Gravidanza e patologie tiroidee. Le nuove linee guida americane

La gravidanza ha effetti importanti sulla funzionalità tiroidea e non è infrequente scoprire patologie della tiroide proprio in questo periodo della vita della donna. Continua a leggere

Oltre le storie: intervista a Carolina Sellitto

 

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato a Carolina Sellitto, autrice del libro “Sul Nascere” pubblicato dalla casa editrice C1V Edizioni. Continua a leggere

Avere un figlio dopo il cancro

Hai 30 anni. Il lavoro e le ambizioni prendono forma, l’amore è una persona speciale al tuo fianco con cui fai progetti di vita. Ma, all’improvviso, la diagnosi irrompe come uno tsunami: cancro. Ecco quello che accade a 8.000 under 40 italiani a cui ogni anno viene diagnosticato un tumore. Sono circa 30 al giorno.

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Fertilità e PMA: le domande più frequenti delle coppie in cerca di un figlio

I dubbi e le preoccupazioni delle coppie che desiderano un figlio e che si affacciano a un percorso di PMA sono sempre molti, e spesso causano ansia e disorientamento nella coppia. Proprio in questa prima fase, il consulto e il dialogo con lo Specialista sono preziosi e fondamentali per comprendere cosa fare e come scegliere.

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Ti consiglio un libro: Sul Nascere di Carolina Sellitto

Il libro che consigliamo oggi è Sul nascere dell’embriologa e scrittrice Carolina Sellitto per C1v Edizioni. Un monologo teatrale dove scienza e arte si fondono, fino ad arrivare a parlare la stessa lingua.

C’è la scienza, incarnata dal professor Andrea Pozzi, con le sue lezioni di fecondazione assistita agli studenti di medicina. E Poi, c’è la storia emozionante di Luca e Serena, che non riescono a concepire un figlio e decidono di ricorrere alla fecondazione assistita.

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Partorire in sicurezza, un diritto di tutte

STRUTTURE IDONEE A PARTORIRE IN SICUREZZA In Italia, a oltre 6 anni dalla riorganizzazione della rete neonatale, tanti bambini nascono ancora in centri nascita non adeguati, dove avvengono meno di 500 parti all’anno e dove non si è a volte per nulla certi di partorire in sicurezza. La conferma arriva dai nuovi dati del Piano Nazionale Esiti 2016 (PNE), presentato lo scorso 16 dicembre, che evidenzia come siano ancora troppi i punti nascita sotto la soglia dei 500 parti. Continua a leggere

Perché nessuno parla degli aborti spontanei?

Una gravidanza su cinque non viene portata a termine e una donna su quattro ha un aborto spontaneo”, dice la giornalista Janet Murray. “È inquietante il modo in cui la gente si aspetta che le donne debbano affrontare questa esperienza. Il messaggio è chiaro: se il bambino muore, dovete soffrire in silenzio”.

 

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Smartphone e fertilità: il telefonino danneggia gli spermatozoi?

Una credenza sempre più diffusa è che gli smartphone, se tenuti in tasca, possano letteralmente bruciare gli spermatozoi limitando la fertilità maschile.  In realtà le onde radio emesse dai nostri device avrebbero un’intensità del tutto insufficiente per intaccare l’apparato riproduttivo.

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Cancro e fertilità, le novità per le pazienti

“Procreazione medicalmente assistita. La soddisfazione del desiderio di genitorialità, anche per i pazienti oncologici”. E’ il titolo dell’incontro che si è tenuto lo scorso 15 novembre, al Senato. Ecco cosa è emerso Continua a leggere

Oltre le storie: l’intervista ad Antonella Questa

Lo spazio di oggi della rubrica #oltrelestorie è dedicato ad Antonella Questa, attrice dello spettacolo teatrale “Stasera Ovulo” di Carlotta Clerici con regia di Virginia Martini, produzione LaQ-Prod. Premio Calandra 2009 come Migliore Spettacolo e ad Antonella Questa premio Migliore Interprete Calandra 2009.

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Ciao Antonella, “Stasera ovulo” racconta la storia di una donna over35 che non riesce ad avere un figlio e intraprende un percorso di procreazione assistita. Come nasce l’idea di portare in scena un tema così delicato come quello dell’infertilità femminile?

L’idea è venuta a Carlotta Clerici, autrice del testo e anche mia grande amica. Un giorno mi chiese di leggerlo per sapere che ne pensassi e l’impatto emotivo fu tale che decisi di portarlo subito in scena con la complicità della mia regista Virginia Martini. La storia è ispirata all’esperienza reale vissuta da Carlotta, io, benché abbia avuto un percorso diverso, mi sono sentita coinvolta lo stesso avendo vissuto due aborti spontanei. I meccanismi che scattano nell’ambiente intorno alla donna con difficoltà di restare incinta, sono sempre gli stessi: consigli, sguardi giudicanti, cure mediche di ogni tipo… Sembra ognuno voglia spingere al risultato la donna senza considerare il presente emotivo difficile e delicato che vive. E di cui smette di parlare per vergogna e per disagio.

Vestendo i panni della protagonista, interpreti con ironia un percorso in realtà molto difficile e doloroso nella vita di una donna. Qual è il messaggio chiave che lo spettacolo vuole comunicare?

Lo spettacolo contiene a mio avviso un suggerimento umano molto efficace per tutti: sospendere il giudizio! Per tutti intendo sia le persone vicine alla coppia sia la donna  e/o la coppia stessa. Invece di prodigarsi a consigliare, sdrammatizzare, spingere la donna o la coppia a cure mediche pesanti etc… provare a sospendere il giudizio e star accanto alle persone, ascoltare e basta. In fondo non è un dramma non diventare madri o diventarlo altrimenti. E io posso oggi affermarlo davvero con molta serenità, non avendo potuto avere figli.

La protagonista non rimarrà mai incinta ma scoprirà una maternità diversa con l’adozione di un figlio. Si può essere madri in tanti modi, cosa ti senti di consigliare a tutte le donne alla ricerca di un figlio?

E’ esattamente come scrivi: si può esser madri in tanti modi, aggiungerei che ognuna deve sentire dentro di sé come vorrebbe esserlo, se vuole esserlo. E poi il consiglio più ovvio: parlare. Parliamo tra di noi, chiediamo a chi ci sta accanto di non chiederci una performance. Avere un figlio non è una gara alla fine della quale vinci un premio. E’ l’arrivo di un percorso lungo, di un percorso di coppia, che se si è infertili non è una colpa. Spesso tra l’altro sono gli uomini a esserlo e non le donne, ma su di esse cade il peso del giudizio. A volte mi sono sentita dire da alcune donne a fine spettacolo: “mi sento meno sola”, dagli uomini invece: “non credevo fosse così”. Ho pensato quindi a quanto sia difficile comunicare persino a chi ci sta accanto cosa viviamo profondamente in termini di dolore e paura, quando la gravidanza non arriva. Allora insisto nel dire: accettiamoci, parliamone e non sentiamoci in colpa. Non c’è nessuna ragione di esserlo.