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Amy Schumer sceglie la fecondazione in vitro per una seconda gravidanza

Amy Schumer contro ogni tabù. La comica e attrice americana ha raccontato sul suo profilo Instagram di aver scelto la fecondazione in vitro per dare un fratello al primogenito nato lo scorso maggio. Descrivendo le sue emozioni e il suo malessere e chiedendo consigli ai follower su una pratica medica che divide ancora l’opinione pubblica. Ma che viene scelta sempre più spesso da coppie del mondo dello spettacolo e non solo.

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Anne Hathaway e Natalie Imbruglia annunciano le loro gravidanze

L’attrice statunitense e la cantante australiana dichiarano quasi contemporaneamente sui social di aspettare un figlio. E raccontano come le loro gravidanze siano frutto di percorsi non semplici, tra problemi di infertilità e ricorsi alla fecondazione in vitro

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Helen Gration, mamma a 51 anni

La storia di Helen Gration: “Voglio che altre donne della mia generazione e della mia età sappiano che la maternità non si esaurisce a trent’anni.”

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Ecco il nuovo test che svela i segreti dell’infertilità maschile

Uno studio inglese ha sviluppato una nuova tecnica in grado di esaminare la composizione molecolare degli spermatozoi senza danneggiarli e permettendo, quindi, il loro utilizzo nei trattamenti di fertilità.

 

(Foto: HENNING BAGGER/AFP/Getty Images)
(Foto: HENNING BAGGER/AFP/Getty Images)

Un nuovo test in grado di esaminare gli spermatozoi umani senza danneggiarli. A svilupparlo sono stati i ricercatori dell’Università di Sheffield, che raccontano su Molecular Human Reproduction come questa nuova tecnica possa migliorare notevolmente la diagnosi di infertilità maschile. Infatti, il nuovo test utilizza la cosiddetta spettroscopia a risonanza magnetica per esaminare le molecole nello sperma vivo, riuscendo a individuare gli spermatozoi buoni e quelli cattivi, permettendo inoltre che lo sperma esaminato possa essere utilizzato successivamente nei trattamenti di fertilità.

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Uomini concepiti con ICSI a rischio infertilità?

Gli uomini concepiti grazie alla tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita chiamata ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo) correrebbero il rischio di andare incontro a loro volta a difficoltà riproduttive, a causa di una ridotta quantità di spermatozoi.
È quanto emerge da uno studio belga pubblicato sulla rivista Human Reproduction.screen_interno_icsi

Secondo i ricercatori, l’ICSI effettuata per grave infertilità da fattore maschile potrebbe portare alla stessa condizione del padre.

I soggetti inseriti nello studio presentavano infatti circa la metà della concentrazione spermatica, e un numero di spermatozoi mobili due volte inferiore rispetto ai soggetti concepiti naturalmente.

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Batteri in utero: un dogma che crolla. Con possibili conseguenze cliniche

Sembra proprio che varie popolazioni microbiche popolino l’endometrio, la superficie di rivestimento interno dell’utero. E in caso di fecondazione in vitro, il tipo di batteri presenti potrebbe influenzarne l’esito.

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GRAVIDANZA E DINTORNI – L’interno dell’utero non è sterile: ci sono batteri anche lì. E in chi si sottopone a fecondazione in vitro questi batteri potrebbero avere molto a che fare con il successo o l’insuccesso della tecnica. A dirlo sono i risultati di un piccolo studio – preliminare ma significativo – pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology da un gruppo di ricercatori spagnoli, afferenti per lo più a vari centri privati di PMA (procreazione medicalmente assistita).

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