perchè ma sentivo dentro di me che qualcosa non andava. E’ stato così che ho scoperto di avere l’endometriosi. Per me è stato come un fulmine a ciel sereno…non ho mai avuto problemi di regolarità con il ciclo mestruale, non ho mai sofferto di dolori, nulla mi faceva pensare che avevo dei problemi. Da quel giorno la mia vita è cambiata, il sorriso sul mio volto si è spento. Mi sono sentita sconfitta dalla malattia ancor prima di iniziare a combatterla, una sensazione che è difficile da spiegare a parole.

Da quel giorno è iniziato il mio calvario, sono andata in un centro specializzato e ho fatto tutte le analisi del caso. Mi hanno detto di provare a ricercare una gravidanza per 8 mesi e così ho fatto. Sono stati 8 mesi di lacrime, non mi sentivo capita e tutt’oggi non mi sento capita da nessuno soprattutto da mio marito. Lui non mi fa pesare la mia infertilità e per questo lo ringrazio ma io mi sento una donna a metà e so di non potergli dare quello che desidera.

Trascorsi questi 8 mesi ho deciso di fare l’intervento in laparoscopia. Mi hanno asportato una ciste all’ovaio destro di 4,5 cm, mi hanno asportato la tuba di sinistra perchè distrutta, mi hanno tolto un nodulo retrocervicale di 2 cm diverse aderenze che avevano colpito anche l’uretere. Adesso a un mese dall’intervento attendo con ansia la visita di controllo per il via libera alla ripresa della caccia alla cicogna. Mi hanno dato altri 8 mesi di tempo per ricercare una gravidanza naturalmente e mi sento come se fosse la mia ultima possibilità.

Io volevo solo avere un figlio, diventare madre ed invece mi sono ritrovata a combattere contro me stessa, il mio corpo, la mia malattia. Ma non lascerò che vinca lei, combatterò fino a quando ne avrò la forza e VINCERO’.