Infertilità e sessualità, la nuova sindrome scoperta dai ricercatori dell’Università di Perugia e di Roma Tor Vergata

Il nuovo termine medico ‘Sindrome Infertosessuale’ identifica un circolo vizioso, offrendo gli strumenti scientifici per interromperlo

Un team di ricercatori composto da scienziati delle Università degli Studi di Perugia (professor Giovanni Luca, professor Riccardo Calafiore e dottoressa Sara Parrettini) e Università di Roma Tor Vergata (professor Emmanuele Jannini – uno dei massimi esperti mondiali di medicina della sessualità – e dottor Andrea Sansone), ha effettuato un’accurata analisi della letteratura finalizzato ad individuare le ricadute dell’infertilità sulla sessualità, e ad indagare come le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) possano influire sulla salute sessuale della coppia. Il lavoro è stato pubblicato sul Journal of Endocrinological Investigation. 

Come spiega una nota dell’Università degli Studi di Perugia “l’infertilità coinvolge circa una coppia su sei, rendendo questo problema un fenomeno sociale, oltre che sanitario, di estrema rilevanza ed attualità. Fattori maschili, femminili e di coppia sono coinvolti nella patogenesi dell’infertilità, rendendo necessaria una valutazione multidisciplinare che coinvolga numerosi specialisti al fine di valutare la presenza di fattori di rischio e le possibilità terapeutiche”. Il ricorso alle tecniche di Pma, prosegue l’Unipg, “ha consentito a numerose coppie di ottenere una o più gravidanze: tuttavia l’eccessiva medicalizzazione della mancata fertilità rappresenta a sua volta un fattore di rischio per ulteriori problematiche a carico della sfera della salute sessuale”.

Il team di ricerca ha esaminato separatamente gli effetti dell’infertilità e delle tecniche di Pma e, valutando gli effetti negli uomini, nelle donne e nelle coppie, ha coniato la definizione di una nuova sindrome in cui i disturbi della sessualità e della fertilità diventano una singola entità clinica. 

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