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Fecondazione assistita, non esiste un maggior rischio genetico. Il parere di Marina Baldi

Il rischio genetico di far nascere un bambino con anomalia genetica o congenita è del 3%, sia con una gravidanza naturale che assistita. Si tratta di un rischio che non è prevedibile con alcun tipo di test né procedura assistita. A seguito del doloroso episodio di cronaca del bimbo malato nato all’Ospedale Sant’Anna di Torino, la Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), riunita in questi giorni a congresso a Milano, intende fare chiarezza su alcuni aspetti della procedura di procreazione medicalmente assistita per ribadire la necessità di una corretta informazione e comunicazione alle coppie.

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“Willow”: Milcho Manchevski e il salice della vita

Celebre per il suo Prima della pioggia, Leone d’Oro alla 51a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il registra macedone Milcho Manchevski presenta ora alla Festa del Cinema di Roma il suo nuovo film, intitolato Willow. Girato tra la Macedonia del Nord e l’Ungheria, la pellicola è suddivisa in tre storie, ognuna delle quali con protagonista una donna. Tre storie agrodolci che esplorano i temi dell’amore, della fiducia e della maternità.

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Fecondazione assistita, da Chianciano nuove tecniche anti-age focalizzate sull’apparato riproduttivo

«L’aumento dell’età media delle donne alla ricerca del primo figlio – afferma Alfonso Maria Irollo, responsabile medico del Centro Pma Chianciano Salute – ha richiesto lo studio di una nuova terapia basata sulla rigenerazione e rivitalizzazione dell’apparato riproduttivo femminile offrendo un supporto o un’alternativa alle procedura di eterologa femminile.

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Concepire in provetta, viaggio nei numeri della Pma

‘La procreazione medicalmente assistita ha un ruolo fondamentale nella capacita’ riproduttiva del popolo italiano: 2 bambini su 10 vengono dalla Pma. Oggi in Italia si fanno 75.000 Pma l’anno, di cui 35.000 sono eterologhe. La popolazione fertile ricorre almeno nel 12-14% dei casi alla procreazione assistita’. A parlare, intervistato dall’agenzia Dire, e’ Luca Mencaglia, presidente Fondazione PMA e direttore della Rete regionale sulla prevenzione e cura dell’infertilita’ della Regione Toscana.
‘La procreazione medicalmente assistita e’ cambiata- continua il professore- perche’ i risultati sono cambiati. Fino a 10 anni fa avevamo il 10-15% delle gravidanze in tutti i soggetti che si avvicinano alla Pma, oggi viaggiamo su stime del 40%’. Per quanto riguarda l’eterologa, ‘e’ possibile in Italia solo da 4 anni, prima era vietata dalla Legge 40. Erano 35.000 le coppie che si cimentavano nel viaggio della speranza verso la Spagna, la Grecia e i paesi dell’Est. Numeri che si sono ridotti in parte perche’ si puo’ fare l’eterologa in Italia, ma sono ancora 10.000 le coppie costrette ad andare all’estero’. Resta infatti un vulnus nel nostro Paese: ‘Non e’ possibile fare una donazione in Italia, dobbiamo ricorrere alle banche straniere. Non e’ piu’ la coppia che deve andare all’estero, ma sono i gameti che vengono importati dall’estero per arrivare nel nostro paese’.

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Carmen Consoli parla di suo figlio nato con la fecondazione assistita

“Premessa: un figlio è meglio farlo con un marito ed è meglio dare a un bambino una famiglia. Ma ero single, a 38 anni, un’età biologica avanzata.”

Premessa: un figlio è meglio farlo con un marito ed è meglio dare a un bambino una famiglia, anche omogenitoriale, anche se io sono per la famiglia tradizionale. Ma ero single, a 38 anni, un’età biologica avanzata, mi trovavo sola con mia madre, dopo la morte di papà; a Natale, alle Maldive con lei, pensavo alle case, le terre ereditate: eravamo sole, va allargata la famiglia, penso”. A parlare così èCarmen Consoli che si è raccontata in una lunga intervista al settimanale 7 del Corriere della Sera.

La cantante ha avuto Carlo, che oggi ha 5 anni, grazie alla fecondazione assistita e ora il bambino vive con la cantante e con sua nonna, Rosa. Un uomo, certo, avrebbe potuto trovarlo, un “fan o toy boy”, dice Carmen. “Ma – aggiunge – non volevo illudere il “poveretto”. Non volevo illudere nessuno, né dare a mio figlio una famiglia che si sarebbe sfasciata. Mi sono informata, ho letto studi su ragazzi ormai maggiorenni nati con la fecondazione assistita da genitori single: con il giusto amore, e i punti di riferimento, crescono come ragazzi di famiglie etero cosiddette normali. Andai allora a Londra, dove è possibile fare la fecondazione assistita con il non anonimato del donatore: Carlo potrà sapere chi è il padre, se vorrà.

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Anne Hathaway e Natalie Imbruglia annunciano le loro gravidanze

L’attrice statunitense e la cantante australiana dichiarano quasi contemporaneamente sui social di aspettare un figlio. E raccontano come le loro gravidanze siano frutto di percorsi non semplici, tra problemi di infertilità e ricorsi alla fecondazione in vitro

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Pma: primo intervento di fecondazione assistita in Calabria

Storico traguardo all’ospedale Pugliese di Catanzaro: impiantato il primo embrione

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Procreazione assistita, i numeri del 2017 in Italia

Più figli con la procreazione assistita con donazione di gameti. Stabile invece la situazione per la fecondazione senza donazione di seme od ovociti. In generale più coppie accedono ai trattamenti, con un maggior numero di bambini nati e di cicli effettuati.

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Dopo due figli nati grazie alla fecondazione assistita, è arrivata la gravidanza naturale

Questa settimana racconterò la storia di una donna che ha combattuto una battaglia importante, come quella della fecondazione assistita, affinché la sua testimonianza possa offrire coraggio a chiunque stia affrontando questo doloroso percorso. 

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La bambina nata dopo la morte del padre con fecondazione assistita ha diritto al cognome paterno

A stabilirlo la Cassazione che si è espressa sul caso di una donna che con il consenso del marito defunto aveva dato alla luce una bambina e aveva chiesto al comune di riconoscerla come figlia legittima.

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