Paolo Veronesi: «Cercare una maternità con le procedure migliori a disposizione è un diritto di tutte»

Nel 2018 in Italia sono nati più di 14mila bambini grazie ai centri di medicina della riproduzione, il 3,2 per cento dei nuovi nati. Le cose da sapere quando si cerca una gravidanza

Nel 2018 in Italia sono nati più di 14mila bambini grazie ai centri di medicina della riproduzione, il 3,2 per cento dei nuovi nati. Alcuni di loro sono figli di donne che, come le mie pazienti, hanno affrontato una malattia, altri di coppie infertili, magari dopo anni di tentativi.

Ho visto volti felici e altri feriti. Cercare una maternità con le procedure migliori a disposizione è un diritto di tutte, ma i risultati dipendono da fattori non sempre controllabili, a cominciare dall’età. Occorre essere preparate anche ai fallimenti e scegliere bene il centro a cui affidarsi.

Continua a leggere l’articolo
Paolo Veronesi: «Cercare una maternità con le procedure migliori a disposizione è un diritto di tutte»

Infertilità e PMA, quando la creatività può essere una risorsa

Si è concluso il progetto pilota di Drammaterapia digitale integrata.
Ecco i video che raccontano le esperienze artistiche dei gruppi di lavoro

Per le donne che hanno ricevuto una diagnosi di infertilità e che stanno affrontando un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), può la creatività essere uno strumento utile da sperimentare in un percorso di gruppo?

Rispondere a questa domanda è stato l’obiettivo del progetto pilota “Parole Fertili: la creatività come risorsa”, esperienza nata per valutare l’applicabilità della Drammaterapia Integrata (una metodologia di per sé originale, già utilizzata con laboratori in presenza, in ambito sanitario), allo strumento digitale e la fattibilità e l’utilità che tale metodologia può avere nel supportare donne coinvolte in un percorso di PMA.

Il progetto è frutto della collaborazione tra CDI-NarrAzioni, il Centro di Drammaterapia Integrata creato dalla psicologa, psicoterapeuta e artiterapeuta Sandra Pierpaoli, con DNM, la startup che ha ideato PsyDit, una piattaforma per percorsi di supporto psicologico digitali innovativi e con Rossella Nappi, docente dell’Università degli studi di Pavia, ginecologa, endocrinologa, sessuologa e direttore del Centro della Fertilità.

L’attività è stata proposta a 30 donne che hanno intrapreso la PMA, grazie al reclutamento sui canali social di Parole Fertili. Il percorso è stato totalmente gratuito grazie al contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici.

Alle partecipanti è stato proposto il percorso di Drammaterapia Integrata Digitale “Viaggio nel Paese delle Maschere Narranti”, consistente in 5 incontri in videochat con frequenza quindicinale, più degli input forniti dal team di lavoro per un lavoro asincrono e individuale da fare a casa.
Guidate dal team psicologico in 3 diversi gruppi digitali, le partecipanti per circa 2 mesi hanno lavorato mettendo a confronto i propri vissuti e le proprie difficoltà utilizzando i linguaggi delle arti, del teatro e della narrazione. Il Paese delle Maschere Narranti è una fiaba che ogni partecipante ha potuto creare a partire da una traccia e arricchire con il supporto del gruppo, attraverso la costruzione e l’uso di diverse maschere, che hanno permesso di incontrare, riconoscere ed esprimere diverse parti di sé, sia quelle che vengono sollecitate durante un’esperienza di maternità difficile, sia quelle che possono intervenire a «curare» e a «trasformare» tale esperienza e che possono essere identificate e raccontate metaforicamente con la drammatizzazione e con il percorso narrativo.

A conclusione del percorso per ogni gruppo è stato realizzato un video, grazie a una rielaborazione del team curante e al supporto tecnico di PSYDIT, attraverso il quale si è voluta valorizzare l’esperienza svolta all’interno di ogni singolo gruppo.

Ecco i 3 video realizzati.

GRUPPO A) Alla ricerca dell’armonia perduta

GRUPPO B) Il paese della foresta incantata

GRUPPO C) Il paese delle mascherine in fiore


Infertilità: anche per gli uomini è importante l’età

Una recente ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori anglosassoni del Centre for Reproductive and Genetic Health di Londra e pubblicata sulla rivista “Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica”, sembra confermare che anche gli uomini hanno un orologio biologico che stabilisce una significativa riduzione della loro capacità di avere figli dopo i 50 anni.

Fare figli dopo i 50 anni è possibile?

Alcune paternità riferite che hanno coinvolto note celebrità dell’arte e della musica, ultimo caso il cantante Mick Jagger, fondatore e frontman dei Rolling Stones, costituiscono esempi che possono mantenere vivo il falso mito che per i maschi non esistono problemi a essere dei vecchi padri, mentre oggi sappiamo che le possibilità per una coppia di avere un figlio diminuiscono in modo significativo quando il padre ha una certa età.

Essere genitori in età molto matura sta diventando purtroppo in tutti i paesi “occidentali e ricchi” una situazione non infrequente e, per diverse ragioni, anche cercata sia dagli uomini che dalle donne. Negli ultimi decenni abbiamo visto infatti che l’età delle madri alla prima gravidanza è aumentata costantemente e questa è una tendenza che è stata segnalata anche tra gli uomini.

Questo comportamento sembra purtroppo essere correlato anche ad un aumento dei tassi di nascite premature e ad una più frequente comparsa nelle donne di un diabete gestazionale.

Leggi l’articolo “Infertilità: anche per gli uomini è importante l’età”

Compie 43 anni la prima bambina concepita con la fecondazione artificiale

Il 25 luglio 1978 è stata una data importantissima nel mondo della medicina. In quel giorno venne infatti alla luce la prima bambina concepita con fecondazione “artificiale”. Louise Brown, che ha appena compiuto 43 anni, è nata in Inghilterra nell’ospedale di Oldham con un parto cesareo, e data l’eccezionalità dell’evento venne ripresa in un video nel quale sono immortalate tutte le fasi della nascita ed il suo primo vagito dopo il taglio del cordone ombelicale.

La notizia della nascita di Louise Brown ebbe un effetto dirompente in tutto il mondo, anche se era da anni che gli scienziati stavano sperimentando la fecondazione in provetta, ma la realizzazione fece passare la tecnica da fantascientifica in reale. Anche tra il personale medico regnava in gran parte lo scetticismo verso quella tecnica innovativa e in molti casi questa veniva ritenuta pericolosa ed immorale, con il timore che potesse generare dei neonati deformi.

Il padre e la madre della bambina, Lesley e John Brown, erano in quegli anni una coppia come tante altre, che nonostante tutti gli sforzi e le cure, non riuscivano a mettere al mondo il loro bambino. Dopo nove anni di vani tentativi i due coniugi decisero di consultare un ginecologo dell’ospedale di Oldham, Patrick Steptoe, che aveva risolto il problema dell’occlusione delle tube grazie ad una tecnica innovativa.

Continua a leggere …

A Niguarda di Milano prima donazione volontaria ovociti in Lombardia

E’ stata portata a termine all’ospedale Niguarda di Milano la prima donazione volontaria di ovociti della Lombardia. Lo ha annunciato in una nota lo stesso nosocomio, spiegando che la donatrice ha deciso di intraprendere il lungo iter culminato con la donazione dei gameti, 23 ovuli, che saranno destinati a 4 coppie per la fecondazione eterologa”.
“Siamo molto contenti di questo risultato: in Italia non è facile trovare donatrici femminili perché la donazione è totalmente volontaria e non remunerata e il percorso si compone di molti controlli e step intermedi” ha spiegato Maurizio Bini, responsabile del Centro di diagnosi e terapia della sterilità di Niguarda”, aggiungendo che “non va dimenticata, inoltre, la procedura di prelievo molto più complicata rispetto alla donazione maschile”.

La donna per poter portare a compimento la donazione, come previsto dalla normativa, si è sottoposta ai diversi controlli di tipo clinico, genetico a cui si affianca anche un percorso di valutazione psicologica necessario per sondare fino in fondo la reale motivazione alla base della volontà di donare. “Dopo aver completato questa prima fase, la donna è stata a tutti gli effetti ‘arruolata’ e sottoposta ad una stimolazione ormonale, che porta alla produzione degli ovuli che infine vengono, a completa maturazione, prelevati con un ago per via trans-vaginale” ha continuato Bini, sottolineando che “è importante, in tutto questo percorso, della durata di settimane, ridurre al minimo il disagio per la donatrice e il nostro staff ha lavorato costantemente per venirle incontro con la massima disponibilità. La procedura – ha proseguito il medico – è equiparabile a una donazione da vivente di organi o tessuti con la complicazione aggiuntiva che in questo caso le cellule da donare devono essere prodotte con una terapia preparatoria complessa”.

Continua a leggere…

Camihawke risponde a chi insinua che sia incinta: “Non c’è la giusta sensibilità sul tema maternità”

Camihawke ha deciso di affrontare un argomento delicato nelle sue Instagram Stories. In seguito al commento di una follower, che ipotizzava una sua gravidanza, ha voluto ribadire quanto certe supposizioni o domande possano ferire chi è dall’altra parte. “Il fatto che anni fa si facessero domande senza scrupoli sulla maternità non significa che fosse giusto” ha scritto, invitando a una maggiore sensibilità, soprattutto quando non si conosce la storia di chi si ha di fronte.

Le donne sono ancora troppo spesso vittime di un’ingiustificata pressione sociale che le vorrebbe inquadrate in determinati stereotipi. Le parole “matrimonio” e “maternità” sono dietro l’angolo arrivate a una certa età e con esse le domande scomode e le affermazioni indelicate di chi si sente in diritto di esprimersi senza alcun tatto, senza conoscere la storia e il passato di chi c’è dall’altra parte. Camilla Boniardi, la famosa Camihawke dei social, è solo l’ultima ad aver subito questa mancanza di sensibilità e per questo ha voluto dire la sua sull’argomento, ribadendo quanto bisogno ci sia oggi più che mai di accortezze quando ci si rivolge all’altro, senza sputare sentenze, ipotesi e deduzioni.

Proprio perché la nostra società tende ancora a identificare la donna come madre, l’infertilità è un argomento tabù, che mette molto a disagio le donne in primis. Hanno difficoltà a parlare apertamente di qualcosa su cui si sentono così tanto giudicate e che quindi le fa sentire come “sbagliate”. Paola Turani si è esposta moltissimo sui social di recente, raccontando la sua esperienza. Da tempo, soprattutto in seguito al matrimonio, era costantemente bersaglio di domande in merito alla maternità del tipo: “E un figlio quando?“. Si è sfogata raccontando le sue frustrazioni per quel figlio che tardava ad arrivare, il dolore provato ogni volta che qualcuno dava la lieta notizia di una gravidanza interrogando poi lei sul perché non facesse altrettanto.

Continua a leggere …

Parte a Treviso un percorso per la fertilità di coppie in cerca di un bambino

Un servizio – che si preferisce però chiamare “percorso” – ha preso avvio a Treviso con la firma di un protocollo tra Ulss 2 “Marca trevigiana” e il Centro della Famiglia. Destinato alle coppie infertili per il raggiungimento della gravidanza, il percorso offrirà un nuovo servizio integrato di accompagnamento psico-medico ed educativo. La collaborazione tra Consultorio Familiare del Centro della Famiglia e Azienda Ulss 2 prevede interventi condivisi e mirati a offrire accompagnamento alla gravidanza e durante i primi mesi di vita del bambino oppure, in alternativa, supporto per l’adozione o l’affidamento. A disposizione si saranno medici e specialisti, piscoterapeuti, sessuologi, ostetrici, esperti in scienze dell’alimentazione e consulenti etici, in un percorso dedicato e protetto. 

Un pacchetto completo di colloqui di orientamento e informazioneconsulenze etiche e psicologiche, visite specialisticheaccertamenti diagnostici, fino agli interventi e alle analisi degli esiti. Il tutto con un approccio globale e multidisciplinare, che prevede, oltre a indagini mediche per escludere altre patologie e per affrontare quelle superabili, lo sviluppo della consapevolezza della fertilità tramite figure professionali appositamente formate e l’accompagnamento psicorelazionale a sostegno della relazione di coppia.

Continua a leggere…

Nasce “In Seno alla Salute”. Consulti e screening gratuiti per la prevenzione delle cause di infertilità legate al tumore al seno

Nasce il progetto InSenoallaSalute del Ministero della Salute con l’obiettivo di fornire alle donne in età fertile uno strumento di conoscenza della salute riproduttiva e delle misure di prevenzione delle cause di infertilità legate al tumore al seno, nonché la possibilità di effettuare un consulto medico telefonico gratuito

Le donne interessate, attraverso una semplice procedura di autenticazione con il telefono cellulare, nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di Privacy, potranno accedere alla compilazione di un questionario anamnestico, in base al quale saranno individuate quelle “a maggior rischio”.

Continua a leggere…

Pma. Aumento fondo da 5 mln. Pronto il decreto col riparto

È pronto il decreto con il riparto di 5 milioni di euro aggiuntivi al Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita stanziato nell’ultima Legge di Bilancio.

Lo scopo dei fondi aggiuntivi è quello di riconoscere un contributo alle coppie con infertilità e sterilità per consentire l’accesso alle prestazioni di cura e diagnosi dell’infertilità e della sterilità, in particolare alle coppie residenti in regioni dove tali prestazioni non sono state ancora inserite nei livelli essenziali di assistenza o risultano insufficienti al fabbisogno. Ora il testo dovrà approdare in Stato-Regioni per il parere.

Continua a leggere…

Aiuta un figlio a nascere: la PMA apre le porte al Parlamento.

La Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU) ha deciso di organizzare, per il mese dell’infertilità, una serie di incontri con l’obiettivo di far conoscere alle Istituzioni le eccellenze italiane della medicina e della biologia della riproduzione umana e di far toccare loro con mano quello che ogni giorno migliaia di operatori fanno per supportare le coppie infertili e per aiutarle a realizzare il loro sogno genitoriale, contrastando in questo modo l’alto tasso di denatalità presente in Italia.

Il progetto prevede l’attuale partecipazione di 61 Centri Italiani di Procreazione Medicalmente Assistita presenti su tutto il territorio nazionale, che apriranno le loro porte a tutti i parlamentari di Camera e Senato nonché al Ministero e ai Sottosegretari della Salute.

L’iniziativa si svolgerà durante tutto il mese di Luglio e il singolo parlamentare potrà prenotare la propria ‘visita guidata’ in un percorso all’interno delle innovazioni della riproduzione umana assistita. L’evento sarà anche un’occasione di confronto per sensibilizzare le istituzioni sulle problematiche e criticità esistenti legate alla mancata applicazione dei Lea e alle carenze legislative nonché sulla necessità di Linee Guida chiare ed efficaci per la diagnosi e il trattamento dell’infertilità di coppia così da poter intervenire con tempestività e prontezza, aiutando un figlio a nascere.

Continua a leggere …