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Voglio diventare padre: storie personali e riflessioni sull’infertilità maschile

Da ragazzi la virilità è una questione di lunghezza, poi entra in gioco la vitalità degli spermatozoi e così un’eventuale infertilità viene vissuta come una mancanza di cui vergognarsi. A parte rare eccezioni, come quella dell’attore e scrittore Corrado Fortuna, e altri padri che qui si raccontano

“Se penso a quanti cazzo di soldi ho speso in goldoni…”, dice uno alzando gli occhi al cielo, si intravedono appena sotto il cappellino calato. Ridono tutti in quella sala d’attesa spoglia. Lo pensano tutti d’altronde. E poi con quegli sconosciuti non serve fare quello che “no, non sono pronto per diventare padre, sei matto?”. Se sono lì è perché un figlio lo vorrebbero, ma non ci riescono. E allora finisce che si riesce a essere sinceri dopo mesi, a buttarla in vacca, magari a sentirsi meno sfigati. “Da quanto ci provate voi?”. 

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Le disuguaglianze europee nella procreazione assistita

Marie e il suo compagno hanno cercato di avere un bambino per più di dieci anni senza riuscirci, ma alla fine hanno dovuto cercare un’altra strada. “Abbiamo effettuato una procedura per la donazione di gameti in Francia, ma non ha funzionato”, racconta lei. Poi è emerso un altro problema: le liste d’attesa per la procreazione assistita erano di due anni. “E se la procedura non funziona, devi aspettarne altri due ”, osserva Marie. Questi ritardi li hanno portati a temere il peggio: avrebbero oltrepassato il limite massimo dei 45 anni di età previsto in Francia per le donne che vogliono avere accesso alla procreazione assistita. “Se puoi permettertelo vai in un altro paese europeo dove puoi accedere alle stesse procedure, ma più velocemente”, spiega.

Anche lo sperma viaggia
“Un’amica embriologa mi ha detto che nella sua clinica arrivano spesso donatori danesi. Avevo visto una trasmissione intitolata The vikings are coming (i vichinghi stanno arrivando) che parlava proprio dello sperma danese. Ho pensato che la Danimarca fosse un buon punto di partenza”, dice Liv Thorne, che ha raccontato la sua esperienza di madre single in un libro pubblicato di recente nel Regno Unito. La donna ha ottenuto del liquido seminale donato in Danimarca e se l’è fatto spedire direttamente a casa sua. Perché? Per mancanza di materiale: “Donare sperma non è una cosa che gli uomini fanno normalmente nel Regno Unito”, spiega. Non è l’unico paese con questo problema: secondo dati del 2018, in Italia la maggior parte di sperma importato proveniva da Spagna, Danimarca e Svizzera. “Trasportare il liquido seminale è relativamente semplice, perché un campione di sperma si deteriora pochissimo quando viene congelato e poi scongelato”, spiega Iñaki González Foruria, uno specialista della clinica per la fertilità Dexeus mujer. Diverso è il caso della donazione di ovuli, che invece sono molto più sensibili al congelamento e a molti altri fattori. È dunque molto difficile mantenerli in buone condizioni durante il trasporto, perciò molte persone devono andare all’estero per poter ricevere degli ovuli.

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Paolo Veronesi: «Cercare una maternità con le procedure migliori a disposizione è un diritto di tutte»

Nel 2018 in Italia sono nati più di 14mila bambini grazie ai centri di medicina della riproduzione, il 3,2 per cento dei nuovi nati. Le cose da sapere quando si cerca una gravidanza

Nel 2018 in Italia sono nati più di 14mila bambini grazie ai centri di medicina della riproduzione, il 3,2 per cento dei nuovi nati. Alcuni di loro sono figli di donne che, come le mie pazienti, hanno affrontato una malattia, altri di coppie infertili, magari dopo anni di tentativi.

Ho visto volti felici e altri feriti. Cercare una maternità con le procedure migliori a disposizione è un diritto di tutte, ma i risultati dipendono da fattori non sempre controllabili, a cominciare dall’età. Occorre essere preparate anche ai fallimenti e scegliere bene il centro a cui affidarsi.

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Procreazione assistita gratuita per donne e persone trans, la rivoluzione della Spagna

In Spagna l’accesso alla Pma, la Procrezione medicalmente assistita, sarà ora gratuita per le donne, anche single e omosessuali, e le persone trans. Secondo le stime del governo, sono circa 8.500 le donne che potrebbero ricorrere a questa pratica.

Ancora una volta la Spagna si fa portabandiera dei diritti della comunità Lgbtq e lo fa rendendo gratuita la Pma, la procreazione medicalmente assistita, non solo alle donne ma anche alle persone trans che possono portare avanti una gravidanza. Non importa che siano sposate o single, l’unica condizione riguarda l’età: nessuna deve avere più di 40 anni.

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Timori e ignoto: i figli della “pma”

Il desiderio di un figlio è nella natura umana. Le condizioni sociali nel tempo sono più volte mutate, il numero dei figli generati è diminuito, come la mortalità infantile e puerperale, le famiglie sempre meno numerose hanno assunto la condizione nucleare e ultimamente monogenitoriale. Pochi figli potrebbero significare anche figli più voluti e maggiormente investiti di attese. In questa cultura profondamente cambiata, avere un figlio a volte non è più un desiderio ma un diritto narcisistico acquisito, quasi come un prodotto commerciale.

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Tumore infantile e fecondazione assistita: nessun allarme

Chi è nato grazie a tecniche di fecondazione assistita corre dei rischi in più per la propria salute? Avrà, ad esempio, maggiori probabilità di ammalarsi di cancro? Se lo sono chiesti i ricercatori dell’Università di Copenhagen che hanno analizzato i dati relativi a oltre un milione di bambini nati in Danimarca, facendo un confronto fra quanti erano stati partoriti da madri rimaste incinte per via naturale e quanti erano invece stati concepiti grazie al trasferimento di embrioni crioconservati.

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Procreazione assistita anche a Catanzaro. Tra 9 mesi le prime nascite

C’è il via libera da parte del commissario alla sanità Saverio Cotticelli per il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro.  «E’ stato un travaglio lungo, colpa di una burocrazia a volte problematica. Finalmente questo decreto è arrivato e noi siamo pronti per iniziare con i trattamenti già dalle prossime settimane – spiega Roberta Venturella, responsabile del centro -. Tra circa nove mesi dovremmo avere il primo nato». Il decreto commissariale 90/2019 accredita dunque il servizio che è stato inaugurato lo scorso mese di ottobre offrendo alle coppie calabresi con problemi di infertilità, la possibilità di realizzare il sogno di diventare genitori grazie al primo centro pubblico di terzo livello.

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Infertilità, all’Evangelico 1200 casi di procreazione assistita

Ospedale è centro d’eccellenza. Risultati oltre media nazionale


La Liguria è il fanalino di coda della natalità in Italia. La cura dell’infertilità di coppia è uno strumento di lotta non secondario alla denatalità, sia mediante le cure tradizionali sia con le tecniche di Procreazione medicalmente assistita (PMA). Dagli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità ormai più del 2% dei bimbi italiani nasce da una tecnica di PMA. Il centro di Medicina della Riproduzione dell’ospedale Evangelico rappresenta una eccellenza nella cura dell’infertilità. Nel biennio 2018/19 sono state effettuate oltre 10.000 prestazioni ambulatoriali e sono stati iniziati 1.196 cicli di trattamento di PMA. È inoltre garantito il sostegno psicologico delle coppie in terapia.

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Fecondazione eterologa, a Niguarda si parte a gennaio: 203 coppie già selezionate

Da gennaio saranno effettuate le prime fecondazioni eterologhe in Lombardia sulle 203 coppie già selezionate. La banca di crioconservazione realizzata all’ospedale Niguarda è pronta e da oggi ospita i gameti che saranno utilizzati. “Con l’arrivo di questi primi gameti – ha sottolineato Maurizio Bini, direttore del Centro di Diagnosi e Terapia della sterilità di Niguarda – a gennaio saremo pronti per effettuare le prime procedure di fecondazione eterologa alle coppie in lista di attesa”.

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Il futuro della procreazione assistita: intelligenza artificiale e staminali per curare l’infertilità

L’idea che l’intelligenza artificiale, un giorno, non troppo lontano, possa arrivare a selezionare gli embrioni più adatti per la procreazione medicalmente assistita non è un’ipotesi eccentrica che sa di film di fantascienza. È il futuro. Lo ha spiegato, al convegno New insights into Pma: in the Ivf laboratory and surroudings, a Roma, Giovanni Coticchio, responsabile scientifico del Preceptorship Merck. 

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