IL 20% DEI BAMBINI OGGI NASCONO CON LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

“Ogni anno, nel nostro Paese, si fanno 75.000 Pma, di queste 35.000 sono eterologhe (con ovulo e sperma di donatori esterni alla coppia). La popolazione fertile ricorre alla Pma almeno nel 12-14% dei casi”. A fotografare il fenomeno delle nascite da Pma in Italia e’ Teresa Mazzone, pediatra e presidente del Sindacato italiano specialisti pediatri (Sispe), intervenuta al panel ‘La procreazione nell’attuale scenario collettivo’ del convegno ’50 anni IdO. Dall’esperienza alle proposte’, promosso dall’Istituto di Ortofonologia e in corso fino a domenica 18 in modalità online. Il convegno ha totalizzato ieri oltre 4.000 visualizzazioni. Con il ricorso alle tecniche di Pma, i rischi di problemi di salute e malformazioni del nascituro aumentano, passando dal 5,8% delle gravidanze naturali all’8,3%.

Sul piano neurocognitivo, precisa Mazzone, “da una ricerca della Columbia University, condotta su un campione di bambini nati tra il 1997 e il 2007, è emerso che tanto la fecondazione in vitro quanto l’inseminazione artificiale sembrano correlate ad un aumento pari al doppio delle probabilità che il bambino manifesti un disturbo dello spettro autistico. Un altro studio di coorte, condotto in Australia tra il 1994 e il 2002- aggiunge la pediatra- ha rilevato che i bambini nati con vf(fecondazione in vitro) o Icsi (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) presentano un rischio più alto di disabilità intellettiva. La nascita pretermine, che si verifica spesso nel caso di Pma- spiega l’esperta- porta con sé il rischio di futuri disturbi del comportamento, i più frequenti dei quali sono iperattività/disattenzione, problemi emotivi e di relazione con i pari. I nati da Pma sono, infine, maggiormente esposti al rischio di sviluppare tumori (+33%). Sono tutte informazioni molto importanti- sottolinea Mazzone- che le coppie dovrebbero acquisire prima di iniziare i percorsi di fecondazione per poter decidere in piena libertà e serenità”.

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