Maternità: oggi è un obiettivo possibile anche per le donne affette da patologie autoimmuni

La relazione fra medico e paziente è fondamentale per diventare madri se si soffre di una malattia autoimmune, anche e soprattutto perché occorre superare timori che persistono nonostante tutte le rassicurazioni della scienza. «Una patologia reumatologica può avere un impatto psicologico enorme: spesso ha ripercussioni sulla vita di coppia, a volte si arriva addirittura a rinunciare alla sessualità», ha sottolineato Antonella Celano, presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMARR). «Per pudore e paura di essere giudicate se ne parla poco perfino con il partner, figurarsi con il reumatologo. Invece discuterne è importante, per ridurre al minimo l’impatto delle cure sulla fertilità e per la gestione della terapia in caso di gravidanza: ecco perché sul sito del progetto #anchiomamma abbiamo raccolto una serie di domande da porre al reumatologo, al dermatologo, al ginecologo per “rompere il ghiaccio”, sviscerare le perplessità e anticipare le criticità. Le donne si chiedono spesso se potrebbero accedere alla procreazione medicalmente assistita, e cosa dovrebbero fare in caso di dolore nei rapporti sessuali, oppure se la malattia influirà sulla gravidanza e viceversa: dare loro le risposte è essenziale perché possano avere una migliore qualità di vita».

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