Articoli

Tilla Baby Box, un progetto di solidarietà per le neo mamme

Un bel progetto di solidarietà al femminile nato dall’attenzione verso quella sensazione di solitudine e di spaesamento sperimentata da tutte le neomamme.

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Affetta da endometriosi, oggi mamma di due gemelli

Voleva essere mamma. A tutti i costi. E ci è riuscita: all’ospedale di Mondovì. Qui Viviana ha appena realizzato il sogno che, a causa di una malattia insidiosa e ancora difficile da diagnosticare come l’endometriosi, non sembrava fatto per lei.

mamma Viviana

Invece Viviana è diventata mamma due volte: di Lorenzo e Davide, due gemellini. Originaria di Sciacca, in Sicilia, lavoro e amore l’hanno portata a vivere dall’altra parte d’Italia, a Cantù. E da qui a scegliere di partorire a Mondovì, nel reparto di Ginecologia diretto da Andrea Puppo. Lui e l’equipe chirurgica di Andrea Gattolin hanno il merito di aver trasformato, in pochi anni, l’ospedale monregalese in un polo di eccellenza nella cura di una malattia che ogni anno colpisce ben tre milioni di donne. E in alcuni casi, e a seconda della gravità, toglie a molte di loro la libertà del dono più bello: regalare la vita.

Non a Viviana. Eppure per lei la strada della maternità è stata tutta in salita. Prima un calvario lungo dieci anni in giro per ospedali d’Italia per capire da dove venissero e cosa fossero quelle fitte anomale allo stomaco, profonde e da togliere il fiato, che sono il primo campanello d’allarme dell’endometriosi. Poi l’operazione per asportare un fibroma ovarico: «Lì hanno scoperto la malattia che mi tormentava, l’endometriosi appunto». Non crea solo dolore lancinante. Ma tende a ripresentarsi nonostante le operazioni. A tornare, insomma. In un calvario senza fine per molte donne.

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Il desiderio e la paura della maternità

“Essere madri non è un destino.” Sheila Heti riflette su cosa passi nella testa delle donne. E anche nella sua.

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Fecondazione eterologa, cosa prevede la legge italiana sulla donazione degli ovuli e come funziona negli altri Paesi

 

La donazione è regolata da una circolare del ministero della Salute: è gratuita ed è legale dal 2014.

1) Cosa prevede la legge italiana sulla donazione di gameti da utilizzare nelle tecniche eterologhe di procreazione medicalmente assistita quando uno dei partner è infertile?
La donazione di gameti maschili e femminili (liquido seminale e ovociti) è regolata da una circolare del ministero della Salute che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 con la quale l’eterologa è diventata legale dopo essere stata vietata dalla legge del 2004. La donazione è gratuita e non viene consentita nessuna forma di rimborso neppure in caso di donazione di ovociti che richiede un impegno da parte della donna in termini di ore e di terapie preparatorie.

2) Che cos’è l’egg sharing?
È una forma di donazione gratuita. Una donna giovane in trattamento per infertilità può scegliere di donare alcuni degli ovociti prodotti in eccesso a un’altra paziente che non ne possiede. In Italia c’è enorme difficoltà a reperire gameti rispetto all’offerta estera. Ogni anno vengono eseguiti da noi circa 6-7 mila cicli di eterologa.

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Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

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La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

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Bologna, fecondazione dal grande freddo

Primo caso in Italia di gravidanza artificiale ottenuta dopo il congelamento del tessuto ovarico di una donna malata di tumore.

È alla settima settimana di gravidanza una donna di nemmeno 30 anni che, dopo aver sconfitto un tumore, ha deciso di coronare il sogno di diventare mamma grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Prima il congelamento del tessuto ovarico, quindi la fecondazione in vitro dell’ovulo ottenuto dopo un’adeguata stimolazione ormonale per affrontare questo complesso caso di sterilità. Ed è la prima volta in Italia. «È l’inizio di una nuova gravidanza, siamo contenti», commenta Renato Seracchioli, primario del reparto di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione del Sant’Orsola, «è stata fatta la prima ecografia e si vede l’embrione».

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Come individuare i sintomi dell’aborto spontaneo in ogni fase della gravidanza

L’aborto spontaneo può verificarsi in qualsiasi momento nelle prime 22 settimane di gravidanza. Il dottor Mauro Busacca, direttore di Ostetricia e Ginecologia presso l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, ci aiuta a capire quali possono essere i segnali cui prestare attenzione.

Più frequente di quanto si pensi

L’aborto spontaneo rimane un argomento molto delicato di cui molti evitano di parlare, ma più donne di quanto si pensi sperimentano una perdita precoce in gravidanza, evenienza che lascia molte volte conseguenze negative soprattutto emotive. Tra le donne che sanno di essere in gravidanza, circa il 10-15% vive un aborto spontaneo. Tuttavia, si stima che il tasso interruzione di gravidanza precoce possa essere significativamente più elevato. Inoltre molte donne abortiscono prima ancora di rendersi conto di essere incinta. Ma perché succede e quali sono i sintomi evidenti?

Che cosa causa un aborto

Per definizione, un aborto spontaneo è una interruzione della gravidanza entro le prime 22 settimane di gestazione. A volte i medici non sono in grado di spiegare perché si verifica, ma circa la metà dei casi deriva da anomalie genetiche dell’embrione. Altre potenziali cause possono derivare da patologie uterine o cervicali (come i grandi fibromi uterini o malformazioni), o infezioni come quelle derivanti dalle malattie trasmesse sessualmente.

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Presentazione del libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”: sintesi video

Mercoledì 5 dicembre è stato presentato al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano il libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”, edito da Mondadori Electa con il contributo incondizionato di IBSA che donerà 3.000 copie nei centri di PMA di tutta Italia.
Ecco il video che ripercorre i momenti più significativi del “viaggio” che ha consentito di incontrarci e di presentare il nostro progetto più bello.

Un ringraziamento speciale va a Manuela, FlaSka ed Eugenio che sono intervenuti durante la presentazione condividendo le loro emozioni e le loro esperienze con i presenti, ai curatori Cristina Cenci e Francesco Dimitri, alla moderatrice della serata Barbara Racchetti, giornalista di Donna Moderna.

Grazie ancora tutti gli autori e le autrici che dal 2016 ad oggi hanno donato il loro racconto a Parole Fertili, perché ogni singola storia è riuscita a farci sentire meno soli durante il viaggio più importante.

Dedicato a chi non ha potuto esserci e a chi era lì a emozionarsi insieme a noi: ecco il video che ripercorre i momenti…

Pubblicato da ParoleFertili su Venerdì 7 dicembre 2018

Infertilità secondaria: quando il secondo figlio non arriva

Non tutti sanno che, anche se si ha avuto una gravidanza, avere un secondo bambino può essere complicato.

Chi ha già avuto un bambino è spesso convinto che non avrà alcun problema di concepimento quando sceglierà di diventare genitore per la seconda volta. Eppure in alcuni casi non va così: si tratta di quella che in gergo ginecologico viene chiamata infertilità secondaria, ovvero la difficoltà a concepire una seconda volta, nonostante si abbia alle spalle una gravidanza conclusa con successo. Quali sono le motivazioni di questo problema e come si può intervenire? Ecco tutto ciò che devi sapere.

Infertilità secondaria: le cause

Difficile dire a priori quali possano essere i motivi delle difficoltà nel concepire un secondo figlio. La prima causa è sicuramente l’età della donna: il picco di fertilità infatti va dai 20 ai 30 anni, per calare poi con l’andare degli anni. Se un secondo figlio si fa desiderare e gli anta si avvicinano, rivolgiti subito al tuo medico di fiducia, che saprà consigliarti cosa fare. Dopo la prima gravidanza, poi, possono essere insorti altri problemi, infezioni, complicanze morfologiche, patologie secondarie, o ancora delle alterazioni ormonali, dovute magari a un aumento di peso. Esistono anche le cause maschili, ovviamente. Non sottovalutiamo poi lo stile di vita che può influire anche sulla quantità e qualità dello sperma, che varia anche a causa di ipertensione, diabete, fumo o alcool.

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