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La bambina nata dopo la morte del padre con fecondazione assistita ha diritto al cognome paterno

A stabilirlo la Cassazione che si è espressa sul caso di una donna che con il consenso del marito defunto aveva dato alla luce una bambina e aveva chiesto al comune di riconoscerla come figlia legittima.

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Fecondazione assistita, test genetici rimborsati solo in 8 regioni

Ricorre oggi l’anniversario della cancellazione del “divieto di accesso” alla procreazione assistita alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche. L’appello dell’Associazione Luca Coscioni: “Il governo garantisca il pieno rispetto della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40.”

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La medicina non risolve tutti i casi di infertilità: l’informazione corretta che manca alla Pma

La Pma in Italia è ancora un tabù, “una scelta che si fa ma non si dice.” Sono passati più di 40 anni dalla nascita di Louise Brown, la prima bambina in provetta. Nonostante questo, in Italia la procreazione medicalmente assistita (Pma) continua a essere vissuta come “un tabù, una cosa che si fa ma non si dice”. Ne è convinta la ginecologa Alessandra Vucetich che in questa chiacchierata fa il punto sulla legge 40.

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In Italia un bambino su trenta nasce con la procreazione assistita

In Italia un bambino su trenta nasce con la procreazione medicalmente assistita (Pma): l’età sempre più alta degli aspiranti genitori fa si che le coppie debbano ricorrervi nel 12-14% dei casi.

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Fecondazione assistita: meno rischi se la terapia ormonale è su misura

Finalmente anche in Italia è disponibile un nuovo farmaco in grado di stimolare la produzione di ovociti solo nella misura necessaria. Una terapia ormonale ad hoc, insomma, che abbassa i rischi di iperstimolazione ovarica e della sindrome ad essa collegata.

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Pma, la psicologa: “Importante personalizzare comunicazione”

“In un ambito così delicato come quello della procreazione medico assistita (Pma), l’aspetto della personalizzazione delle cure deve essere completato personalizzando anche la comunicazione, e in questo i medici devono fare uno sforzo insieme a noi”. Così Elena Vegni, psicologa clinica all’Università degli studi di Milano, commenta il primo studio sugli aspetti psico-emotivi durante i colloqui nei percorsi di Pma, realizzato da un’equipe da lei guidata.

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15 anni di legge 40: abbiamo bisogno di nuove norme sulla fecondazione assistita

In questi 15 anni tante cose sono cambiate: la norma è stata smantellata quasi del tutto, ma è necessaria una sua profonda riscrittura per adeguarla alla realtà dei fatti.

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Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

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La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

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Mancano donatrici per l’eterologa: l’ipotesi rimborso fino a 600 euro

Ogni anno 10 mila coppie vanno all’estero. Il piano di un gruppo di studio del ministero.

L’Italia come la Spagna per favorire la donazione di ovociti? È un’ipotesi ancora abbozzata eppure l’insistenza dei tecnici che si occupano di procreazione medicalmente assistita (Pma) nel rilanciarla anche nei resoconti di riunioni ufficiali rende meno fittizia la prospettiva. L’ultima uscita è in una sintesi di un incontro avuto al ministero della Salute il 18 dicembre dal gruppo di lavoro incaricato dalla Conferenza Stato Regioni (l’organo di raccordo tra le due istituzioni) di seguire l’applicazione in Italia della legge sulla fecondazione artificiale. Tra le criticità collegate alla Pma eterologa, diventata legale nel 2014, si fa esplicito riferimento all’assenza di modalità di rimborso ai donatori.

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