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Dopo due figli nati grazie alla fecondazione assistita, è arrivata la gravidanza naturale

Questa settimana racconterò la storia di una donna che ha combattuto una battaglia importante, come quella della fecondazione assistita, affinché la sua testimonianza possa offrire coraggio a chiunque stia affrontando questo doloroso percorso. 

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Doppio intervento a Chieti per salvare mamma e bimba

Un doppio intervento ha salvato la vita a una donna alla 37esima settimana di gravidanza e alla sua bimba, grazie a una sinergia fra ginecologi e cardiochirurghi dell’ospedale SS. Annunziata di Chieti.

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Per un bimbo nato senza respiro


Le mani di Stella e del suo compagno intrecciate sotto a un cuore: il loro figlio perduto

“A un anno dalla morte di mio figlio in grembo trovo la forza di condividere la mia esperienza, non tanto per descrivere il dolore lacerante che ne deriva (sarebbe impossibile), ma per sensibilizzare la comunità medica su questo ‘silenzioso’ lutto”.

“E’ accaduto intorno al sesto mese di gravidanza. Ricordo la corsa con mio marito in ospedale, l’induzione del parto e la nascita di nostro figlio in una stanza tristemente silenziosa e buia. Un silenzio indimenticabile. C’erano due ostetriche e un paio di ginecologi e nessuno ci ha chiesto se volevamo abbracciare nostro figlio, accarezzarlo, seppellirlo. Nessuno ci ha trattati come genitori. Per tutti nostro figlio non è mai esistito, ma per noi sì”.

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Tilla Baby Box, un progetto di solidarietà per le neo mamme

Un bel progetto di solidarietà al femminile nato dall’attenzione verso quella sensazione di solitudine e di spaesamento sperimentata da tutte le neomamme.

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Affetta da endometriosi, oggi mamma di due gemelli

Voleva essere mamma. A tutti i costi. E ci è riuscita: all’ospedale di Mondovì. Qui Viviana ha appena realizzato il sogno che, a causa di una malattia insidiosa e ancora difficile da diagnosticare come l’endometriosi, non sembrava fatto per lei.

mamma Viviana

Invece Viviana è diventata mamma due volte: di Lorenzo e Davide, due gemellini. Originaria di Sciacca, in Sicilia, lavoro e amore l’hanno portata a vivere dall’altra parte d’Italia, a Cantù. E da qui a scegliere di partorire a Mondovì, nel reparto di Ginecologia diretto da Andrea Puppo. Lui e l’equipe chirurgica di Andrea Gattolin hanno il merito di aver trasformato, in pochi anni, l’ospedale monregalese in un polo di eccellenza nella cura di una malattia che ogni anno colpisce ben tre milioni di donne. E in alcuni casi, e a seconda della gravità, toglie a molte di loro la libertà del dono più bello: regalare la vita.

Non a Viviana. Eppure per lei la strada della maternità è stata tutta in salita. Prima un calvario lungo dieci anni in giro per ospedali d’Italia per capire da dove venissero e cosa fossero quelle fitte anomale allo stomaco, profonde e da togliere il fiato, che sono il primo campanello d’allarme dell’endometriosi. Poi l’operazione per asportare un fibroma ovarico: «Lì hanno scoperto la malattia che mi tormentava, l’endometriosi appunto». Non crea solo dolore lancinante. Ma tende a ripresentarsi nonostante le operazioni. A tornare, insomma. In un calvario senza fine per molte donne.

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Il desiderio e la paura della maternità

“Essere madri non è un destino.” Sheila Heti riflette su cosa passi nella testa delle donne. E anche nella sua.

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Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

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Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

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La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

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Bologna, fecondazione dal grande freddo

Primo caso in Italia di gravidanza artificiale ottenuta dopo il congelamento del tessuto ovarico di una donna malata di tumore.

È alla settima settimana di gravidanza una donna di nemmeno 30 anni che, dopo aver sconfitto un tumore, ha deciso di coronare il sogno di diventare mamma grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Prima il congelamento del tessuto ovarico, quindi la fecondazione in vitro dell’ovulo ottenuto dopo un’adeguata stimolazione ormonale per affrontare questo complesso caso di sterilità. Ed è la prima volta in Italia. «È l’inizio di una nuova gravidanza, siamo contenti», commenta Renato Seracchioli, primario del reparto di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione del Sant’Orsola, «è stata fatta la prima ecografia e si vede l’embrione».

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