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Infertilità. Quando la cicogna non arriva, quali esami fare?

Giugno è il mese mondiale dedicato all’infertilità. Sono molte le coppie che per motivi sociali, lavorativi e familiari rimandano il momento del concepimento. Quando poi si trova il momento giusto, la cicogna magari non arriva. Dopo quanto tempo di rapporti liberi bisogna preoccuparsi? Quali sono gli esami che una coppia deve fare per comprendere il suo stato di fertilità? Quanto pesa l’età di una donna sulla sua fertilità? Quando si può essere ‘certi’ di essere sterili? L’agenzia di stampa Dire ha affrontato il complesso tema con il dottor Antonio Lanzone, ginecologo presso Irccs Gemelli.

Tre gli step donna: qualità ovulazione, tube e utero. Per uomo esame sperma

– Esistono giorni ‘giusti’ per avere rapporti mirati e preservare la qualità dello sperma? E se sì come individuarli?
“Esistono i giorni del periodo fertile nei quali più che la capacità dello sperma, è l’accettabilità del seme nelle vie genitali femminili che è massima. Questo accade perché il muco cervicale funge da ‘rinforzatore’ della vitalità dello sperma e permette agli spermatozoi di sopravvivere più a lungo rispetto ad altri periodi. Si tratta degli stessi giorni nei quali è massima anche la fertilità della donna ossia intorno ai due giorni prima o il giorno prima dall’ovulazione. A differenza di quanto si pensa al momento stesso dell’ovulazione la fertilità scende perché la cellula uovo sopravvive per massimo 12/24 ore”.

 Dopo quanto tempo una coppia che pratica i rapporti liberi ‘infruttuosi’ può essere definita infertile?
“Una coppia che non ha problemi di salute diagnostica possiamo considerare come tempo limite due anni di rapporti liberi. Si può oscillare in un range comunque di 1 anno fino ai 2 anni di rapporti liberi infruttuosi. Questo perché le coppie, entro un anno, nel 90% dei casi raggiungono una gravidanza e hanno un figlio. Solo il 10% di coppie che non hanno problemi di salute non riescono perciò entro 1 anno ad avere la gravidanza. A due anni di rapporti liberi arriviamo al 97% quindi lasciando un anno di tempo in più per la possibilità di avere figli. Bisogna in ogni caso, in questo periodo di tempo di ‘prove’, raccogliere un’anamnesi accurata per capire se in una coppia vi sono elementi o no di rischio. In quel caso il tempo per provare ad avere spontaneamente un figlio si accorcia”.

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Fino a che punto possiamo fidarci delle app che registrano la fertilità?

Ne esistono tante e si basano su metodi diversi, ciascuno con i propri livelli di efficacia. Ma quanto sono efficaci questi metodi come metodi contraccettivi presi singolarmente?

Un’app contraccettiva è finita al centro delle cronache per la segnalazione da parte di alcuni ospedali svedesi in seguito ad alcune gravidanze indesiderate collegate al suo utilizzo. Dai media sono stati riportati 37 casi, 51 sono invece quelli di cui si parla nel comunicato ufficiale dell’azienda produttrice, la Natural Cycles, la quale promette di rispondere in materia per ciascuno di quelli segnalati alla Medical Product Agency (Mpa), l’agenzia per il controllo di farmaci e dispositivi medici svedese. Ma Natural Cycles ha da subito precisato anche come, a dispetto degli strilli dei giornali e della sua stessa certificazione europea rivendicata, nessun metodo contraccettivo è efficace al 100%.

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