Elena, trent’anni e la sua lotta all’endometriosi: “Più della malattia fa male la solitudine”

Elena ha trent’anni, vive in Sicilia e sette anni fa ha scoperto di convivere con l’endometriosi. Da allora ha dovuto cambiare alimentazione, stile di vita e sogni, ma soprattutto è tornata ad amarsi anche quando un tempo si sarebbe soltanto odiata, nonostante le continue lotte con il dolore e i pregiudizi.

“Dopo tanti anni ho imparato ad accettare la mia malattia: questa speranza, però, avrebbero dovuto darmela sette anni fa”. Se c’è qualcosa che fa male più del dolore fisico è sentirsi soli, e lo sa bene Elena Farina, una ragazza di trent’anni che vive a Solarino, un piccolo paese di 8.000 abitanti in provincia di Siracusa (in Sicilia).

“Abito un po’ in casa dei miei e un po’ in un’altra casa con il mio ragazzo: una sorta di semi-convivenza perché ho paura di sentirmi male quando sono da sola durante i suoi turni di notte. Temo che non saprei poi cosa fare nel caso in cui non ci fosse nessuno con me.”

Sì perché da sette anni, ormai, la vita di Elena è cambiata totalmente. Tanto che nel 2010 aveva iniziato a studiare archeologia ma è stato un percorso lungo e difficile che ha interrotto varie volte negli anni, soprattutto appena scoperta malattia: ad ogni sessione di esame si trovava in un ospedale diverso dell’Italia, così ha deciso di prendersi una pausa.

“Ho dovuto lasciare l’università statale, adesso studio online perché non riuscivo a seguire come gli altri. L’Uninettuno mi ha dato la possibilità di studiare anche bloccata a letto, seguendo le lezioni senza problemi. Al momento mi mancano quattro esami.”

A parte qualche piccolo tirocinio o collaborazione con enti mussali locali, un vero lavoro Elena non l’ha mai avuto. Adesso che le hanno riconosciuto l’invalidità, però, spera di poter essere inserita nelle categorie protette e avere una via preferenziale in un settore che possa essere adeguato alle sue esigenze. Anche in questo caso non è stata, forse, sufficientemente ascoltata né le è stata data fiducia, così come è successo all’inizio del suo calvario.

“Nessuno mi aveva capita, così mi sono nascosta pensando che forse, se nessuno lo avesse saputo e io avessi fatto finta di niente, il mostro sarebbe scomparso. Quel mio personale mostro sotto al letto.”

Di ritorno dalla sua ultima visita di controllo, però, Elena scopre che quel mostro è peggiorato e le ennesime speranze hanno lasciato il posto ad ulteriore delusione, oltre che a tanta paura. Ma poi, piano piano, è arrivata la voglia di lottare.

“L’endometriosi è una parola che spaventa. In Italia ad oggi ne soffrono circa tre milioni di donne, una su dieci. Ho quasi trent’anni e che io ricordi sto male da sempre. Arrivare a una diagnosi è spesso un percorso lungo, dispendioso e difficile, ma anche umiliante, con gravi ripercussioni psicologiche per la donna.”

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