«Così ho superato la morte dei miei figli»

Quando muore un bambino ancor prima di nascere o appena dopo la nascita, per la madre l’esperienza del lutto può portare persino alla follia. Erika Zerbini è una mamma che ha deciso di occuparsi di lutto perinatale a partire dalla sua esperienza personale. Ha aperto il blog Professione Mamma e ha cominciato ad entrare in contatto con psicologi e operatori. Accettando e superando quanto le è accaduto.

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L’artista che trasforma le ecografie delle mamme in meravigliosi dipinti colorati

Laura Steerman è un’artista irlandese di Dublino che ha avuto un’idea molto originale, trasformare le ecografie in dipinti colorati. In questo modo le future madri possono custodire un ricordo di quei momenti speciali sotto forma d’arte.
Tutto ebbe inizio quando Laura, rimasta incinta della prima figlia a 35 anni, dipinse le sue ecografie, nel tentativo di rendere meno difficoltosa la lunga attesa e di aggiungere un po’ di colore a quelle foto in bianco e nero, che non le piacevano. Strada facendo ne dipinse altre, accorgendosi che quelle immagini erano fonte di ispirazione continua.

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«Non dimenticatevi di noi orfani invisibili dei femminicidi»

Teddy bear with torn eye sits in dark room. Child abuse and violence concept.

«Noi li chiamiamo vittime delle vittime perché questi ragazzini e bambini sono doppiamente vittime: perdono la mamma, assistono a violenze inaudite anche prima del femminicidio». Diana Palomba è un avvocato e guida l’associazione no profit Feminin Pluriel Italia, un network internazionale di donne imprenditrici che sostiene progetti a favore delle donne e che ha focalizzato la sua attenzione sugli orfani di femminicidio.

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Fecondazione assistita, non esiste un maggior rischio genetico. Il parere di Marina Baldi

Il rischio genetico di far nascere un bambino con anomalia genetica o congenita è del 3%, sia con una gravidanza naturale che assistita. Si tratta di un rischio che non è prevedibile con alcun tipo di test né procedura assistita. A seguito del doloroso episodio di cronaca del bimbo malato nato all’Ospedale Sant’Anna di Torino, la Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), riunita in questi giorni a congresso a Milano, intende fare chiarezza su alcuni aspetti della procedura di procreazione medicalmente assistita per ribadire la necessità di una corretta informazione e comunicazione alle coppie.

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Avere un figlio dopo un cancro al seno

Quando riceve la diagnosi di cancro al seno è il luglio del 2007; Sara ha 31 anni. Carcinoma alla mammella non ormono responsivo. All’epoca è una ricercatrice in Oncologia molecolare presso l’Università di Tor Vergata e sa che cosa significa trovarsi da un giorno all’altro dall’altra parte del vetrino. E sa anche che cosa vuole dire quando aggiungono che il cancro è in metastasi perché si è già diffuso nei linfonodi ascellari.

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In Italia 32.000 neonati prematuri l’anno, ben assistiti nel 90% dei casi

In Italia 32.000 bimbi ogni anno nascono prematuri, e quindi predisposti a una serie di rischi, che possono avere conseguenze per tutta la vita, ma che sono in buona parte evitabili se i neonati sono seguiti in modo corretto dalle prime ore di vita e soprattutto dopo la dimissione attraverso un follow up sistematico. E, a farlo, sono oltre 9 su 10 delle Terapie intensiva neonatali, ma ancora pochissime seguono il bimbo fino ai 3 anni. A fare il punto è la prima indagine realizzata dalla Società Italiana di Neonatologia (Sin), in vista della Giornata Mondiale dei nati prematuri che si celebra il 17 novembre.

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Incinta dopo il tumore, la battaglia vinta di Francesca: «Mi dissero non avrai più figli»

SENIGALLIA  – Sembrava si fossero ripresentati i sintomi del tumore, sconfitto due anni prima, ma, contro ogni aspettativa, ha scoperto invece di essere incinta. Ora è al sesto mese. «Si chiamerà Vittoria – racconta Francesca Olivi, 41enne commerciante con la passione per la moto -. Dopo la chemioterapia mi avevano detto che non avrei potuto avere figli. Ne avevo già due per fortuna. Così nei mesi scorsi, quando mi sono comparsi i primi sintomi della gravidanza, ho temuto si fosse ripresentato il linfoma non Hodgkin. Erano simili infatti ma tanto sapevo che figli non ne avrei più potuti avere, quindi non ci pensavo proprio».

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Tumore al seno in gravidanza, la storia di speranza di Valentina: “Si può guarire”

Mamma e avvocato 47enne di Genova, Valentina ha scoperto dieci anni fa di avere un tumore al seno, in una forma particolarmente aggressiva chiamata triplo negativo in quanto non rispondente ai tre principali protocolli terapeutici disponibili. E lo ha saputo mentre era incinta del suo secondo figlio. Ma la sua storia, anche grazie alle capacità dei ricercatori, ha avuto un lieto fine che oggi, in un discorso pieno di speranza, Valentina ha avuto il coraggio di raccontare di fronte presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’apertura al Quirinale dell’evento ‘I giorni della ricerca‘, promossi da Airc, la Fondazione per la Ricerca sul Cancro. “Oggi dal tumore al seno si guarisce, anche in gravidanza”, ha detto la donna.

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Gravidanza e maternità, cinque impegni degli ostetrici ginecologi

Tutelare la maternità rispettando i tempi della gestante, arginando la tendenza a medicalizzare in maniera eccessiva la gravidanza e il parto. Questo l’impegno, articolato in cinque punti, sottoscritto dai medici che fanno parte dell’Associazione ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) che hanno aderito al movimento Choosing Wisely, progetto lanciato in Italia da Slow Medicine, la rete che sostiene un’assistenza sanitaria basata sul dialogo tra medici e pazienti. Le cinque raccomandazioni sono state presentate oggi a Napoli dove è in corso il congresso nazionale di ostetricia e ginecologia.

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