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Da community a mappa: parolefertili.it diventa un libro

di Cristina Cenci

Allora… grazie! Per questa piattaforma che ricordo bene è calzata a pennello nei momenti in cui il mio dolore invisibile, indicibile e incomprensibile per molti urlava per poter uscire e trovare una forma e un posto. A pennello anche per la disperata ricerca di storie simili alle mie, di condivisione appunto” (Luna).

Luna parla del viaggio alla ricerca di un figlio come di un momento di dolore invisibileindicibile e incomprensibile. Questa triplice articolazione del vissuto emotivo dell’infertilità sintetizza la complessità di questa esperienza per le coppie, soprattutto nella loro relazione con gli altri, con la collettività, con i “molti”.

Nelle interazioni familiari, amicali, professionali, gli “altri” non riescono ad essere empatici, non riescono a offrire sostegno., non trovano le parole giuste, Sono anzi portatori di sguardi intrusivi, sguardi che colpevolizzano, sguardi che richiamano un fallimento. Gli amici sono spesso quelli che ce l’hanno fatta subito, quelli verso i quali si prova invidia.

La community narrativa parolefertili.it ha offerto un luogo in cui ritrovarsi attraverso la condivisione della propria storia con chi sta affrontando lo stesso percorso. Un luogo in cui accogliere tutte le esperienze, quelle di successo e quelle di dolore.

Scrive Sisma: “Non ho mai creduto alla casualità e ho fatto bene. Proprio oggi, il giorno del mio primo aborto, ho trovato il vostro link. Condividere questo dolore con voi è un privilegio, in un momento di vuoto incolmabile e complicato da esprimere alle persone che ho accanto”.

La possibilità di incontrare altre e altri come “me”, di leggere il loro vissuto, le loro difficoltà, facilita un prendersi cura che spesso è impossibile nell’offline. Le storie hanno anche ispirato una trilogia video, realizzata da H-MAPS, che racconta diversi momenti e diversi protagonisti del viaggio alla ricerca di un figlio.

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Endometriosi, l’infertilità potrebbe essere causata dalla carenza di una proteina

Scoperto il coinvolgimento di una particolare proteina nell’infertilità che affligge il 30-40% delle donne che soffrono di endometriosi. Questo potrebbe aiutare a sviluppare terapie e medicinali per trattare questa condizione

Perché l’endometriosi può essere causa anche di infertilità? A provare a rispondere a questa domanda è stato un team di ricercatori della Michigan State University, secondo cui le ragioni per cui alcune donne con endometriosi e infertilità potrebbero essere riconducibili alla carenza di una specifica proteina.

L’endometriosi è una malattia che in Italia colpisce quasi il 5% delle donne. Solo nel nostro paese, quindi, sono quasi 3 milioni di casi nei vari stadi clinici della condizione, che nel 30-40% dei casi può essere causa di infertilità. La patologia solitamente compare tra i 25 e i 35 anni e causa la presenza anomala di tessuto uterino (l’endometrio appunto) in altri organi, come ad esempio le ovaie, la vagina e l’intestino portando a dolore pelvico cronico durante il ciclo mestruale e i rapporti sessuali.

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Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

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Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

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La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

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Mancano donatrici per l’eterologa: l’ipotesi rimborso fino a 600 euro

Ogni anno 10 mila coppie vanno all’estero. Il piano di un gruppo di studio del ministero.

L’Italia come la Spagna per favorire la donazione di ovociti? È un’ipotesi ancora abbozzata eppure l’insistenza dei tecnici che si occupano di procreazione medicalmente assistita (Pma) nel rilanciarla anche nei resoconti di riunioni ufficiali rende meno fittizia la prospettiva. L’ultima uscita è in una sintesi di un incontro avuto al ministero della Salute il 18 dicembre dal gruppo di lavoro incaricato dalla Conferenza Stato Regioni (l’organo di raccordo tra le due istituzioni) di seguire l’applicazione in Italia della legge sulla fecondazione artificiale. Tra le criticità collegate alla Pma eterologa, diventata legale nel 2014, si fa esplicito riferimento all’assenza di modalità di rimborso ai donatori.

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Bologna, fecondazione dal grande freddo

Primo caso in Italia di gravidanza artificiale ottenuta dopo il congelamento del tessuto ovarico di una donna malata di tumore.

È alla settima settimana di gravidanza una donna di nemmeno 30 anni che, dopo aver sconfitto un tumore, ha deciso di coronare il sogno di diventare mamma grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Prima il congelamento del tessuto ovarico, quindi la fecondazione in vitro dell’ovulo ottenuto dopo un’adeguata stimolazione ormonale per affrontare questo complesso caso di sterilità. Ed è la prima volta in Italia. «È l’inizio di una nuova gravidanza, siamo contenti», commenta Renato Seracchioli, primario del reparto di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione del Sant’Orsola, «è stata fatta la prima ecografia e si vede l’embrione».

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Come individuare i sintomi dell’aborto spontaneo in ogni fase della gravidanza

L’aborto spontaneo può verificarsi in qualsiasi momento nelle prime 22 settimane di gravidanza. Il dottor Mauro Busacca, direttore di Ostetricia e Ginecologia presso l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, ci aiuta a capire quali possono essere i segnali cui prestare attenzione.

Più frequente di quanto si pensi

L’aborto spontaneo rimane un argomento molto delicato di cui molti evitano di parlare, ma più donne di quanto si pensi sperimentano una perdita precoce in gravidanza, evenienza che lascia molte volte conseguenze negative soprattutto emotive. Tra le donne che sanno di essere in gravidanza, circa il 10-15% vive un aborto spontaneo. Tuttavia, si stima che il tasso interruzione di gravidanza precoce possa essere significativamente più elevato. Inoltre molte donne abortiscono prima ancora di rendersi conto di essere incinta. Ma perché succede e quali sono i sintomi evidenti?

Che cosa causa un aborto

Per definizione, un aborto spontaneo è una interruzione della gravidanza entro le prime 22 settimane di gestazione. A volte i medici non sono in grado di spiegare perché si verifica, ma circa la metà dei casi deriva da anomalie genetiche dell’embrione. Altre potenziali cause possono derivare da patologie uterine o cervicali (come i grandi fibromi uterini o malformazioni), o infezioni come quelle derivanti dalle malattie trasmesse sessualmente.

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Presentazione del libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”: sintesi video

Mercoledì 5 dicembre è stato presentato al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano il libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”, edito da Mondadori Electa con il contributo incondizionato di IBSA che donerà 3.000 copie nei centri di PMA di tutta Italia.
Ecco il video che ripercorre i momenti più significativi del “viaggio” che ha consentito di incontrarci e di presentare il nostro progetto più bello.

Un ringraziamento speciale va a Manuela, FlaSka ed Eugenio che sono intervenuti durante la presentazione condividendo le loro emozioni e le loro esperienze con i presenti, ai curatori Cristina Cenci e Francesco Dimitri, alla moderatrice della serata Barbara Racchetti, giornalista di Donna Moderna.

Grazie ancora tutti gli autori e le autrici che dal 2016 ad oggi hanno donato il loro racconto a Parole Fertili, perché ogni singola storia è riuscita a farci sentire meno soli durante il viaggio più importante.

Dedicato a chi non ha potuto esserci e a chi era lì a emozionarsi insieme a noi: ecco il video che ripercorre i momenti…

Pubblicato da ParoleFertili su Venerdì 7 dicembre 2018

Infertilità secondaria: quando il secondo figlio non arriva

Non tutti sanno che, anche se si ha avuto una gravidanza, avere un secondo bambino può essere complicato.

Chi ha già avuto un bambino è spesso convinto che non avrà alcun problema di concepimento quando sceglierà di diventare genitore per la seconda volta. Eppure in alcuni casi non va così: si tratta di quella che in gergo ginecologico viene chiamata infertilità secondaria, ovvero la difficoltà a concepire una seconda volta, nonostante si abbia alle spalle una gravidanza conclusa con successo. Quali sono le motivazioni di questo problema e come si può intervenire? Ecco tutto ciò che devi sapere.

Infertilità secondaria: le cause

Difficile dire a priori quali possano essere i motivi delle difficoltà nel concepire un secondo figlio. La prima causa è sicuramente l’età della donna: il picco di fertilità infatti va dai 20 ai 30 anni, per calare poi con l’andare degli anni. Se un secondo figlio si fa desiderare e gli anta si avvicinano, rivolgiti subito al tuo medico di fiducia, che saprà consigliarti cosa fare. Dopo la prima gravidanza, poi, possono essere insorti altri problemi, infezioni, complicanze morfologiche, patologie secondarie, o ancora delle alterazioni ormonali, dovute magari a un aumento di peso. Esistono anche le cause maschili, ovviamente. Non sottovalutiamo poi lo stile di vita che può influire anche sulla quantità e qualità dello sperma, che varia anche a causa di ipertensione, diabete, fumo o alcool.

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