Francesca Barra: «Il figlio perso con Claudio, lutto che pochi capiscono»

La scrittrice e l’aborto: agli altri bimbi ho detto che è diventato una stella. «Ci fosse solo una possibilità su un milione, noi non perdiamo la speranza, ci riproveremo».

Venerdì scorso ha sfilato sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia accanto al marito Claudio Santamaria con un abito lungo che mostrava forme più morbide e quella che adesso chiama «la mia pancia vuota». Non era scontato che lo accompagnasse sotto i riflettori. E infatti c’è stato un momento, catturato dai fotografi, in cui lui le ha sussurrato all’orecchio qualcosa. «Mi ha detto: “Grazie amore mio”», racconta nel loft della loro nuova casa milanese sui Navigli. Jeans, maglietta grigia, piedi nudi, le mani una aggrappata all’altra, un meraviglioso zaffiro verde all’anulare sinistro con la fede nuziale.

Francesca Barra, lei ha parlato della sua pancia anche in un post su Instagram, alla vigilia della trasferta veneziana: «Una pancia vuota non è solo una pancia vuota. Ma è la tua pancia senza di lui». Il vostro bambino perso a maggio.
«Due settimane prima di Venezia mi ero svegliata nel cuore della notte e avevo detto a Claudio: “Non so se riesco a venire con te, non sono in forma, né fisica, né emotiva. Questo lutto è ancora troppo vivo dentro”. Lui mi ha abbracciata e mi ha risposto: “Senza di te non ce la posso fare. Sarà una cosa diversa, ma l’affronteremo insieme”. Il giorno dopo ho cominciato ad allenarmi nella palestra dell’ex tennista Sara Ventura, una donna che sa cosa vuol dire ripartire dopo un fallimento».

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Mamme dopo il cancro grazie a centri oncofertilità

Diventare mamma dopo aver sconfitto un tumore è possibile grazie ai centri oncofertilità: ecco come funzionano e i percorsi clinici di riferimento nella regione Lazio.

Diventare mamma dopo aver sconfitto un tumore e’ possibile. Ma per poter veder esaudito questo desiderio di maternita’ e’ necessario preservare la fertilita’ delle pazienti prima di sottoporsi a trattamenti di radioterapia o chemioterapia, pratiche potenzialmente molto tossiche per l’ovaio,tanto da poter rendere infertile la donna.

Per questo percorsi clinici come il congelamento del tessuto ovarico o degli ovociti, che si svolgono nei centri di oncofertilità e’ essenziale per procedere, dopo la guarigione, ad un ‘normale’ un ciclo di fecondazione in vitro.

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Per un battito d’ali: i genitori dei “bimbi mai nati”

Ad Asti nasce un’associazione di genitori per sostenere chi vive nel dolore di un lutto perinatale o di un aborto

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Concepire in provetta, viaggio nei numeri della Pma

‘La procreazione medicalmente assistita ha un ruolo fondamentale nella capacita’ riproduttiva del popolo italiano: 2 bambini su 10 vengono dalla Pma. Oggi in Italia si fanno 75.000 Pma l’anno, di cui 35.000 sono eterologhe. La popolazione fertile ricorre almeno nel 12-14% dei casi alla procreazione assistita’. A parlare, intervistato dall’agenzia Dire, e’ Luca Mencaglia, presidente Fondazione PMA e direttore della Rete regionale sulla prevenzione e cura dell’infertilita’ della Regione Toscana.
‘La procreazione medicalmente assistita e’ cambiata- continua il professore- perche’ i risultati sono cambiati. Fino a 10 anni fa avevamo il 10-15% delle gravidanze in tutti i soggetti che si avvicinano alla Pma, oggi viaggiamo su stime del 40%’. Per quanto riguarda l’eterologa, ‘e’ possibile in Italia solo da 4 anni, prima era vietata dalla Legge 40. Erano 35.000 le coppie che si cimentavano nel viaggio della speranza verso la Spagna, la Grecia e i paesi dell’Est. Numeri che si sono ridotti in parte perche’ si puo’ fare l’eterologa in Italia, ma sono ancora 10.000 le coppie costrette ad andare all’estero’. Resta infatti un vulnus nel nostro Paese: ‘Non e’ possibile fare una donazione in Italia, dobbiamo ricorrere alle banche straniere. Non e’ piu’ la coppia che deve andare all’estero, ma sono i gameti che vengono importati dall’estero per arrivare nel nostro paese’.

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La storia di due gemelli nati a 11 settimane di distanza

Il caso rarissimo di due neonati che si sono sviluppati in uteri separati.

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Carmen Consoli parla di suo figlio nato con la fecondazione assistita

“Premessa: un figlio è meglio farlo con un marito ed è meglio dare a un bambino una famiglia. Ma ero single, a 38 anni, un’età biologica avanzata.”

Premessa: un figlio è meglio farlo con un marito ed è meglio dare a un bambino una famiglia, anche omogenitoriale, anche se io sono per la famiglia tradizionale. Ma ero single, a 38 anni, un’età biologica avanzata, mi trovavo sola con mia madre, dopo la morte di papà; a Natale, alle Maldive con lei, pensavo alle case, le terre ereditate: eravamo sole, va allargata la famiglia, penso”. A parlare così èCarmen Consoli che si è raccontata in una lunga intervista al settimanale 7 del Corriere della Sera.

La cantante ha avuto Carlo, che oggi ha 5 anni, grazie alla fecondazione assistita e ora il bambino vive con la cantante e con sua nonna, Rosa. Un uomo, certo, avrebbe potuto trovarlo, un “fan o toy boy”, dice Carmen. “Ma – aggiunge – non volevo illudere il “poveretto”. Non volevo illudere nessuno, né dare a mio figlio una famiglia che si sarebbe sfasciata. Mi sono informata, ho letto studi su ragazzi ormai maggiorenni nati con la fecondazione assistita da genitori single: con il giusto amore, e i punti di riferimento, crescono come ragazzi di famiglie etero cosiddette normali. Andai allora a Londra, dove è possibile fare la fecondazione assistita con il non anonimato del donatore: Carlo potrà sapere chi è il padre, se vorrà.

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Mamma rinuncia alle cure per far nascere sua figlia

Glory Obibo aveva scoperto di essere malata di cancro durante la gravidanza. Eʼ morta tre mesi dopo aver messo alla luce la piccola Greta.

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MMM Memorie di una Mamma Mancata

Francesca Giusti racconta le memorie private di una maternità mancata.

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Una mamma coraggiosa

Aneurisma e trombosi in gravidanza, ma con un lieto fine: “Ora con mio figlio sono felice.”

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Il parto dopo la malattia: “Federico è un miracolo”

Bologna, 10 agosto 2019 – E’ nato Federico, il figlio di Sara Rossetti, 30 anni tra pochi giorni, mamma da record.

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