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Procreazione assistita, 40% coppie abbandona percorso

In un anno, circa 13 mila bimbi sono nati grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e, nello stesso tempo, circa 75 mila persone si sono rivolte ai centri di Pma. Questi i dati del registro sulla Pma dell’Istituto Superiore di Sanità del 2015.

L’impatto del percorso di Pma è significativo, tanto che mediamente il 40% delle coppie abbandona il percorso in fasi diverse. Tendenzialmente è dal terzo tentativo che si registra la percentuale di abbandono più alta. Una delle cause è sicuramente la difficoltà a livello emotivo e psicologico della coppia di affrontare lo stress di ripetuti risultati negativi secondo gli esperti, che evidenziano anche che di fatto i centri di Procreazione Medicalmente Assistita hanno l’obbligo di garantire alle coppie un sostegno psicologico.

All’impatto della procreazione medicalmente assistita sulla vita di coppia è dedicata una ricerca presentata al 1° Congresso Nazionale della Società Italiana della Riproduzione Umana (Siru), condotta dall’equipe del Dipartimento di Psicologia della “Sapienza” Università di Roma.

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Il “drop out” nella PMA: perché le coppie rinunciano?

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Entriamo nel vivo dell’abbandono terapeutico, anche noto come “drop out”, tema molto caldo e cruciale per le coppie in cerca di una gravidanza. Ci aiuta a comprenderne gli aspetti complessi e delicati la Dott.ssa Stefania Amicucci (Specialista in Ginecologia ed Ostetricia ed esperta in diagnosi e cura della sterilità di coppia e nelle tecniche di PMA). Siamo così alla terza puntata del “BLOG degli ESPERTI” (leggi la prima puntata e la seconda) di Progestazione.it, rubrica a cura dei nostri Specialisti, aperta con l’intento di illustrare e spiegare il percorso che la coppia alla ricerca di un figlio affronta. Insuccessi, paure, stress, ansia, ma anche supporto nella scelta degli specialisti, quali tecniche di PMA sono più adatte e come percorrere con serenità il “viaggio” alla ricerca di un figlio.

Fattore tempo: aspettare non aiuta la fertilità

Molte coppie infertili scelgono addirittura di non effettuare neanche una consulenza da uno specialista dell’infertilità, oppure aspettano anche diversi anni prima di rivolgersi ad un esperto, rischiando così di sottoporsi ad un’eventuale procedura di PMA con un ritardo che poteva essere evitato e che potrà essere causa di ridotte chances finali di gravidanza.

In questa fase la paura del fallimento e della conseguente frustrazione è una delle “barriere emotive” più importanti che allontanano le coppie dai centri di infertilità.

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