Fecondazione assistita, da Chianciano nuove tecniche anti-age focalizzate sull’apparato riproduttivo

«L’aumento dell’età media delle donne alla ricerca del primo figlio – afferma Alfonso Maria Irollo, responsabile medico del Centro Pma Chianciano Salute – ha richiesto lo studio di una nuova terapia basata sulla rigenerazione e rivitalizzazione dell’apparato riproduttivo femminile offrendo un supporto o un’alternativa alle procedura di eterologa femminile.

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Endometriosi e maternità, con la pma si può diventare mamme

L’endometriosi è una patologia diffusa che colpisce le donne in età fertile e che si caratterizza per la presenza di tessuto endometriale all’esterno della cavità uterina. Non è ancora nota la causa, ma quel che è certo è che ogni mese, con l’arrivo del ciclo, la donna che ne è affetta può accusare forti dolori e vedere pregiudicate la sue normali attività. Non solo: l’endometriosi, soprattutto nei casi più severi, può generare diversi ostacoli nel percorso di concepimento ed essere causa d’infertilità. A spiegare all’agenzia di stampa Dire il corretto percorso da compiere se si desidera un bambino è Pasquale Totaro, direttore del Centro di procreazione medica assistita dell’ospedale Santa Maria (Gruppo Gvm Care & Research) di Bari.

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Campagna Nastro Rosa: ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno

#jointhefight con la Lilt per salvare la vita


Non fa più paura come una volta. Perché anche se in Italia quello al seno è il primo tumore nelle donne di tutte le fasce di età, oggi viene sconfitto da nove donne su dieci. La prevenzione funziona. Ma non bisogna abbassare la guardia. Per questo, per il 27esimo anno la Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, organizza la Campagna Nastro Rosa. Ovvero una serie di eventi e di iniziative per informare le donne sull’importanza dei controlli preventivi e visitarle gratuitamente.

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Nel midollo osseo potrebbe nascondersi il segreto della fertilità

E’ quello che sostengono i ricercatori dell’Università di Yale, dopo uno studio che ha scoperto che quando un uovo viene fecondato, le cellule staminali abbandonano il tessuto e sono coinvolte nel processo di impianto.

Il midollo osseo di una donna può dare indizi sulla fertilità e sulla capacità di procreare, almeno stando ad uno studio dei ricercatori dell’Università di Yale, pubblicato sulla rivista Plos Biology. In base a quanto scoperto dagli esperti dell’ateneo americano quando un uovo viene fecondato, le cellule staminali abbandonano il midollo osseo e si muovono sfruttando il flusso sanguigno verso l’utero, dove sono coinvolte nella trasformazione del rivestimento uterino per l’impianto. Se tale trasformazione non avviene, l’embrione non può impiantarsi e la gravidanza non può avere inizio.

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Francesca Barra: «Il figlio perso con Claudio, lutto che pochi capiscono»

La scrittrice e l’aborto: agli altri bimbi ho detto che è diventato una stella. «Ci fosse solo una possibilità su un milione, noi non perdiamo la speranza, ci riproveremo».

Venerdì scorso ha sfilato sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia accanto al marito Claudio Santamaria con un abito lungo che mostrava forme più morbide e quella che adesso chiama «la mia pancia vuota». Non era scontato che lo accompagnasse sotto i riflettori. E infatti c’è stato un momento, catturato dai fotografi, in cui lui le ha sussurrato all’orecchio qualcosa. «Mi ha detto: “Grazie amore mio”», racconta nel loft della loro nuova casa milanese sui Navigli. Jeans, maglietta grigia, piedi nudi, le mani una aggrappata all’altra, un meraviglioso zaffiro verde all’anulare sinistro con la fede nuziale.

Francesca Barra, lei ha parlato della sua pancia anche in un post su Instagram, alla vigilia della trasferta veneziana: «Una pancia vuota non è solo una pancia vuota. Ma è la tua pancia senza di lui». Il vostro bambino perso a maggio.
«Due settimane prima di Venezia mi ero svegliata nel cuore della notte e avevo detto a Claudio: “Non so se riesco a venire con te, non sono in forma, né fisica, né emotiva. Questo lutto è ancora troppo vivo dentro”. Lui mi ha abbracciata e mi ha risposto: “Senza di te non ce la posso fare. Sarà una cosa diversa, ma l’affronteremo insieme”. Il giorno dopo ho cominciato ad allenarmi nella palestra dell’ex tennista Sara Ventura, una donna che sa cosa vuol dire ripartire dopo un fallimento».

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Mamme dopo il cancro grazie a centri oncofertilità

Diventare mamma dopo aver sconfitto un tumore è possibile grazie ai centri oncofertilità: ecco come funzionano e i percorsi clinici di riferimento nella regione Lazio.

Diventare mamma dopo aver sconfitto un tumore e’ possibile. Ma per poter veder esaudito questo desiderio di maternita’ e’ necessario preservare la fertilita’ delle pazienti prima di sottoporsi a trattamenti di radioterapia o chemioterapia, pratiche potenzialmente molto tossiche per l’ovaio,tanto da poter rendere infertile la donna.

Per questo percorsi clinici come il congelamento del tessuto ovarico o degli ovociti, che si svolgono nei centri di oncofertilità e’ essenziale per procedere, dopo la guarigione, ad un ‘normale’ un ciclo di fecondazione in vitro.

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Per un battito d’ali: i genitori dei “bimbi mai nati”

Ad Asti nasce un’associazione di genitori per sostenere chi vive nel dolore di un lutto perinatale o di un aborto

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Concepire in provetta, viaggio nei numeri della Pma

‘La procreazione medicalmente assistita ha un ruolo fondamentale nella capacita’ riproduttiva del popolo italiano: 2 bambini su 10 vengono dalla Pma. Oggi in Italia si fanno 75.000 Pma l’anno, di cui 35.000 sono eterologhe. La popolazione fertile ricorre almeno nel 12-14% dei casi alla procreazione assistita’. A parlare, intervistato dall’agenzia Dire, e’ Luca Mencaglia, presidente Fondazione PMA e direttore della Rete regionale sulla prevenzione e cura dell’infertilita’ della Regione Toscana.
‘La procreazione medicalmente assistita e’ cambiata- continua il professore- perche’ i risultati sono cambiati. Fino a 10 anni fa avevamo il 10-15% delle gravidanze in tutti i soggetti che si avvicinano alla Pma, oggi viaggiamo su stime del 40%’. Per quanto riguarda l’eterologa, ‘e’ possibile in Italia solo da 4 anni, prima era vietata dalla Legge 40. Erano 35.000 le coppie che si cimentavano nel viaggio della speranza verso la Spagna, la Grecia e i paesi dell’Est. Numeri che si sono ridotti in parte perche’ si puo’ fare l’eterologa in Italia, ma sono ancora 10.000 le coppie costrette ad andare all’estero’. Resta infatti un vulnus nel nostro Paese: ‘Non e’ possibile fare una donazione in Italia, dobbiamo ricorrere alle banche straniere. Non e’ piu’ la coppia che deve andare all’estero, ma sono i gameti che vengono importati dall’estero per arrivare nel nostro paese’.

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La storia di due gemelli nati a 11 settimane di distanza

Il caso rarissimo di due neonati che si sono sviluppati in uteri separati.

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