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Il clima sempre più caldo minaccia la fertilità maschile

Il cambiamento climatico è nemico dei maschi: l’incremento continuo della temperatura, in aggiunta a smog, contaminanti chimici e radiazioni, può mettere infatti a rischio la capacità riproduttiva maschile. E se in Italia è ormai baby-sboom – con gli ultimi dati Istat che certificano il declino demografico del Paese, con appena 439.747 nuovi nati nel 2018, il minimo storico dall’unità d’Italia – la colpa potrebbe essere anche del clima impazzito. L’allerta arriva dagli esperti riuniti per il Congresso nazionale ‘Natura Ambiente Alimentazione Uomo’ della Società Italiana di Andrologia (SIA).

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I cellulari non provocano l’infertilità. Andrologi li assolvono: «Ma vanno usati con prudenza»

Niente allarmismi sul possibile legame tra cellulari e infertilità, che non è dimostrato, ma prudenza in attesa di avere dati più esaurienti. È questa la posizione della Società Italiana di Andrologia (Sia), che in occasione dell’ultimo congresso ha rivalutato gli studi condotti finora sull’argomento arrivando ad una “assoluzione” ma “per insufficienza di prove”. Le ricerche, spiegano gli esperti, hanno fornito dati contrastanti, e molti degli allarmi arrivano da indagini condotte su modelli animali che non rispecchiano ciò che avviene nell’uomo: servono perciò ulteriori studi.

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Un’app per l’infertilità maschile

L’app, già disponibile con il relativo kit di indagine, è da tempo al centro di studi di centri come l’Harvard Medical School di Boston, l’Università di Chicago e Dokkyo Medical University Koshigaya Hospital in Giappone.

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Senza figli: a Roma biologi e andrologi si alleano contro l’infertilità

Il fenomeno del calo delle nascite rende ormai infatti necessario una collaborazione tra le due aree della medicina, con la clinica Sanatrix di Roma scelta da Alessandro Palmieri, presidente della Società Italiana di Andrologia (Sia), er il suo CO.S.A. il Corso in Seminologia per Andrologi. Due giorni di aula tra teoria, esercitazioni pratiche e discussioni che faranno dialogare biologi e andrologi. “Il Lazio è una delle Regioni che più ha sofferto del calo di natalità: dal 2015 i nuovi nati sono passati da 48mila a 46.970 del 2016 (-2,3%) a 44.573 (- 4,9%) del 2017. È stato cosi’ raggiunto il minimo storico dall’Unità di Italia: l’8 per mille, che colloca il Lazio al sesto posto su 20 regioni”, precisa il presidente della Sia. Continua a leggere

Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

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Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

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La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

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Mancano donatrici per l’eterologa: l’ipotesi rimborso fino a 600 euro

Ogni anno 10 mila coppie vanno all’estero. Il piano di un gruppo di studio del ministero.

L’Italia come la Spagna per favorire la donazione di ovociti? È un’ipotesi ancora abbozzata eppure l’insistenza dei tecnici che si occupano di procreazione medicalmente assistita (Pma) nel rilanciarla anche nei resoconti di riunioni ufficiali rende meno fittizia la prospettiva. L’ultima uscita è in una sintesi di un incontro avuto al ministero della Salute il 18 dicembre dal gruppo di lavoro incaricato dalla Conferenza Stato Regioni (l’organo di raccordo tra le due istituzioni) di seguire l’applicazione in Italia della legge sulla fecondazione artificiale. Tra le criticità collegate alla Pma eterologa, diventata legale nel 2014, si fa esplicito riferimento all’assenza di modalità di rimborso ai donatori.

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Bologna, fecondazione dal grande freddo

Primo caso in Italia di gravidanza artificiale ottenuta dopo il congelamento del tessuto ovarico di una donna malata di tumore.

È alla settima settimana di gravidanza una donna di nemmeno 30 anni che, dopo aver sconfitto un tumore, ha deciso di coronare il sogno di diventare mamma grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Prima il congelamento del tessuto ovarico, quindi la fecondazione in vitro dell’ovulo ottenuto dopo un’adeguata stimolazione ormonale per affrontare questo complesso caso di sterilità. Ed è la prima volta in Italia. «È l’inizio di una nuova gravidanza, siamo contenti», commenta Renato Seracchioli, primario del reparto di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione del Sant’Orsola, «è stata fatta la prima ecografia e si vede l’embrione».

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“Sì agli integratori salva-fertilità, ma no al fai-da-te”

L’allarme degli andrologi riuniti a Congresso. Boom di vendite nel 2017, 2 mln di scatole per una spesa di oltre nel 25 mln.

Circa 10 milioni di confezioni vendute nel 2017, di cui 2 milioni per problemi legati alla fertilità. È un mercato in pieno boom quello degli integratori della salute maschile. I soli integratori pro-bebè, secondo una recente indagine, si collocano al quinto posto fra i più venduti per una spesa di oltre 25 milioni di euro negli ultimi 5 anni, pari al 7,2% del mercato totale degli integratori. Un aiuto, a patto che vengano prescritti dall’andrologo individuando il prodotto giusto per ciascun paziente, così da avere la massima efficacia col minimo rischio di effetti collaterali. No dunque al “fai da te”. Lo sottolineano gli esperti riuniti per il primo Congresso nazionale natura ambiente alimentazione uomo (Nau) della Società italiana di andrologia (Sia) che si è appena concluso a Frascati, dove si è discusso sul ruolo e l’efficacia degli integratori per la salute sessuale e riproduttiva della coppia e per il trattamento di alcune patologie uro-andrologiche.

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