Giornata nazionale Salute Donna. Fondazione Onda, porte aperte in 180 ospedali con i Bollini Rosa

Al via dal 19 al 25 aprile la sesta edizione dell’(H)-Open Week. Una settimana dedicata alle donne organizzata da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, in occasione della Giornata nazionale della Salute della Donna, che si celebra il 22 aprile.
Gli ospedali del network Bollini Rosa, che attualmente conta 335 strutture, apriranno le porte con l’obiettivo di promuovere l’informazione e i servizi per la prevenzione e la cura delle principali patologie femminili.

Attraverso i 180 ospedali premiati con i Bollini Rosa, che hanno aderito all’iniziativa, saranno offerti gratuitamente diversi servizi fra cui visite ed esami strumentali, consulenze telefoniche, eventi e colloqui a distanza, info point, distribuzione di materiale informativo e molte altre attività nell’ambito di diverse aree specialistiche: cardiologia, dermatologia, diabetologia, dietologia e nutrizione, endocrinologia e malattie del metabolismo, geriatria, ginecologia e ostetricia, medicina della riproduzione, neonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia e violenza sulla donna.

Sono consultabili sul sito bollinirosa tutti i servizi offerti con indicazioni su date, orari e modalità di prenotazione. È possibile selezionare la Regione e la Provincia di interesse per visualizzare l’elenco degli ospedali che hanno aderito e consultare il tipo di servizio offerto.

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Visite gratis per infertilità, e a Lavagna riaprono ambulatori e sale parto ai papà

LAVAGNA – Una giornata dedicata a dieci visite gratuite, che si terranno il 21 aprile di pomeriggio all’ospedale di Rapallo, su infertilità ed endometriosi. Le ha organizzate il reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Lavagna, diretto da Stefano Bogliolo, “perchè aderiamo alla settimana della “Salute della donna” e anche perché purtroppo in epoca Covid l’attenzione sulle altre patologie è diminuita”L’iniziativa darà spazio a dieci donne che si potranno prenotare tutte le mattine dalle 11 alle 13 al numero 0185-329717.

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Covid in gravidanza: quali precauzioni per mamma e bambino?

Le donne in gravidanza positive al Covid 19 sono a maggior rischio di ospedalizzazione. È quanto riporta un articolo pubblicato su Nature che, un anno dopo l’inizio della pandemia, raccoglie i risultati delle ricerche condotte in tutto il mondo e confronta i dati delle donne gravide con quelli delle donne della stessa età non incinte.

«La gravidanza comporta cambiamenti del sistema immunitario, che possono aumentare il rischio di contrarre infezioni respiratorie virali, tra cui quella da SARS-CoV-2». È quando si apprende dal Ministero della Salute, che però rassicura: «ad oggi, come evidenziato dal Report dell’Iss “Indicazioni ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi di 0-2 anni in risposta all’emergenza COVID-19” le donne in gravidanza non sembrano essere a maggior rischio rispetto alle non-gravide per infezione grave da COVID-19 che richiede il ricovero ospedaliero. La prevalenza e le manifestazioni cliniche della patologia da COVID-19 in gravidanza risultano essere sostanzialmente simili alla popolazione generale».

Woman wear medical face mask to protect Covid-19 (Coronavirus)

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Boom per la fecondazione eterologa in Italia, In sette anni sono nati 10mila bambini

Da quando sette anni fa la Consulta ha dato il via libera alla fecondazione eterologa, si stima siano nati circa 10mila bambini. E il dato è in aumento. Sono le proiezioni della Società italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della riproduzione (Sifes-Mr), che fa il punto sul fenomeno e sulle prestazioni sul territorio italiano. 

Il 9 aprile 2014, a seguito del ricorso presentato dai tribunali di Firenze, Milano e Catania, la Corte Costituzionale ha sancito l’illegittimità della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma), nella parte in cui vietava il ricorso a un donatore/donatrice esterni di ovuli o spermatozoi in casi di infertilità assoluta: quel giorno, con la sentenza numero 162, la Consulta ha così ammesso anche nel nostro Paese la fecondazione eterologa.

Il successo di una tecnica che risolve diversi problemi

In Italia, le coppie che non possono concepire per mancanza di gameti idonei possono, quindi, accedere alla donazione sia per la parte maschile che per quella femminile. Una procedura sicura, che ha consentito a molte famiglie di coronare il sogno di un figlio. In particolare, secondo il registro Pma dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), sono stati 601 i bimbi nati grazie alla donazione dei gameti relativamente ai trattamenti eseguiti nel 2015; poi 1.457 nel 2016, 1.737 nel 2017 e 2.002 nel 2018. In totale, 5.797 bambini, guardando agli ultimi dati disponibili.


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Gemelli nascono con parto naturale

L’ospedale di Campostaggia conferma la sua eccellenza nel percorso nascita. A gettare un fascio di luce su questo periodo oscuro e a premiare la qualità del reparto di Ostetricia e Ginecologia del monoblocco è la nascita domenica pomeriggio con parto naturale di due gemelli, Aleksan, un maschietto di 2 chili e 650 grammi, e di Ani, la sorellina, 2 chili e 640. Il bimbo si è affacciato al mondo alle 15,47, la bimba alle 16,13. Ed è stata subito festa: per la mamma Alina, il babbo Karen, e per tutto il reparto.

“Un evento eccezionale- spiega la stessa Asl sud est- perché si sono create tutte le condizioni per evitare il parto cesareo e scegliere la via di quello naturale: gravidanza bicoriale (due placente) e biamniotica (due sacchi amniotici), forte motivazione della madre a percorrere questa soluzione, preparazione ed esperienza dell’équipe di sanitari”.

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Le davano poche chance, neonata sopravvive al parto prematuro e abbraccia il gemello nell’incubatrice: le tenere immagini

La storia dei piccoli Neve e Louie, due neonati di Liverpool, sta commuovendo il mondo grazie alle foto ed al racconto della madre Laura. La donna ha cominciato ad avere problemi alla ventiseiesima settimana di gravidanza ed i medici, dopo i controlli necessari, le hanno detto che alla figlia non arrivava sufficiente apporto di sangue per portare a termine la gravidanza.
Se avesse partorito subito le chance della piccola di sopravvivere sarebbero state davvero poche, così i medici le hanno detto di pazientare sino alla ventottesima settimana, raggiunta la quale avrebbero fatto un successivo controllo per verificare se fosse necessario operare un cesareo d’urgenza. Per fortuna la situazione era rimasta stabile e la donna ha potuto completare altre due settimane di gestazione prima di ricorrere all’intervento ed al parto cesareo dei gemelli.

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La procreazione medicalmente assistita che abbiamo perso durante il Covid

Il Covid19 ha avuto conseguenze anche sulle attività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). L’Istituto Superiore di Sanità a novembre 2020 contava 9289 cicli in meno nei primi 4 mesi dell’anno rispetto al 2019, con una stima di 1.500 nati in meno e con una riduzione globale dell’attività dei Centri del 34,1%, che ha raggiunto circa il 40% dell’attività nelle regioni del Nord Ovest, maggiormente colpite.
Sono i dati della survey  online elaborata dal Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita dell’ISS, che calcola che il 60% dei Centri aveva sospeso la propria attività entro il 17 marzo 2020. Dei 176 centri che hanno risposto alla survey solo 3 hanno dichiarato di non aver sospeso completamente l’attività durante il lockdown. Inoltre, dei centri rispondenti solo la metà ha dichiarato di eseguire trattamenti di PMA con donazione di gameti, la cosiddetta “eterologa”. La maggioranza (il 56,2%) di questi 89 centri ha deciso di rinviare il trattamento.

Come funziona la PMA in Italia
In Italia il 3,2% del totale bambini nati nel 2018 è stato concepito grazie a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita: precisamente sono nati in questo modo 14.139 bambini e bambine. Di questi, 12.137 sono stati concepiti senza bisogno di donazione di gameti, cioè con ovuli e spermatozoi della coppia (fecondazione omologa), mentre 2.002 sono venuti alla luce grazie alla donazione di gameti, cioè con ovuli o seme di un donatore o donatrice, la cosiddetta “eterologa”, legale in Italia dal 2014 per le coppie eterosessuali conviventi o sposate con diagnosi di infertilità.

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Crollo nascite. “Servono misure concrete a sostegno della maternità”. L’appello della Fnopo

Per contrastare il trend fotografato dal Rapporto Cedap, occorrono investimenti sulla medicina del territorio, con l’implementazione del modello di ostetrica di famiglia e di comunità e l’adozione di nuovi modelli organizzativi per la gestione delle gravidanze fisiologiche in autonomia da parte delle ostetriche con personale di supporto specificamente preparato.

“Si constata con amarezza come ormai non faccia più notizia il dato della denatalità nel nostro Paese che ogni anno viene rilevato dal Rapporto sull’evento nascita in Italia attraverso il Certificato di Assistenza al Parto (Cedap), curato dal Ministero della Salute. L’ultimo resoconto, in ordine di tempo e relativo al flusso di dati del 2018, continua a non essere incoraggiante: solo 442.676 nuovi nati rispetto al 2017, quando a venire alla luce erano stati 461.284 bambini, con un calo quindi di 18.608 neonati in meno. Eppure, nonostante queste cifre, l’attenzione della politica, dei decisori e delle Istituzioni continua a essere fortemente inadeguata e contraddistinta da carenza, e in alcuni casi, assenza di programmazione attraverso politiche sanitarie e di welfare adeguate”.
È quanto hanno dichiarato le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (Fnopo).

“Gli elementi che destano maggiore preoccupazione sono il calo di nascite su tutto il territorio nazionale e il costante decremento della fecondità – proseguono – da diverso tempo, ormai, le ostetriche assistono sul campo a una forte contrazione del numero di donne che decidono di affrontare la gravidanza. Fenomeno che la Federazione nazionale ha posto, e pone, sempre all’attenzione della Politica in tutti i contesti in cui è presente. Il perdurare di questa situazione determinerà, nel medio e breve periodo, un grave squilibrio nella popolazione italiana che sarà sempre più anziana, priva di un adeguato ricambio generazionale e quindi con un welfare messo fortemente a rischio – sottolineano ancora le rappresentanti nazionali della professione ostetrica – Attuare delle azioni che pongano freno a questo trend negativo è fondamentale e soprattutto possibile: a partire dalla promozione della professione ostetrica che è formata proprio per la presa in carico della salute della donna in tutte le fasi del suo ciclo biologico sessuale e riproduttivo”.

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Bimba nasce da mamma positiva, ‘non l’ho ancora abbracciata’

“Mi sono ammalata di Covid quando ero alla 34esima settimana di gravidanza”. Comincia così il racconto su Facebook di Monia, una neomamma di Turi, nel Barese, che ha lottato in piena gravidanza con il virus, dando alla luce prematuramente la sua bambina e finendo in Rianimazione.

Oggi Monia è a casa, ma “questo virus bastardo non ha ancora finito di presentarmi il suo conto: sono finalmente tra le braccia di mio marito, sto bene, posso parlare, ridere e respirare contemporaneamente, ma non possiamo ancora stringere a noi la nostra piccolina, perché siamo ancora positivi”.
“È un virus bastardo – scrive – che ti manda il conto dei suoi sintomi ogni giorno: un attimo prima riesci a respirare e pensi di essere una delle tante asintomatiche, un attimo dopo cominci a sentire una leggera difficoltà mentre parli, finché non mi sono ritrovata nella zona rossa di ginecologia del Policlinico con due tubicini di ossigeno nel naso, per aiutarmi a respirare, per non far soffrire la mia piccolina”.

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Marzo mese dell’endometriosi, colpite 3 milioni di italiane


E’ un dato sottolineato dagli esperti della Fondazione Italiana Endometriosi. Si tratta di una malattia ginecologica benigna, causata dall’impianto di cellule endometriali normalmente presenti nella cavità uterina, al di fuori di questa. L’anomalia può generare, a livello pelvico, uno stato infiammatorio cronico ma anche essere causa di difficoltà nel concepimento

L’endometriosi, come spiega il portale del gruppo ospedaliero “Humanitas”, è una malattia ginecologica benigna, causata dall’impianto di cellule endometriali normalmente presenti nella cavità uterina, al di fuori di questa. Questa anomalia può generare, a livello pelvico, uno stato infiammatorio cronico sia a carico dell’apparato genitale sia di organi come vescica ed intestino, manifestandosi con dolori di variabile intensità, solitamente presenti durante la fase mestruale in certi casi anche con una difficoltà al concepimento. In Italia, ad oggi, sono 3 milioni le donne affette da endometriosi, circa 200 milioni nei Paesi occidentali. A sottolinearlo la Fondazione Italiana Endometriosi, che il 20 marzo prossimo organizzerà la propria convention in occasione del mese dell’endometriosi, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla patologia e diffonderne maggiormente la conoscenza.

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