L’urgenza di non lasciare sole le coppie nel desiderio di genitorialità. Intervista alla fondatrice della onlus “Strada per un sogno”

“Le emozioni sono tutte molto amplificate: paura, rabbia, senso di colpa, invidia, competizione, disperazione, smarrimento, solitudine, pietà”, spiega a Interris.it l’avvocato Matilde Percolla. L’esigenza di recuperare la serenità interiore

Il desiderio di maternità e paternità non può talvolta prescindere dall’esigenza di un supporto. Soprattutto in un percorso verso la genitorialità lastricato di difficoltà. “Le emozioni sono tutte molto amplificate- spiega a Interris.it l’avvocato Matilde Percolla, fondatrice della onlus “Strada per sogno“-.  Paura, rabbia, senso di colpa, invidia. Competizione, disperazione, smarrimento, solitudine, pietà. Nella maggior parte dei casi, però, finito il percorso verso la maternità, facilmente si recupera una serenità interiore capace di cancellare tutto il vissuto”.

La strada verso la maternità

Aggiunge l’avvocato Percolla: “A volte lo stato psico-fisico alterato, porta alcune coppie, a rinunciare al progetto di diventare genitori. Ecco perché ‘Strada per un sogno onlus’ ritiene importante dedicare gran parte della propria attività al supporto psico-fisico delle coppie. Proprio al fine di evitare che lo stress vissuto durante il loro cammino possa diventare un problema più serio”.

Continua a leggere l’articolo L’urgenza di non lasciare sole le coppie nel desiderio di genitorialità. Intervista alla fondatrice della onlus “Strada per un sogno”

Fertilità e Social freezing: perché sempre più donne vogliono farlo? Risponde la ginecologa

Le risposte ai dubbi più comuni sulla ginecologia, a cura della Dottoressa Raffaela Di Pace, ginecologa, Dottore di ricerca in Fisiopatologia della Menopausa e Consulente sessuologo

Il Social Freezing può essere una soluzione per tutte quelle donne che non possono avere un figlio o che decidono di averlo più avanti negli anni. Ecco di che cosa si tratta.

Social Freezing, fertilità e giovinezza prolungata: le ragioni sociali

Con il passare degli anni in Europa e soprattutto in Italia il tasso di natalità si è di molto ridotto. Nel 2019 è stato di 1,53 figli per donna. Inoltre si sta alzando rapidamente l’età media in cui le donne europee e soprattutto italiane, hanno il primo figlio: i dati del 2020 ci dicono a 31.4 anni.

Il più alto livello di scolarità, l’immissione in modo più massiccio delle donne nel mondo del lavoro, spesso con ruoli che prevedono una possibilità di carriera e anche i cambiamenti nelle relazioni di coppia, portano  a programmare la gravidanza sempre più tardi.

Ovociti, spermatozoi e il tempo che passa

Se però le migliori condizioni economiche e sociali portano verso una giovinezza prolungata, nulla è possibile fare dal punto di visto della fertilità. Quando il patrimonio ovocitario (cioè i follicoli che restano e che possono permettere di concepire) si riduce in termini quantitativi e peggiora in termini qualitativi, nemmeno le tecniche di procreazione medico assistita (PMA) possono permettere di ottenere una gravidanza. Il tasso di successo infatti dipende comunque dall’età della donna e dal suo patrimonio follicolare.

Se questa valutazione vale per il sesso femminile – in cui sappiamo che la fertilità raggiunge il suo picco massimo tra 20 e 30 anni, è ancora buona tra i 30 e 35, ma si deteriora rapidamente tra i 35 e 40 – riguarda anche l’uomo. In cui, con l’età, anche se in modo più graduale, vi è comunque una ridotta capacità di produzione di spermatozoi in grado di arrivare al concepimento.

La crioconservazione degli ovociti, una soluzione

Proprio per questo è in aumento il numero di bambini che nasce dopo fecondazione eterologa (utilizzando cioè ovociti o spermatozooi da donatore). Ma cosa si può fare per cercare invece di preservare la propria fertilità, cioè la capacita di avere anche in età più avanzata un figlio geneticamente proprio?

Nata come tecnica per preservare la fertilità in quelle persone che per motivi di salute – in primis un cancro e le relative terapie o una chirurgia – avrebbero perso la capacità riproduttiva, la crioconservazione degli ovociti in assenza di indicazioni mediche sta invece diventando una tecnica che sempre più donne richiedono, in quanto consente loro di preservare la possibilità di avere figli propri in un’epoca posticipata allargando la finestra della opportunità di diventare genitori.

Continua a leggere l’articolo Fertilità e Social freezing: perché sempre più donne vogliono farlo? Risponde la ginecologa


Cos’è l’anovulazione, una delle cause più frequenti di infertilità

I principali segni d’allarme e i trattamenti

C’è una falsa credenza secondo cui quando una donna ha il ciclo mestruale, ha sempre la possibilità di rimanere incinta. Tuttavia, a volte, nonostante il sanguinamento mensile, è possibile essere di fronte a un disturbo chiamato anovulazione. Esso si verifica quando le ovaie di una donna non sono in grado di rilasciare ovuli in nessun momento del ciclo mestruale e, quindi, non essendoci ovociti, la fecondazione non può avvenire. Non è raro che ciò accada occasionalmente, con un ciclo anovulatorio un mese, per poi ovulare normalmente il mese successivo. L’anovulazione cronica, invece, rappresenta la causa più frequente di infertilità femminile.

La diagnosi dell’anovulazione può essere complicata. L’origine può essere dovuta a una malattia cronica o a qualcosa di circostanziale come lo stress o il basso peso corporeo. A seconda della causa, quindi, lo specialista farà una diagnosi personalizzata. Ma quali sono i principali sintomi da tenere sotto controllo? Cicli mestruali molto irregolari o assenti, cicli più lunghi di 35 giorni, assenza di cambiamenti nel muco cervicale, eccessivo sanguinamento uterino e infertilità.

L’identificazione di una paziente con anovulazione richiede diversi esami: oltre un esame pelvico e un’anamnesi approfondita, verranno eseguiti dei test di follow-up del ciclo mestruale, tra cui diversi esami del sangue per misurare i livelli di progesterone nei giorni 21 e 23 del ciclo per determinare che le ovaie funzionino correttamente. Se, infatti, i livelli di questo ormone non cambiano, è probabile non ci sia stata ovulazione.

Continua a leggere l’articolo Cos’è l’anovulazione, una delle cause più frequenti di infertilità


La Regina della Malesia si è sottoposta a 16 cicli di PMA per diventare madre

Regina della Malesia, 16 PMA prima di avere il primo figlio. La sovrana racconta apertamente la sua esperienza di fecondazione in vitro

Sulla fecondazione assistita ci sono ancora molti tabù: anche se le cose stanno un po’ cambiando, non è semplice per le coppie e soprattutto per le donne ammettere di aver fatto ricorso a tecniche di laboratorio per avere figli. Proprio per questo la regina della Malesia, Azizah, ha parlato alle sue suddite col cuore in mano. 

Oggi Azizah ha sessantuno anni e ben sei figli, ma non è stato tutto facile per lei. Quando lei e il marito, il re Abdullah, hanno deciso di avere il primo figlio non ci riuscivano a concepirlo. Ci sono voluti ben sedici cicli di fecondazione in vitro per raggiungere l’obiettivo. Solo al diciassettesimo, infatti, i futuri sovrani malesiani hanno finalmente coronato il loro sogno di avere un bambino. 

La regina, salita al trono soltanto nel 2019 insieme al marito dopo che il predecessore aveva abdicato per poter sposare una giovane modella straniera, ha preso sul serio il suo ruolo di sovrana e ha deciso di sfatare un tabù che è ben radicato ovunque, ma forse in Asia ancora di più, dato che nella cultura asiatica non si è soliti parlare dei dettagli della propria vita privata.

Parlare di PMA aiuta le altre donne

L’impegno della regina malesiana, che dopo il primo ha avuto ben cinque altri figli, è iniziato già molti anni fa, quando ancora non era sovrana. Nel 2004 ha fondato la Tunku Azizah Fertility Foundation, che ha come scopo raccogliere fondi proprio per aiutare le coppie con minori possibilità economiche ad affrontare un percorso di fecondazione assistita

È importante iniziare a parlare di procreazione medicalmente assistita come di un processo normale del concepimento: i problemi di fertilità sono sempre più ricorrenti e le coppie che fanno ricorso a tecniche di PMA sempre più numerose. Oltre ai forum e ai gruppi sui social, nascono profili da seguire di coppie e donne che si sottopongono a percorsi lunghi e sfiancanti, che hanno lo scopo non soltanto di informare ma anche di sostenere, condividere, normalizzare. È il caso per esempio di Marie Hazet, che dalla Francia ha fondato Sur le FIV, un account, ma anche un podcast, dedicato al suo percorso di Fivet.

Leggi l’articolo La Regina della Malesia si è sottoposta a 16 cicli di PMA per diventare madre

In Europa sempre meno figli e il tasso di fertilità scende all’1,5. Italia terz’ultima con 1,24 nati per donna e il 23,4% delle neo mamme è nato fuori dal nostro Paese

I dati sono di Eurostat e certificano un totale di 4,07 milioni di nuovi nati nel 2020 confermando una tendenza decrescente osservata dal 2008. Nel 2020 lo Stato membro dell’UE con il tasso di fertilità totale più elevato è stato la Francia (1,83 nati vivi per donna), seguita dalla Romania (1,80), dalla Cechia (1,71) e dalla Danimarca (1,68). Al contrario, i tassi di fertilità più bassi sono stati osservati a Malta (1,13 nascite per donna), in Spagna (1,19) e in Italia (1,24).

Nel 2020 nella UE sono nati 4,07 milioni di bambini, confermando una tendenza al ribasso iniziata nel 2008 quando nacquero 4,68 milioni di bambini. In Italia nel 2020 i nuovi nati sono stati 404.892.

Il tasso di fertilità totale si è attestato a 1,50 nati vivi per donna, in lieve diminuzione rispetto al recente picco del 2016 (1,57), ma in aumento rispetto al 2001 (1,43).

Il tasso di fertilità totale più alto dall’inizio delle serie temporali comparabili è stato 1,57 nel 2008, 2010 e 2016.  Negli anni tra, ha oscillato tra 1,51 e 1,57.

Tasso di fertilità più alto in Francia. Italia terz’ultima. Nel 2020 lo Stato membro dell’UE con il tasso di fertilità totale più elevato è stato la Francia (1,83 nati vivi per donna), seguita dalla Romania (1,80), dalla Cechia (1,71) e dalla Danimarca (1,68).  

Al contrario, i tassi di fertilità più bassi sono stati osservati a Malta (1,13 nascite per donna), in Spagna (1,19) e in Italia (1,24).

L’età media delle madri alla nascita del primo figlio: in Italia l’età più alta. Le donne europee hanno un’età media alla nascita del primo figlio di 29,5 anni. L’età media più bassa alla nascita del primo figlio si registra in Bulgaria (26,4 anni) e Romania (27,1 anni) mentre i valori più elevati si osservano in Italia (31,4 anni) e in Spagna (31,2 anni). 

Aumento della percentuale di nascite da parte di madri nate all’estero. La percentuale di bambini nati da madri residenti in un determinato Paese della UE ma nate all’estero — sia da altri Stati membri che da paesi terzi — è in crescita dal 2013 (da quando sono disponibili dati comparabili) e nel 2020 la quota era del 21 %.  

La percentuale di figli nati da madri nate all’estero differisce notevolmente da uno Stato membro all’altro: nel 2020 il 64 % dei bambini nati in Lussemburgo apparteneva a madri nate all’estero, mentre a Cipro la quota era del 39 %. In Austria, Malta e Belgio la quota era di circa un terzo.  

All’altra estremità della scala, nove paesi avevano meno del 10% dei bambini nati da madri straniere, con le quote più basse registrate in Bulgaria, Slovacchia (entrambi 2%) e Lituania (3%). 

In Italia la quota nel 2020 si attesta al 23,4% per un totale di 96.019 nati da madri nate fuori dall’Italia.

Leggi l’articolo “In Europa sempre meno figli”


Infertilità maschile non più irreversibile in casi selezionati

Ashok Agarwal, uno dei maggiori esperti del mondo, ne ha parlato a studenti e specialisti dell’Università di Catania

L’infertilità maschile non è più irreversibile. Non solo, c’è la possibilità di una sempre maggiore personalizzazione del percorso diagnostico e con il trattamento ormonale, ad esempio, si può già selezionare un buon numero di pazienti che rispondono alle cure. Lo ha riferito uno dei maggiori esperti mondiali di infertilità maschile, Ashok Agarwal, ospite dell’Università di Catania dove ha tenuto, nell’aula magna della Torre Biologica un seminario su questo argomento. Agarwal è direttore dell’American Center for Reproductive Medicine alla Cleveland Clinic degli Usa ed è considerato l’autore più citato al mondo nel campo dell’andrologia medica in tema di infertilità maschile (oltre 840 articoli di ricerca e recensioni su riviste scientifiche indicizzate PubMed). Agarwal è anche direttore del corso di tirocinio in Medicina della riproduzione che negli ultimi 13 anni ha visto oltre 320 studenti di medicina, provenienti da tutti gli Stati Uniti e dall’estero, laurearsi in questo programma annuale.

Altrettanto fondamentale l’opzione di recupero di spermatozoi dal testicolo nei casi di azoospermia non medicalmente reversibile, nelle mani dell’urologo, risorsa imprescindibile nel contesto dei centri della riproduzione assistita. Nel corso del seminario Agarwal ha approfondito due aspetti molti rilevanti sul piano clinico: quello di disporre di marcatori in grado di valutare le reali concentrazioni di testosterone presenti all’interno del testicolo (testosterone intratesticolare) che spesso non riflettono quelle presenti nella circolazione e quello di definire al meglio le conseguenze che sulla funzione testicolare vengono ad avere le ormai dilaganti patologie a impatto metabolico (come ad esempio l’obesità). L’ evento è stato organizzato dai docenti dell’ateneo catanese Aldo Calogero, Sandro La Vignera, Rosita Condorelli e Giorgio Russo.

Leggi l’articolo Infertilità maschile non più irreversibile in casi selezionati

La psicoterapeuta: “Lo stress condiziona la fertilità”

La ricerca spasmodica della perfezione genera il rischio che la coppia vada incontro a un grande disagio psicologico

Resilienza, positive thinking, ottimismo, efficienza e perfezione costanti: per avere successo nella vita, la società ci invita a un approccio positivo e a una immagine di sé sempre perfetta e infallibile. Ma costringersi a pensare sempre positivo è una cosa sana o genera stress? Ne parla la dottoressa Francesca Zucchetta, Psicologa-Psicoterapeuta del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, del Gruppo San Donato, esperta in tematiche di infertilità di coppia e Procreazione Medicalmente Assistita. Così in una nota il Centro. “La società attuale è sempre più connotata da un ideale di efficienza e perfezione,- si legge ancora- nella quale si fa strada la convinzione che mostrare sé stessi al massimo della forma e sempre sotto una luce di positività e ottimismo possa giocare a nostro favore. Ma questa spinta alla ricerca spasmodica di perfezione genera, molto spesso, una sensazione di stress, inadeguatezza e fallimento. Diversi studi stanno rilevando un significativo aumento dei disturbi d’ansia e di depressione, proprio a causa del confronto con immagini ‘perfette’ di altre persone, conoscenti e no, in particolare sui social network. Luoghi meravigliosi, divertimento, corpi statuari, pance da gravidanze esposte in corpi perfetti, che generano tensione e frustrazione. Come se si ignorasse il fatto che le immagini sono delle istantanee di un breve frangente di vita o, peggio, sono immagini ritoccate. Come se i limiti fossero delle sconfitte personali e non dei confini che ci caratterizzano, che ci rendono unici e profondamente umani. I limiti infatti sono molto importanti: ci danno la consapevolezza di chi siamo e un po’ più di capacità di capire e accettare che non possiamo avere potere su tutto”.

Continua a leggere l’articolo dell’Agenzia DIRE: La psicoterapeuta: “Lo stress condiziona la fertilità”

La PMA in Italia: trattamenti consentiti e percentuali di successo

Le statistiche relative alla procreazione assistita nel nostro Paese mostrano come gli italiani che decidano di intraprendere il percorso della Pma siano sempre più numerosi. Nel 2018 sono stati 14.139 i bambini nati dalle tecniche di fecondazione assistita contro i 13.973 del 2017, pari al 3,2% del totale dei bambini nati in quell’anno

La Procreazione medicalmente assistita (PMA) è l’insieme delle tecniche utilizzate per aiutare il concepimento in quelle coppie in cui il concepimento spontaneo sia impossibile o estremamente remoto. Le statistiche relative alla procreazione assistita nel nostro Paese mostrano come gli italiani che decidano di intraprendere il percorso della Pma siano sempre più numerosi.

Nel 2018 sono stati 14.139 i bambini nati dalle tecniche di fecondazione assistita contro i 13.973 del 2017, pari al 3,2% del totale dei bambini nati in quell’anno (Secondo l’ultima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita del Ministero della Salute).

In Italia il ricorso alle tecniche di Procreazione assistita è disciplinato appunto dalla legge 40 del 2004, che, nel corso del tempo, ha subito importanti modifiche. È caduto, per esempio, il divieto di accesso alla Pma per le coppie fertili portatrici di malattie genetiche o quello alla fecondazione eterologa (con gameti donati da individui esterni alla coppia): a differenza di altri Paesi europei, però, in Italia la fecondazione eterologa è ancora preclusa per le coppie omosessuali e per le donne single ed è consentita soltanto per le coppie eterosessuali. Nonostante, quindi, rispetto al passato si sia verificata una notevole apertura sull’argomento, nel nostro Paese permangono ancora dei limiti stabiliti dalla legge

Continua a leggere l’articolo La PMA in Italia: trattamenti consentiti e percentuali di successo

OPEN WEEK SALUTE DELLA DONNA

UNA SETTIMANA DI SERVIZI GRATUITI DEDICATI ALLA SALUTE DELLE DONNA

20-26 aprile 2022

In occasione della 7a Giornata nazionale della salute della donna (22 aprile) Onda dedicherà la settimana dal 20 al 26 aprile alle donne con l’obiettivo di promuovere l’informazione, la prevenzione e la cura al femminile.

Attraverso gli ospedali con i Bollini Rosa che aderiranno all’iniziativa, saranno offerti gratuitamente servizi clinicidiagnostici e informativi (in presenza e a distanza) nelle aree specialistiche di cardiologiadermatologiadiabetologiadietologia e nutrizioneendocrinologia e malattie del metabolismogeriatriaginecologia e ostetriciamedicina della riproduzioneneonatologia e patologia neonatale, neurologia, oncologia ginecologica, oncologia medica, pediatria, psichiatria, reumatologia, senologia, urologia, violenza sulla donna.

Un appuntamento per sottolineare l’importanza della prevenzione primaria, della diagnosi precoce, dell’aderenza terapeutica e facilitare l’accessibilità ai servizi, ancor più a fronte del protrarsi dell’emergenza sanitaria da pandemia Covid-19.

Continua a leggere OPEN WEEK SALUTE DELLA DONNA

LaSabri è incinta, aspetta un figlio dal fidanzato Alessio: “Il mio regalo di Natale in ritardo”

La Youtuber amata da grandi e piccini, LaSabri, ha annunciato di essere finalmente incinta: lei ed il suo compagno, Alessio Bourcet alias Pika, diventeranno presto genitori.

Sabrina Cereseto, in arte LaSabri, è incinta. La YouTuber amata da grandi e piccini ha dato l’annuncio attraverso i suoi profili social, prima su Instagram con un post, poi su Youtube con un video. La blogger sognava da tempo di diventare mamma ma il suo desiderio non si esaudiva: “Abbiamo avuto problemi, soffrivamo molto io e Alessio”. Poi con la speranza e un pizzico di fortuna, ha spiegato, finalmente è arrivato il regalo di Natale che sognavano lei ed il suo compagno, Alessio Bourcet alias Pika Palindromo. L’inizio gravidanza non è filato liscio, le nausee non le hanno reso le giornate semplici ma, vista la gioia, si è detta pronta a sopportare qualsiasi cosa.

L’annuncio di LaSabri

L’annuncio di LaSabri incinta è arrivato attraverso i suoi canali social, tra Instagram e Youtube. “Da quanto ti desideravamo ancora forse non lo sai, ma siamo sicuri che presto te ne accorgerai. Mamma, papà e tutti gli zii d’Italia ti aspettano, l’emozione è indescrivibile! Ah, mamma aggiunge anche che se la notte la fai dormire ti ringrazia tanto. Ti aspettiamo rospett* del nostro cuore. Ottobre non è lontano, Grazie per averci scelti” ha scritto come didascalia al suo post in cui c’è il test di gravidanza vicino ad un quadretto.

Tra le stories e nel video pubblicato su Youtube, Sabrina Cereseto ha raccontato delle difficoltà riscontrate negli ultimi mesi. Il regalo di Natale desiderato è arrivato con un po’ di ritardo e ora la gioia è immensa.

“Finalmente posso dire che ce l’abbiamo fatta, sono incinta dopo infiniti mesi. L’ho sempre chiesto come regalo di Natale, è arrivato poco dopo. I gatti dalla settimana prima che scoprissi di essere incinta mi vivevano addosso, non mi lasciavano vivere, vivevano sulla mia pancia, mi svegliavano. Col senno di poi abbiamo capito perché. Siamo una coppia che ha avuto problemi ad avere figli, tante mamme che ci provano e soffrono come abbiamo sofferto noi. Voglio dire loro che ci vuole del tempo, un pizzico di fortuna, state tranquilli che arriverà.”

Continua a leggere l’articolo LaSabri è incinta, aspetta un figlio dal fidanzato Alessio: “Il mio regalo di Natale in ritardo”