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Infertilità, all’Evangelico 1200 casi di procreazione assistita

Ospedale è centro d’eccellenza. Risultati oltre media nazionale


La Liguria è il fanalino di coda della natalità in Italia. La cura dell’infertilità di coppia è uno strumento di lotta non secondario alla denatalità, sia mediante le cure tradizionali sia con le tecniche di Procreazione medicalmente assistita (PMA). Dagli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità ormai più del 2% dei bimbi italiani nasce da una tecnica di PMA. Il centro di Medicina della Riproduzione dell’ospedale Evangelico rappresenta una eccellenza nella cura dell’infertilità. Nel biennio 2018/19 sono state effettuate oltre 10.000 prestazioni ambulatoriali e sono stati iniziati 1.196 cicli di trattamento di PMA. È inoltre garantito il sostegno psicologico delle coppie in terapia.

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Fecondazione eterologa, a Niguarda si parte a gennaio: 203 coppie già selezionate

Da gennaio saranno effettuate le prime fecondazioni eterologhe in Lombardia sulle 203 coppie già selezionate. La banca di crioconservazione realizzata all’ospedale Niguarda è pronta e da oggi ospita i gameti che saranno utilizzati. “Con l’arrivo di questi primi gameti – ha sottolineato Maurizio Bini, direttore del Centro di Diagnosi e Terapia della sterilità di Niguarda – a gennaio saremo pronti per effettuare le prime procedure di fecondazione eterologa alle coppie in lista di attesa”.

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Il futuro della procreazione assistita: intelligenza artificiale e staminali per curare l’infertilità

L’idea che l’intelligenza artificiale, un giorno, non troppo lontano, possa arrivare a selezionare gli embrioni più adatti per la procreazione medicalmente assistita non è un’ipotesi eccentrica che sa di film di fantascienza. È il futuro. Lo ha spiegato, al convegno New insights into Pma: in the Ivf laboratory and surroudings, a Roma, Giovanni Coticchio, responsabile scientifico del Preceptorship Merck. 

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Fecondazione assistita, non esiste un maggior rischio genetico. Il parere di Marina Baldi

Il rischio genetico di far nascere un bambino con anomalia genetica o congenita è del 3%, sia con una gravidanza naturale che assistita. Si tratta di un rischio che non è prevedibile con alcun tipo di test né procedura assistita. A seguito del doloroso episodio di cronaca del bimbo malato nato all’Ospedale Sant’Anna di Torino, la Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU), riunita in questi giorni a congresso a Milano, intende fare chiarezza su alcuni aspetti della procedura di procreazione medicalmente assistita per ribadire la necessità di una corretta informazione e comunicazione alle coppie.

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PMA. Apertura anche a coppie portatrici di alcune malattie genetiche trasmissibili con diagnosi preimpianto. Il Ddl M5S

Procreazione medicalmente assistita aperta anche alle coppie fertili portatrici di alcune malattie genetiche trasmissibili, con possibilità di diagnosi genetica preimpianto degli embrioni e la loro eventuale selezione. E poi, in attesa dell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, uno stanziamento di 10,2 mln per il 2020 per le prestazioni attinenti alla Pma, possibilità di congedi, riposi e permessi per le coppie che ricorrono a tecniche di procreazione assistita, e campagne informative e programmi di prevenzione sull’infertilità maschile e femminile.

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Procreazione assistita, cosa cambia in Toscana

La Toscana modifica alcuni requisiti per l’accesso alla PMA (procreazione medicalmente assistita). In particolare, sposta da 46 a 43 anni per la donna il limite di età per la fecondazione assistita omologa ed eterologa maschile, lasciando invece invariato a 46 anni il limite per la fecondazione eterologa femminile. Lo fa con una delibera, presentata in giunta dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, e approvata in una delle ultime sedute, che modifica il Nomenclatore regionale. Tra le Regioni, la Toscana è l’unica ad aver apportato questa modifica.

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Fecondazione assistita, da Chianciano nuove tecniche anti-age focalizzate sull’apparato riproduttivo

«L’aumento dell’età media delle donne alla ricerca del primo figlio – afferma Alfonso Maria Irollo, responsabile medico del Centro Pma Chianciano Salute – ha richiesto lo studio di una nuova terapia basata sulla rigenerazione e rivitalizzazione dell’apparato riproduttivo femminile offrendo un supporto o un’alternativa alle procedura di eterologa femminile.

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Endometriosi e maternità, con la pma si può diventare mamme

L’endometriosi è una patologia diffusa che colpisce le donne in età fertile e che si caratterizza per la presenza di tessuto endometriale all’esterno della cavità uterina. Non è ancora nota la causa, ma quel che è certo è che ogni mese, con l’arrivo del ciclo, la donna che ne è affetta può accusare forti dolori e vedere pregiudicate la sue normali attività. Non solo: l’endometriosi, soprattutto nei casi più severi, può generare diversi ostacoli nel percorso di concepimento ed essere causa d’infertilità. A spiegare all’agenzia di stampa Dire il corretto percorso da compiere se si desidera un bambino è Pasquale Totaro, direttore del Centro di procreazione medica assistita dell’ospedale Santa Maria (Gruppo Gvm Care & Research) di Bari.

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Concepire in provetta, viaggio nei numeri della Pma

‘La procreazione medicalmente assistita ha un ruolo fondamentale nella capacita’ riproduttiva del popolo italiano: 2 bambini su 10 vengono dalla Pma. Oggi in Italia si fanno 75.000 Pma l’anno, di cui 35.000 sono eterologhe. La popolazione fertile ricorre almeno nel 12-14% dei casi alla procreazione assistita’. A parlare, intervistato dall’agenzia Dire, e’ Luca Mencaglia, presidente Fondazione PMA e direttore della Rete regionale sulla prevenzione e cura dell’infertilita’ della Regione Toscana.
‘La procreazione medicalmente assistita e’ cambiata- continua il professore- perche’ i risultati sono cambiati. Fino a 10 anni fa avevamo il 10-15% delle gravidanze in tutti i soggetti che si avvicinano alla Pma, oggi viaggiamo su stime del 40%’. Per quanto riguarda l’eterologa, ‘e’ possibile in Italia solo da 4 anni, prima era vietata dalla Legge 40. Erano 35.000 le coppie che si cimentavano nel viaggio della speranza verso la Spagna, la Grecia e i paesi dell’Est. Numeri che si sono ridotti in parte perche’ si puo’ fare l’eterologa in Italia, ma sono ancora 10.000 le coppie costrette ad andare all’estero’. Resta infatti un vulnus nel nostro Paese: ‘Non e’ possibile fare una donazione in Italia, dobbiamo ricorrere alle banche straniere. Non e’ piu’ la coppia che deve andare all’estero, ma sono i gameti che vengono importati dall’estero per arrivare nel nostro paese’.

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