Tutto sulla fecondazione assistita, come funziona e quali le tecniche

Per alcune coppie un bambino è una gioia difficile da conquistare; ci sono casi in cui, infatti, a causa di problematiche di salute relative a lui o a lei, rimanere incinta è più complesso del previsto. Provarci e riprovarci mette entrambi i futuri genitori in uno stato di stress, ansia e paure non indifferente, motivo per cui abbiamo deciso di scrivere un articolo dove mitigare tutti i tuoi dubbi, se anche tu ti stai informando sulla fecondazione assistita e su come funziona.

In gergo medico è più spesso definita come Procreazione Medicalmente Assistita, ossia PMA: con questo termine, o con la più comunemente usata espressione ‘fecondazione assistita’, si intende l’insieme di tecniche mediche usate in Italia per aiutare una coppia ad avere un figlio, nel momento in cui la stessa ha riscontrato delle severe difficoltà nel concepire naturalmente. La PMA si suddivide in due fasi: la prima è finalizzata alla diagnosi del problema, ossia nello scoprire dove risiede la difficoltà della coppia a procreare. Successivamente, si passa alla terapia dell’infertilità, diversa per ogni caso specifico. Dopo che la coppia si è sottoposta a una serie di numerosi esami diagnostici, si può dar via al trattamento. Si tratta di un percorso complesso e difficile per entrambi i membri della coppia, e che per questo può spaventare; leggi tutte le informazioni in merito alla PMA prima di contattare un centro specializzato, per sentirti più a tuo agio.

Cause di infertilità, diagnosi e tipi di fecondazione assistita

Alla base della necessità della coppia di fruire di un trattamento di procreazione assistita sta un problema di fertilità dell’uno o dell’altro. L’infertilità in età riproduttiva, sia essa maschile o femminile, può avere molte cause alla sua origine: uno stile di vita non sano e con uso di droghe, alcool o fumo, per esempio; infezioni attuali o pregresse che hanno compromesso la capacità riproduttiva; eccessiva magrezza o condizione di obesità e altri ancora. Nelle donne, inoltre, il passare degli anni purtroppo non giova alla gravidanza e anzi, l’età avanzata mette a rischio la fertilità dei suoi ovuli. Per comprendere al meglio quale sia l’effettivo problema, e di conseguenza consegnare alla coppia il trattamento possibilmente più efficace, è necessario superare una delicata e talvolta frustrante fase diagnostica, che prevede:

  • visita di anamnesi della storia clinica di entrambi
  • esami preliminari per escludere disfunzioni ormonali, patologie delle tube o dell’utero e anomalie del liquido seminale
  • valutazione della procedura
  • consegna del consenso informato dopo aver analizzato i termini insieme al centro specializzato

A questo punto, la scelta in merito al tipo di tecnica utilizzabile è varia: oggi, infatti, la medicina ha a sua disposizione un gran numero di strumento atti alla PMA. In generale, l’obiettivo è di avere gameti saluti, ma per farlo vengono usate tecniche diverse. Tra queste, possono essere consigliate più spesso:

  • FIVET e ICSI: si tratta di un’inseminazione in vitro di secondo livello con conseguente impianto dell’embrione all’interno dell’utero
  • Inseminazione Intrauterina (IUI): la IUI viene considerata una tecnica di I livello di inseminazione seminale artificiale; consiste nel rilascio degli spermatozoi direttamente all’interno dell’utero al fine della procreazione. Come il FIVET, quindi, ma con tecniche diverse per problematiche di coppie diverse
  • TESE, TESA, MESA, PESA: trattamenti di terzo livello che necessitano di un prelievo chirurgico degli spermatozoi, che verranno poi utilizzati per la fecondazione in vitro, dal quale si trarrà l’embrione che verrà, infine, impiantato nell’utero. Queste tipologie di trattamento vengono utilizzate anche nel caso in cui ad avere problemi di fertilità siano ambedue i membri della coppia, motivo per cui spermatozoo e ovulo provengono entrambi da dei donatori: se è questo il caso, si parla di procreazione medicalmente assistita eterologa.

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