Campania, fecondazione assistita: via libera per l’accesso alle tecniche

Da oggi le coppie campane con difficoltà ad avere figli non saranno più costrette ad andare in altre regioni di Italia o all’estero. Grazie al decreto commissariale sulla procreazione medicalmente assistita, illustrato stamattina dal presidente della Regione Vincenzo De Luca, il servizio sanitario pubblico campano darà la possibilità di accedere attraverso un ticket alla fecondazione assistita, con strumenti per la diagnosi preimpianto e la creazione di un programma di crioconservazione dei gameti per pazienti affetti da malattie tumorali o degenerative, ma anche per lavoratori esposti a rischio patologia.

Continua a leggere

Da community a mappa: parolefertili.it diventa un libro

di Cristina Cenci

Allora… grazie! Per questa piattaforma che ricordo bene è calzata a pennello nei momenti in cui il mio dolore invisibile, indicibile e incomprensibile per molti urlava per poter uscire e trovare una forma e un posto. A pennello anche per la disperata ricerca di storie simili alle mie, di condivisione appunto” (Luna).

Luna parla del viaggio alla ricerca di un figlio come di un momento di dolore invisibileindicibile e incomprensibile. Questa triplice articolazione del vissuto emotivo dell’infertilità sintetizza la complessità di questa esperienza per le coppie, soprattutto nella loro relazione con gli altri, con la collettività, con i “molti”.

Nelle interazioni familiari, amicali, professionali, gli “altri” non riescono ad essere empatici, non riescono a offrire sostegno., non trovano le parole giuste, Sono anzi portatori di sguardi intrusivi, sguardi che colpevolizzano, sguardi che richiamano un fallimento. Gli amici sono spesso quelli che ce l’hanno fatta subito, quelli verso i quali si prova invidia.

La community narrativa parolefertili.it ha offerto un luogo in cui ritrovarsi attraverso la condivisione della propria storia con chi sta affrontando lo stesso percorso. Un luogo in cui accogliere tutte le esperienze, quelle di successo e quelle di dolore.

Scrive Sisma: “Non ho mai creduto alla casualità e ho fatto bene. Proprio oggi, il giorno del mio primo aborto, ho trovato il vostro link. Condividere questo dolore con voi è un privilegio, in un momento di vuoto incolmabile e complicato da esprimere alle persone che ho accanto”.

La possibilità di incontrare altre e altri come “me”, di leggere il loro vissuto, le loro difficoltà, facilita un prendersi cura che spesso è impossibile nell’offline. Le storie hanno anche ispirato una trilogia video, realizzata da H-MAPS, che racconta diversi momenti e diversi protagonisti del viaggio alla ricerca di un figlio.

Continua a leggere

Diagnosi preimpianto: le risposte a 10 dubbi

Anche le coppie italiane che ricorrono alla fecondazione assistita hanno la possibilità di effettuare la diagnosi preimpianto. Ma in che cosa consiste esattamente questa pratica e quando va fatta? Ecco le risposte alle dieci domande più comuni, tratte dalla guida “Diagnosi preimpianto, istruzioni per l’uso”.

Continua a leggere

‘Non aspettarti un bimbo ma un alieno’. Così sono stata adottata da mio figlio

È la storia di come sono stata adottata da mio figlio – Tutto parte una tiepida mattina di due anni fa. Tiepida per lui che arrivava dal confine con la Russia. Io lo attendevo a Malpensa, armata di bolle di sapone e aspettative errate –
Questa è una storia vera basata su un racconto di fantascienza. La storia di come sono stata adottata da mio figlio, una tiepida mattina di quasi due anni fa. Tiepida per lui, che arrivava dal confine con la Russia, e quando ho tentato di infilargli il pigiama taglia nove anni, che gli stava sei volte, ha proferito con solennità la sua prima frase in russoliano: “Niet pigiama!”. Sospettavo che il pigiama costituisse un bisogno indotto dal capitalismo.“Stiamo cercando una famiglia che possa accogliere un bambino”, mi aveva spiegato una coppia di amici: “Quattro mesi all’anno”. “Una famiglia?”. “Sì, anche un single”. Una falla nel sistema-Giovanardi. Era appena uscito il mio romanzo, giravo per il Paese, mi sentivo fortunata. Era il momento di essere generosa: “Se non trovate nessun altro posso occuparmene io, però sono da sola…”.
La psicologa aveva riso: “In Russia i padri sono una rarità”. Appuntarselo: ogni volta che si evoca la famiglia tradizionale, un antropologo muore. “E ho un mucchio di libri per bambini”. Altra risata: “Non aspettarti un bambino, aspettati un alieno”. Era tutto quello che avrei avuto bisogno di sapere. Qualche giorno dopo, attendevo a Malpensa l’atterraggio dell’Ufo, armata di bolle di sapone e aspettative errate. Rimettere in circolo la fortuna: era questo che avevo in programma. Ma sarò in grado? Capirò di cosa avrà bisogno l’extraterrestre?

La fecondazione assistita non aumenta i rischi per il neonato

Nascita pretermine dovuta a fattori indipendenti da intervento

La riproduzione medicalmente assistita non aumenta il rischio di parto prematuro e basso peso alla nascita. A tranquillizzare i genitori intenzionati a far ricorso alla Pma, uno studio pubblicato sulla rivista Lancet, condotto su un ampio numero di coppie di fratelli e da cui emergono risultati solo apparentemente in contrasto rispetto a indagini precedenti.

Continua a leggere

La fecondazione assistita è ancora un tabù

Perfino una donna di potere come Michelle Obama ha impiegato 20 anni per parlarne. Perché un corpo ostile alla procreazione è considerato inaccettabile, qualcosa da nascondere e di cui vergognarsi.

Alla vigilia dell’uscita della sua autobiografia, BecomingMichelle Obama racconta in un’intervista di essere ricorsa alla fecondazione assistita per concepire le sue figlie. Sono passati vent’anni da allora. Se, come dice Michelle, “la cosa peggiore che facciamo a noi stesse come donne” è “il fatto di non condividere la verità sui nostri corpi e su come funzionano”, perché è ancora necessaria una così lunga elaborazione di questa verità prima di poterla, appunto, condividere? Evidentemente in una società evoluta e laica come quella americana è tuttora più facile confessare un impianto dentale o una protesi valvolare rispetto all’impianto di un embrione ottenuto in vitro. E da noi in Italia? Quali aspetti dell’identità di genere restano illesi in un caso e compromessi nell’altro?

Continua a leggere

Endometriosi, l’infertilità potrebbe essere causata dalla carenza di una proteina

Scoperto il coinvolgimento di una particolare proteina nell’infertilità che affligge il 30-40% delle donne che soffrono di endometriosi. Questo potrebbe aiutare a sviluppare terapie e medicinali per trattare questa condizione

Perché l’endometriosi può essere causa anche di infertilità? A provare a rispondere a questa domanda è stato un team di ricercatori della Michigan State University, secondo cui le ragioni per cui alcune donne con endometriosi e infertilità potrebbero essere riconducibili alla carenza di una specifica proteina.

L’endometriosi è una malattia che in Italia colpisce quasi il 5% delle donne. Solo nel nostro paese, quindi, sono quasi 3 milioni di casi nei vari stadi clinici della condizione, che nel 30-40% dei casi può essere causa di infertilità. La patologia solitamente compare tra i 25 e i 35 anni e causa la presenza anomala di tessuto uterino (l’endometrio appunto) in altri organi, come ad esempio le ovaie, la vagina e l’intestino portando a dolore pelvico cronico durante il ciclo mestruale e i rapporti sessuali.

Continua a leggere

Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

Continua a leggere

Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

Continua a leggere

 

La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

Continua a leggere