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Georgette Polizzi a un passo dal parto, la dedica alla figlia Sole è dolcissima

L’influencer e stilista Georgette Polizzi tra poche settimane darà alla luce finalmente sua figlia e, nell’attesa, ha postato su Instagram una dolce dedica per lei

Georgette Polizzi è un’influencer e stilista, nota al pubblico per la sua partecipazione al reality Temptation Island. Dopo questa esperienza televisiva, Georgette ha iniziato ad avere un grande seguito suoi social dove tuttora racconta la sua vita a 360 gradi, tra gioie e dolori. Qualche anno fa, la 39enne ha scoperto di avere la sclerosi multipla, malattia che è riuscita ad affrontare con grande forza. Accanto a lei c’è sempre stato il marito Davide Tresse che l’ha supportata durante tutto il suo percorso, senza mai voltarle le spalle. Tra poco i due diventeranno genitori e non potrebbero essere più felici di così!

Essere mamma è sempre stato il sogno più grande della Polizzi, che però, per realizzarlo, ha dovuto lottare con tutta se stessa. A tal proposito, qualche tempo fa, aveva raccontato: “La sclerosi multipla non impedisce di essere madre. Ciò che impedisce ad una coppia di avere un figlio è l’infertilità. In questo caso sono io, che da giovane ho subito un intervento. A 20 anni mi hanno rimosso le tube e quindi non avevo la possibilità di avere un figlio naturalmente”. Oggi però la Polizzi può affermare che i sogni possono diventare realtà, come ha ricordato nel suo ultimo post pubblicato su Instagram.

La stilista ha confidato ai suoi follower che, a causa delle sua delicata condizione di salute, ricorrerà a un cesareo. Al parto manca davvero poco e ieri ha postato le foto dell’ultima ecografia. Ad accompagnare le tenere immagini, una dedica dolcissima per la piccola Sole: “Non so se sarò una mamma perfetta, ma ti giuro con tutta me stessa, che farò tutto il possibile per renderti una bambina felice e serena. Voglio donarti tutto l’amore che meriti… sei il regalo più grande che la vita abbia mai deciso di farmi”.

Verso la fine del meraviglioso messaggio dedicato alla figlia, la Polizzi ha anche citato la sua malattia: “Sono in debito con te, perché da quando ci sei tu nella mia pancia la bastarda non si fa più sentire”. Ed è proprio così che l’influencer chiama la sclerosi multipla, colei che ha cercato di metterle i bastoni fra le ruota senza però riuscirci. Sul suo profilo Instagram, la stilista parla spesso della sua malattia e del percorso di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), sensibilizzando i suoi follower su temi tanto delicati. Un’influencer che va oltre la pubblicazione di foto e video perfetti, cercando di trasmettere messaggi forti e di spessore. Non possiamo che augurare il meglio a questa splendida famiglia!

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Basso peso alla nascita, parto prematuro, aborti spontanei: i danni del fumo durante la gravidanza

Questi i rischi per le gestanti (e i loro nascituri) determinati dalle sigarette nel corso della gestazione. Attenzione anche al fumo passivo

Se necessario, il più grande regalo che una mamma incinta possa fare al suo bambino è smettere di fumare. I pericoli associati al fumo in gravidanza sono infatti molto significativi. E comportano un incremento dei rischi per la salute del nascituro: dall’aumentata probabilità di una gravidanza extrauterina all’eventualità di parto prematuro, basso peso alla nascita e aborto spontaneo. Circostanze, queste ultime, confermate da uno studio coordinato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Rotterdam. I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista «Human Reproduction».

Lo sviluppo embrionale condizionato dal fumo di sigaretta

Gli autori hanno seguito quasi 700 donne rimaste in dolce attesa tra il 2010 e il 2018. Obiettivo: valutare l’impatto del fumo di sigaretta sullo sviluppo embrionale sia nel periodo preconcezionale (da tre mesi prima) sia nel corso della gravidanza (dieci settimane). Lo studio è stato condotto ricorrendo alle immagini ecografiche e alla realtà virtuale. Così – a partire dalla decima settimana di gravidanza – è stato possibile osservare un ritardo medio di circa un giorno nello sviluppo dei nascituri. Periodo quasi raddoppiato (1,6 giorni) nei feti ottenuti da processi di procreazione medicalmente assistita. Un ritardo che, osservando le gestanti fino al termine dei nove mesi, non è mai stato recuperato. E ha portato così a registrare un rischio più alto di vedere nascere bambini con un peso inferiore a quello atteso e rilevato dai coetanei nati da donne non fumatrici. «I risultati di questo studio enfatizzano l’importanza della cessazione dal fumo già nel periodo che precede il concepimento – afferma Delek Rousian, ginecologa dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam e coordinatrice dello studio – . Se possibile, le donne dovrebbero smettere di fumare dal momento in cui pianificano la gravidanza. Ma se ciò non accade, è comunque importante farlo quanto prima, nel corso dei nove mesi». 

Il fumo provoca anche danni diretti

La premessa è che la nicotina ha un’azione vasocostrittiva. Riduce cioè l’afflusso di nutrienti verso gli organi. E tra questi, nel caso delle donne incinte, c’è la placenta. Questa, ricevendo meno nutrienti, determina una ricaduta negativa sulla crescita del feto. Ecco spiegate le conseguenze del fumo durante la gestazione: più parti prematuri, più aborti spontanei, bambini con peso più basso nascita (con il rischio di ricoveri più lunghi), in generale un rischio più alto di complicanze. Oltre a quanto detto, occorre considerare che il fumo può danneggiare direttamente il bambino, attraverso un percorso oramai ben documentato e noto a medici e ginecologi. Quando si fuma vengono infatti inalate oltre quattromila sostanze dannose che dai polmoni della mamma raggiungono il flusso sanguigno. Da qui, attraverso la placenta e il cordone ombelicale raggiungono il feto. Con quali conseguenze? L’effetto principale riguarda la riduzione dell’apporto di ossigeno, essenziale per la corretta crescita del bambino. Un suo ridotto apporto può interferire con il corretto sviluppo dei polmoni e costringe il cuore a pompare con una maggiore frequenza. I danni del fumo si protraggono anche dopo la nascita: la nicotina assunta dalla mamma passa al neonato attraverso il latte materno rendendolo irritabile. Il fumo aumenta inoltre il rischio di morte in culla di almeno il 25 per cento.

Vaccino sicuro: “Preserva la fertilità della donna, protegge la gravidanza”

Semaforo verde alla profilassi dai centri di procreazione medicalmente assistita. “Risulta rischioso invece contrarre il Covid senza lo scudo degli anticorpi durante la gestazione”

Vaccino anti-Covid ben tollerato nelle gestanti, senza interferenze sulla fertilità. Raccomandato anche per quante desiderano iniziare un percorso di fecondazione assistita. “Attualmente gli studi dicono che il vaccino non incide sulla fertilità. Non ci stancheremo mai di ripeterlo – dichiara Daniela Galliano, medico specialista in ostetricia e ginecologia, responsabile del Centro Pma (procreazione medicalmente assistita) IVI di Roma, ribadisce questo concetto alla luce del rapporto sulla sicurezza presentato dall’Aifa.

Immunità umorale

“I vaccini che rientrano nella categoria mRNA, in particolare – spiega la dottoressa Galliano – contribuiscono a creare proteine comuni al Sars-Cov-2, sviluppando nell’ immunità umorale gli anticorpi che ci difenderebbero dal virus, in caso di aggressione rivolta contro il nostro organismo. Resta fondamentale proteggere la salute della mamma, già delicata in gravidanza, e la crescita del bambino (nelle fasi di sviluppo intrauterino e dopo la nascita, ndr). Le vaccinazioni in gravidanza stimolano la mamma a produrre anticorpi che vengono trasmessi al bambino attraverso la placenta.  Si può dire che è come se il bambino nascesse già immunizzato”.

Tecniche di fecondazione

Nessuna controindicazione a questo riguardo viene mossa per quante desiderano iniziare un percorso di fecondazione assistita. Uno studio condotto in Spagna su pazienti che hanno contratto e poi superato il Coronavirus ha preso in considerazione i livelli dell’ormone antimulleriano (AMH) prima e dopo il Covid, e ha dimostrato che la riserva ovarica femminile non viene attaccata. Quindi, le possibilità di successo di un trattamento di PMA rimangono intatte anche dopo aver contratto il Covid-19. Anche in questo caso però è fortemente consigliato che la donna che si sottopone al trattamento abbia ricevuto il vaccino.

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6 cose che ogni donna dovrebbe sapere per preservare la fertilità

Spesso anche a causa della disinformazione, capita che le coppie non riescano a esaudire il desiderio di genitorialità. L’esperta ci spiega cosa tenere in considerazione per preservare al meglio la propria fertilità

Nei primi nove mesi del 2021 in Italia, secondo i dati ISTAT, sono nati 12.500 bambini in meno rispetto all’anno precedente, e a fine anno gli abitanti sono scesi sotto i 59 milioni. La denatalità è fortemente connessa a fattori sociali e culturali ed è necessario sensibilizzare ancor più le coppie in merito ai tempi della vita fertile. 

Una volta la famiglia veniva costituita presto e le gravidanze si conseguivano in giovane età, ma le necessità di studio e carriera, la maggiore difficoltà a trovare un partner o un lavoro stabile portano sia le donne che le coppie a posticipare la gravidanza. 

Capita inoltre ancora molto spesso che, anche a causa della disinformazione, le coppie non riescano a esaudire il desiderio di genitorialità nei «tempi corretti». 

Non da ultimo, anche il Covid può influire, in questo caso sulla fertilità maschile. Un’indagine pubblicata sulla rivista specializzata Fertility and Sterility ha analizzato campioni da 120 uomini con un’età media di 35 anni in diversi momenti dopo la guarigione. Cosa ne è uscito? Che i campioni di 35 di queste persone hanno mostrato una riduzione del 60% nella motilità degli spermatozoi a un mese dalla guarigione e un calo numerico del 37%. Fortunatamente sembra essere una condizione transitoria: all’aumento dei giorni dalla cessazione dei sintomi, la qualità dello sperma è tornata a crescere fino a riassestarsi definitivamente dopo tre mesi.

Con la dottoressa Ilaria Caliari, specialista in ostetricia e ginecologia del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza, del Gruppo San Donato, abbiamo affrontato i temi chiave che ogni coppia dovrebbe conoscere per prevenire problemi di infertilità e preservare la sua fertilità nel tempo.

Ecco le sei cose fondamentali che dovreste sapere e tenere in considerazione, soprattutto se state pensando di diventare genitori.

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Carolina Marconi, dopo la paura «mi godo il Natale come non mai»

A pochi giorni dall’ultima mammografia, la showgirl venezuelana, che quest’anno ha lottato contro un tumore al seno, si gode le feste circondata d’amore: «Sono grata alla vita», scrive su Instagram nel suo post d’auguri ai fan. «Sto bene, un po’ acciaccata ma con accanto le persone che amo» 

Senza parrucca ma con un allegro cerchietto con corna di renna in testa. Così Carolina Marconi, a distanza di poco più di un mese dall’ultima chemio e a qualche giorno dall’ultima mammografia, ha voluto porgere i suoi auguri di Natale ai fan dal suo profilo Instagram. Con lei, nella foto scattata da suo fratello Leonardo, il fidanzato Alessandro Tulli, che nei lunghi giorni della malattia le è sempre stato accanto, e i loro chihuahua Zora e Achille. «Mi sto godendo il Natale come non mai», scrive la showgirl venezuelana. «Sto assaporando ogni minimo particolare… la compagnia, il volerci bene, il raccontarci ed ascoltarci… […] Sono qui con mille pensieri, vorrei dirvi talmente tante tante cose che l’unica che sento di estrapolare dal mio cuore è dirvi che sono grata alla vita perché ora sto bene anche se un po’ acciaccata, ma con accanto le persone che amo… vi auguro un Buon Natale, voletevi bene il resto non conta», conclude firmandosi, come ormai da qualche mese a questa parte, «La vostra Pelatina».

Un messaggio di speranza e di gioia vera, unite al sollievo di aver chiuso finalmente un capitolo di sofferenza e di paura. La ex gieffina aveva scoperto di avere un tumore al seno, piccolo ma molto aggressivo, durante una mammografia, richiesta per iniziare un percorso di fecondazione assistita. Ad aprile si era sottoposta all’intervento chirurgico poi aveva iniziato la chemioterapia: «È stato come un fulmine che mi ha trafitto», aveva raccontato, parlando del suo percorso, qualche mese fa. «Mi è crollato il mondo addosso, sono stata tanto male, ma quando passi un momento così non sai di avere quella forza. Anch’io mi stupisco a volte della forza che mi è uscita».

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Fertilità dopo il tumore: le nuove cure per preservarla

Oggi è più facile diventare mamma dopo un tumore

Cresce la richiesta di interventi per preservare la fertilità, in vista di una successiva gravidanza. Cresce la richiesta di interventi per preservare la fertilità, in vista di una successiva gravidanza. Tra le cause anche l’aumento dei tumori giovanili: oggi l’eventualità di non poter avere figli a causa delle cure non è più accettato come un effetto inevitabile.

«Il danno ovarico dipende dal farmaco, dalla dose, dall’età e dalla riserva ovarica della paziente. Anche la radioterapia aumenta il rischio di insufficienza ovarica precoce» spiega Mario Preti, professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Torino e membro del Comitato Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi. «La crioconservazione del tessuto ovarico è la soluzione più innovativa a fianco delle altre (protezione farmacologica con analoghi del GnRH, congelamento degli embrioni, congelamento degli ovociti, trasposizione ovarica).

Con l’intervento in laparoscopia si asporta una porzione periferica dell’ovaio che contiene i follicoli primordiali con ovociti immaturi, resistenti a congelamento e scongelamento. Per ripristinare la fertilità si trapianta il tessuto ovarico crioconservato nella porzione di ovaio rimanente o nella parete addominale. È la tecnica indicata nei tumori “a basso rischio” – come quello del seno o della cervice uterina agli stadi iniziali -, oltre che in quelli dell’infanzia (leucemie, sarcomi…) e la prima scelta nelle urgenze, se la chemioterapia non può attendere. Per le bambine è l’unica possibilità. Nel centro della Clinica Universitaria di Torino dal 2000 sono stati 268 i casi seguiti» dice Mario Preti.

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Paolo Veronesi: «Cercare una maternità con le procedure migliori a disposizione è un diritto di tutte»

Nel 2018 in Italia sono nati più di 14mila bambini grazie ai centri di medicina della riproduzione, il 3,2 per cento dei nuovi nati. Le cose da sapere quando si cerca una gravidanza

Nel 2018 in Italia sono nati più di 14mila bambini grazie ai centri di medicina della riproduzione, il 3,2 per cento dei nuovi nati. Alcuni di loro sono figli di donne che, come le mie pazienti, hanno affrontato una malattia, altri di coppie infertili, magari dopo anni di tentativi.

Ho visto volti felici e altri feriti. Cercare una maternità con le procedure migliori a disposizione è un diritto di tutte, ma i risultati dipendono da fattori non sempre controllabili, a cominciare dall’età. Occorre essere preparate anche ai fallimenti e scegliere bene il centro a cui affidarsi.

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Incinta dopo il cancro. Giovanna: Così mi sono ripresa la vita

Giovanna Marrone: quando scopri il cancro a 29 anni ti senti la più sfortunata dell’universo

incinta dopo il cancro giovanna cosi mi sono ripresa la vita

“Quando ti diagnosticano un tumore al seno, tra l’altro tra i più aggressivi un cosiddetto triplonegativo, a 29 anni ti senti la più “sfigata” dell’universo. Non mi piacciono le etichette, quelle che parlano di percorsi di crescita e maturazione interiore affrontati col cancro, racconti di percorsi di cambiamento, di miglioramento emotivo… la malattia non ti migliora semmai di aiuta a dare il giusto peso al tempo , che comprendi quanto sia davvero prezioso.
Ogni donna che si sente dire quella parola non credo voglia sentirsi affibbiare etichette e luoghi comuni. No, non chiamatemi guerriera, non ho voluto io questa guerra e sono consapevole di essere stata più fortunata di tante altre donne “.
Dalla diagnosi del cancro alla guarigione. Il prima e il dopo di una vita con al centro la battaglia più dura: quella contro il cancro al seno.
La storia di Giovanna Marrone è una di quelle storie che danno grande speranza, perché Giovanna è riuscita a sconfiggere un tumore e ora aspetta una bimba.

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Coronavirus, gravidanza e allattamento: il vademecum degli esperti

Le neomamme affette da coronavirus – o che sospettano di esserlo – possono continuare ad allattare il piccolo al seno? Se si è in gravidanza, che rischi si corrono? La Sin, società italiana di neonatologia, ha provato a rispondere a queste domande compilando un piccolo vademecum “ad interim”, cioè considerando i dati disponibili fino al 27 febbraio del 2020.

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Timori e ignoto: i figli della “pma”

Il desiderio di un figlio è nella natura umana. Le condizioni sociali nel tempo sono più volte mutate, il numero dei figli generati è diminuito, come la mortalità infantile e puerperale, le famiglie sempre meno numerose hanno assunto la condizione nucleare e ultimamente monogenitoriale. Pochi figli potrebbero significare anche figli più voluti e maggiormente investiti di attese. In questa cultura profondamente cambiata, avere un figlio a volte non è più un desiderio ma un diritto narcisistico acquisito, quasi come un prodotto commerciale.

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