Parliamo di procreazione medicalmente assistita, tra possibilità, limiti e libertà (in Italia e all’estero)

In Italia non si parla abbastanza di procreazione medicalmente assistita (pma). Eppure dovremmo. In Italia nel 2019 quasi 80 mila coppie italiane hanno fatto ricorso a tecniche di pma. Dal 2005 a oggi si è registrato un notevole aumento della percentuale di donne over 40 che scelgono di iniziare un ciclo con le tecniche di procreazione assistita.
Senza contare che le mamme italiane sono tra quelle che partoriscono il primogenito più tardi, in media a 31,3 anni conto i 30,9 della Spagna e i 30,8 del Lussemburgo.

I figli si fanno sempre più avanti con l’età, in gran parte perché la società non consente di poter pensare prima a mettere al mondo un figlio (la precarietà lavorativa dei giovani è uno dei tanti fattori sul tavolo), in parte perché si sceglie di rimandare un figlio per concentrarsi su altro, come la realizzazione professionale o altri progetti di vita. E non è possibile fingere che non ci sia un qualche impatto di genere quando si parla di fertilità, quantomeno per il tempo che regola la riproduzione femminile (e non inficia invece quella maschile).

Nonostante tutti questi validi motivi, ribadiamo, di pma non si parla mai abbastanza.

« Avere un ruolo più attivo nella società moderna significa anche essere presenti e partecipi rispetto all’informazione — dice Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, responsabile del Centro Pma di Ivi Roma —. È estremamente importante che le giovani donne, e non solo, vengano maggiormente informate circa l’impatto che alcune patologie e abitudini di vita possono avere sulla fertilità». Di prevenzione dell’infertilità e di preservazione della stessa, conferma Galliano, si parla ancora molto poco (e spesso in modo errato). «Quello a cui assistiamo ancora troppo spesso è legare questo genere di discorsi a vecchi tabù per i quali l’evoluzione naturale del ruolo della donna è quello che la vede come una mamma, fertile e dedita alla famiglia come unico scopo della vita».

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