Fecondazione assistita, Filomena Gallo: «Diventare genitori non è ancora un diritto di tutti»

Nicolò, Francesco, Martina, Vittoria. Sono solo alcuni dei bimbi nati dalle numerose coppie che hanno dovuto rivolgersi ai Tribunali per poter vedere realizzare il sogno di diventare genitori. Mamme e papà che non sarebbero mai diventati tali, se non avessero avuto la determinazione di portare avanti nella aule di giustizia la richiesta di veder riconosciuto uno dei loro diritti fondamentali: quello alla salute riproduttiva.
Nei giorni scorsi, il 12 e 13 giugno, abbiamo ricordato il quindicesimo anniversario del referendum che si proponeva di cancellare le norme sulla cosiddetta procreazione medicalmente assistita – la famosa Legge 40. Circa l’80 per cento dei votanti affermò la contrarietà alla legge, ma una massiccia campagna di boicottaggio fece sì che solo un quarto degli aventi diritto andasse a votare. Il quorum non venne raggiunto e i divieti rimasero in piedi. Divieti odiosi, contro il diritto alla salute, che avrebbero impedito la creazione di tantissime famiglie e la nascita di altrettanti bambini.

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