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Padri dopo i 40 anni: quanto l’età paterna influisce sulla salute dei figli?

Ci sono molti studi sull’influenza dell’età materna sulla salute del nascituro e sulle aspettative di una gravidanza serena, ma quanto incide in questo l’età del padre?

In una coppia di futuri genitori, durante un trattamento di fecondazione assistita, l’età paterna è importante quanto quella materna? Un padre più maturo può influire sul tipo di parto, sul sesso o sulla salute del neonato? Questi e altri interrogativi al centro dei due importanti studi portati avanti da IVI, la clinica internazionale specializzata in riproduzione assistita, “Paternal age does not affect obstetric and perinatal outcomes in IVF or ICSI cycles with autologous oocytes” e “Paternal age is significantly related with the type of delivery and the sex of the newborn in IVF or ICSI cycles with donated oocytes”, guidati dalla  dott.ssa Ana Navarro, ricercatrice presso la Fondazione IVI,  e supervisionato dal Dr. Nicolás Garrido, Direttore della Fondazione IVI.

Gli studi, presentati durante l’ultimo ESHRE di Milano, mirano a indagare se lo sperma di un adulto di età paterna avanzata influisce sulla salute ostetrica della donna durante la gravidanza, sul tipo di parto e sulla salute del neonato, e se sì, come si verifica questa influenza.

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Infertilità nella coppia: quali effetti sulla sessualità?

L’infertilità può avere effetti negativi sulla relazione di coppia, soprattutto quando causa in uno o in entrambi i partner ansia, calo di autostima e senso di colpa

Sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che l’Associazione Mondiale per la Salute Sessuale (WAS) riconoscono la sessualità come una componente fondamentale della salute e del benessere globale dell’individuo influenzata da molteplici fattori (biologici, psicologici, sociali, culturali). La maggior parte degli studi riporta un impatto fortemente negativo dell’infertilità, definita come l’incapacità di procreare dopo 12/18 mesi di rapporti sessuali finalizzati e non protetti, sulla sessualità, che conseguentemente danneggia non solo la vita sessuale ma anche la qualità di vita dei singoli partner e della coppia.

Come viene vissuta dalla coppia

L’infertilità può avere effetti negativi sulla relazione di coppia: molte coppie riferiscono infatti un peggioramento della vita sessuale e una diminuita soddisfazione sessuale. Ma cosa accade quando arriva la diagnosi di infertilità?

Nel momento in cui una coppia decide di avere un figlio e dopo un lungo periodo non riesce a realizzare questo desiderio, è possibile che i partner vivano un momento di forte sfiducia rispetto al progetto condiviso di concepimento con conseguenze negative sia a livello individuale che di coppia.

Lo stress legato all’infertilità va ad incidere sulla qualità della vita sessuale e il benessere della coppia: inoltre, gli sforzi fatti per riuscire a concepire un figlio generano una forte pressione psicologica che in alcuni casi può contribuire ad una maggior instabilità nella relazione e ad una minor soddisfazione sessuale.

L’attività sessuale della coppia risente del problema di fertilità e si verifica una diminuzione della frequenza dei rapporti sessuali. Questo accade perché, oltre alle difficoltà legate alla fertilità, la coppia rischia di vedere la propria intimità sessuale modificata a causa dell’eccessivo focus sul fare un figlio. Il rapporto sessuale perde di spontaneità dal momento in cui i due partner si concentrano sulla procreazione e sui tempi, con una conseguente perdita di erotizzazione e un’alterazione nella comunicazione che può sfociare in conflitti. A causa della condizione particolarmente stressante, la coppia potrebbe trovarsi a vivere un momento di difficoltà relazionale e non di rado accade che si sviluppi ostilità nei confronti del/della partner non fertile. Rabbia, insoddisfazione, sensi di colpa, ansia e depressione sono i vissuti più comuni in queste situazioni.

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Pma, figli in arrivo se l’embrione supera la prova della moviola

Una possibilità in più per fare figli quando si cercano e si fanno desiderare viene dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La nuova frontiera per studiare gli embrioni creati in vitro nei laboratori di procreazione medicalmente assistita (Pma) è stata delineata da uno studio presentato al congresso della Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre) a Milano. Le parole chiave sono incubatori, video time-lapse, software dedicato. Tradotto, le nuove tecnologie consentono di monitorare passo dopo passo lo sviluppo del prodotto del concepimento, e questo studio alla moviola è alla base del successo della gestazione.

Impianto in utero

“Anche gli embrioni più lenti nel loro sviluppo, che raggiungono lo stadio di blastocisti in settima giornata di coltura in vitro preservano, una volta congelati, buone chance di risultare in una gravidanza a termine”, ha scritto Danilo Cimadomo, responsabile ricerca e sviluppo di GeneraLife. Questa scoperta ha un valore importante soprattutto in contesti normativi come quello italiano (dove la legge obbliga a utilizzare tutti gli embrioni evolutivi) e in pazienti di età materna avanzata, che devono ottimizzare le loro chance di gravidanza. Ma è un elemento rilevante anche in Spagna o negli Stati Uniti, dove viene eseguita una selezione rigida degli embrioni, perché restituisce valore a quelli che altrimenti verrebbero scartati. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in questo contesto aiuta a standardizzare questa analisi”.

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Alimentazione e fertilità: cosa mangiare e cosa evitare

Dieta e stile di vita possono contribuire alla realizzazione del sogno di diventare genitori. Ecco qualche consiglio, per uomini e donne, per favorire il concepimento

Una dieta corretta contribuisce, in linea generale, al benessere del corpo e ha anche un impatto sull’equilibrio ormonale. In particolare, quando si cerca una gravidanza è importante supportare l’ovulazione e migliorare la qualità ovarica con i cibi giusti e uno stile di vita adeguato.

Alimentazione e fertilità, ma anche corretto stile di vita

Il legame tra alimentazione e fertilità è stato ampiamente indagato in ambito di ricerca e numerose sono le evidenze a suo favore. Sempre più studi scientifici analizzano quali siano le strategie alimentari migliori per sostenere la salute riproduttiva, dell’uomo e della donna, e quali siano i fattori di rischio.

Specifici alimenti, di buona qualità, possono incidere sulla fertilità ma è importante valutare la dieta nel suo complesso, intesa come interazione tra più nutrienti e stile di vita.

È assodato che la fertilità della donna è connessa  a vari fattori. Innanzitutto sono importanti la qualità e regolarità del ciclo mestruale e l’età (la fertilità è massima tra i 20 e i 30 anni e scende significativamente dopo i 38 anni). Contano, inoltre, lo stile di vita (fumo, alcolismo, dieta, movimento, uso di droghe), la riserva ovarica, la presenza di patologie e gli inquinanti ambientali.

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La PMA in Italia: trattamenti consentiti e percentuali di successo

Le statistiche relative alla procreazione assistita nel nostro Paese mostrano come gli italiani che decidano di intraprendere il percorso della Pma siano sempre più numerosi. Nel 2018 sono stati 14.139 i bambini nati dalle tecniche di fecondazione assistita contro i 13.973 del 2017, pari al 3,2% del totale dei bambini nati in quell’anno

La Procreazione medicalmente assistita (PMA) è l’insieme delle tecniche utilizzate per aiutare il concepimento in quelle coppie in cui il concepimento spontaneo sia impossibile o estremamente remoto. Le statistiche relative alla procreazione assistita nel nostro Paese mostrano come gli italiani che decidano di intraprendere il percorso della Pma siano sempre più numerosi.

Nel 2018 sono stati 14.139 i bambini nati dalle tecniche di fecondazione assistita contro i 13.973 del 2017, pari al 3,2% del totale dei bambini nati in quell’anno (Secondo l’ultima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita del Ministero della Salute).

In Italia il ricorso alle tecniche di Procreazione assistita è disciplinato appunto dalla legge 40 del 2004, che, nel corso del tempo, ha subito importanti modifiche. È caduto, per esempio, il divieto di accesso alla Pma per le coppie fertili portatrici di malattie genetiche o quello alla fecondazione eterologa (con gameti donati da individui esterni alla coppia): a differenza di altri Paesi europei, però, in Italia la fecondazione eterologa è ancora preclusa per le coppie omosessuali e per le donne single ed è consentita soltanto per le coppie eterosessuali. Nonostante, quindi, rispetto al passato si sia verificata una notevole apertura sull’argomento, nel nostro Paese permangono ancora dei limiti stabiliti dalla legge

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Endometriosi e maternità, con la pma si può diventare mamme

L’endometriosi è una patologia diffusa che colpisce le donne in età fertile e che si caratterizza per la presenza di tessuto endometriale all’esterno della cavità uterina. Non è ancora nota la causa, ma quel che è certo è che ogni mese, con l’arrivo del ciclo, la donna che ne è affetta può accusare forti dolori e vedere pregiudicate la sue normali attività. Non solo: l’endometriosi, soprattutto nei casi più severi, può generare diversi ostacoli nel percorso di concepimento ed essere causa d’infertilità. A spiegare all’agenzia di stampa Dire il corretto percorso da compiere se si desidera un bambino è Pasquale Totaro, direttore del Centro di procreazione medica assistita dell’ospedale Santa Maria (Gruppo Gvm Care & Research) di Bari.

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