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Spermatozoi recuperati da pazienti a rischio infertilità, l’intervento che ridà speranza a due futuri genitori

Potranno coltivare il sogno di diventare padri i due pazienti operati nei giorni scorsi al Papardo. Gli interventi sono stati eseguiti nel Centro di Procreazione medica-assistita dal’equipe di urologia composta dal direttore Mastroeni e dal direttore Dominici. Su due uomini infertili, il primo azoospermico (assenza di spermatozoi) è stato sottoposto a biopsia testicolare (Tese), l’altro, affetto da fibrosi cistica, ad aspirazione degli spermatozoi dall’epididimo (PESA).

Tali interventi hanno consentito il recupero di spermatozoi idonei alla crioconservazione nella criobanca del Centro, ad opera della dottoressa Ferro A e dal dottor Liuzzo. In futuro, avvalendosi di tecniche di riproduzione assistita, questi pazienti potranno colmare il loro desiderio riproduttivo utilizzando gli spermatozoi in precedenza crioconservati.

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Infertilità maschile non più irreversibile in casi selezionati

Ashok Agarwal, uno dei maggiori esperti del mondo, ne ha parlato a studenti e specialisti dell’Università di Catania

L’infertilità maschile non è più irreversibile. Non solo, c’è la possibilità di una sempre maggiore personalizzazione del percorso diagnostico e con il trattamento ormonale, ad esempio, si può già selezionare un buon numero di pazienti che rispondono alle cure. Lo ha riferito uno dei maggiori esperti mondiali di infertilità maschile, Ashok Agarwal, ospite dell’Università di Catania dove ha tenuto, nell’aula magna della Torre Biologica un seminario su questo argomento. Agarwal è direttore dell’American Center for Reproductive Medicine alla Cleveland Clinic degli Usa ed è considerato l’autore più citato al mondo nel campo dell’andrologia medica in tema di infertilità maschile (oltre 840 articoli di ricerca e recensioni su riviste scientifiche indicizzate PubMed). Agarwal è anche direttore del corso di tirocinio in Medicina della riproduzione che negli ultimi 13 anni ha visto oltre 320 studenti di medicina, provenienti da tutti gli Stati Uniti e dall’estero, laurearsi in questo programma annuale.

Altrettanto fondamentale l’opzione di recupero di spermatozoi dal testicolo nei casi di azoospermia non medicalmente reversibile, nelle mani dell’urologo, risorsa imprescindibile nel contesto dei centri della riproduzione assistita. Nel corso del seminario Agarwal ha approfondito due aspetti molti rilevanti sul piano clinico: quello di disporre di marcatori in grado di valutare le reali concentrazioni di testosterone presenti all’interno del testicolo (testosterone intratesticolare) che spesso non riflettono quelle presenti nella circolazione e quello di definire al meglio le conseguenze che sulla funzione testicolare vengono ad avere le ormai dilaganti patologie a impatto metabolico (come ad esempio l’obesità). L’ evento è stato organizzato dai docenti dell’ateneo catanese Aldo Calogero, Sandro La Vignera, Rosita Condorelli e Giorgio Russo.

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L’ultimo tabù: l’infertilità maschile

Ai congressi medici se ne parla, perché è un fenomeno in aumento. Fuori, però, no. Ancora oggi gli uomini si vergognano: se non riescono ad avere figli, hanno problemi di autostima. Ma la scienza ha fatto grandi passi in avanti e può aiutarli moltissimo.

«Non è stato facile accettare di mettere la mia fertilità nelle mani di medici che mi dicono quando e come devo fare l’amore. Figuriamoci parlarne».

Uomini e procreazione medicalmente assistita (Pma): un universo silenzioso, laterale. Comprensibile, ma ingiusto. Perché il figlio che verrà – o che non verrà – sarà – o non sarà – della coppia. In Italia, Paese con la natalità tra le più basse del mondo, una persona su sei ha problemi ad avere figli: circa il 15 per cento delle coppie sono infertili, con dati in aumento.

Fertilità maschile in declino

La pandemia ha inferto un altro colpo, per il ritardo o il mancato ricorso ai percorsi di Pma, ai quali si deve oltre il tre per cento delle nascite, secondo i dati del Congresso Nazionale della Società Italiana di Riproduzione Umana (Siru) di Napoli. I fattori socio-economici sono rilevanti, ma non va trascurato il dato biologico: la fertilità maschile nel mondo è in declino da decenni. Per stili di vita, riscaldamento globale, inquinamento. Perciò nei congressi medici di maschi si parla, eccome.

Ma fuori è un’altra storia: se tutti ricordiamo le maternità over-anta di celeb con l’aiuto dichiarato o supposto della scienza, più difficile citare un uomo famoso divenuto padre grazie a una provetta. Figuriamoci tra i comuni mortali. L’infertilità maschile è un tabù nel tabù.

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Scoperta la causa dell’infertilità maschile inspiegabile

Svelato il meccanismo molecolare che si cela dietro ai casi di infertilità maschile considerati finora inspiegabili: il problema è nel Dna degli spermatozoi, che resta erroneamente impigliato nelle proteine (chiamate istoni) attorno alle quali si avvolge per compattarsi nel nucleo delle cellule. Il difetto, che potrebbe essere trasmesso ai figli, è stato riprodotto per la prima volta nei topi di laboratorio e potrà aiutare la ricerca di nuove cure contro la sterilità, come indica lo studio pubblicato sulla rivista Developmental Cell dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania.

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Il clima sempre più caldo minaccia la fertilità maschile

Il cambiamento climatico è nemico dei maschi: l’incremento continuo della temperatura, in aggiunta a smog, contaminanti chimici e radiazioni, può mettere infatti a rischio la capacità riproduttiva maschile. E se in Italia è ormai baby-sboom – con gli ultimi dati Istat che certificano il declino demografico del Paese, con appena 439.747 nuovi nati nel 2018, il minimo storico dall’unità d’Italia – la colpa potrebbe essere anche del clima impazzito. L’allerta arriva dagli esperti riuniti per il Congresso nazionale ‘Natura Ambiente Alimentazione Uomo’ della Società Italiana di Andrologia (SIA).

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I cellulari non provocano l’infertilità. Andrologi li assolvono: «Ma vanno usati con prudenza»

Niente allarmismi sul possibile legame tra cellulari e infertilità, che non è dimostrato, ma prudenza in attesa di avere dati più esaurienti. È questa la posizione della Società Italiana di Andrologia (Sia), che in occasione dell’ultimo congresso ha rivalutato gli studi condotti finora sull’argomento arrivando ad una “assoluzione” ma “per insufficienza di prove”. Le ricerche, spiegano gli esperti, hanno fornito dati contrastanti, e molti degli allarmi arrivano da indagini condotte su modelli animali che non rispecchiano ciò che avviene nell’uomo: servono perciò ulteriori studi.

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Un’app per l’infertilità maschile

L’app, già disponibile con il relativo kit di indagine, è da tempo al centro di studi di centri come l’Harvard Medical School di Boston, l’Università di Chicago e Dokkyo Medical University Koshigaya Hospital in Giappone.

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Senza figli: a Roma biologi e andrologi si alleano contro l’infertilità

Il fenomeno del calo delle nascite rende ormai infatti necessario una collaborazione tra le due aree della medicina, con la clinica Sanatrix di Roma scelta da Alessandro Palmieri, presidente della Società Italiana di Andrologia (Sia), er il suo CO.S.A. il Corso in Seminologia per Andrologi. Due giorni di aula tra teoria, esercitazioni pratiche e discussioni che faranno dialogare biologi e andrologi. “Il Lazio è una delle Regioni che più ha sofferto del calo di natalità: dal 2015 i nuovi nati sono passati da 48mila a 46.970 del 2016 (-2,3%) a 44.573 (- 4,9%) del 2017. È stato cosi’ raggiunto il minimo storico dall’Unità di Italia: l’8 per mille, che colloca il Lazio al sesto posto su 20 regioni”, precisa il presidente della Sia. Continua a leggere

Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

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