Istat: record negativo di nascite. Immigrati in calo e italiani in fuga

Ulteriore record negativo di nascite, immigrazione in netto calo e aumento degli italiani che fuggono all’estero. È impietoso il bilancio demografico tracciato dal bollettino dell’Istat. Il record negativo di nascite dall’Unità d’Italia registrato nel 2018 è di nuovo superato dai dati del 2019: gli iscritti in anagrafe per nascita sono appena 420.170, con una diminuzione di oltre 19 mila unità rispetto all’anno precedente (-4,5%). Il calo si registra in tutte le ripartizioni, ma è più accentuato al centro (-6,5%). La bilancia demografica è aggravata da altri due dati segnalati dall’istituto di statistica: il numero degli stranieri in arrivo in Italia è in netto calo (-8,6%) mentre aumenta quello degli italiani che vanno a vivere all’estero (+8,6) . Per effetto di questi flussi, il saldo migratorio in Italia è di appena 152.000 persone.

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Cosa significa nascere durante l’emergenza Coronavirus

Nascere al tempo del coronavirus è un’impresa speciale. Tra corsi pre-parto da remoto, tamponi a scadenze fisse e visite vietate a parenti e amici, è andata per aria tutta una tradizione di riti di accompagnamento della mamma e di accoglienza del neonato.
«Quando è iniziata l’epidemia, abbiamo saputo che ai padri non era più permesso entrare in ospedale, e l’idea di non poter essere lì con Samanta mi metteva molto in ansia», racconta Lorenzo, che in pieno lockdown è diventato papà di Alice ed Emma. «Poi ci hanno parlato dell’ospedale di Bagno a Ripoli, abbiamo preso contatto con loro e ci siamo rassicurati». Durante il lockdown, la procedura standard teneva i padri del tutto fuori dall’ospedale: al momento del parto accompagnavano la compagna in accettazione e dopo quattro o cinque giorni andavano a riprendere lei e il neonato. Regole così strette da provocare un aumento delle richieste di partorire a domicilio.

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Fertility gap, perché in Italia il divario è peggiore di molti altri Paesi

Il divario di fertilità (fertility gap) è la differenza tra il numero di bambini che le donne vorrebbero avere (intenzioni di fertilità) e il tasso (finale) di fertilità Uno studio delle demografe Eva Beaujouan e Caroline Berghammer ha confrontato la differenza fra i figli desiderati (le intenzioni di fertilità) e quelli effettivamente avuti in venti nazioni diverse, fra cui diverse europee e gli Stati Uniti, trovando che le italiane sono fra coloro che vivono una distanza maggiore fra teoria e pratica: in effetti soltanto in Grecia e Spagna il problema è risultato più grave.
[…] Secondo le migliori stime disponibili in Italia la caduta della popolazione sarà maggiore che in tanti altri Paesi, e questo si deve a una combinazione di fattori.

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Napoli, prima gravidanza con la fecondazione assistita all’ospedale San Paolo

«Da circa 20 giorni con i dovuti protocolli di sicurezza, abbiamo ripreso questa attività ambulatoriale e assistenziale, preparando 8 pazienti al trattamento Fivet per la fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione- continua Terracciano- oggi abbiamo riscontrato la prima gravidanza da quando il centro è stato attivato». Il risultato non è secondario a un altro aspetto che, se possibile, è ancora più significativo dal punto di vista sociale ed economico per le coppie che si rivolgono all’ospedale San Paolo. «La donna di cui parliamo, come tutte le altre seppure con procedure e terapie diverse, ha semplicemente effettuato una prenotazione tramite il Cup e successivamente alle visite ambulatoriali e all’effettuazione degli esami diagnostici è stata sottoposta al pick up ovocitario sotto sedazione- spiega il primario – in un secondo momento, sempre in regime di chirurgia ambulatoriale, è stato effettuato il trasferimento di una blastocisti in utero». Dunque, dopo il primo accesso ambulatoriale durante il quale viene valutata la situazione di partenza della coppia per scegliere le procedure più adatte ai singoli casi, il San Paolo garantisce una molteplicità di cure di I e II livello che vanno dal semplice monitoraggio dell’ovulazione alle tecniche di inseminazione intrauterina e alla fecondazione in vitro compresa l’iniezione intra-citoplasmatica dello spermatozo (Icsi) senza escludere procedure più complesse come il prelievo di gameti maschili dai testicoli e la crioconservazione di gameti femminili o embrioni.

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Fecondazione assistita, Filomena Gallo: «Diventare genitori non è ancora un diritto di tutti»

Nicolò, Francesco, Martina, Vittoria. Sono solo alcuni dei bimbi nati dalle numerose coppie che hanno dovuto rivolgersi ai Tribunali per poter vedere realizzare il sogno di diventare genitori. Mamme e papà che non sarebbero mai diventati tali, se non avessero avuto la determinazione di portare avanti nella aule di giustizia la richiesta di veder riconosciuto uno dei loro diritti fondamentali: quello alla salute riproduttiva.
Nei giorni scorsi, il 12 e 13 giugno, abbiamo ricordato il quindicesimo anniversario del referendum che si proponeva di cancellare le norme sulla cosiddetta procreazione medicalmente assistita – la famosa Legge 40. Circa l’80 per cento dei votanti affermò la contrarietà alla legge, ma una massiccia campagna di boicottaggio fece sì che solo un quarto degli aventi diritto andasse a votare. Il quorum non venne raggiunto e i divieti rimasero in piedi. Divieti odiosi, contro il diritto alla salute, che avrebbero impedito la creazione di tantissime famiglie e la nascita di altrettanti bambini.

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Le paure di una madre sono vere

Scrivere è dialogare con se stessi, immergersi in uno stato mentale che ti consente di portare a termine una sequenza di pensieri e sensazioni. Nemico giurato di questo processo è l’intrusione. E i figli, malgrado tutta la loro bellezza, sfrenatezza e misteriosa genialità, restano, come le meteoriti, un’intrusione.
Quando una donna diventa madre, si innesca dentro di lei una serie di cambiamenti; il più destabilizzante di tutti è quello che, come per incantesimo, le fa perdere l’autonomia mentale.
Nel suo saggio «Puoi dire addio al sonno: cosa significa diventare madre», Rachel Cusk sostiene che la madre si divide in due nel momento in cui vede un altro essere umano emergere dal suo corpo. Da quell’istante in poi, la madre non è più sola e non riesce più a ritrovare la quiete interiore. Scrive Rachel Cusk: «Il parto non è semplicemente ciò che separa la donna da se stessa, ma arriva a modificare profondamente il senso della sua esistenza. Un altro essere umano è vissuto dentro di lei e dopo la nascita questo essere vive nella giurisdizione della sua consapevolezza. Quando è con il figlio, la donna non è più se stessa; quando è senza il figlio, non è più se stessa».

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Maternità: oggi è un obiettivo possibile anche per le donne affette da patologie autoimmuni

La relazione fra medico e paziente è fondamentale per diventare madri se si soffre di una malattia autoimmune, anche e soprattutto perché occorre superare timori che persistono nonostante tutte le rassicurazioni della scienza. «Una patologia reumatologica può avere un impatto psicologico enorme: spesso ha ripercussioni sulla vita di coppia, a volte si arriva addirittura a rinunciare alla sessualità», ha sottolineato Antonella Celano, presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMARR). «Per pudore e paura di essere giudicate se ne parla poco perfino con il partner, figurarsi con il reumatologo. Invece discuterne è importante, per ridurre al minimo l’impatto delle cure sulla fertilità e per la gestione della terapia in caso di gravidanza: ecco perché sul sito del progetto #anchiomamma abbiamo raccolto una serie di domande da porre al reumatologo, al dermatologo, al ginecologo per “rompere il ghiaccio”, sviscerare le perplessità e anticipare le criticità. Le donne si chiedono spesso se potrebbero accedere alla procreazione medicalmente assistita, e cosa dovrebbero fare in caso di dolore nei rapporti sessuali, oppure se la malattia influirà sulla gravidanza e viceversa: dare loro le risposte è essenziale perché possano avere una migliore qualità di vita».

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Fertilità: sono gli ovuli a scegliere gli spermatozoi da cui farsi fecondare

La scelta del partner, soprattutto quando si vuole metter su famiglia, è importante. Ma non sono solamente le nostre preferenze a contare. Se si parla di riproduzione, anche i gusti dei gameti, e in particolare degli ovuli delle donne, hanno il loro peso. Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Stoccolma in collaborazione con la Manchester University, gli ovuli cercano di scegliere gli spermatozoi da cui saranno fecondati. E lo fanno inviando segnali chimici in grado di catturare facilmente l’attenzione di alcuni, e meno quella di altri. Incuranti che la scelta ricada, o meno, su quelli del partner della donna in questione. La ricerca, appena pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, fornisce quindi nuove informazioni che potrebbero essere utili per i trattamenti di fecondazione assistita.

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Ti racconterò di questo tempo

[…]Ancora non ci sei, non so quando arriverai, ma una cosa posso anticipartela: in questi giorni concitati mi sono presa cura di me, della mia salute mentale e del mio corpo, della salute delle persone intorno a me, di quelle che non conosco, perché un giorno sarò la tua casa e, mia dolce, piccola imprevedibilità, non permetterò a niente e nessuno di impedirti, in futuro, di venire al mondo. Sto facendo di tutto, tutto un giorno farò per vedere i tuoi occhi.

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Napoli, scopre di avere un tumore durante la gravidanza: medici la salvano

Una donna di 34 anni, Patrizia, ha scoperto di avere un tumore al seno mentre aspettava un bambino. Era al quinto mese di gravidanza. Dal momento della diagnosi, la gestante è stata seguita dalla Brest Unit dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, dall’equipe di Ferdinando Riccardi, direttore di Oncologia e da Claudio Santangelo, direttore di Ostetricia e Ginecologia. “Abbiamo fatto la pianificazione delle cure con Santangelo – afferma Riccardi – e concordato i tempi con Patrizia. A quel punto abbiamo iniziato le terapie. Prima del parto aveva portato a termine 4 cicli di chemio”. A quattro mesi dalla diagnosi, è nato il piccolo Federico e i medici hanno potuto operare Patrizia. Ora stanno bene entrambi.

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