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Alimentazione e fertilità: cosa mangiare e cosa evitare

Dieta e stile di vita possono contribuire alla realizzazione del sogno di diventare genitori. Ecco qualche consiglio, per uomini e donne, per favorire il concepimento

Una dieta corretta contribuisce, in linea generale, al benessere del corpo e ha anche un impatto sull’equilibrio ormonale. In particolare, quando si cerca una gravidanza è importante supportare l’ovulazione e migliorare la qualità ovarica con i cibi giusti e uno stile di vita adeguato.

Alimentazione e fertilità, ma anche corretto stile di vita

Il legame tra alimentazione e fertilità è stato ampiamente indagato in ambito di ricerca e numerose sono le evidenze a suo favore. Sempre più studi scientifici analizzano quali siano le strategie alimentari migliori per sostenere la salute riproduttiva, dell’uomo e della donna, e quali siano i fattori di rischio.

Specifici alimenti, di buona qualità, possono incidere sulla fertilità ma è importante valutare la dieta nel suo complesso, intesa come interazione tra più nutrienti e stile di vita.

È assodato che la fertilità della donna è connessa  a vari fattori. Innanzitutto sono importanti la qualità e regolarità del ciclo mestruale e l’età (la fertilità è massima tra i 20 e i 30 anni e scende significativamente dopo i 38 anni). Contano, inoltre, lo stile di vita (fumo, alcolismo, dieta, movimento, uso di droghe), la riserva ovarica, la presenza di patologie e gli inquinanti ambientali.

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“SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO” – Alimentazione e fertilità, ecco il decalogo

Sappiamo ormai che l’alimentazione è in grado di influenzare il nostro organismo nel bene e nel male. Questo vale anche per quanto riguarda la fertilità sia femminile che maschile. Quello che decidiamo di mangiare ogni giorno (qualità, tipologia di alimenti e quantità) e il come lo mangiamo (conservazione e cottura in primis) possono influenzare il ciclo ormonale ed avere quindi un impatto sulla capacità riproduttiva. È la composizione del piatto e la varietà degli alimenti a fare la differenza. L’Università di Harvard ha stilato un vero e proprio decalogo per una corretta alimentazione pro-fertilità:

  • Evita i grassi trans, presenti principalmente nei prodotti industriali da forno o generati in seguito da alcuni tipi di cottura (come nelle fritture o ad alte temperature)
  • Privilegia al contrario i grassi mono- e polinsaturi che ritroviamo per esempio nell’olio extravergine di oliva e nella frutta secca che aumentano la sensibilità all’insulina e riducono l’infiammazione: entrambi fattori in grado di influenzare la fertilità. Inoltre questi si è visto essere in grado di migliorare la maturazione dell’oocita (cellula riproduttiva femminile) e il suo impianto nell’utero
  • Inserisci almeno una volta a settimana una fonte di proteine di origine vegetale, come i legumi. In questo modo non consumerai solo proteine di origine animale che possono essere più ricche di sostanze potenzialmente dannose se in abuso (come grassi saturi, antibiotici ed estrogeni soprattutto se provenienti da allevamenti intensivi)
  • Dai spazio ai carboidrati complessi come cereali in chicco, pasta e pane integrale che essendo ricchi di fibra hanno un migliore impatto sulla glicemia e prevengono l’iper-insulinemia
  • Preferisci latticini di qualità, senza però abusarne
  • Da quando inizi a pianificare una gravidanza assumi un integratore di acido folico e consuma più alimenti che ne sono ricchi come: verdure a foglia verde (broccoli, spinaci, insalate), frutta secca, cereali integrali ed alcuni frutti (come agrumi, fragole e kiwi)
  • Assumi adeguate quantità di ferro con integrazione e/o tramite cereali integrali, spinaci, rucola, legumi…
  • Ricordati di idratarti bene: cerca di bere almeno 1.5-2L di acqua al giorno
  • Mantieni un peso costante e corretto per la tua costituzione (un BMI -rapporto tra peso ed altezza al quadrato- tra il 20 ed il 24). Sia il sottopeso che il sovrappeso influenzano negativamente il ciclo mestruale. Se il grasso corporeo è inferiore al 20% spesso si assiste a cicli anovulatori o amenorrea; inoltre alcuni studi evidenziano una minore qualità ovarica in queste donne rispetto a coloro che sono in normopeso. Al contrario le donne in sovrappeso vanno incontro ad una riduzione della fertilità per problemi legati ad alcuni ormoni come insulina e leptina
  • Svolgi attività fisica costante ed equilibrata

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Fecondazione assistita: infertilità in aumento, colpa anche della cattiva alimentazione

«Le probabilità di concepimento potrebbero aumentare anche solo riducendo il 10% del proprio peso corporeo», dicono gli esperti dal Congresso della SIRU, la Società Italiana di Riproduzione Umana. Ecco altri consigli utili per aumentare le chances di diventare genitori

La realizzazione del sogno di diventare mamma o papà potrebbe dipendere anche da cosa mettiamo a tavola. L’alimentazione, infatti, può avere un grandissimo impatto sulla fertilità delle donne e degli uomini. Questo è stato uno dei temi al centro del Congresso Nazionale della Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), che si è svolto a Napoli.

Prima di addentrarci nell’argomento, facciamo prima un quadro generale della situazione: in Italia ogni anno circa 95 mila coppie ricorrono alla riproduzione assistita. Circa 90 mila sono i cicli di trattamento omologhi (in cui cioè si utilizzano le uova e il seme dei partner) e circa 7700 sono eterologhi (cioè in cui si utilizzano uova o spermatozoi o uova e spermatozoi di donatori) con grande prevalenza della donazione di uova. A questi cicli vanno aggiunti, con una stima presunta per approssimazione, circa 6/7 mila cicli che vengono eseguiti all’estero. Il numero totale dei cicli eseguiti è superiore al numero delle coppie perché alcune coppie in un anno si sottopongono a più cicli di trattamento (gli ultimi dati ufficiali disponibili sono del 2018).

Le cause più frequenti di infertilità? Quelle imputabili a una inadeguatezza del seme o all’età avanzata della donna con riduzione quantitativa e qualitativa del proprio patrimonio di uova o ancora alle alterazioni ormonali, alle patologie che colpiscono le tube e infine alla cosiddetta infertilità inspiegata che incide tra le cause per circa il 25%.

Però, ecco che una delle possibili soluzioni potrebbero derivare dall’alimentazione: …

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Mangiare male ritarda la gravidanza

Le donne che mangiano troppo spesso cibi da fast food (come hamburger, pollo fritto, patatine fritte ma anche  pizza) e che consumano poca frutta presentano un rischio di infertilità superiore alla media. Lo dimostrano i risultati di uno studio condotto su circa 6 mila donne. Chi mangia troppo fast food o mangia troppo poca frutta ha meno possibilità di rimanere incinta entro un anno.

 

Ancora uno studio sui rapporti tra dieta e salute riproduttiva della donna, questa volta pubblicato su Human Reproduction. Il take home message è che le donne che mangiano prevalentemente cibo da fast food e poca frutta fanno più fatica a concepire e hanno un maggior rischio di infertilità.

Lo studio, condotto in Australia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna, ha raccolto (a fare l’intervista sono state delle ostetriche in occasione della prima visita antenatale a 14-16 settimane di gestazione) informazioni sulle abitudini dietetiche di 5.598 donne, reclutate nello studio multicentrico Screening for Pregnancy Endpoints (SCOPE) dal 2004 al 2011 e che non avevano ancora avuto figli.  Rispetto alle donne che riferivano di aver mangiato frutta tre o più volte al giorno nel mese precedente al concepimento, quelle che di frutta ne avevano consumata ben poca (meno di 1-3 volte al mese) avevano impiegato in media un mese in più prima di rimanere incinte. Analogamente, Le donne che hanno dichiarato di mangiare fast food 4 o più volte a settimana, rispetto alle donne che non ne mangiano praticamente mai, rimangono incinte in media un mese più tardi.

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