La natalità è futuro: il nuovo progetto di IBSA Farmaceutici e Fortune Italia

Dieci podcast con dieci ospiti che racconteranno il loro punto di vista sul tema della natalità e daranno una visione di insieme al fine di stimolare quanto più possibile il dibattito.

La nascita di una bambina o di un bambino è di per sé un evento che proietta nel futuro. Inizia una nuova vita, si producono nuove energie e nuove prospettive intorno a una storia nuova.
Il desiderio di genitorialità non può essere solo un desiderio della donna. E’ dell’uomo, è della coppia e deve diventare anche un desiderio collettivo! .

Il progetto “La Natalità è Futuro”, realizzato in collaborazione con Fortune Italia, vuole aprire un momento di riflessione e confronto su un tema, sempre più cruciale per il nostro Paese, come quello della denatalità. Desideriamo stimolare un dibattito costruttivo, tra i rappresentanti delle Istituzioni, del mondo aziendale, della comunità scientifica e quella accademica, per indirizzare le persone a fare una netta scelta di campo. Non si tratta né di una scelta pro-vita né di una scelta pro-genitorialità, ma di una assunzione di responsabilità rispetto a un tema cruciale. 

Il primo tema, quello che spesso viene affrontato con superficialità, è quello anagrafico. Quando si parla di natalità, si deve però necessariamente discutere quanto e come la politica sia in grado di contribuire a costruire un contesto favorevole alla natalità. Due, in particolare, gli aspetti che incidono più direttamente: la parità di genere, in tutte le sue declinazioni, e la conciliazione vita-lavoro. 

Si affronterà, quindi, il tema delle grandi organizzazioni aziendali pubbliche e private e di come queste possano diventare protagoniste di un cambiamento radicale dei percorsi lavorativi che riducano l’opposizione tra identità professionale e identità familiare e valorizzino una nuova qualità di vita nella genitorialità. 

Infine, alla natalità è legato il tema demografico, a partire dalle conseguenze del calo, o del declino demografico, per lo sviluppo del Paese e per la tenuta del sistema previdenziale e di welfare. L’invecchiamento della popolazione ha infatti, evidenti implicazioni sul piano economico e sociale e l’unica strada percorribile, considerando come fattore positivo l’allungamento dell’aspettativa di vita, è sostenere la crescita demografica con gli strumenti più opportuni perché questa diventi una crescita sostenibile.

Dieci podcast con dieci ospiti che racconteranno il loro punto di vista sul tema della natalità e daranno una visione di insieme al fine di stimolare quanto più possibile il dibattito.

Si parte il 24 gennaio 2022, appuntamento ogni lunedì. 

Info: La natalità è futuro

Laura Freddi, il dramma dell’aborto: “Avevo l’endometriosi, poi è nata Ginevra”

Laura Freddi nel 2018 ha realizzato il sogno di diventare mamma a 46 anni grazie alla fecondazione assistita. Questo le ha fatto dimenticare il dolore per un aborto avuto qualche tempo fa.

Laura Freddi, a “Verissimo”, ha sottolineato di avere sempre desiderato la maternità, in quanto è cresciuta con la proiezione della famiglia. “Ho sempre pensato di diventare mamma – ha detto –. Non dico che fosse un pallino fisso, in quanto mi sono dedicata anche tanto al lavoro, che tu rincorri sempre, ma lui non fa lo stesso con te”. In passato, con il suo ex marito, Laura Freddi ha affrontato il dramma dell’aborto, che “psicologicamente mi ha segnato, perché nel momento stesso in cui sai di aspettare questo piccolo essere, sai che sei già mamma. Quando è accaduto il tutto, per me è stato un dolore grande”.

La showgirl ha poi annunciato di avere scoperto una malattia: “Ho scoperto dopo il GF Vip di soffrire di endometriosi, fortunatamente di livello basso. Non pensavo che sarei riuscita a diventare mamma, invece, dopo essere tornata da una vacanza dove ho mangiato di tutto, ho scoperto proprio il giorno del mio compleanno di essere incinta, come fosse veramente un regalo di Dio”

Laura Freddi ha coronato nel 2018 un sogno che aveva da tempo nel momento in cui è riuscita a diventare mamma di Ginevra, nata dalla relazione con il compagno Leonardo D’Amico. L’uomo è il fisioterapista della Nazionale di beach volley e ha sconvolto la vita dell’ex velina, che al momento del loro primo incontro (era il 2013) non credeva più nell’amore. “Vedendolo occuparsi del padre che non stava bene ho capito che non mi avrebbe mai abbandonata” …

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Effetto Covid sulla procreazione assistita, l’odissea di Gabriella: “Esami sospesi, da due anni lottiamo per avere un bimbo”

La richiesta d’aiuto di una giovane coppia torinese condivisa da tante altre: “La speranza di diventare genitori rischia di allontanarsi ancora”

Non solo Covid. C’è chi dalla sanità pubblica vorrebbe risposte apparentemente banali come interventi, esami diagnostici. Anche un percorso di fecondazione assistita senza ostacoli e fermi coatti. Gabriella, 31 anni, ci ha scritto per raccontare la sua storia. Condivisa con molte altre coppie che durante gli anni del Covid non hanno rinunciato a programmare una nuova vita.

“Mio marito e io, da oltre un anno e mezzo – scrive Gabriella – stiamo affrontando un percorso di fecondazione assistita all’ospedale Sant’Anna, una delle poche eccellenze pubbliche in regione. Un percorso psicologicamente, organizzativamente, fisicamente e, non per ultimo, economicamente dispendioso e logorante. Molte coppie non possono permettersi di spendere oltre 4.000 euro (esclusi esami e farmaci) per un tentativo nei centri privati”.

La parola “tentativo” non è casuale, chiarisce Gabriella, “perché non è assolutamente detto che vada a buon fine. Tante coppie che sono riuscite a realizzare il proprio sogno hanno dovuto provare più e più volte prima di avere esito positivo. Un tentativo di Pma è come una costosa scommessa il cui esito negativo fa male sotto molteplici punti di vista. Proprio per questi motivi, molte coppie come noi decidono di affidarsi a centri pubblici nonostante lunghissime liste di attesa”.

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Il bimbo venuto dal freddo: primo nato in Liguria da ovuli crioconservati

Sette anni fa la mamma congelò l’ovocita prima della chemioterapia. Ora il lieto evento al San Martino: “Un successo di coraggio e speranza”

Genova, 10 gennaio – Un bambino venuto dal freddo in questi primi giorni del 2022, sette anni dopo la diagnosi più difficile da accettare: carcinoma mammario bilaterale, la prospettiva di cicli di chemioterapia e un intervento e altre cure successive da affrontare a 37 anni.

Adesso Anna (il nome della mamma e del figlio sono di fantasia) girata la boa dei 44 anni stringe al petto il piccolo Leo e sorride: il bimbo è in assoluto il primo nato in Liguria dall’ovocita crioconservato di una mamma alla quale molti anni prima era stato proposto di congelare alcuni dei suoi ovuli…

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Gli effetti del Covid sulla fertilità: cosa è stato scoperto

Il Covid può incidere sulla fertilità, ma per quanto tempo? Un nuovo studio ha analizzato la motilità e la quantità degli spermatozoi di chi è guarito

Lo scorso dicembre uno studio coordinato dal Genk Institute for Fertility Technology, in Belgio, e pubblicato sulla rivista ‘Fertiliy and Sterility‘, ha indagato sulla presenza del virus negli spermatozoi degli uomini risultati positivi e poi guariti. Ecco cosa è stato scoperto.

Il Covid può avere effetti sulla fertilità? La scoperta

Secondo lo studio in oggetto non ci sarebbe traccia del virus nello sperma degli uomini guariti, ma la motilità e il conteggio degli spermatozoi potrebbero essere compromessi per almeno 3 mesi. La ricerca è stata condotta su 118 uomini tra 18 e 70 anni, contagiati durante la prima ondata della pandemia.

I risultati avrebbero mostrato che, nel periodo immediatamente successivo all’infezione, l’Rna del virus non era presente nello sperma di nessuno dei partecipanti allo studio. Risultato confermato a 53 giorni dall’infezione. La motilità e il conteggio dei loro spermatozoi, però, sarebbero risultati compromessi in modo significativo nel breve periodo, col persistere del problema anche fino a due mesi.

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Heather Rae Young racconta i suoi problemi di fertilità

La novella sposina Heather Rae Young, star di Selling Sunset, ha deciso di usare la sua pagina TickTock per raccontare ai fan i suoi problemi di fertilità.

L’agente immobiliare di Los Angeles, ormai popolare volto della TV, ha raccontato di essere pronta a congelare i suoi ovuli per potere un giorno diventare mamma.

Se decidiamo di andare avanti, inizieremo il processo la prossima settimana per prepararmi per il congelamento degli ovuli a gennaio. L’ultima volta che l’ho fatto, ho ottenuto sei ovuli“, ha detto all’inizio del video.

Heather ha poi spiegato che sta facendo una serie di accertamenti per determinare a quanto ammonta attualmente il numero dei suoi ovuli e per controllare i livelli di progesterone.

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