Non voglio più tentare

Ho iniziato a cercare un figlio sei anni fa. Dopo un isterosalpingografia rimasi incinta…poi al terzo mese lo persi..alla soglia dei 42 anni ho alle spalle due inseminazioni dolorose e avvilenti. Ora non voglio più tentare, mi sento stanca. Il rapporto con il mio partner va ad alti e bassi…l’anno scorso nell’ultima inseminazione mi è stato vicino ma lui soffre in silenzio questa mancanza…ma non mi chiede di ritentare.

Non mi aspetto più nulla …ormai so che non sarò mai madre e una parte di me l’ha accettato…l’altra piange in silenzio.

Un messaggio d’amore

Fiore di Ninfea, per consentire alla tua vita di germogliare nella mia terra brulla, infestata di rovi spinosi, ho intrapreso, a mo’ di uccello migratore, il volo dell’amore. Dall’alto, mentre tenevo le mie ali spiegate e mi lasciavo portare dal vento, ti ho immaginato come il frutto dell’abbraccio del cielo con il mare, distesi sul talamo dell’orizzonte e trasportato a riva con la spuma delle onde. Planando, sono arrivata sulla spiaggia e lì ti ho raccolto, in un caldo pomeriggio di Giugno, perla rara, racchiusa in preziosa conchiglia, nascosta tra i coralli e le stelle marine. Ti ho avvolto con il mio corpo, diamante dai mille riflessi, avendo cura di non lasciarti cadere, durante la burrasca del ritorno, mio piccolo Noè. La tua essenza ha pervaso subito le mie membra, dandomi un inusitato vigore e ti sentito fluire nelle mie vene, come linfa vitale, nata dall’alchimia delle nostre anime. La meravigliosa simbiosi che mi hai donato per 11 settimane ha acceso di fulgidi colori il mondo intorno a noi, fatto solo di ipocrisia ed indifferenza. Ti ho sentito galoppare nelle praterie del mio cuore, mentre fiero cercavi di ergerti a messaggero d’amore, di speranza, di condivisione. In quel tuo battito, il primo, l’unico, l’ultimo ho percepito tutto l’amore che volevi dare, una volta venuto alla luce, non solo a me e a quei pochi che si sono stretti intorno a noi, ma a tutti quelli che ti avrebbero sfiorato. Un giorno all’improvviso sono calate le tenebre e tu mio piccolo angelo sei volato via tra mille petali di rosa. Di te, figlio mio, resta il messaggio d’amore che in poco tempo riuscito ad annunciare e la luce che hai lasciato, per sempre, nei miei occhi.

Vincerò

Ho iniziato a cercare il mio primo figlio a 28 anni, un anno e mezzo fa. Sposata da 3 anni, laureata, con un lavoro nell’azienda di famiglia e con un desiderio di maternità che si faceva sempre più importante… ho pensato che fosse arrivato il momento giusto. Ho sempre detto a chi me lo chiedeva, anche da adolescente, che a 30 anni avrei fatto il mio primo figlio ma evidentemente non avevo fatto i conti con il mio destino.

Mi sono ritrovata a fare dei controlli prima di iniziare la ricerca della gravidanza…non so perchè ma sentivo dentro di me che qualcosa non andava. E’ stato così che ho scoperto di avere l’endometriosi. Per me è stato come un fulmine a ciel sereno…non ho mai avuto problemi di regolarità con il ciclo mestruale, non ho mai sofferto di dolori, nulla mi faceva pensare che avevo dei problemi. Da quel giorno la mia vita è cambiata, il sorriso sul mio volto si è spento. Mi sono sentita sconfitta dalla malattia ancor prima di iniziare a combatterla, una sensazione che è difficile da spiegare a parole.

Da quel giorno è iniziato il mio calvario, sono andata in un centro specializzato e ho fatto tutte le analisi del caso. Mi hanno detto di provare a ricercare una gravidanza per 8 mesi e così ho fatto. Sono stati 8 mesi di lacrime, non mi sentivo capita e tutt’oggi non mi sento capita da nessuno soprattutto da mio marito. Lui non mi fa pesare la mia infertilità e per questo lo ringrazio ma io mi sento una donna a metà e so di non potergli dare quello che desidera.

Trascorsi questi 8 mesi ho deciso di fare l’intervento in laparoscopia. Mi hanno asportato una ciste all’ovaio destro di 4,5 cm, mi hanno asportato la tuba di sinistra perchè distrutta, mi hanno tolto un nodulo retrocervicale di 2 cm diverse aderenze che avevano colpito anche l’uretere. Adesso a un mese dall’intervento attendo con ansia la visita di controllo per il via libera alla ripresa della caccia alla cicogna. Mi hanno dato altri 8 mesi di tempo per ricercare una gravidanza naturalmente e mi sento come se fosse la mia ultima possibilità.

Io volevo solo avere un figlio, diventare madre ed invece mi sono ritrovata a combattere contro me stessa, il mio corpo, la mia malattia. Ma non lascerò che vinca lei, combatterò fino a quando ne avrò la forza e VINCERO’.

Vorrei tutto naturalmente

E’ cominciato tutto due anni fa. Purtroppo anche se sto molto attenta ai giorni fertili per aumentare le probabilità non succede… mio marito ha fatto l’ esame ed è tutto apposto… io purtroppo ho un utero bicorne che però non preclude il restare incinta ma più che altro la gestazione. Dovrei sottopormi a un intervento per modificare il setto che rende l’ utero bicorne ma ancora non l’ ho fatto…. per una serie di problemi e questa gravidanza tanto desiderata che non arriva ultimamente soffro di attacchi d ansia. E non è la situazione più ottimale per restare incinta😢

Il rapporto con il mio partner è ottimo… lui sarebbe un padre perfetto, ha perso questo anno il suo e potrebbe dargli tanto amore! Come me del resto! Solo che per me è diventato un problema non restare incinta anche perché ho 40 anni e non vorrei dover ricorrere a inseminazioni artificiali o altro… ma se sarà la sola possibilità lo farò … anche se vorrei tutto naturalmente.

Se la nostra situazione non cambia mi rivolgerò a uno specialista per capire quali sono le alternative. Speriamo… come lo spero per tutte quelle donne che come me desiderano tanto un figlio! Con tutto il cuore!

Il nostro desiderio

Abbiamo iniziato a cercare di avere un figlio 2 anni e mezzo fa. All’inizio eravamo fiduciosi, ma mese dopo mese la nostra fiducia si è affievolita.  Abbiamo fatto controlli, non è emerso niente, forse una leggera pigrizia dei suoi soldatini, ma niente di insormontabile, per questo abbiamo deciso di iniziare con la Fecondazione Assistita di 1 livello, ma 2 tentativi sono stati vani per questo abbiamo preso una pausa dalla “medicina”.

Siamo quasi coetanei e la voglia di avere un figlio è di entrambi molto alta….ogni mese ci speriamo sempre ma non succede mai.. Siamo in procinto di uno spostamento e spero nella nuova città di poter essere seguita e che finalmente  riusciremo a realizzare il nostro desiderio.

La vita in bianco e nero

La nostra storia inizia il giorno di carnevale del 2015, quando aprendo la mail del laboratorio scopro che mio marito ha pochi soldatini e lenti, ed è stato in quel momento che ho capito il vero significato della frase “è stata una doccia fredda” perché ti si gela la testa e ti si bloccano i pensieri e le parole. Non sapevo come comunicarlo a lui perché non era una cosa che si sarebbe mai aspettato come me. Ricordo ancora il suo viso che si fa grigio e cupo, da quel momento non è più cambiato. Rimane difficile l’accettazione che la persona che ami possa essere la stessa che in qualche modo ti nega il realizzarsi di un sogno; è una lotta vera e propria quotidiana per non far andare in pezzi un matrimonio e rinsaldare un rapporto così fortemente provato. Noi possiamo dire di esserci riusciti, riusciamo ancora a ridere e pensare che data la nostra giovane età ce la faremo e che se dobbiamo spendere tutto quello che abbiamo per questo saranno i soldi meglio spesi della nostra vita. Credo di non essere mai stata tanto innamorata di lui come in questi mesi, le difficoltà mi hanno fatto vedere quanto sia forte il nostro legame. Abbiamo intrapreso un percorso di icsi e purtroppo per miei problemi di salute non abbiamo potuto eseguire il transfer da fresco e abbiamo optato per il congelamento embrionale.  Ad oggi ho fatto 3 transfer, 2 falliti, il terzo è in corso d’opera nel senso che ho le beta tra qualche giorno. Da questa esperienza ho capito davvero chi ho intorno, chi ci tiene e chi no, chi ti ascolta quando ripeti sempre le stesse cose, le stesse paure, le stesse sensazioni. Sono circondata da persone fantastiche e comunque vada non avrò rimpianti, abbiamo fatto il possibile, ora basta soltanto cercare quantomeno la serenità anche in una vita che non è come te la sei immaginata, forse la nostra vita sarà senza figli e in bianco e nero, ma sarà lo stesso felice ed appagante trovando altrove pace e accettazione.

Casomai…Fivet

Anche l’11 di febbraio è arrivato e dopo un mese di attesa, finalmente Vesevo ed io verremo ricevuti dal Doc, il mentore in materia di concepimento. Eccoci dopo anni di deludenti aspettative, siamo decisi a fare un passo avanti, ad iniziare il nostro cammino incamminandoci verso quella strada che per anni è stata transennata per lavori e che ora sembra l’unica mia via di salvezza.

Sorrisetto spensierato in faccia, cartelletta con esami precedenti sotto braccio e quell’ansia di trovare un altro stronzo sul nostro cammino, mano per la mano ci siamo accomodati in saletta in attesa di essere chiamati, così come ordinato dall’assistente all’ingresso.

Lo ricordiamo tutti come è andato il precedente approccio alla medicina, la professorona che con quei suoi occhialetti orribili, circa tre anni fa mi aveva guardato dall’alto verso il basso con aria di sufficienza e con voce irritante mi aveva chiesto: “E voi che ci fate qui??”. Ma che razza di domanda mi fai?? secondo te? sai quanto tempo ho passato per decidermi a venire? hai idea delle liste di attesa che ci sono?? Siamo qui per ordinare due pizze che dici?? …. Mmmm come mi prudono ancora le mani. E’ proprio vero che a volte la differenza la fanno la persona giusta al momento giusto. Se solo ci ripenso mi sale ancora la rabbia e se con la mente l’ho sistemata a male parole ogni giorno da quel giorno, la mia emotività di quel momento mi aveva fatto richiudere il guscio e quel maledetto orgoglio che mi caratterizza, mi ha fatto promettere che mai e poi mai avrei avuto bisogno di aiuto.

E intanto il tempo se ne va… anche se al momento non ci fai caso, poi lo senti scorrere, il tichettio inesorabile a scandire che al tuo orologio biologico si stanno scaricando le pile e che purtroppo non tutti abbiamo le duracel. Mercoledì pomeriggio, saletta microscopica ben illuminata e pienamente affollata. clima Caraibi e già mi sento addosso gli sguardi delle altre donne presenti  super attente cominciano a farsi le solite domande, chiedendosi quanti anni avremo, da quanto  tempo ci stiamo provando e cosa decideremo di fare mentre i loro compagni distratti cercano di occupare l’attesa leggendo un giornale, chi al cellulare, oppure al portatile a completare l’ordine di un cliente.

Il via vai di persone in camice, infermiere, pianti di neonati, ostetriche indaffarate non distolgono più di tanto la mia attenzione da quelle parole che ormai da qualche tempo mi ronzano in testa: “CasoMai… Fivet“. Non chiedetemi ora cosa consiste la Fivet, perché non ho ancora le idee chiare e non saprei rispondervi, ma l’alternativa si, so raccontarvela, so perfettamente cosa significhi il vuoto, il buio, il sentirsi inutili, sterili, secchi… in poche parole sbagliati, sapere come ci si sente ogni mese a riprovare l’insuccesso, la pugnalata dei test che ti dimostrano che quel ritardo è solo una beffa per prendersi gioco di te, per farti stare ancora più male. Ora ne sono convinta, ho voglia di afferrare il salvagente e tornare in scialuppa per salvarmi, per salvare quel poco di sogno che in questi anni è andato svanendo. Più nera della mezzanotte non può venire, perciò caso mai, se proprio ci saranno cattive notizie ad attendermi, so per certo che una strada alternativa c’è, è la Fivet, basta solo trovare la persona giusta al momento giusto al quale affidare il mio cuore e quello di Vesevo.

Dunque sono 5 anni che state cercando, mai un concepimento, né un aborto… nulla…” il Doc mi guarda, poi sposta gli occhi sulla cartella clinica, rivede gli esami… “No Doc, niente, ci abbiamo provato e riprovato… inizialmente tenevamo tutto sotto controllo, ciclo, ovulazioni, temperature, ma poi col passare del tempo…” e le parole mi si fermano in gola, si fermano lì. Hanno paura di andare oltre, di farmi sbilanciare troppo, di far la fine dell’ultima volta. Resto sempre una di poche parole alla fine, forse sempre meno.

Lo spermiogramma va bene, caspita ci siamo… anche i suoi esami ormonali a vederli sono a posto… ovviamente sono vecchi e saranno da rifare, per lui invece no, teniamo buono lo spermiogramma dell’altra volta…” Silenzio… e poi riprende ” Possono essere diverse le cause di infertilità di una coppia, le vostre carte mi dicono che avete tutto in regola, ma facciamo una visita, prego si accomodi sul lettino”.

Dai Cioci, stringi i denti, cosa vuoi che sia una visita ginecologica dopo l’intervento alla testa del mese scorso? Spogliati e siediti lì, non fa male, non fa male… non fa male!

Abbiamo due belle ovaie… ohh ma quanti follicoli… endometriosi perfetta…vedi (rivolto verso la sua assistente), ritorna al suo posto correttamente…” decido di riempire il silenzio dicendo “In teoria dovrei ovulare proprio in questi giorni…”. Quanto mai l’ho detto, sento ravanare ancora di più, mannaggia…

Eh sì, l’ovaio sinistro sta per ovulare, ci siamo. Bene. Si rivesta pure.” La visita è andata bene, tutto a posto. Mentre mi riabbottono gli stivali non faccio altro che pensare che ci siamo, che tutto è funzionante, che non sono sbagliata e quando mi risiedo, il Doc mentre riguarda i nostri dati al pc e ogni tanto sposta i suoi occhi su di noi ha già ripreso a parlare.

Su 10 coppie che hanno difficoltà ad avere figli, una è come voi, non ci sono impedimenti reali, tutto funziona correttamente, entrambi siete fertili, ma non arrivano bambini…” Pausa. Silenzio. “Quando c’è un problema si sa dove combattere, come intervenire, quando mi trovo davanti a coppie nella vostra situazione, faccio scegliere a voi il percorso, nel senso che si può procedere con un piccolo aiutino, nel senso che possiamo procedere col monitorare l’ovulazione, prendere un campione di sperma ed andare a spingerli su, con la speranza che uno di loro faccia il suo dovere, quello che in 5 anni ,non è riuscito a fare da solo per i più svariati motivi…” Pausa. “Oppure procedere con la fecondazione in vitro“. Silenzio. Pausa.

Oggi 7 bambini su 10 nascono così, grazie ad uno studio inglese pubblicato nel 2013, viene riportato che se si vogliono ottenere successi sicuri, quindi avere una  gravidanza al termine del protocollo, è necessario percorrere questa strada… Ma questa è una decisione che spetta solo a voi, dovrete parlarne con calma e quando sarete pronti ci possiamo risentire.”

No Doc, cosa ‘risentire’??, io ho già deciso, è tempo di mettere i remi in barca, è tempo di muoversi e senza pensarci due volte, dopo aver guardato Vesevo dico: “Guardi Doc, ne abbiamo già parlato e credo che entrambi la pensiamo allo stesso modo… abbiamo già perso troppo tempo, non vogliamo perderne ancora! Siamo Pronti, cosa dobbiamo fare?”.

Per la prima volta sono uscita da un consulto ginecologico col sorriso in faccia, con la consapevolezza che tutto verrà, che abbiamo possibilità concrete e per tutto il viaggio di rientro, mentre lo sguardo si perdeva sul traffico di macchine che scorreva in tangenziale, la mia mente era già oltre….

La mia vita in attesa… della cicogna!

Eccomi qui, seduta in un angolino del divano ad aspettare l’imminente arrivo del ciclo. L’ennesimo.
Era il 5 Marzo del 2015 quando io e mio marito, per gioco e quasi inconsapevolmente, decidemmo che quel mordi e fuggi prima di recarci a lavoro sarebbe stato il primo tentativo di avere un figlio. Da allora è passato un anno e 9 mesi circa; 21 mesi durante i quali la speranza si è alternata all’ansia del conteggio dei giorni, all’angoscia di non avercela fatta e alla successiva rassegnazione. Ogni maledetto mese.
Certamente all’inizio non era così, quando mi dicevo – ci dicevamo – “Ma sì, ci vuole qualche mese di tentativi, non bisogna preoccuparsi”. E poi si sa come finisce, con te che cominci a far calcoli, acquisti test ovulatori e quasi comprometti un sereno rapporto di coppia. Poi rinsavisci e decidi finalmente che è arrivato il momento di fare dei controlli approfonditi: tutto perfetto, a parte una retroversione dell’utero che mi dicono non essere influente; perfetti anche gli esami di lui. E continui a chiederti cosa c’è che non va, tenendoti dentro tutto il tuo dolore, mentre amici e parenti indiscreti cominciano a fare domande scomode, la cui risposta non capirebbero, nella loro completa ottusaggine di periferia.
Nel frattempo io e mio marito ci siamo trasferiti in una città lontana, io ho abbandonato il mio lavoro per seguire lui che ha ottenuto un trasferimento con importanti benefit. Mi ritrovo nel limbo tra la ricerca di un lavoro e quella di un figlio, consapevole che se trovassi lavoro dovrei rimandare la gravidanza, al contrario dovrei perdere o rinunciare alla ricerca di un lavoro. Abbiamo deciso in ogni caso di mettere altrove le nostre radici, con la decisione di vedere altri medici non appena stabiliti nel nostro nuovo nido. In questa girandola di situazioni ed emozioni diverse, solo una decisione è stata presa per certa da parte di entrambi: non faremo ricorso alla PMA, sia per i costi, sia perché non voglio soffrire ancora tra bombardamenti ormonali e scadenze precise. La vita di chi cerca un figlio da molto tempo è già di per sé abbastanza stressante, meglio non infierire. Probabilmente prenderemo la via dell’adozione; abbiamo molto amore da dare e di sicuro, lì fuori, c’è qualcuno che lo desidera.

VIVA LA VITA

CIAO LA MIA STORIA E’ UNA STORIA A LIETO FINE FATTA DI TANTISSIMI SACRIFICI, TANTA FORZA MENTALE E TANTO AMORE.

UNA STORIA COME TANTE ALTRE:DOPO 8 ANNI DI ATTESA ABBIAMO CONOSCIUTO UN “ANGELO” LA DOTTORESSA ANGELA PALUMBO, IL 02/11/2010, CHE CI HA PROSPETTATO UN’INSEMINAZIONE A TENERIFE, ABBIAMO ACCETTATO E MI SONO SOTTOPOSTA ALLE CURE ORMONALI (NON VI DICO QUANTI ESAMI DIAGNOSTICI PRIMA).

IL 07/12/2010 SIAMO PARTITI PER TENERIFE E SIAMO RIMASTI LI FINO IL 23/12/2011, AVEVO LA TUBA DX CHIUSA ED OVULAVO AIME SOLO DA QUELLA TUBA (ABBIAMO EFFETTUATO I MONITORAGGI FOLLICOLARI PER 18 MESI E NON AVEVO MAI OVULATO DALLA TUBA SX) SIAMO RITORNATI PIENI DI PAURE ED ANZIE DA TENERIFE.

I GIORNI A CASA NEL PERIODO NATALIZIO SONO STATI LUNGHI E NON VEDEVO L’ORA CHE ARRIVASSE IL GIORNO DELLE BETA……IL 06/01/2011 NON RESISTO, IL TEST E’ POSITIVO.

NON ERAVAMO NE’ FELICI NE’ TRISTI, MA TANTO IMPAURITI E POI CI SI E’ MESSA UNA GRAVIDANZA DIFFICILE, MAI UN SORRISO ERO PRIVA DI SENSIBILITA’ MA TUTTO HA CAMBIATO COLORE IL GIORNO DEL PARTO.

IL MIO CUORE DI GHIACCIO SI E’ RIEMPITO D’AMORE NEL VEDERE DILETTA UNA MINUSCOLA CUCCIOLA BELLISSIMA E PERFETTA UN DONO DEL SIGNORE.

HO SCRITTO A DILETTA UN DIARIO PER OGNI GIORNO DALL’INIZIO DELLA NOSTRA AVVENTURA.

DOPO UN ANNO UN’ALTRA INSEMINAZIONE MA NULLA….

DOPO QUALCHE MESE DECIDIAMO DI RIFARE TUTTA LA TRAFILA PER DARCI UN’ULTIMA POSSIBILITA’ E IN UN’ESAME DIAGNOSTICO HO ENTRAMBE LE TUBE LIBERE, UN MIRACOLO, UN ENORME MIRACOLO CHE OGGI SI CHIAMA MATTIA ARRIVATO SENZA AIUTO MEDICO MA SOLO CON L’AIUTO DI DIO, ANCHE PERCHE’ LA MIA SECONDA GRAVIDANZA HA AVUTO PIU’ PROBLEMI DELLA PRIMA IN TUTTI E NOVE MESI.

E’ DURA MA BISOGNA CREDERCI E BISOGNA CREDERCI IM DUE E CON L’AIUTO DI DIO

 

 

Confessioni di una aspirante madre

Tutta colpa della cicogna. Se la cicogna avesse fatto il suo dovere, Emma sarebbe una donna felice. E non un’Aspirante Madre. Invece eccola qui, dalla parte sbagliata dei 35, con una terrazza piena di rose e un amorevole Consorte… Cosa manca? È ovvio, un bambino.
Che, ostinatamente, non arriva. Proprio mentre tutte le amiche, come per epidemia, rimangono incinte, e il mondo sembra essere popolato solo da donne con il pancione.
Così Emma guarda di nascosto le vetrine prémaman, passa ore interminabili nelle sale d’aspetto dei centri fertilità, compila una lista scaramantica di Mamme Tardive Over 40, passa il suo sguardo scanner su tutte le donne che incontra (non sarà incinta, anche lei?) e si prepara per le Missioni Suicide: la visita in ospedale al neonato di turno (e relativa neomamma estasiata).
Ma cosa c’è che non funziona? Qual è il responso di medici, specialisti, oroscopi? Esame dopo esame, capitolo dopo capitolo, Emma scopre il significato di una sigla fino a quel giorno misteriosa, Fivet. E, anzi, quelle cinque lettere che stanno per fecondazione artificiale diventano tutta la sua vita, una Vita in Vitro.
Ed è dura, la vita di un’Aspirante Madre. Anche perché, come spesso accade, le amiche di Emma, pronte ad accompagnarla a un sushi consolatorio nei momenti di grande disperazione, hanno però altri problemi. Olivia, single e stufa di esserlo, ha un bel lavoro ma non un fidanzato: per questo inaugura l’operazione Ricicla il Tuo Ex e si mette a contattare i suoi vecchi amori; ad Anna, neomamma trafelata, manca invece proprio un lavoro… Risultato? Silenzi e segreti.
Eppure, vivere senza amiche è impossibile. Sono indispensabili: per ridere (e sorridere) di qualsiasi cosa. Persino di una provetta.
Così questa è la storia di Emma e delle sue amiche, di una Milano molto, molto domestica (e anche un po’ design), di amori riciclati, stendibiancheria “itineranti” e cappuccini quasi perfetti. E, ops, della cicogna.

Tratto dal libro: “Confessioni di una aspirante madre”, casa editrice Sonzogno