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Centro procreazione assistita, primo test positivo

Il servizio, avviato grazie alla stretta, costante collaborazione tra Comune e Asl, diventerà un importante punto di riferimento per le coppie che non riescono ad avere figli. A comunicarlo è la Direzione della Asl. Nel giugno del 2019 era già iniziata la procreazione assistita di primo livello (inseminazione intrauterina). Il 19 febbraio 2020 è arrivata, per il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale di l’Aquila, la notizia tanto attesa del primo test di gravidanza positivo con fecondazione assistita di secondo livello ed Embryo Transfer (fecondazione in vitro).

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Tumore infantile e fecondazione assistita: nessun allarme

Chi è nato grazie a tecniche di fecondazione assistita corre dei rischi in più per la propria salute? Avrà, ad esempio, maggiori probabilità di ammalarsi di cancro? Se lo sono chiesti i ricercatori dell’Università di Copenhagen che hanno analizzato i dati relativi a oltre un milione di bambini nati in Danimarca, facendo un confronto fra quanti erano stati partoriti da madri rimaste incinte per via naturale e quanti erano invece stati concepiti grazie al trasferimento di embrioni crioconservati.

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Fecondazione assistita, donare ovuli oggi è possibile ma in Italia (quasi) nessuno lo fa

Si può fare, è del tutto legale, non è più una procedura complicata o «pesante». Ma nessuna lo sa. Così la donazione degli ovociti in Italia resta al palo: mentre l’ultimo Rapporto sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) del Ministero della Salute conferma il boom di procedure eterologhe, in cui cioè si ricorre a sperma o ovuli di un donatore o donatrice esterni alla coppia, i dati presentati durante il 9.Baby Symposium 2019 sottolineano che quando servono gli ovociti tocca quasi sempre rivolgersi all’estero, perché nel nostro Paese le donazioni scarseggiano.

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Fecondazione eterologa, a Niguarda si parte a gennaio: 203 coppie già selezionate

Da gennaio saranno effettuate le prime fecondazioni eterologhe in Lombardia sulle 203 coppie già selezionate. La banca di crioconservazione realizzata all’ospedale Niguarda è pronta e da oggi ospita i gameti che saranno utilizzati. “Con l’arrivo di questi primi gameti – ha sottolineato Maurizio Bini, direttore del Centro di Diagnosi e Terapia della sterilità di Niguarda – a gennaio saremo pronti per effettuare le prime procedure di fecondazione eterologa alle coppie in lista di attesa”.

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Fecondazione assistita, non esiste un maggior rischio genetico. Il parere di Marina Baldi

Il rischio genetico di far nascere un bambino con anomalia genetica o congenita è del 3%, sia con una gravidanza naturale che assistita. Si tratta di un rischio che non è prevedibile con alcun tipo di test né procedura assistita. A seguito del doloroso episodio di cronaca del bimbo malato nato all’Ospedale Sant’Anna di Torino, la Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), riunita in questi giorni a congresso a Milano, intende fare chiarezza su alcuni aspetti della procedura di procreazione medicalmente assistita per ribadire la necessità di una corretta informazione e comunicazione alle coppie.

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“Willow”: Milcho Manchevski e il salice della vita

Celebre per il suo Prima della pioggia, Leone d’Oro alla 51a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il registra macedone Milcho Manchevski presenta ora alla Festa del Cinema di Roma il suo nuovo film, intitolato Willow. Girato tra la Macedonia del Nord e l’Ungheria, la pellicola è suddivisa in tre storie, ognuna delle quali con protagonista una donna. Tre storie agrodolci che esplorano i temi dell’amore, della fiducia e della maternità.

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Fecondazione assistita, da Chianciano nuove tecniche anti-age focalizzate sull’apparato riproduttivo

«L’aumento dell’età media delle donne alla ricerca del primo figlio – afferma Alfonso Maria Irollo, responsabile medico del Centro Pma Chianciano Salute – ha richiesto lo studio di una nuova terapia basata sulla rigenerazione e rivitalizzazione dell’apparato riproduttivo femminile offrendo un supporto o un’alternativa alle procedura di eterologa femminile.

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Concepire in provetta, viaggio nei numeri della Pma

‘La procreazione medicalmente assistita ha un ruolo fondamentale nella capacita’ riproduttiva del popolo italiano: 2 bambini su 10 vengono dalla Pma. Oggi in Italia si fanno 75.000 Pma l’anno, di cui 35.000 sono eterologhe. La popolazione fertile ricorre almeno nel 12-14% dei casi alla procreazione assistita’. A parlare, intervistato dall’agenzia Dire, e’ Luca Mencaglia, presidente Fondazione PMA e direttore della Rete regionale sulla prevenzione e cura dell’infertilita’ della Regione Toscana.
‘La procreazione medicalmente assistita e’ cambiata- continua il professore- perche’ i risultati sono cambiati. Fino a 10 anni fa avevamo il 10-15% delle gravidanze in tutti i soggetti che si avvicinano alla Pma, oggi viaggiamo su stime del 40%’. Per quanto riguarda l’eterologa, ‘e’ possibile in Italia solo da 4 anni, prima era vietata dalla Legge 40. Erano 35.000 le coppie che si cimentavano nel viaggio della speranza verso la Spagna, la Grecia e i paesi dell’Est. Numeri che si sono ridotti in parte perche’ si puo’ fare l’eterologa in Italia, ma sono ancora 10.000 le coppie costrette ad andare all’estero’. Resta infatti un vulnus nel nostro Paese: ‘Non e’ possibile fare una donazione in Italia, dobbiamo ricorrere alle banche straniere. Non e’ piu’ la coppia che deve andare all’estero, ma sono i gameti che vengono importati dall’estero per arrivare nel nostro paese’.

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Carmen Consoli parla di suo figlio nato con la fecondazione assistita

“Premessa: un figlio è meglio farlo con un marito ed è meglio dare a un bambino una famiglia. Ma ero single, a 38 anni, un’età biologica avanzata.”

Premessa: un figlio è meglio farlo con un marito ed è meglio dare a un bambino una famiglia, anche omogenitoriale, anche se io sono per la famiglia tradizionale. Ma ero single, a 38 anni, un’età biologica avanzata, mi trovavo sola con mia madre, dopo la morte di papà; a Natale, alle Maldive con lei, pensavo alle case, le terre ereditate: eravamo sole, va allargata la famiglia, penso”. A parlare così èCarmen Consoli che si è raccontata in una lunga intervista al settimanale 7 del Corriere della Sera.

La cantante ha avuto Carlo, che oggi ha 5 anni, grazie alla fecondazione assistita e ora il bambino vive con la cantante e con sua nonna, Rosa. Un uomo, certo, avrebbe potuto trovarlo, un “fan o toy boy”, dice Carmen. “Ma – aggiunge – non volevo illudere il “poveretto”. Non volevo illudere nessuno, né dare a mio figlio una famiglia che si sarebbe sfasciata. Mi sono informata, ho letto studi su ragazzi ormai maggiorenni nati con la fecondazione assistita da genitori single: con il giusto amore, e i punti di riferimento, crescono come ragazzi di famiglie etero cosiddette normali. Andai allora a Londra, dove è possibile fare la fecondazione assistita con il non anonimato del donatore: Carlo potrà sapere chi è il padre, se vorrà.

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Anne Hathaway e Natalie Imbruglia annunciano le loro gravidanze

L’attrice statunitense e la cantante australiana dichiarano quasi contemporaneamente sui social di aspettare un figlio. E raccontano come le loro gravidanze siano frutto di percorsi non semplici, tra problemi di infertilità e ricorsi alla fecondazione in vitro

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