Fecondazione in vitro

Come scegliere la tecnica giusta per il massimo successo

Le tecniche di riproduzione assistita (ART), la fecondazione in vitro (IVF) e l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI), hanno avuto molto successo per superare le molteplici cause alla base dell’infertilità femminile e maschile. Si calcola che nel mondo siano nati fino ad oggi, infatti, almeno dieci milioni di bambini con queste procedure. La loro reale percentuale media di successo, in Italia, dove vengono effettuate tra le 70mila e le 80mila procedure in un anno oscilla tra il 17 e il 18% per ogni trasferimento embrionario e di circa il 27-28% dopo trasferimenti ripetuti (fonte I.S.S. e dati aggregati che non tengono conto però delle percentuali di successo specifiche di ogni singolo centro).

È necessario specificare che le tecniche di fecondazione in vitro oggi adottate dai vari Centri possono essere molteplici, ciascuna ha una sua specifica percentuale di successo, cosa che deve essere chiarita con la coppia prima di affrontare il percorso. La capacità degli embrioni di impiantarsi nell’utero dipende per il 70% dalla loro normalità genetica cromosomica e per il 30% dalla capacità del tessuto all’interno dell’utero detto endometrio di essere recettivo. La salute genetica dell’embrione è determinata per l’80% dalla qualità genetica degli ovociti e per il 20% da quella degli spermatozoi. Bisogna sapere che tutte le donne, anche giovani, possiedono sempre una quota parte dei propri ovociti che non è sana cromosomicamente e che tale quota aumenta con l’aumentare dell’età materna, infatti, che al di sotto dei 30 anni è del 30% circa ma dopo i 35 anni è di almeno il 50-60%. Risulta evidente che se l’embrione formato in vitro deriva da un ovocita malato, risulta anch’esso malato, e la natura non lo fa impiantare o lo fa abortire e questo avviene più frequentemente dopo i 35-36 anni. Nella maggior parte dei Centri la selezione degli embrioni da trasferire all’interno dell’utero avviene in base alla loro morfologia, ossia viene data la priorità al trasferimento agli embrioni di migliore qualità ma non esiste nessuna correlazione tra qualità morfologica e salute genetica, ossia anche un embrione bellissimo può essere non sano e viceversa e di conseguenza il tentativo fallisce. La tecnica di fecondazione in vitro con selezione morfologica degli embrioni può essere adottata, pertanto, in coppie giovani con una buona riserva ovarica perché le alterazioni genetiche ovocitarie non sono elevate.

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