Cristallo di Ghiaccio

Mancano pochi giorni al nostro primo incontro….transfert….una parola strana e buffa.Sono cinque anni e mezzo che ti immagino e anche se non sarà proprio come averti tra le braccia sarà comunque il nostro primo incontro.E’ prevista la neve per quel giorno e tu arrivi da un posto tanto freddo.La tua attesa ha l’ odore della pioggia fredda del mattino,delle figlie colorate cadute,degli igienizzanti dell’ ospedale,dei medicinali,della sala operatoria….ma ha anche il sapore salato delle mie lacrime scese quando ho saputo che crescevi e che eri pronto per incontrarmi.Li era la tua mamma che non era pronta.Ora lo sono,grazie a te e alla forza che il tuo pensiero mi ha dato in questi cinque anni.Ti aspettiamo mio piccolo cristallo di ghiaccio

È pieno di vita

Eccoci di nuovo qui, al referto delle ennesime beta.

Nella mia vita non ho mai avuto un risultato positivo e chissà se mai ne avrò.
dopo tre transfer embrionali e 4 blastocisti sono di nuovo qui, senza una strada, una direzione e con un bel sogno infranto.
L’appuntamento col destino che ho tanto aspettato e per cui mi sono tanto preparata è saltato. Mi sono presentata solo io e sono rimasta lì, seduta ore, giorni, attendendo un miracolo che non è arrivato.
La cinematografia ci insegna che i miracoli esistono. A Natale ancora di più. Non per me, almeno, non ancora.
È la speranza a fotterti. perchè non finisce mai, brutta stronza. è lì zitta zitta quatta quatta, anche quando va tutto in frantumi e tu guardi gli occhi sconsolati del tuo compagno, che insieme a te ha fatto di tutto per riuscirci, mentre i tuoi sono pieni di lacrime e si appannano e non riescono più a vedere la strada da seguire ma pensi che un giorno anche tu avrai il tuo bambino tra le braccia. Perchè tu no, in fondo?
esprimo sempre lo stesso desiderio, da 4 anni a questa parte: diventare mamma. Lo esprimo ad ogni compleanno, ad ogni stella cadente, ad ogni prima volta e ad ogni Natale. è il mio sankalpa quotidiano e il pensiero fisso della mia vita, che con la pma si è messa in pausa, completamente. dalle piccole cose alle grandi, dallo yoga alle vacanze, dal cibo al fumo, dal sesso alle amicizie.
Pensi che ogni nuova tortura proposta dal tuo medico verrà ripagata dalla gioia finale e allora ti sottoponi ad analisi, approfondimenti, tagli e graffi, biopsie e ad ogni pezzo che perdi speri ne guadagnerai uno dopo che vale tutto, se arriva.
La pma è una fregatura perchè non ti assicura nessun risultato ma alza l’asticella dell’aspettativa. E non sai mai se ne vale la pena. Toglie serenità, toglie sapore alle cose, deturpa la bellezza del mondo, la oscura completamente al tuo passaggio.
Se una donna incinta irradia luce tu irradi merda. E non vorresti, e spereresti di avere ancora la tua luce iniziale, quella per la quale i tuoi amici ti apprezzavano, quella per cui il tuo compagno ti ha amata dal primo momento, quella che il tuo datore ha scelto tra i candidati alla posizione.
E ora cosa facciamo? non lo so, so che ogni primavera la natura sa far fiorire gli alberi e tutto rinasce e vibra. So che la vita accade e spesso lo fa quando sei distratto. So che la nostra volontà è legata a delle circostanze misteriose e decidere è sempre un decidere a metà.
So che la vita è un miracolo e non sono più disposta a non celebrare la mia, sana e piena di milioni di altri doni.

sabbie mobili

E ti ritrovi in questo percorso…in questo enorme casino che è la pma…e solo se ci passi puoi davvero renderti conto del coraggio che ci vuole, della forza per non sprofondare in queste immense sabbie mobili.
Ho 41 anni e questa è la cosa che più mi spaventa…mi terrorizza davvero perchè l’orologio biologico fa tic tac, sempre più forte, sempre più incessante ti ricorda che di tempo ne è rimasto davvero poco.  ho conosciuto il mio compagno a quasi 33 anni, abbiamo voluto fare i fidanzatini, viaggiare, divertirci e essere sicuri del nostro rapporto come credo sia giusto. Abbiamo iniziato a provarci 5 anni fa senza troppi pensieri. quando arriva arriva ci siamo detti. e invece nulla.. e allora sono iniziate le visite più approfondite: ginecologa, spermiogramma, esami vari, rapporti mirati, integratori….e nulla! e solo nel 2020 ho deciso di rivolgermi a un centro pma. L’infertilità non è facile da accettare.. pensi sempre che non capiterà a te..
Ho fatto un tentativo di pma a maggio fallito miseramente..con mio grande stupore sono rimasta incinta naturalmente a settembre ma è stata una gravidanza abortiva subito alle prime settimane e tra un altra serie di esami , consulti tra vari specialisti e uma marea di soldi che se vanno sto aspettando di fare un secondo tentativo…
Solo chi ci passa può capire la forza che ci vuole per non annegare in queste sabbie mobili che ti succhiano l’anima e il corpo e la mente senza nemmeno la garanzia di successo… minano il tuo rapporto di coppia per le ansie e il nervosismo che si crea… e poi c’è gente che mette al mondo figli a caso .. ho letto tante di voi che hanno preso forza da questo percorso…io non ce la faccio… io ho solo tanta rabbia per dover lottare per una cosa che dovrebbe essere la più naturale del mondo.

Il mio vaso di vetro

Ora posso raccontare.

Ora che anche il nostro ultimo tentativo è fallito, posso raccontare.

La prima cosa che abbiamo fatto quando abbiamo deciso di avere un bimbo, è stata comprare dei libri. Arriviamo da storie familiari acciaccate e non volevamo commettere gli stessi errori che abbiamo scucito dalla nostra pelle con la psicoterapia.

Ci immaginavamo il Natale successivo, a festeggiare in 3.

6 mesi e niente. Va beh ma è normale.

1 anno e niente. Mmmm come mai?

2, 3, 4 anni.

Infinite lacrime. Scoppi di ira. Invidia per chi ci riesce guardandosi negli occhi, per chi programma una gravidanza e tutto va secondo i piani. E quella crescente sensazione di non riuscire a tenere il timone della propria vita, le energie che diminuiscono, così come la voglia di uscire, di vedere gente, di festeggiare il compleanno che segna un anno in più di attesa.

Il dolore diventa una sensazione fisica, un vortice nel petto che risucchia tutto. Non voglio vedere nessuno, ma non voglio stare da sola con questo buco. Vorrei che mi chiedessero come sto, ma se rispondo vado in pezzi. Se non mi chiedono mi arrabbio.

Il Covid ritarda l’esame più temuto, ma il giorno della salpingografia arriva e mostra in tutta la sua freddezza che una tuba è chiusa.

E l’altra? “Se funzionasse qualcosa sarebbe già successo dopo 4 anni”. Ah, ok.

E ora, che facciamo? La nostra relazione ha sempre avuto la priorità, ci siamo sempre promessi che avremmo preso le decisioni insieme, restando onesti l’uno con l’altra. Ci diamo una possibilità con la PMA, sebbene io all’inizio fossi assolutamente contraria. Se la natura ha voluto così, perché forzarla? E gli effetti collaterali?

Però in fondo ci meritiamo una possibilità, che ca@#o!

Stimolazione. Pick up. 7 ovuli prelevati, 3 blastocisti sviluppate.

Augurerei a tutte di viverla come me: non un effetto collaterale, non un livido, non un mal di testa o un kg in più.

L’immagine che porterò sempre con me è quella delle blasto: signora lo vede il suo cognome? La blasto si è scongelata e ha ripreso a crescere, pronta per l’impianto.

Quante speranze in un mucchietto di cellule. Quante lacrime dopo ogni telefonata. Le beta sono negative, mi spiace.

Abbiamo fatto un solo ciclo di stimolazione e lo so che è poco, ma questo è il nostro, il mio limite. Il terzo fallimento ha segnato un punto per una nuova partenza.

Ci siamo presi il tempo per elaborare, per vedere, ricordare, sentire tutte le cose e le persone meravigliose che riempiono la nostra vita.

Io mi sento grata, perché questa esperienza mi ha insegnato tanto, mi ha permesso di crescere e di diventare la persona che sono oggi, che è riuscita a trasformare la sofferenza in un regalo per altre.

Ho preso i cocci del mio sogno di mamma e li ho messi in un vaso di vetro, dove li possa vedere, ma senza permettere loro di andare in giro e continuare a ferire.

E ho messo quel vaso al centro del mio petto, al posto del mio buco nero.

E sono diventata la mia forza più grande.

#UnaStoriaUnLibro

Mamma sei un fenomeno

Ho vissuto un’infanzia non felice mio padre mi menava di brutto mentre mia madre stava a guardare senza battere ciglio, promisi a me stessa che non avrei mai alzato un dito su mio figlio che sarei stata una brava mamma e penso sia così. A primo tentativo nasce Gabriele adesso ha 4 anni e mi dice ogni giorno mamma sei un fenomeno, io che penso invece di essere un disastro. Povera ingenua che sono due anni fa decidiamo di avere un altro figlio, io penso sarei rimasta incinta subito vista l esperienza del primo figlio infatti fantastichiamo già sul nome, povera ingenua altro che fenomeno di mamma! Passano i mesi e non capisco perché quel figlio nn vuole arrivare decidiamo di fare l esame delle tube e purtroppo ho una tuba chiusa la destra la ginecologa mi dice sai può succedere hai fatto il cesareo per il primo figlio si saranno create delle aderenze. Ma dai hai l altra tuba…. Non mi demoralizzo penso che ho sempre una tuba e invece anche se ovulo dal lato della tuba aperta non succede nulla da mesi così ci rivolgiamo ad un centro di Pma. Stiamo facendo gli esami per avviarci verso la fivet…. Le coppie che provano una cosa così difficile penso abbiano un coraggio da vendere soprattutto le donne e allora mi vengono in mente le parole di mio figlio e forse si le donne che provano questa esperienza sono davvero un FENOMENO

Una mamma giovane di almeno 3 figli

Mi chiamo Giorgia, ho 35 anni, figlia unica sempre richiedente fratellini o sorelline ma mai soddisfatta. Nasco da una mamma giovane e un papà anziano che non gioca con me e che non corre con me come gli altri papà, lo capisco, lui ha il doppio degli anni degli altri papà, spesso mi chiedono addirittura se sia il mio nonno quello che viene a prendermi a scuola. Fin da piccola sogno di fare la mamma e mi riprometto di formare una famiglia come ho sempre voluto: numerosa e giovane. Non voglio che mio figlio provi per un solo momento la solitudine e la frustrazione che ho provato io. Studio e mi laureo ma non investo nella carriera, io voglio fare la mamma. Storia e accadimenti mi portano qui, a 35 anni senza figli molto in ritardo sulla tabella di marcia che mi ero prefissata. Nel 2018 con tutto l’amore che ho comincio a provare a dar forma alla mia recente famiglia, per il momento composta da due persone che si sono incontrate un po’ ammaccate in un mondo che spesso le ha bastonate. Sostengo le mie convinzioni che i figli debbano nascere sempre e solo per amore e sul fatto che chi non vuole figli é proprio egoista. Dopo due anni tra una prolattina ballerina e tutto molto regolare trovo una riserva ovarica definita “allarmante”. È il 2020 la specialista di pma a cui mi sono affidata mi dice che AMH a 0,4 é una menopausa a brevissimo termine. I figli non nascono solo per amore, spesso nascono per errore, per non curanza, per superficialità, e a dimostrarmelo sono amiche e persone vicine,  ma soprattutto nascono per via della scienza, certamente con molto amore ma non é quello l’unico ingrediente che gli dona vita. Lo vedo negli occhi delle altre donne in sala d’attesa con me al centro di pma. 5 blasto prime in classifica, risultato eccellente, da oscar per una cosi malconcia di ovaie. Si alzano le aspettative. Mentre proseguo la pma con due transfer falliti e un non sopravvissuto allo scongelamento (aspettative infrante) continuo a indagare se altro comprometta la mia riuscita. Sia io che il mio compagno siamo perfetti. Sanissimi e funzionanti. Ma in 4 anni di tentativi mai nemmeno un ritardo, un test positivo. Nulla. Nel frattempo tutte le amiche fanno figli senza patemi. A volte vorrei mi trovassero qualcosa che motivasse la mia infertilità.
Nel frattempo la vita mi insegna che chi non ha figli non é egoista, si vergogna solo a raccontare di non essere riuscito ad averne. Che idiota sono stata.
Ho superato la grande rabbia e la grande tristezza, non so cosa mi aspetti poi. Ho ancora due blastocisti, tanta tanta paura ma tanta speranza. E ancora poco tempo.

Cosa racconti al tuo piccolo?

e quando non riesci a dare un fratellino o una sorellina al tuo bimbo …

e quando devi spiegare che i bambini non arrivano quando vuoi tu …

a quella affermazione “mamma io ho deciso che se ci sarà un altro bambino nella tua pancia si chiamerà Riccardo”

il tuo cuore si ferma un attimo, i tuoi occhi non riescono a trattenere le lacrime e abbracci il tuo piccolo e dici che farai tutto il possibile e anche l’impossibile

ma poi, poi ti scontri con la realtà, che è fatta di tentativi e fallimenti, ad ogni fallimento ti senti più debole, ti rendi conto che tutto ciò non succederà mai …

pensi che lui resterà per sempre figlio unico e che non potrà provare l’affetto della fratellanza …

ti senti di aver fallito un po’, ti chiedi perchè agli altri si e tu no …

ogni mese, anche se l’età avanza, continui a sperare nel miracolo, anche se dentro di te sai che non accadrà e poi ti dici “ora è troppo tardi, ora siamo troppo vecchi”, togliersi questo pensiero è la cosa più difficile, perchè non basta impegnarsi, non basta volerci non più pensare, non basta dire basta, il tuo cuore fa e pensa altro, il tuo cuore non segue la tua mente, il tuo cuore non segue la ragione …

chissà prima o poi anche il tuo cuore si rassegnerà ma nel frattempo ci sono sempre quei 2/3 giorni al mese in cui il tuo cuore si riempie di speranza

e così va la vita, non va come vuoi ma devi riuscire a trarre il meglio da quello che hai

La felicità all’improvviso

Il desiderio di maternità è sempre stato fortissimo, speravo di avere una famiglia numerosa, ma…..ma questo bimbo non arrivava!

Inizia così un tortuoso cammino alla ricerca della cicogna.

Inizio con l’esportazione di una tuba e quasi in contemporanea scopro di avere un ” difetto genetico” una traslocazione bilanciata che, a quanto pare, è la causa della mia infertilità.

Ne derivano 3 fecondazioni in vitro con analisi preimpianto. La produzione degli ovociti c’è, tutti fecondati, tutti maturi, ma ahimè tutti traslocati sbilanciati e quindi non impiantabili. Prima della terza fecondazione ho avuto l’emozione di vedere le fantastiche due linee rosa su un test di gravidanza! La mia gioia era incontenibile, ma purtroppo a poche settimane tutto è svanito.

Non sapevo più cosa fare, ero distrutta, desideravo tantissimo essere madre, non riuscivo ad accettare la mia infertilità… Proprio no, non poteva essere vero!

Ero ostinata a procedere in qualsiasi modo con qualsiasi mezzo, ma avevo bisogno di tempo, dovevo respirare e riprendermi. Tutte quelle speranze fallite mi avevano psicologicamente distrutta.

All’improvviso un fine settimana di dicembre inizio ad avere delle sensazioni strane, sentivo che qualcosa in me stava cambiando. Attendo il lunedì e faccio un test di gravidanza….. POSITIVO. Avrei potuto toccare il cielo con un dito, ero felice, incredula, ma anche tanto impaurita. Ho trascorso 9 mesi godendomi ogni istante. Oggi ho in braccio una meravigliosa bimba di due mesi, la guardo e mi sembra tutto un sogno.

Tante volte ho letto storie come la mia, adesso so che è possibile.

Crederci, crederci sempre!

#UnaStoriaUnLibro

Non perdete la speranza

Credo fosse un martedì pomeriggio, stavo aspettando i risultati delle analisi prescritte dal ginecologo, dopo un anno e mezzo di tentativi infatti, il nostro bambino non ne voleva sapere di arrivare.

Quando ho letto il valore dell’ ormone anti-mulleriano ero in pausa pranzo e non riuscivo a trattenere le lacrime.

0.89.

Io, 32 anni, in salute, avevo le ovaie di una donna di 10anni di più..

Io che avevo sempre immaginato la mia vita con 2 o 3 figli ora, con buone probabilità, non ne avrei avuto nemmeno uno.

Non rientrai in ufficio e passai quel pomeriggio a letto, non potevo credere che stesse succedendo a me.

Da quel giorno abbiamo iniziato una serie di indagini che hanno confermato che non avevo molto tempo e che bisognava tentare subito qualcosa.

La mia migliore amica ci era appena passata e quindi purtroppo avevo ben chiaro cosa avremmo dovuto fare.

Decisi che avendo poco tempo volevo optare per la clinica migliore, decidemmo così di rivolgerci ad una clinica in Spagna.

Sbrigate le pratiche in Italia, preparati i documenti, fatte le analisi, organizzato il viaggio arriviamo a febbraio 2020. Covid. Frontiere chiuse. Stato di emergenza. Non possiamo partire.

Il tempo scorreva e io tempo non ne avevo.. siamo partiti a fine luglio.

4 mesi si angoscia in cui immaginavo i miei follicoli decrescere e la mia possibilità di diventare madre sempre più remota.

Ma poi partiamo, dopo settimane di punture in pancia, ecografie, pianti e paure, arriviamo in clinica.

Mi contano i follicoli (pochi), mi fissano il pick up.

5 ovociti, 2 fecondati.

La possibilità che arrivino a blastocisti è circa del 50%.

Significa che i miei 2 embrioni hanno 50% di possibilità di non farcela.

Ricordo di aver pensato che, comunque fosse andata, io in Spagna sarei stata comunque una madre, che avevo due embrioni, che erano i nostri embrioni.

I 4 giorni dopo il pick up sono stati tra i peggiori che abbia mai vissuto, sapevo che probabilmente non sarei arrivata neanche al transfer..due soli embrioni.. tutto quel dolore, tutta quella fatica, i soldi, il viaggio.. tutto per non avere neanche una possibilità.

Domenica 2 agosto, erano le 10, mi chiamano dalla clinica, entrambi gli embrioni erano sopravvissuti e mi aspettavano per il transfer.

Ho pianto e ho urlato al telefono se fossero proprio sicuri, non ci potevo credere.

Il giorno del transfer è stato magico.

Non so cosa significhi concepire naturalmente, ma, il transfer è stato terribile emozionante. Eravamo in 6 in una piccola stanzetta, mio marito accanto a me. Un catetere ha fatto risalire il mio embrione mentre il ginecologo mi augurava buena suerte.

Sono tornata a casa pensando, di nuovo, che per qualche momento, sarei stata comunque una mamma e mi sono addormentata cullata da questo pensiero.

11 giorni dopo ho scoperto che quell’ embrione aveva scelto di restare con noi.

Tommaso mi sta dormendo in braccio, ha 5 mesi e io non posso non pensare che sono la persona più fortunata del mondo.

L’infertilità è un inferno, ma questo vuole essere un messaggio di speranza per tutti quelli che lo stanno affrontando.

Non andrà sempre bene purtroppo, ma succede più spesso di quanto pensiamo. Abbiate fiducia, via abbraccio forte.

 

Chissà cosa si prova…

Che si prova? Che si prova ad avere un ritardo quando si cerca una gravidanza? Me lo chiedo sempre. Me lo chiedo da tre anni. Mai avuto nemmeno un ritardo. Allora qualcuno dirà che ci saranno sicuramente dei problemi. Ma i problemi non ci sono. Ogni volta spero che il medico di turno me ne trovi uno, almeno uno. Ma la risposta è sempre: signora le analisi vanno bene, anzi sono molto buone. Ho 40 anni e la riserva ovarica di una donna di 30. Nessun “percorso” ostruito, valori ormonali perfetti. Mio marito ha un varicocele di 3 grado. Allora è lì il problema, direte voi. Peccato che anche l’andrologo vedendo le analisi ha commentato: paradossalmente gli esami sono tutti normali. Allora mi chiedo io: come è possibile non aver mai avuto nemmeno un ritardo in tre anni di tentativi con tutta questa normalità? Nemmeno il sapore di un incontro fortuito. Nulla. E allora sto qui a pensare chissà cosa avremo mai fatto di male per essere puniti così. Due parti di noi che nemmeno si sfiorano. Neanche per sbaglio. E non riesco ad accettare la PMA. Non senza una motivazione. Non con tutte le analisi “normali”. 3 anni di tentativi e mai nemmeno un ritardo che sia uno. Vi assicuro che è da perderci la testa. Chissà che si prova al 29° giorno….