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Donna guarita dal cancro partorisce: la speciale fecondazione in vitro

Prelevati, maturati, congelati e poi fecondati. Il tutto in un laboratorio. Si tratta degli ovociti di una donna francese, con cancro al seno e resa sterile dalla chemioterapia, che è riuscita a portare a temine una gravidanza, partorendo un bambino nato grazie a una speciale procedura di fecondazione in vitro. Si tratta di una prima mondiale appena descritta sulle pagine della rivista Annals of Oncology da un team di ricercatori dell’ospedale universitario francese Antoine Beclere, che è riuscito per la prima volta a far maturare gli ovociti della donna in laboratorio per poi congelarli e successivamente, dopo 5 anni, fecondarli con successo.

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Amy Schumer sceglie la fecondazione in vitro per una seconda gravidanza

Amy Schumer contro ogni tabù. La comica e attrice americana ha raccontato sul suo profilo Instagram di aver scelto la fecondazione in vitro per dare un fratello al primogenito nato lo scorso maggio. Descrivendo le sue emozioni e il suo malessere e chiedendo consigli ai follower su una pratica medica che divide ancora l’opinione pubblica. Ma che viene scelta sempre più spesso da coppie del mondo dello spettacolo e non solo.

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Anne Hathaway e Natalie Imbruglia annunciano le loro gravidanze

L’attrice statunitense e la cantante australiana dichiarano quasi contemporaneamente sui social di aspettare un figlio. E raccontano come le loro gravidanze siano frutto di percorsi non semplici, tra problemi di infertilità e ricorsi alla fecondazione in vitro

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Helen Gration, mamma a 51 anni

La storia di Helen Gration: “Voglio che altre donne della mia generazione e della mia età sappiano che la maternità non si esaurisce a trent’anni.”

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Ecco il nuovo test che svela i segreti dell’infertilità maschile

Uno studio inglese ha sviluppato una nuova tecnica in grado di esaminare la composizione molecolare degli spermatozoi senza danneggiarli e permettendo, quindi, il loro utilizzo nei trattamenti di fertilità.

 

(Foto: HENNING BAGGER/AFP/Getty Images)
(Foto: HENNING BAGGER/AFP/Getty Images)

Un nuovo test in grado di esaminare gli spermatozoi umani senza danneggiarli. A svilupparlo sono stati i ricercatori dell’Università di Sheffield, che raccontano su Molecular Human Reproduction come questa nuova tecnica possa migliorare notevolmente la diagnosi di infertilità maschile. Infatti, il nuovo test utilizza la cosiddetta spettroscopia a risonanza magnetica per esaminare le molecole nello sperma vivo, riuscendo a individuare gli spermatozoi buoni e quelli cattivi, permettendo inoltre che lo sperma esaminato possa essere utilizzato successivamente nei trattamenti di fertilità.

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Uomini concepiti con ICSI a rischio infertilità?

Gli uomini concepiti grazie alla tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita chiamata ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo) correrebbero il rischio di andare incontro a loro volta a difficoltà riproduttive, a causa di una ridotta quantità di spermatozoi.
È quanto emerge da uno studio belga pubblicato sulla rivista Human Reproduction.screen_interno_icsi

Secondo i ricercatori, l’ICSI effettuata per grave infertilità da fattore maschile potrebbe portare alla stessa condizione del padre.

I soggetti inseriti nello studio presentavano infatti circa la metà della concentrazione spermatica, e un numero di spermatozoi mobili due volte inferiore rispetto ai soggetti concepiti naturalmente.

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Batteri in utero: un dogma che crolla. Con possibili conseguenze cliniche

Sembra proprio che varie popolazioni microbiche popolino l’endometrio, la superficie di rivestimento interno dell’utero. E in caso di fecondazione in vitro, il tipo di batteri presenti potrebbe influenzarne l’esito.

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GRAVIDANZA E DINTORNI – L’interno dell’utero non è sterile: ci sono batteri anche lì. E in chi si sottopone a fecondazione in vitro questi batteri potrebbero avere molto a che fare con il successo o l’insuccesso della tecnica. A dirlo sono i risultati di un piccolo studio – preliminare ma significativo – pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology da un gruppo di ricercatori spagnoli, afferenti per lo più a vari centri privati di PMA (procreazione medicalmente assistita).

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