Maternità surrogata, associazioni presentano proposta legge

10 mila donne potenzialmente interessate. Cgil, nessun appoggio a legge

No allo sfruttamento e alla commercializzazione, sì alla sicurezza: questi i punti di una proposta di legge sulla Gestazione per Altri solidale (GPA), presentata oggi dalle associazioni Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Certi Diritti e Famiglie Arcobaleno. Il testo è stato illustrato a un convegno presso la sede nazionale della Cgil nazionale.
    Dopo un lungo lavoro con giuristi, medici, esperti, il testo che disciplina il percorso di Gestazione per Altri solidale (GPA) è costituito da 8 articoli. Con l’obiettivo di superare i limiti imposti dalla Legge 40, chiede al Parlamento di normare le modalità di accesso alla fecondazione medicalmente assistita anche per chi non può sostenere una gestazione. 

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Fecondazione eterologa: sì alle donazioni di gameti, ma con limitazioni

Stabiliti precisi limiti di età dei donatori per evitare patologie del bambino e soglie dei prelievi per ovociti e gameti

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Tumore al seno, nuova cura aumenta del 70% la sopravvivenza per le giovani donne

Una nuova terapia contro il tumore al seno aumenta del 70% il tasso di sopravvivenza delle giovani donne

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In Italia il 15% delle coppie soffre di infertilità, ma il crollo è mondiale

S.o.s. in Giappone, Germania, Usa, Cina, Russia. Cala la fertilità anche in Africa.

È boom di infertilità nel mondo intero. Negli ultimi anni, infatti, “il tasso di fertilità è calato ovunque, anche in Africa, dove – nonostante rimanga il più alto – è crollato dal 5,1 (2000-2005) al 4,7 (2010-2015)”. Il problema è che “sempre più Paesi hanno tassi di fertilità inferiori a quelli necessari per garantire il rimpiazzo delle generazioni passate”, e in questi gruppi rientrano “Cina, Usa, Brasile, Russia, Giappone, Vietnam, Germania, Iran e Regno Unito”. Così Eleonora Porcu, docente di Ginecologia e Ostetricia all’Università di Bologna (Unibo) e responsabile della struttura dipartimentale di Infertilità e Pma dell’Ospedale Sant’Orsola, al 75esimo congresso italiano di pediatria. In Italia “il 15% delle coppie ha problemi di infertilità e siamo all’ottavo posto per il numero di trattamenti da Pma”. Al 2016 i dati parlano di 473mila nascite complessive, di cui sole 13mila con fecondazione assistita.

“Il registro dell’Istituto superiore di sanità, reso obbligatorio dalla legge 40/2014, riporta che sono stati dati alla luce circa 100mila bambini con Pma”, continua Porcu. Numeri alla mano, perciò, la procreazione medicalmente assistita “non è certamente la risposta alla denatalità italiana, che è la maggiore in Europa. Di fatto – spiega la dottoressa all’agenzia Dire- non possiamo sperare che i bambini da fecondazione assistita contribuiscano, in modo sostanziale, alla riduzione della denatalità”. Dal 1978 nel mondo sono nati più di 8 milioni di bambini con fecondazione assistita. Al primo posto il Giappone, con circa il 5% dei bambini nati da Pma nel 2015, l’Australia con un 3,7% nel 2011, l’1,7% negli Usa e tra il 2 e il 6% sono i tassi inerenti alle nascite europee.

I dati sulla pma

In Europa, a livello generico, quindi, “si attuano molti più cicli di fecondazione assistita che in altri Paesi. Questo è probabilmente un costume, anche sociale, ed è legato al fatto che c’è una tendenza maggiore ad avere gravidanze in età più avanzata, e una speranza – devo dire mal riposta – che la fecondazione assistita possa dare una risposta ai problemi riproduttivi legati all’invecchiamento”. La dottoressa spiega, infatti, che “l’aumento dell’età materna è una problematica tanto sociale quanto mediatica” ed è riconducibile a diverse ragioni: “l’aumento degli anni scolari, il lavoro e la carriera, la diffusione di strategie contraccettive, lo scarso supporto dello Stato alla genitorialità e la diffusione del preconcetto che la Pma possa vincere l’avanzare dell’età materna”

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Per un bimbo nato senza respiro


Le mani di Stella e del suo compagno intrecciate sotto a un cuore: il loro figlio perduto

“A un anno dalla morte di mio figlio in grembo trovo la forza di condividere la mia esperienza, non tanto per descrivere il dolore lacerante che ne deriva (sarebbe impossibile), ma per sensibilizzare la comunità medica su questo ‘silenzioso’ lutto”.

“E’ accaduto intorno al sesto mese di gravidanza. Ricordo la corsa con mio marito in ospedale, l’induzione del parto e la nascita di nostro figlio in una stanza tristemente silenziosa e buia. Un silenzio indimenticabile. C’erano due ostetriche e un paio di ginecologi e nessuno ci ha chiesto se volevamo abbracciare nostro figlio, accarezzarlo, seppellirlo. Nessuno ci ha trattati come genitori. Per tutti nostro figlio non è mai esistito, ma per noi sì”.

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Adenomiosi: quando l’endometriosi attacca i muscoli

È una malattia dell’utero difficile da diagnosticare, ma le terapie più recenti consentono di preservare la fertilità.

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Vite in attesa

La sorpresa della nascita attraverso i volti e le parole di madri, padri, parenti, medici, infermieri, ostetriche; 40 foto e altrettanti brevi racconti di tutti coloro che aspettano, fremono e si preparano ad accogliere una nuova vita.

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Ovodonazione: che fatica in Italia!

La domanda è in crescita, ma l’offerta nel nostro Paese è ancora ridotta. Vediamo perché e quali sono le possibili soluzioni.

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La bambina nata dopo la morte del padre con fecondazione assistita ha diritto al cognome paterno

A stabilirlo la Cassazione che si è espressa sul caso di una donna che con il consenso del marito defunto aveva dato alla luce una bambina e aveva chiesto al comune di riconoscerla come figlia legittima.

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Parto record nonostante una cisti di 18 centimetri: salvate mamma e neonata al Sant’Anna

Una staffetta medica con specialisti di due ospedali: Sant’Anna e Molinette. Obiettivo: salvare una giovane mamma e la neonata. Una storia a lieto fine, nonostante la paziente in gravidanza avesse una cisti di ben 18 centimetri nella milza: un’ipoteca rara ma concreta, con rischio di elevata mortalità di madre e figlia in caso di rottura della cisti medesima.

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