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Vaccino sicuro: “Preserva la fertilità della donna, protegge la gravidanza”

Semaforo verde alla profilassi dai centri di procreazione medicalmente assistita. “Risulta rischioso invece contrarre il Covid senza lo scudo degli anticorpi durante la gestazione”

Vaccino anti-Covid ben tollerato nelle gestanti, senza interferenze sulla fertilità. Raccomandato anche per quante desiderano iniziare un percorso di fecondazione assistita. “Attualmente gli studi dicono che il vaccino non incide sulla fertilità. Non ci stancheremo mai di ripeterlo – dichiara Daniela Galliano, medico specialista in ostetricia e ginecologia, responsabile del Centro Pma (procreazione medicalmente assistita) IVI di Roma, ribadisce questo concetto alla luce del rapporto sulla sicurezza presentato dall’Aifa.

Immunità umorale

“I vaccini che rientrano nella categoria mRNA, in particolare – spiega la dottoressa Galliano – contribuiscono a creare proteine comuni al Sars-Cov-2, sviluppando nell’ immunità umorale gli anticorpi che ci difenderebbero dal virus, in caso di aggressione rivolta contro il nostro organismo. Resta fondamentale proteggere la salute della mamma, già delicata in gravidanza, e la crescita del bambino (nelle fasi di sviluppo intrauterino e dopo la nascita, ndr). Le vaccinazioni in gravidanza stimolano la mamma a produrre anticorpi che vengono trasmessi al bambino attraverso la placenta.  Si può dire che è come se il bambino nascesse già immunizzato”.

Tecniche di fecondazione

Nessuna controindicazione a questo riguardo viene mossa per quante desiderano iniziare un percorso di fecondazione assistita. Uno studio condotto in Spagna su pazienti che hanno contratto e poi superato il Coronavirus ha preso in considerazione i livelli dell’ormone antimulleriano (AMH) prima e dopo il Covid, e ha dimostrato che la riserva ovarica femminile non viene attaccata. Quindi, le possibilità di successo di un trattamento di PMA rimangono intatte anche dopo aver contratto il Covid-19. Anche in questo caso però è fortemente consigliato che la donna che si sottopone al trattamento abbia ricevuto il vaccino.

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Effetto Covid sulla procreazione assistita, l’odissea di Gabriella: “Esami sospesi, da due anni lottiamo per avere un bimbo”

La richiesta d’aiuto di una giovane coppia torinese condivisa da tante altre: “La speranza di diventare genitori rischia di allontanarsi ancora”

Non solo Covid. C’è chi dalla sanità pubblica vorrebbe risposte apparentemente banali come interventi, esami diagnostici. Anche un percorso di fecondazione assistita senza ostacoli e fermi coatti. Gabriella, 31 anni, ci ha scritto per raccontare la sua storia. Condivisa con molte altre coppie che durante gli anni del Covid non hanno rinunciato a programmare una nuova vita.

“Mio marito e io, da oltre un anno e mezzo – scrive Gabriella – stiamo affrontando un percorso di fecondazione assistita all’ospedale Sant’Anna, una delle poche eccellenze pubbliche in regione. Un percorso psicologicamente, organizzativamente, fisicamente e, non per ultimo, economicamente dispendioso e logorante. Molte coppie non possono permettersi di spendere oltre 4.000 euro (esclusi esami e farmaci) per un tentativo nei centri privati”.

La parola “tentativo” non è casuale, chiarisce Gabriella, “perché non è assolutamente detto che vada a buon fine. Tante coppie che sono riuscite a realizzare il proprio sogno hanno dovuto provare più e più volte prima di avere esito positivo. Un tentativo di Pma è come una costosa scommessa il cui esito negativo fa male sotto molteplici punti di vista. Proprio per questi motivi, molte coppie come noi decidono di affidarsi a centri pubblici nonostante lunghissime liste di attesa”.

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Gli effetti del Covid sulla fertilità: cosa è stato scoperto

Il Covid può incidere sulla fertilità, ma per quanto tempo? Un nuovo studio ha analizzato la motilità e la quantità degli spermatozoi di chi è guarito

Lo scorso dicembre uno studio coordinato dal Genk Institute for Fertility Technology, in Belgio, e pubblicato sulla rivista ‘Fertiliy and Sterility‘, ha indagato sulla presenza del virus negli spermatozoi degli uomini risultati positivi e poi guariti. Ecco cosa è stato scoperto.

Il Covid può avere effetti sulla fertilità? La scoperta

Secondo lo studio in oggetto non ci sarebbe traccia del virus nello sperma degli uomini guariti, ma la motilità e il conteggio degli spermatozoi potrebbero essere compromessi per almeno 3 mesi. La ricerca è stata condotta su 118 uomini tra 18 e 70 anni, contagiati durante la prima ondata della pandemia.

I risultati avrebbero mostrato che, nel periodo immediatamente successivo all’infezione, l’Rna del virus non era presente nello sperma di nessuno dei partecipanti allo studio. Risultato confermato a 53 giorni dall’infezione. La motilità e il conteggio dei loro spermatozoi, però, sarebbero risultati compromessi in modo significativo nel breve periodo, col persistere del problema anche fino a due mesi.

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