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Forum “La natalità è futuro”

Sono anni che si parla del crollo delle nascite in Italia, un fenomeno peggiorato in pandemia e che sembra impossibile da contrastare, nonostante le diverse iniziative introdotte in tempi recenti.

Fino a oggi forse si è perso di vista il punto: fare o non fare figli, oppure quanti figli fare, è una questione spesso associata esclusivamente alla dimensione femminile, quasi sempre in relazione all’identità della donna.

Il Forum “La natalità è futuro” propone una riflessione su come promuovere e favorire nel nostro Paese la sensibilizzazione al tema della natalità e della crescita demografica. L’evento, inserito all’interno del progetto organizzato da Fortune Italia con il contributo non condizionante di IBSA Farmaceutici,  si tiene a Roma, Palazzo Rospigliosi, il 7 giugno 2002 ed è aperto al pubblico dalle ore 14:30.

Per seguire l’evento online

Info e prenotazioni: Forum “La natalità è futuro”

Calo nascite, Sifes-Mr: fare di più per chi vuole una famiglia

Istat certifica nuovo minimo storico bebè in Italia

Le nascite in Italia scendono per la prima volta sotto le 400mila, facendo segnare un nuovo minimo storico. “Il calo demografico sembra andare di pari passo con la pandemia Covid-19, facendo segnare alti e bassi in corrispondenza delle varie ondate di contagi. Quello che serve, è un piano che preveda una vasta gamma di aiuti agli aspiranti genitori e alle famiglie, sia dal punto vista sociale, economico, lavorativo, che, soprattutto, sanitario, allargando l’accesso ai servizi pubblici di medicina della riproduzione in tutto il Paese”. Lo evidenzia Filippo Maria Ubaldi, presidente della Società italiana di Fertilità e Sterilità-Medicina della riproduzione (Sifes-Mr), commentando i dati del rapporto Istat ‘Dinamica demografica 2021’.
I nati della popolazione residente nel 2021 sono stati 399.431, in diminuzione dell’1,3% rispetto al 2020 e quasi del 31% a confronto col 2008, anno di massimo relativo più recente delle nascite.

“I dati ci confermano anche che gli italiani fanno sempre meno figli, sempre più avanti con gli anni – sottolinea Ubaldi – e sappiamo che il problema infertilità aumenta con l’età. I centri di Procreazione medicalmente assistita in Italia hanno standard alti, ma non tutte le coppie che hanno bisogno di curare la loro infertilità hanno l’opportunità di accedervi. Le liste d’attesa sono lunghe, lunghissime in molti casi, e la scelta di spostarsi in altre zone d’Italia, o persino all’estero, è obbligata per molti aspiranti genitori. Avevamo richiesto al Governo di mettere in campo una serie di iniziative volte a facilitare questo accesso e di stanziare dei fondi, ma le nostre proposte sono rimaste inascoltate. C’è invece bisogno che l’occhio delle istituzioni sia sempre vigile nei confronti di questo tema e che si passi dalle parole all’azione”.

Parità di genere, Farmindustria: il calo di natalità si combatte con lavoro femminile e welfare

Dal convegno “Le imprese del farmaco per la natalità, welfare e cure” una riflessione sul lavoro delle donne nel settore farmaceutico e sulle politiche aziendali a favore delle famiglie

Il declino demografico del nostro Paese è sempre più un problema sociale ed economico. I nati in Italia nel 2021 per la prima volta sono scesi sotto la soglia dei 400mila. Il calo della natalità è soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più complesso che coinvolge le istituzioni, le aziende e la società civile. Nella Giornata internazionale della donna, Farmindustria ha promosso insieme con la Fondazione Onda un evento su “Le imprese del farmaco per la natalità, welfare e cure”, per sottolineare l’importanza di un impegno concreto per invertire il trend demografico ribassista. Secondo le stime Istat, infatti, la popolazione residente passerà dai 59,6 milioni di abitanti nel 2020 ai 58 nel 2030, fino a 54,1 nel 2050 e ai 47,6 milioni nel 2070. Il rapporto tra giovani e anziani sarà di 1 a 3 nel 2050 mentre la popolazione in età lavorativa scenderà in 30 anni dal 63,8% al 53,3% del totale.

Welfare, ricerca e giovani

Il convegno, che si è svolto a Roma e al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria, Francesca Merzagora, presidente della Fondazione Onda, Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, Marco Marsili, direzione centrale delle statistiche demografiche e del censimento della popolazione Istat, diversi rappresentanti delle istituzioni e delle aziende farmaceutiche, è stato l’occasione per fare il punto sulle azioni da intraprendere. Tre i temi principali: welfare, ricerca e giovani. “Il bilancio di genere che fa il Mef ogni anno – dice Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria – sottolinea che per sostenere la natalità e la parità di genere servono politiche sistemiche e i dati dell’Ispettorato del lavoro mostrano che la difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro causa l’85% delle dimissioni. Oggi discutiamo del perché e del come nel settore farmaceutico le donne possono fare figli e le famiglie crescere grazie a politiche aziendali che lo favoriscono. Le aziende del nostro settore promuovono la natalità e anche il percorso professionale delle donne”.

Occupazione delle donne

Per quanto riguarda l’occupazione femminile, nelle imprese del farmaco, come sottolinea Farmindustria, le donne rappresentano il 43% del totale degli addetti, molto più che negli altri settori (29% in media). Una quota che è identica tra i dirigenti e i quadri. Nella ricerca poi, superano il 50%. Tra gli under 35 la presenza femminile arriva al 50% con punte del 55% tra dirigenti e quadri. “Nel nostro settore – evidenzia Enrica Giorgetti, direttore generale di Farmindustria, nel suo intervento introduttivo – le donne sono il 43% del totale occupati, di gran lunga superiore alla media delle donne impiegate nel settore industriale, che è del 30%. Un numero importante. La parità per noi non è solo uno slogan numerico, ma è qualcosa di concreto: le donne e gli uomini hanno gli stessi incarichi e la possibilità di carriere identica. Anche tra i giovani sotto i 35 anni più della metà sono donne. Lavoriamo sul ricambio generazionale in maniera equa e senza distinzioni”.

Welfare aziendale

Un altro aspetto sottolineato nel convegno è il modello di welfare aziendale adottato dalle imprese del farmaco, al fine di favorire la conciliazione vita-lavoro, soprattutto delle donne, principali caregiver della famiglia. Nel 91% delle aziende sono presenti da molto tempo, anche prima della pandemia, forme di flessibilità oraria e misure come il part time, lo smart working; la flessibilità in ingresso e uscita, i permessi retribuiti aggiuntivi.

Sostegni alle famiglie

Nel 60% delle aziende farmaceutiche ci sono anche sostegni per gli asili nido, l’assistenza domestica, l’istruzione dei figli. Spesso si adottano anche congedi e aspettative per maternità/paternità più estesi rispetto alla legge e al Ccnl e benefit aggiuntivi come lavanderia, take away, calzoleria, mense aziendali, trasporto collettivo, comprese forme di sanità integrativa, campagne di prevenzione e vaccinazioni, screening periodici e pacchetti check-up.

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Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), concluso il primo congresso nazionale a Firenze

Allarme calo nascite, le cause dell’infertilità e Pma in oncologia.

Si è concluso a Firenze il 1° Congresso Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), che nella due giorni 23-24 febbraio ha visto esperti a confronto su un tema, quella della PMA, sempre più attuale e che necessità di sempre maggiore attenzione dalla comunità scientifica. Tra i focus del programma, le regole italiane ed europee per la donazione di gameti e la diagnosi genetica preimpianto. L’evento è stato organizzato dal Prof. Luca Mencaglia, Medico Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Direttore Unità Operativa Complessa Centro PMA USL sud-est Toscana.

CALO NASCITE – Uno degli allarmi emersi  riguarda il forte calo di nascite: secondo l’Istat la popolazione residente al 1 gennaio 2018 scende a 60 milioni 494mila, segnando una diminuzione di centomila persone (-1,6 per mille) rispetto all’anno precedente.

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