Endometriosi e infertilità, l’esperto: “Effettuare il ‘social freezing’ nelle pazienti giovani”

L’intervista a Giuseppe Sorrenti, Responsabile dell’Unità Operativa Complessa (UOC)di Ginecologia presso l’ospedale San Carlo di Nancy di Roma

L’endometriosi è una malattia femminile che se non diagnostica in tempo può incidere molto negativamente sulla qualità della vita di una donna con esiti anche pesanti: su tutti l’infertilità. Spesso il dolore provocato dall’endometriosi viene confuso, negli stadi iniziali, con cicli dolorosi. Poi si comprende che non è così. Sono stati compiuti anche passi in avanti verso il riconoscimento sociale di questa malattia soprattutto grazie alla nascita di una prima proposta di legge regionale nel Lazio, una delle poche in Italia, che punta a favorire la prevenzione e la diagnosi precoce e il miglioramento delle cure della ricerca sulla patologia. Per capire meglio di cosa si stia parlando, quali siano i trattamenti oggi più utilizzati e di conseguenza le possibili soluzioni per questa patologia l’agenzia di stampa Dire ha intervistato Giuseppe Sorrenti, Responsabile dell’Unità Operativa Complessa (UOC)di Ginecologia presso l’ospedale San Carlo di Nancy di Roma.

“La malattia è cronica e colpisce le donne in età fertile per questo è legata agli ormoni sessuali femminili. Si rende manifesta inizialmente con un dolore che può essere correlato più o meno, al ciclo mestruale (dismenorrea) e correlato o meno ai rapporti sessuali (dispareunia). I campanelli d’allarme sono dunque rappresentati da questi due sintomi. Non è più valido il concetto della ragazzina che col sopraggiungere del ciclo mestruale lamenta dolore naturalmente più importante di quello che si verifica in concomitanza con un ciclo mestruale ‘normale’ che peraltro non risponde alla somministrazione dei normali farmaci da banco per il trattamento del dolore mestruale. Questa condizione perciò deve essere considerata dai genitori come campanello d’allarme e spingerli a programmare un colloquio con un ginecologo dedicato al riconoscimento della malattia”.

– Quali sono i numeri del problema in Italia e qual è l’età tipica, se c’è, dell’insorgenza di questa patologia?

“In realtà i numeri li stiamo ancora scoprendo. Mi spiego meglio, in realtà questa è una malattia che ha un ritardo diagnostico enorme pari a circa 7 anni dall’insorgenza della sintomatologia. Infatti spesso queste donne ‘migrano’ da un ginecologo all’altro per cercare di riconoscere le motivazioni che alterano la loro qualità di vita correlata al ciclo mestruale. Come anticipavo l’endometriosi è una patologia dell’età fertile dunque generalmente insorge, e quindi colpisce, la fascia d’età dai 15 ai 35 anni. I sintomi principali sono rappresentati dal dolore pelvico. Nella seconda fascia, dopo i 30 anni, generalmente si ha una riduzione della capacità fertile e ciò può rappresentare un primo indizio per spingere la paziente verso un ambulatorio dedicato alla patologia“.

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