Una delle tante che aspetta di diventare madre

Racconto fotografico tra le donne che cercano una gravidanza, autoironiche, generose, fertili in mille, altre, sfumature.

Una delle tante gravidanze. Una delle tante gravidanze mancate. Una delle tante gravidanze complicate. Si intitola Una delle tante il libro fotografico di Loredana Vanini, un percorso corale tra cento donne che hanno cercato o stanno cercando una gravidanza e ricordano, ognuno a modo loro, che percorso le ha portate a essere una comunità silenziosa e unita. Che non arriva immediata quanto i post con neo mamme o ventri che crescono in nove mesi ma che, non per questo, non hanno un corpo che cambia, anzi. Gli sguardi, come questi raccontati dalla fotografa romana, sono cambiati in ben più di nove mesi. Loredana ha cercato quegli sguardi per più di un anno, in tutta Italia (e non solo).

Helen / Mi trovavo già da un’ora in sala riunioni, in piedi appoggiata al muro, ascoltavo esperti delineare la differenza tra identità sessuale e di genere. Mi piace partecipare a questi incontri, mi piace che mi portino a riflettere su realtà diverse dalla mia. E l’infertilità? Quante donne ci saranno, in questa enorme azienda, in questa stessa sala, nella mia condizione?

Quando ti sei sentita (nella vita) una delle tante con accezione positiva?
Mi sono sentita Unadelletante infertili, durante l’attesa per un monitoraggio in clinica. Due mesi prima mi ero rivolta a questa struttura privata di Roma e mi avevano assegnato un numero per la privacy, e quel giorno mi accorsi che chiamarono un numero maggiore di 500. In un paio di mesi 500 donne si erano rivolte a quella clinica per i miei stessi motivi. Non ero sola. E questo mi fece sentire circondata da molte altre realtà con cui potevo condividere questa esperienza. Non mi sono mai sentita unadelletante con accezione negativa in ambito di infertilità. Mi è invece capitato di provare questa sensazione nel mondo del lavoro, soprattutto da ragazza quando vedevo che la mia professionalità non veniva riconosciuta per motivi di sessismo ed ero cosciente che questa fosse una realtà comune e radicata per le donne. E questo mi faceva sentire profondamente arrabbiata.

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