Lettera al mio bambino

Parole difficili…parole di lacrime e ferite dell’anima…di speranze e sospiri…

Parole poco gratificanti e per nulla amanti verso me stessa…

Quella ragazza,ormai donna, che da anni, insieme al suo principe azzurro, cerca la tanto attesa lieta novella…

Eppure mai arrivata… Mai neanche per sbaglio…

Purtroppo,mio piccolo grande Sogno,io e te non siamo destinati a conoscerci…ad amarci…

Tu che avresti reso le nostre vite ricche di arcobaleni e fiori, inondando le verdi colline col profumo dei ciliegi e delle viole.

Resterai nel posto più profondo del nostro cuore e della nostra anima… ti aspetteremo fino al nostro ultimo respiro.

Con amore Mamma e Papà

 

Le parole hanno un peso ed una dolcezza

Avrei voluto sentirmi chiamare “mamma” da sempre. Ho avuto la fortuna di innamorarmi dell’uomo della mia vita molto presto e ho sempre fatto di tutto per iniziare a costruire con lui una famiglia ricca di amore, rispetto, sorrisi e impegno reciproco. Il nostro rapporto cresceva ma per riuscire a raggiungere una certa indipendenza abbiamo atteso 9 anni prima di poterci sposare, il perché è troppo complicato da descrivere in poche righe, prima o poi troverò la forza per mettere tutto in ordine e scriverne un libro perché lo meriterebbe. Una volta marito e moglie le pressioni lavorative non ci permettevano ancora di diventare genitori, anche se il desiderio di sempre cresceva in me di giorno in giorno. Sono passati degli anni, un tempo in cui la parola chiave è stata: pazienza. Purtroppo però non tutto si ferma perché tu lo vuoi e la vita ha deciso che il tempo per il mio dolce papà era finito, ho dovuto quindi affrontare il dolore bruciante del lutto, è stato difficile ed impegnativo rialzarmi e capire che il figlio che avevo in testa avrebbe fatto diventare ugualmente nonno il mio papà, anche se non lo avrebbe potuto conoscere direttamente. Eppure abbiamo dovuto scontrarci con una realtà diversa da quella sognata: dopo anni di tentativi scopro il significato della parola “endometriosi”, vengo operata d’urgenza perché la malattia aveva preso il sopravvento e uno straordinario chirurgo mi salva rimettendomi in senso, ma da quell’operazione, affrontata nella solitutide imposta dal Covid, mi sono svegliata senza le tube e senza un’ovaia. Forse l’altra si sarebbe potuta riprendere, ma solo forse. Tutto questo impone in me un nuovo modo di pensare alla vita, una confusione che sconvolge l’ordine di priorità di tutto. Il mio compagno di vita c’è stato sempre, soffrendo con me, subendo la mia diagnosi e aggrappandosi insieme a me alla speranza di un nome che ci spaventava e ci confortava allo stesso tempo: pma. E’ iniziata così la ricerca della clinica giusta, delle forze necessarie, del momento propizio. Il primo tentativo è stato come lanciarsi da trampolino: ho fatto un bel respiro, sono volata giù senza quasi rendermene conto e ho avuto un duro impatto con l’acqua. Il mio leoncino, così mi sentivo di chiamarlo, non si è impiantato. Ho fatto un altro bel respiro e mi sono preparata per lanciarmi una seconda volta, ma il mio fisico non ha collaborato e il tentativo è andato a vuoto. Ora stiamo per intraprendere un nuovo salto; mi spaventa il fatto che sia il terzo, che io sappia perfettamente a cosa sto andando incontro, ma non abbia nessuna idea del possibile risultato. Vedo la vita da un’altra prospettiva da quando conosco questo tipo di sofferenza silenziosa, noi donne non mamme e noi coppie non fertili siamo in tanti, ma molti scelgono il silenzio perché esporre una parte così delicata e fragile è troppo pericoloso. Ecco perché, ora come non mai, so quanto pesano alcune parole: mamma, prima di ogni altra per la sua dolcezza e la sua profondità; pazienza, perseveranza, forza, perché ne occorrono un’infinità in percorsi così tortuosi; ma soprattutto amore, verso se stessi e per la nostra metà, l’unica che può alleviare il peso di tutte le altre.

Sarà quel che sarà

Nella vita ho realizzato tutto ciò che volevo.

Laurea. Specializzazione. Lavoro. Lo studio che ho sempre voluto. L’uomo che ho sempre sognato: bello,intelligente,buono,generoso e simpatico. Da piccola volevo un cane ,ma il mio papà diceva sempre “in questa casa o tu o il cane” …oggi ho 3 cani…4 con quello del mio compagno.

Amiche di una vita. Sincere. Oneste. Punti fermi della mia vita.

Famiglia unita che si vuol bene.

Una sorella,una nipote che dice spesso “voglio stare sempre con zia”.

Sono contenta della mia vita… ma non di una parte….a 38 anni decidiamo di provare ad avere un figlio….a non evitare che accada. Lui me lo propose. Io accettai euforica. Pensavo ….avverrà la magia…come a tutti….e invece no…dopo 2 anni…facciamo indagini, esami…tutto ok…”signora lei è grande, la sua età per la Natura è alta. La sua riserva ovarica per la sua età è ottima ma per avere un figlio è bassina”.

2 Fivet. 2 fallimenti. Punture nella pancia, punture ai glutei…non le facevo da 30 anni….eppure ho superato questa paura…”per Mio Figlio”…dicevo sempre questo nella mia mente.

A luglio ,inaspettatamente, non perché non avessimo avuto rapporti mirati, ma perché la speranza di riuscire naturalmente era nulla….scopro di essere “incinta 3”.

Una gioia, una sensazione mai provata. Tutto aveva un senso diverso, avevo recuperato una dolcezza, una calma, una positività che nel tempo mi avevano abbandonata per lasciare posto alla profonda ferita,a un grande senso di inadeguatezza, a auto rimproveri continui per il tempo perso….pensando che c’è sempre tempo. Ora capisco la frase “il tempo è tiranno”.

Visita ginecologica…. mentre io già pensavo ai nomi, a rallentare la mia vita frenetica, a riposare….nella camerina scura non c’era nulla: o è una gravidanza partita in ritardo o si è interrotta.

Credo che su quel lettino io abbia avuto un attacco di panico….un senso di morte, di dolore profondo….

Settimana successiva eco per controllo.

Di nuovo nulla. Interruzione.

Durante quei giorni ho detto al mio compagno ” ti lascio, trova una più giovane, fai figli belli come te, io non sono buona”….lui con tutto l’amore che ha piange,si dispera..ed è  li ….li è come fosse caduto un velo….basta….basta attribuire a un’altra persona la possibilità di rendermi felice…non può essere l’ago della bilancia per la mia felicità avere un figlio.

Questo significa rinunciare?

No….proverò ancora…proverò finché quel valore AMH nn sarà Zero.

Ma Noi siamo Noi.

È la vita che sceglie.  È la vita che decide. Noi possiamo solo fare la nostra parte…sperando che venga dalla nostra parte.

Amo il mio compagno. Non voglio perderlo.

Sarà quel che sarà.

Sarò quel che sarò.

Un sogno irragiungibile

Giacoma da Milano,una relazione da 18anni, 15 di rapporti completi mai una gravidanza mai,vero non si cercava si pensava al lavoro,la casa,e un indomani il sogno di tutte le DONNE, CHE DONNA SPESSO NON TI SENTI,PERDO IL LAVORO NEL 2018 COSI DECIDIAMO DI INDAGARE CI RECHIAMO IN HUMANITAS  QUALCHE DOMANDA E POI VIA SUL LETTINO, NOTO UNO STRANO CAMBIO DI VISO NELLA GINECOLOGIA:CHIEDO TUTTO OK?LEI RISPOSE DOPO LE DICO.MI RIVESTO LEI SI METTE AL PC E MI DICE HA UNA TUBA CHE NON FUNZIONA, IO COME?SI SI VEDE È DILATATA DOBBIAMO FARE LAPAROSCOPIA E IO IN LACRIME IO COME SONO POI, LEI MI.DICE MA NON PIANGA IL FIGLIO RIESCE AD AVERLO ,VA BE’USCIAMO DA LI CON UNA SFILZA DI ESAMI DA FARE E IO CHE PIANGENDO NELLA SALA D’ATTESA AVRÒ FATTO GUARDARE TUTTE! FACCIAMO VARI ESAMI IO AMH 1.07 DICONO X AVERE 31 ANNI SCARSA RISERVA OVARICA ,MI DICONO PER IL MOMENTO NESSUNA LAPAROSCOPIA FACCIAMO FIVET,OK SI PARTE PRODUCO BENE 11 FOLLICOLI FECONDATI 6 TRASFERITI 2, I QUATTRO RIMASTI IN 3GIORNATA DEGERANO SPERO NEI DUE DENTRO DI ME MA NULLA IL GIORNO PRIMA DELLE BETA CICLO🙈NON PARLANDO DELL’ATTEDA DELLE BETA UNA TORTURA TI SENTI GIÀ INCINTA PENSI I NOMI TANTE COSE.CHE SOGNI,NEL FRATTEMPO COME SEMPRE TUTTE INCINTE TRANNE ME COME DICO IO,FACCIO DOPO 3 MESI IL 2 TENTATIVO E ANCHE LI 12 PRELEVATI SOLO 3 FACONDATI  SUCCEDE LA STESSA COSA,TORNO DALLA GINE DISPERATO DICO SE POSSIAMO FARE ALTRO LEI MI DICE NO E CHE ALLA FINE NON ERA LA TUBA DILATATA MA UNA CISTI PICCOLA I SIGNIFICANTE LI GIRO PER ALTRE VISITE,CHI MI DICE FACCIA LAPAROSCOPIA MAGARI HA ADERENZE,COLLOQUI CON LA SPAGNA,PRAGA ,BARCELLONA,LA TESTA MILLE DOMANDE ,SEGUI GRUPPI E INDAGHI DA SOLA,DICO FACCIAMO IL 3 TENTATIVO LA GINE MI DICE RISPONDI BENE MA PROBABILMENTE ALLORA GLI OVOCITI NON SONO BUONI,SE VUOLE CE SEMPRE ETEROLGA MI DICE ME NE VADO PIANGENDO INIZIANDO IL PROTOCOLLO LUNGO CON DOSI PIU FORTI, PRONTA 7 FOLLICOLI DICO VA BHE MAGARI MENO MA BUONI,PRELEVANO SOLO 2 FACCIO IL TRANSFERT E NON ERA RIMASTO NULLA VERO CHE LE ALTRE VOLTE NON CONGELAVO NULLA MA LA.SPERANZA CHE QUALCOSA POTESSE ANDARE ME NE SONO ANDATA PIANGDNDO ,DELUSA,IL MONDO ADDOSSO VENGO A CASA UNA SETTIMANA A LETTO DOLORI FORTI NON SI SA DOVUTI A COSA MAI AVUTI NON POTEVO NEMMENO CUCINARMI VENIVA MIA SORELLA E AL 7PT TAC CHE ARRIVA MALEDETTO CICLO NESSUNO CI CREDE DOPO SOLO 7GIORNI,ALTRA BOTTA ,RITIRATI SU JAKO INDAGO ANCORA FACCIAMO ISTEROSCOPIA CON BIOPSIA E TUTTO OK NON CE NULLA,PANNELLO TROMBOFILIA E QUI SCOPRO MA TROMBOFILIA MUTAZIONE TROMBOSI,IN ETEROZIGOSI POSITIVA ORA DICONO CHE PER QUESTO NON ATTACCA NULLA HO BISOGNO EPARINA QUINDI VIA DA HUMANITAS MI SPOSTO AL NIGUARDA ORA SIAMO IN LISTA X SETTEMBRE/OTTOBRE CON LA SPERANZA CHE POSSA ANDARE BENE ANCHE SE SPESSO PENSO E DICO CHISSA’SE CE LA FAREMO LA SPERANZA CE SE NO CHI FAREBBE ANCORA TENTATIVI MA LA STANCHEZZA MENTALE È TANTA TANTA! PENSARE  CHE LA PERSONA CHE HAI DA PARTE MAGARI NON POSSA ESSERE PADTE PER COLPA MIA,LO PENSO SPESSO SI,QUANTI PIANTI DI NASCOSTO, QUANTE INCINTE CHE NEMMENO LI VOGLIONO,LI MALTRATTANO E IO?ANDI NOI DONNE PMA?CHE MAMME LO SIAMO GIÀ PRIMA DI ESSERLO AMIAMO FIGLI NON AVUTI,NON OSO IMMAGINARE SE MAI LO AVRÒ E CHI LO MOLLA PIÙ ,PENSO SAREI GELOSISSIMA AL PENSIERO CHE DOPO QUELLO CHE SI PASSA PER AVERLO POSSA SUCCEDERE POI QUALCOSA, E RINGRAZIO DIO CHE MI DA LA FORZA DI AFFRONTARE TUTTO CIÒ PERCHÉ LE PAURE SONO TANTE IN GENERALE! MAMME PMA MAI MOLLARE MAIIII IO MIO FIGLIO/A LO AVRÒ/A A COSTO DI ANDARE ALL’ESTERO OVUNQUE ORA HO 34 ANNI E LUI 38 SAREBBE ANCHE ORA CHE UN MIRACOLO POSSA A NOI TUTTE ACCADERE! GRAZIE PER L’ASCOLTO CE ND SAREBBE DA RACCONTARE MA DIVENTA DAVVERO TROPPO

Aspettando te

Quando abbiamo deciso di allargare la famiglia di certo non pensavano fosse così difficile. Passa 1 anno e decidiamo di parlarne al ginecologo che ci ha prescritto una serie di esami. Esami miei e di mio marito tutto bene ma niente gravidanza, siamo ancora più spaesati e non capiamo il perchè non  riusciamo ad avere un bambino. Il ginecologo ci parla del centro infertilità e decidiamo di affidarci a loro. Molto fiduciosi iniziamo il nostro percorso fatto di altri esami, punture, attese infinite e pianti. Dopo molti tentativi riusciamo ad avre il positivo ma purtroppo la nostra gioia non durerà molto, aborto spontaneo. Il dolore che abbiamo provato in quel momemto è indescrivibile, se fosse proseguita la gravidanza il nostro bambino sarebbe dovuto nascere questo mese. Ci penso spesso. A settembre riprenderemo il nostro percorso uniti più che mai e speranzosi di stringere un giorno il nostro bambino.

#UnaStoriaUnLibro

Tua madre voleva essere nonna

“Tua madre voleva tanto essere nonna”. Le parole di una signora al funerale di mia madre l’anno scorso. Parole buttate li, come macigni per me però. Solo sei parole per accendere in me una miccia tanto pericolosa per la mia mente e la mia anima, che si stavano riprendendo dopo 3 tentativi di pma. Lo so che mia madre voleva essere nonna, e io a 40 anni, non sono ancora madre. Raccolgo i “cocci” del mio cuore e non perdo la speranza, motivata da un grande amore per il mio compagno e per la nostra storia che al di là di tutto, è forte, sempre di più. Mi accingo tra diete proteiche, meditazioni, medicine, punture, a provare con il quarto tentativo, fiduciosa nella scienza e consapevole che posso essere importante per questo mondo anche se non sarò madre di un figlio mio.

Un bel vestito

Mi vesto sempre al meglio per tutte le visite.

Un bel vestito, il trucco sotto la mascherina, la piega ai capelli.

Penso che i medici mi guarderanno con più considerazione se sono in ordine, che non sembrerò così disperata.

Il dolore per il figlio che non arriva, il fallimento della p.m.a., la perdita nell’aborto.

Tutte stellette che mi porto sul bel vestito vicino alla diagnosi di “sterilità”.

La PMA è l’illusione della disperazione e io mi illudo di sembrare meno disperata, ma siamo tutte uguali ed è l’unica vera consolazione sapere che c’è qualcuno che capisce quanto sta stretto quel vestito.

Ale

 

 

 

Speranzosi

Eccomi, che mi ritrovo a scrivere di nuovo qui… La mia ricerca di un figlio ormai va avanti da 4 anni.  Io e mio marito ci siamo sposati dopo soli 2anni di fidanzamento e subito abbiamo pensato di mettere su famiglia. Io molto giovane avevo 25 anni mio marito 35. Passano i primi mesi, non succede nulla, ma non ci preoccupiamo, infondo ci vogliono almeno 6 mesi, pensavamo. Ed ecco i fantomatici 6 mesi, e poi 7,8,9,10…iniziano le preoccupazioni ed iniziano i primi controlli. Ma niente di niente. Nel frattempo.. Tra sofferenza, delusioni, pianti, dopo 2 anni il mio primo ritardo. Increduli entrambi, decido di fare un test dopo 5 gg di ritardo. POSITIVO. Un sogno, un’emozione, un’adrenalina inspiegabile e tutto finalmente iniziava ad avere un senso, la felicità era così immensa che smettemmo perfino di litigare. Un sogno che durò 10 settimane. Aborto ritenuto. Alla 2 ecografia il cuoricino non batteva più. Fu come se mi stritolassero il cuore in quel momento, pensavo di svenire dal dolore. Feci il raschiamento il giorno dopo, dove accanto a me c’erano 2 ragazze che cullavano i loro neonati. È dopo così tanta sofferenza che tu diventi una roccia, una forza della natura, dove solo da sola puoi stringere i denti rialzarti e combattere ancora. Ricominciamo da capo, con una pre-depressione che accompagnò i mesi seguenti,mia cognata rimase incinta, mia cugina rimase incinta, poi ancora una cugina incinta, odiavo tutti, ma non mollai, anzi non mollammo, ma diciamo la verità, il bello di fare l’amore ormai non c’era più. Io l’avevo completamente perso. Iniziamo a valutare la Pma, ma il ginecologo ci dà altri 6 mesi di tempo. Dopo esattamente 1anno e 1 mese dall’aborto rimango incinta di nuovo. Sono felice, ma tengo tutto dentro, non mi esprimo, cerco di non gioire vista l’esperienza passata. Prima delle beta ho perdite di sangue. Io ho già capito, ma nn ci potevo credere, le mie beta erano a 20,avevo avuto una biochimica. Mi torna il ciclo, la sofferenza è più contenuta, la delusione è troppa,ho mille domande e 0 risposte. Si cambia percorso, analisi, analisi e analisi senza fine. Tutto apposto. E io non so più che pensare. Ultimo esame di questo  step(come dice il mio dottore) biopsia endometriale.

Passa un mese, siamo agli inizi di giugno, Positiva a plasmacellule nell’endometrio. Endometrite.

Io e mio marito siamo increduli, ma così felici di aver trovato un nemico da combattere.  Devo iniziare la cura, un po’ forte,ma niente mestruo, ritardo. Aspetto un giorno, e faccio un test.. INCINTA.

Non ci potevamo credere. Restiamo senza parole, non ci pensavamo più per il momento, eravamo concentrati sul problema da risolvere e facevamo l’amore per il gusto di farlo.

È ancora troppo presto per cantare vittoria, siamo con il fiato sospeso. La gioia l’abbiamo lasciata da parte, per quando saremmo sicuri che potremmo urlare “ce l’abbiamo fatta”.

Tanta è la speranza, ma tanta è la paura.

Speranza

La nostra ricerca di un figlio inizia serenamente nel dicembre 2018, 36 anni io e 32 lui, senza tanto pensarci troppo. Il positivo arriva in aprile 2019, stavamo facendo un weekend all’estero, è stata una sorpresa pazzesca, eravamo increduli, emozionati e felicissimi: è successo così velocemente! Ma con la prima visita a maggio il sogno svanisce, aborto ritenuto. E’ un incubo. Vengo operata per il raschiamento, e ci impongono un paio di mesi di stop. Ma io sono forte, mi sfogo, piango, ma riparto più carica che mai: se sono rimasta incinta subito, vuol dire che è tutto ok no? Quindi inizio ad assumere integratori per dare un aiutino alla fertilità, e partiamo per la Sardegna in agosto carichi di aspettative.. Ma non succede più nulla…passano i mesi e niente. Nel frattempo resta incinta mia sorella, tra l’altro più giovane di me, e per me è un colpo al cuore.. Sono felicissima per lei, ma mi sento morire dentro. Resta poi incinta mia cugina, poi la mia migliore amica, e io nulla.. odio tutti, non è giusto, perchè loro si e io no? Ma vado avanti, faccio finta di nulla, cerco di mostrarmi forte e col sorriso. A febbraio del  2020 decido di fare un controllo e capire cosa c’è che non va. La ginecologa mi fa fare qualche esame del sangue, e dice che ho i valori dell’ovulazione un pò scarsi. Mi fa iniziare con una cura a base di Clomid, per aiutare l’ovulazione. Anche qui iniziamo la ricerca carichi di speranze ed aspettative. Dopo 4 mesi di tentativi, il nulla. Inizio ad informarmi sulla PMA, inizio a prendere appuntamenti in qualche clinica, addirittura in una trovo posto dopo 6 mesi.. Il primo appuntamento ce l’abbiamo il 2 luglio, il 2 luglio segna l’ingresso nel travagliato mondo della PMA. Ci danno una sfilza di esami da fare , analisi genetiche, isteroscopia.. E li iniziano le chiamate ai vari ospedali, alle cliniche, per riuscire a prenotare tutto, per riuscire a velocizzare un pò la cosa, ma mi sembra di non venirne fuori, certi giorni scoppio in lacrime perchè resto per ore attaccata al telefono senza che nessuno mi risponda, o per sentirmi dire che non c’è posto. E’ dura, inizio a vacillare. Ho paura di perdere tempo prezioso. Ma mi rialzo subito. Alla fine riesco a prenotare tutto. A fine luglio mi viene fatta l’isteroscopia, e li incontro un dottore, che mi ha parlato apertamente della PMA, mi ha spiegato tante cose che nessuno mi aveva detto, e li sono scoppiata in lacrime con lui e le infermiere davanti.. questo dottore mi ha ispirato tanta fiducia, mi ha consigliato una clinica a Monza, e io mi sono fidata ciecamente di lui , e ho fatto bene.  Non smetterò mai di ringraziare il giorno in cui l’ho incontrato.  Mi metto in contatto con la clinica e faccio ulteriori colloqui, e mi viene consegnato il piano terapeutico. Parto ad ottobre 2020, 3 punture ogni sera, ad orari precisi. Ho imparato a farmele da sola, voglio essere forte e non aver bisogno di nessuno. Ma al mio fianco c’è sempre lui, il mio compagno, che mi supporta e mi tiene la mano quando crollo, lui, sempre ottimista, mi aiuta a tenere duro e non mollare. Il giorno del Pick-up è arrivato: 9 novembre 2020.. L’esito è 11 ovetti prelevati: un numerone! 2 giorni dopo ho già il transfer, di 2 bellissimi embrioncini, un’emozione pazzesca! Successivamente mi viene comunicato che hanno crioconservato anche 3 blastocisti.. mi sento tanto fortunata, considerando che a tante ragazze non riescono a prelevare nulla. Purtroppo però questa volta non è andata, Va beh, ritenteremo. Andrà meglio la prossima. La prossima però non vuole andare, parto con la cura  ma vengo stoppata 2 giorni prima del transfer per via del progesterone troppo alto. Ok , va bene, almeno si sono accorti e non ho sprecato una blasto. Ripartiamo col ciclo successivo, ma anche qui c’è qualcosa che non va, l’endometrio non cresce, allora aggiungiamo 1 Progynova, ma ancora non cresce, allora aggiungiamo 4 cerotti di estrogeni. Ok ci siamo, sono pronta. Ma sento che sto giro è partita male, ci sono stati troppi intoppi, nel frattempo viene a mancare anche mio suocero. Infatti è andata male anche stavolta. Non ho più lacrime. Ma sono decisa a proseguire, ma facendo prima tutti gli esami possibili prima di effettuare un nuovo transfer. L’unica cosa che in realtà ci manca da fare è il test EndomeTRIO: ok facciamolo. Individua la finestra d’impianto corretta, ed eventuali anomalie/batteri nell’endometrio. Il risultato del test è perfetto, nessuna anomalia,  tutto ok. Bene, allora si riparte con ciclo successivo, sono carica, perchè almeno sono certa che non ho anomalie, mutazioni e problemi: prima o poi andrà! E infatti questa volta è andata. Il 29 maggio 2020 le mie beta sono positive! Siamo increduli, felicissimi, impauriti, emozionati.. sarà un cammino in salita, lo sappiamo, ma almeno il positivo è arrivato! Ora sono a 9 settimane, e ieri abbiamo sentito il suo cuoricino battere.. ho pianto tanto.. ancora non ci crediamo! Mi rendo conto che la strada è ancora lunghissima, fatta di ansie perenni.. Siamo con i piedi per terra, ma fino a qui ci siamo arrivati! Martedì compio 39 anni, sarà un compleanno meraviglioso.  In bocca al lupo a tutte!

#UnaStoriaUnLibro

L’ATTESA INFINITA PER L’INAFFERRABILE DOLCE ATTESA

Io e il mio fidanzato nella primavera del 2018, senza nemmeno dirlo a voce alta, abbiamo iniziato ad avere rapporti completi…eravamo pronti per accogliere il frutto del nostro amore!

Passano 10 mesi circa, siamo a gennaio 2019, io ancora 28enne vado dalla ginecologa con la scusa di una visita di controllo ma in realtà in quel momento ho detto la frase che ha fatto partire tutto: “dottoressa cerchiamo una gravidanza ma sono passati 10 mesi c’è qualcosa che non va…”

Il mio lui fa un primo spermiogramma a maggio…. e proprio quello stesso mese, per il mio ventinovesimo compleanno, ricevo da lui la tanto desiderata proposta di matrimonio dopo 8 anni insieme.                                                                                              Felici diamo la notizia a genitori e amici ma di li’ a poco avremmo scoperto il significato di  “oligoastenoteratozoospermia” ed annesso varicocele di III grado da operare.

Ho affrontato i preparativi delle nozze in un modo indefinibile…assumendo antidepressivi ed isolandomi dal mondo.  Arrabbiata col mondo.  Adesso sapevo e dovevo accettare che avremmo dovuto ricorrere alla pma per un figlio ed ancora le notizie non erano tutte… Fra analisi e controlli scopriamo che il problema è sia maschile sia femminile con quel dannato amh non coerente con la mia età….in poche parole un orologio che ticchettia veloce…..

Arriva il covid si ferma tutto, tentenniamo sulla data del matrimonio, settembre 2020…. ma alla fine riusciamo a far tutto con la grazia di Dio e ci sposiamo sapendo cosa ci aspettava nell’imminente futuro…

E’ iniziato il 2021 ed io e mio marito in questo anno abbiamo riposto sogni e speranze.

Abbiamo affrontato la prima ICSI a febbraio ma le beta negative hanno interrotto il piccolo sogno in cui i miei due pulcini di 10 e 8 cellule potessero essersi aggrappati a me!!

A breve riproveremo…. spero tanto di essere destinata a diventare mamma e donare almeno un figlio a mio marito!!