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Nel midollo osseo potrebbe nascondersi il segreto della fertilità

E’ quello che sostengono i ricercatori dell’Università di Yale, dopo uno studio che ha scoperto che quando un uovo viene fecondato, le cellule staminali abbandonano il tessuto e sono coinvolte nel processo di impianto.

Il midollo osseo di una donna può dare indizi sulla fertilità e sulla capacità di procreare, almeno stando ad uno studio dei ricercatori dell’Università di Yale, pubblicato sulla rivista Plos Biology. In base a quanto scoperto dagli esperti dell’ateneo americano quando un uovo viene fecondato, le cellule staminali abbandonano il midollo osseo e si muovono sfruttando il flusso sanguigno verso l’utero, dove sono coinvolte nella trasformazione del rivestimento uterino per l’impianto. Se tale trasformazione non avviene, l’embrione non può impiantarsi e la gravidanza non può avere inizio.

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Ritardare la menopausa, primi esperimenti in Gran Bretagna

Menopausa ritardata, magari anche di 20 anni? È un sogno per milioni di donne, che potrebbero vedersi risparmiate le patologie ad essa collegata. 

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Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

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La Regione Lazio stanzia 4,3 milioni per la fecondazione assistita

I fondi ai centri pubblici saranno così ripartiti: 1,5 milioni al Pertini, 840 mila euro al San Filippo Neri, 700 mila all’Umberto I, 635 mila al Sant’Anna, 300 mila al San Camillo, 277 mila al Goretti di Latina. Aumentano le coppie con problemi di infertilità.

La Regione Lazio con un decreto del Commissario ad acta ha approvato le linee di indirizzo per l’utilizzo del Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) da ripartire tra i centri pubblici per favorire l’accesso alle cure. Il Fondo è pari a circa 4,3 milioni così ripartiti: oltre 1,5 milioni per l’ospedale Pertini, 840 mila euro per il San Filippo Neri, 700 mila euro per il Policlinico Umberto I, 635 mila euro per il Sant’Anna, 300 mila euro per il San Camillo e 277 mila euro per l’ospedale Goretti di Latina.

«Negli ultimi anni il numero delle coppie con problemi di infertilità è cresciuto notevolmente – commenta l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato -. L’infertilità rappresenta una problematica di interesse sanitario e sociale. Dobbiamo assicurare alle coppie tutto il supporto, l’assistenza e i trattamenti necessari secondo le modalità più appropriate. Abbiamo dunque ritenuto necessario lo stanziamento di questo fondo per rimuovere gli ostacoli, e migliorare i tempi di assistenza facilitando così l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita nei centri pubblici della nostra Regione». Una quota del fondo sarà inoltre destinata per la progettazione e sviluppo di campagne informative.

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La gravidanza dopo un tumore: tutto quello che c’è da sapere

Dall’effetto dei farmaci oncologici alle tecniche per la preservazione della fertilità. Facciamo il punto sulle nuove conoscenze in fatto di tumori e gravidanza.

Avere un figlio è il sogno di molte donne, ma a volte le cose non vanno come si vorrebbe: c’è chi purtroppo si trova a dover affrontare una diagnosi oncologica durante la gravidanza – circa un caso ogni 1000-2000 gravidanze -, e chi invece il cancro lo ha già “conosciuto” da vicino e sta affrontando i trattamenti antitumorali – spesso causa di infertilità –, con la paura che la possibilità di diventare mamma rimanga soltanto un sogno confinato nel cassetto. L’argomento è stato al centro di una sessione del Congresso dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in cui si è parlato di rischi e prospettive.

• CANCRO E GRAVIDANZA: IL TEMPO “GIUSTO”
Una delle principali paure delle pazienti riguarda, ad esempio, l’effetto “ritardato” dei farmaci sul futuro bambino. “È stato appena pubblicato un lavoro che fa vedere come nelle donne che hanno avuto una pregressa neoplasia, la gravidanza successiva non è associata a un aumento del tasso di malformazione del feto”, spiega Fedro Alessandro Peccatori, Direttore dell’Unità di Fertilità e Procreazione in oncologia all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, tra il relatori della sessione: “Però se la gravidanza si verifica in un tempo inferiore a un anno dalla fine dei trattamenti, c’è un rischio maggiore di avere neonati più piccoli per l’età gestazionale (Sga), e un’incidenza più alta di parti prematuri.

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Parole Fertili diventa un libro!

 “La mia storia è una storia comune. È la storia di Anna, di Silvia, di Michela, di Valentina, di Maria. L’ho condivisa per passione, per esorcizzare la paura, per mettere in riga pensieri sparsi. E poi l’ho fatto per altruismo, perché spero che un giorno possa essere un appiglio, una speranza, un motivo di sprono, una dedica a tutte quelle meravigliose donne che lottano indefesse e fiere, che donano se stesse per il proprio figlio prima ancora che venga procreato, quando il suo alito di vita è solo una speranza di dono.”


La condivisione e il dono sono i valori che caratterizzano la nostra community che cresce giorno dopo giorno. Oggi il progetto Parole Fertili è diventato un libro!
È con immenso piacere che vi annunciamo che dal 4 dicembre “Parole Fertili – Viaggio alla ricerca di un figlio” sarà tra gli scaffali delle librerie in tutta Italia.
3.000 copie
verranno donate nei centri di PMA di tutto il Paese, con il contributo incondizionato di IBSA, per offrire parole “fertili” a chi sta affrontando l’esperienza della Procreazione Medicalmente Assistita.
Grazie all’impegno di tutti, dunque,  Parole Fertili è oggi pronto a uscire dalla Rete e allargare i suoi orizzonti!

Edito da Mondadori Electa, a cura di Cristina Cenci e Francesco Dimitri, il libro racchiude più di 50 storie, viaggi differenti tra loro ma con un unico fil rouge: il desiderio di poter stringere tra le braccia il frutto del proprio amore.

Attraverso le esperienze che sono state donate in forma anonima sulla piattaforma online www.parolefertili.it, questo libro vuole offrire un supporto a chi si trova davanti a realtà inaspettate e a volte inspiegate, a chi intraprende il difficile percorso della PMA e a chi ha bisogno di non sentirsi solo in questo viaggio comune a tante coppie. Lo spazio digitale e anonimo consente di uscire dalla solitudine, di condividere scelte, dubbi, problemi, aspettative con chi sta affrontando lo stesso viaggio, uno dei viaggi più importanti della vita: quello alla ricerca di un figlio.

Quando le cose vanno bene è bello poter condividere la gioia con qualcuno e, quando non vanno come previsto, è importante sentire delle voci amiche, altri viaggiatori che comprendono e che provano o che hanno provato le stesse sensazioni, paure e incertezze. La ricerca di un figlio è un viaggio non sempre facile da intraprendere, a volte si presentano sfide che si tramutano in esami, punture e speranze disattese, i sentimenti prendono il sopravvento e l’unica cosa che ci si vorrebbe sentire dire è “andrà tutto bene”.

Se il progetto Parole Fertili è cresciuto così tanto in questi anni è perché è stato riconosciuto come uno spazio autentico e delicato e soprattutto è stato intercettato il significato del dono: il dono della propria storia agli altri, ma anche della propria attenzione ed empatia per gli altri quando i lettori simbolicamente «adottano» una delle storie pubblicate.

Grazie per il vostro affetto. Continuiamo a viaggiare insieme!

Il team Parole Fertili

Come l’endometriosi incide sulla fertilità della donna

Edgardo Somegliana, responsabile del Centro per la Procreazione medicalmente assistita del Policlinico di Milano, ci spiega quali sono le probabilità di diventare madre per chi soffre di questa malattia.

Il dottore parla delle opzioni quali sono l’operazione e la procreazione medicalmente assistita, come la fecondazione in vitro.In particolare l’esperto illustra la tecnica della fecondazione in vitro e le relative percentuali di successo, parlando anche degli abbandoni.

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“Il dolore non ci ha fermati”

In Italia 2 mila genitori ogni anno perdono un figlio durante la gravidanza o subito dopo il parto. Ma grazie all’aiuto di psicologi e associazioni trovano un sostegno per affrontare di nuovo la vita. Come dimostra questa testimonianza raccolta in occasione del Babyloss Awareness Day, la giornata mondiale del lutto perinatale.

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Dall’immunoterapia nuova arma contro il tumore al seno metastatico

Una nuova speranza di cura arriva per le donne colpite da tumore al seno triplo negativo metastatico, per le quali ad oggi le armi terapeutiche a disposizione sono molto ridotte.

L’immunoterapia – che punta a risvegliare il sistema immunitario contro il cancro – in combinazione con la chemioterapia si è infatti dimostrata efficace, portando ad un aumento di sopravvivenza quasi doppio rispetto alle donne trattate con la sola chemioterapia.
Il risultato arriva dallo studio ‘Impassion 130’, condotto su 900 pazienti afferenti a centri in vari Paesi del mondo e presentato oggi al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo), ottenendo la contemporanea pubblicazione sul New England Journal of Medicine.

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Diabete e tiroide: fertilità a rischio

Il 15% delle coppie ha difficoltà nel concepimento.
Spesso, però, la causa non è da ricercare in problemi legati all’apparato riproduttivo ma in altre patologie. Specie quelle endocrinologiche come  il diabete o le disfunzioni della tiroide o, ancora, quelle dell’ipofisi.

La fertilità negli uomini con diabete mellito è generalmente ridotta rispetto alla popolazione generale», spiega Olga Disoteo,  della S.S.D. Diabetologia del Niguarda di Milano membro del Gruppo di lavoro Diabete dell’Associazione Medici Endocrinologi che tra qualche settimana si riunirà a congresso a Roma. «Infatti, la motilità spermatica è significativamente più bassa e sono più frequenti difetti e immaturità rispetto allo sperma degli uomini senza diabete. Nelle donne con diabete, a meno di altri disturbi come l’ovaio policistico, non vi è evidenza di fertilità ridotta: esse hanno circa il 95% della probabilità di avere un bambino a patto che controllino bene il diabete prima e durante la gravidanza».

Ma anche le disfunzioni tiroidee non sono innocue per la fertilità: «portano ad una riduzione della fertilità sia nelle donne che negli uomini ed è quindi consigliabile una valutazione della funzionalità tiroidea in caso di infertilità della coppia», avverte Rinaldo Guglielmi direttore Struttura Complessa Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale e past president AME.

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