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Incinta dopo il cancro. Giovanna: Così mi sono ripresa la vita

Giovanna Marrone: quando scopri il cancro a 29 anni ti senti la più sfortunata dell’universo

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“Quando ti diagnosticano un tumore al seno, tra l’altro tra i più aggressivi un cosiddetto triplonegativo, a 29 anni ti senti la più “sfigata” dell’universo. Non mi piacciono le etichette, quelle che parlano di percorsi di crescita e maturazione interiore affrontati col cancro, racconti di percorsi di cambiamento, di miglioramento emotivo… la malattia non ti migliora semmai di aiuta a dare il giusto peso al tempo , che comprendi quanto sia davvero prezioso.
Ogni donna che si sente dire quella parola non credo voglia sentirsi affibbiare etichette e luoghi comuni. No, non chiamatemi guerriera, non ho voluto io questa guerra e sono consapevole di essere stata più fortunata di tante altre donne “.
Dalla diagnosi del cancro alla guarigione. Il prima e il dopo di una vita con al centro la battaglia più dura: quella contro il cancro al seno.
La storia di Giovanna Marrone è una di quelle storie che danno grande speranza, perché Giovanna è riuscita a sconfiggere un tumore e ora aspetta una bimba.

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Coronavirus, gravidanza e allattamento: il vademecum degli esperti

Le neomamme affette da coronavirus – o che sospettano di esserlo – possono continuare ad allattare il piccolo al seno? Se si è in gravidanza, che rischi si corrono? La Sin, società italiana di neonatologia, ha provato a rispondere a queste domande compilando un piccolo vademecum “ad interim”, cioè considerando i dati disponibili fino al 27 febbraio del 2020.

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Timori e ignoto: i figli della “pma”

Il desiderio di un figlio è nella natura umana. Le condizioni sociali nel tempo sono più volte mutate, il numero dei figli generati è diminuito, come la mortalità infantile e puerperale, le famiglie sempre meno numerose hanno assunto la condizione nucleare e ultimamente monogenitoriale. Pochi figli potrebbero significare anche figli più voluti e maggiormente investiti di attese. In questa cultura profondamente cambiata, avere un figlio a volte non è più un desiderio ma un diritto narcisistico acquisito, quasi come un prodotto commerciale.

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Ostetriche contro il Coronavirus: visite a domicilio in Lombardia

A combattere contro il Coronavirus in Lombardia, dove continua a salire il numero dei contagi e dei decessi, scendono in campo anche le ostetriche, che hanno risposto all’sos lanciato dall’Agenzia di tutela della Salute di Bergamo per arginare l’emergenza. Così, le professioniste iscritte all’albo dell’Ordine della professione ostetrica interprovinciale di Bergamo, Cremona, Lodi, Milano e Monza-Brianza si sono rese disponibili anche per andare al domicilio da mamme e neomamme con l’obiettivo di ridurre al minimo la presenza di queste ultime e dei loro bambini nei pronto soccorso.

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Donna e aborto spontaneo: quando il sostegno psicologico è necessario

Quando una donna decide di affrontare una gravidanza sa che potrebbe trovarsi a fare i conti con alcuni rischi, sia fisici che psicologici. Uno di questi riguarda anche la possibilità di non riuscire a portare a termine la gravidanza. L’aborto spontaneo infatti è un evento molto comune che, secondo le statistiche, in Italia capita a 1 donna su 5 che aspetta un bambino. E proprio a causa della frequenza con cui capita, molte donne si trovano a veder sminuito il loro dolore, molto spesso anche dai propri familiari. “Capita a tutte”, “Non intristirti”, “Non lamentarti, può succedere”, sono alcune delle frasi che più spesso si sentono dire.

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Centro procreazione assistita, primo test positivo

Il servizio, avviato grazie alla stretta, costante collaborazione tra Comune e Asl, diventerà un importante punto di riferimento per le coppie che non riescono ad avere figli. A comunicarlo è la Direzione della Asl. Nel giugno del 2019 era già iniziata la procreazione assistita di primo livello (inseminazione intrauterina). Il 19 febbraio 2020 è arrivata, per il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale di l’Aquila, la notizia tanto attesa del primo test di gravidanza positivo con fecondazione assistita di secondo livello ed Embryo Transfer (fecondazione in vitro).

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Donna guarita dal cancro partorisce: la speciale fecondazione in vitro

Prelevati, maturati, congelati e poi fecondati. Il tutto in un laboratorio. Si tratta degli ovociti di una donna francese, con cancro al seno e resa sterile dalla chemioterapia, che è riuscita a portare a temine una gravidanza, partorendo un bambino nato grazie a una speciale procedura di fecondazione in vitro. Si tratta di una prima mondiale appena descritta sulle pagine della rivista Annals of Oncology da un team di ricercatori dell’ospedale universitario francese Antoine Beclere, che è riuscito per la prima volta a far maturare gli ovociti della donna in laboratorio per poi congelarli e successivamente, dopo 5 anni, fecondarli con successo.

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Bambini arcobaleno, i bimbi che portano luce

L’aborto o la perdita prematura di un figlio sono un evento che segna una pagina nera nella vita di due genitori, in particolare quella della mamma che spesso viene travolta dall’evento senza poter far nulla e sentendosi colpevole di non essere stata in grado di tenere dentro di se il frutto della vita. Dopo una tempesta però torna sempre a splendere il sole e spesso in cielo compare un meraviglioso arcobaleno colorato. I bambini arcobaleno sono quei bimbi che arrivano dopo una grave perdita a riportare colore e gioia nella vita dei genitori. 

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Intervento su una donna incinta: salve madre e figlia

Un eccezionale intervento chirurgico al Policlinico Federico II di Napoli ha salvato la vita a una bimba che è ancora nel grembo materno e alla sua coraggiosa mamma. A eseguire l’operazione, mai effettuata prima in Italia e con pochi eguali nel mondo, l’équipe di cardiochirurghi guidata da Emanuele Pilato. La storia della piccola e della mamma 37enne (chiamata Francesca con un nome di fantasia per rispettarne la privacy) comincia con una richiesta di controllo al Centro per le gravidanze a rischio del policlinico federiciano, dove la donna arriva con una diagnosi di “possibile infezione virale al quarto mese di gravidanza”.

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«Dopo 1.200 giorni di tentativi non sono incinta»: la storia di Tara

Dopo tre anni (1200 giorni) tentativi falliti, ha postato su Instagram le foto del suo ultimo test di gravidanza. Una sola riga rossa, non incinta. L’ha fatto perché non riusciva più a trattenere la solitudine, il dolore ogni volta, di un’attesa mai ripagata. In migliaia hanno commentato, dato conforto, condiviso le proprie storie finché il 13 gennaio il post di Tara Engelberg, 33 anni, di Denver in Colorado, è stato pubblicato dal marchio lifestyle, Motherly, diventando virale. A seguirla ora sono donne da tutto il mondo.

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