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Tumore infantile e fecondazione assistita: nessun allarme

Chi è nato grazie a tecniche di fecondazione assistita corre dei rischi in più per la propria salute? Avrà, ad esempio, maggiori probabilità di ammalarsi di cancro? Se lo sono chiesti i ricercatori dell’Università di Copenhagen che hanno analizzato i dati relativi a oltre un milione di bambini nati in Danimarca, facendo un confronto fra quanti erano stati partoriti da madri rimaste incinte per via naturale e quanti erano invece stati concepiti grazie al trasferimento di embrioni crioconservati.

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Più speranze di avere un figlio per chi ha un tumore

Diventare genitori, nonostante il tumore, si può. A ribadire il messaggio, dalla sede istituzionale del Senato, sono esperti e politici intervenuti a un incontro dedicato al tema «Gravidanza e cancro: diventare genitori dopo una diagnosi oncologica». Oggi preservare la fertilità dopo un tumore è più semplice rispetto al passato grazie a diverse nuove tecniche disponibili quando il paziente è sia uomo sia donna, ma è necessario che sia spiegato, subito dopo la diagnosi di cancro, l’iter da seguire perché bisogna procedere tempestivamente, prima che siano avviate le terapie.

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Incinta dopo il tumore, la battaglia vinta di Francesca: «Mi dissero non avrai più figli»

SENIGALLIA  – Sembrava si fossero ripresentati i sintomi del tumore, sconfitto due anni prima, ma, contro ogni aspettativa, ha scoperto invece di essere incinta. Ora è al sesto mese. «Si chiamerà Vittoria – racconta Francesca Olivi, 41enne commerciante con la passione per la moto -. Dopo la chemioterapia mi avevano detto che non avrei potuto avere figli. Ne avevo già due per fortuna. Così nei mesi scorsi, quando mi sono comparsi i primi sintomi della gravidanza, ho temuto si fosse ripresentato il linfoma non Hodgkin. Erano simili infatti ma tanto sapevo che figli non ne avrei più potuti avere, quindi non ci pensavo proprio».

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Mamme dopo il cancro grazie a centri oncofertilità

Diventare mamma dopo aver sconfitto un tumore è possibile grazie ai centri oncofertilità: ecco come funzionano e i percorsi clinici di riferimento nella regione Lazio.

Diventare mamma dopo aver sconfitto un tumore e’ possibile. Ma per poter veder esaudito questo desiderio di maternita’ e’ necessario preservare la fertilita’ delle pazienti prima di sottoporsi a trattamenti di radioterapia o chemioterapia, pratiche potenzialmente molto tossiche per l’ovaio,tanto da poter rendere infertile la donna.

Per questo percorsi clinici come il congelamento del tessuto ovarico o degli ovociti, che si svolgono nei centri di oncofertilità e’ essenziale per procedere, dopo la guarigione, ad un ‘normale’ un ciclo di fecondazione in vitro.

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Mamma rinuncia alle cure per far nascere sua figlia

Glory Obibo aveva scoperto di essere malata di cancro durante la gravidanza. Eʼ morta tre mesi dopo aver messo alla luce la piccola Greta.

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Laura, tra gravidanza e tumore

“Grazie alla ricerca posso ancora diventare mamma”, ci racconta la donna che ha potuto iniziare il percorso contro la malattia senza rinunciare al suo sogno di maternità, affidandosi alla crioconservazione. “È importante che le donne abbiano questa possibilità”, spiega poi la dottoressa Lucia Del Mastro, pioniera negli studi sulla preservazione della fertilità.

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L’avvocatessa e il parto impossibile: mamma a 43 anni dopo tre tumori

Quando all’età di 43 anni ha scoperto di aspettare un bambino, nessun ginecologo ha voluto assumersi la responsabilità di seguirla: dopo aver già subito tre interventi di asportazione di miomi ed essersi sottoposta alla ricostruzione dell’utero, affetta da placenta accreta – una patologia che può mettere a rischio la vita della partoriente – da trombofilia dovuta ad un’alterazione della coagulazione del sangue e da sindrome di gitelman, che comporta una grave perdita di magnesio e di potassio, la sua gravidanza sembrava spacciata poiché l’utero rischiava di rompersi in qualsiasi momento.

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Dopo la chemio, quali tecniche possono aiutare ad avere un figlio?

L’efficacia delle tecniche di conservazione della fertilità è stimata fra il 30 e il 50%, ed è in continuo miglioramento. Ma bisogna agire prima di iniziare i trattamenti oncologici.

“Ho 26 anni e dovrò affrontare a breve la chemioterapia per combattere un tumore allo stadio iniziale. Che possibilità mi rimangono di diventare madre in futuro?”

Risponde Edgardo Somigliana, direttore Procreazione medicalmente assistita, Policlinico, Milano.

“Ogni bambina nasce con un patrimonio finito di ovociti, le cellule che, dopo la fecondazione con uno spermatozoo, diventano embrioni. Questo patrimonio costituisce la riserva ovarica e, dalla nascita in poi, si riduce progressivamente fino a esaurirsi con la menopausa. Le terapie oncologiche come la chemioterapia, ma anche la radioterapia della pelvi, possono danneggiare significativamente questa riserva, causandone una brusca riduzione. Rispondere alla sua domanda è però difficile”.

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Presentazione del libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”: sintesi video

Mercoledì 5 dicembre è stato presentato al Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano il libro “Parole Fertili, viaggio alla ricerca di un figlio”, edito da Mondadori Electa con il contributo incondizionato di IBSA che donerà 3.000 copie nei centri di PMA di tutta Italia.
Ecco il video che ripercorre i momenti più significativi del “viaggio” che ha consentito di incontrarci e di presentare il nostro progetto più bello.

Un ringraziamento speciale va a Manuela, FlaSka ed Eugenio che sono intervenuti durante la presentazione condividendo le loro emozioni e le loro esperienze con i presenti, ai curatori Cristina Cenci e Francesco Dimitri, alla moderatrice della serata Barbara Racchetti, giornalista di Donna Moderna.

Grazie ancora tutti gli autori e le autrici che dal 2016 ad oggi hanno donato il loro racconto a Parole Fertili, perché ogni singola storia è riuscita a farci sentire meno soli durante il viaggio più importante.

Dedicato a chi non ha potuto esserci e a chi era lì a emozionarsi insieme a noi: ecco il video che ripercorre i momenti…

Pubblicato da ParoleFertili su Venerdì 7 dicembre 2018

La gravidanza dopo un tumore: tutto quello che c’è da sapere

Dall’effetto dei farmaci oncologici alle tecniche per la preservazione della fertilità. Facciamo il punto sulle nuove conoscenze in fatto di tumori e gravidanza.

Avere un figlio è il sogno di molte donne, ma a volte le cose non vanno come si vorrebbe: c’è chi purtroppo si trova a dover affrontare una diagnosi oncologica durante la gravidanza – circa un caso ogni 1000-2000 gravidanze -, e chi invece il cancro lo ha già “conosciuto” da vicino e sta affrontando i trattamenti antitumorali – spesso causa di infertilità –, con la paura che la possibilità di diventare mamma rimanga soltanto un sogno confinato nel cassetto. L’argomento è stato al centro di una sessione del Congresso dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in cui si è parlato di rischi e prospettive.

• CANCRO E GRAVIDANZA: IL TEMPO “GIUSTO”
Una delle principali paure delle pazienti riguarda, ad esempio, l’effetto “ritardato” dei farmaci sul futuro bambino. “È stato appena pubblicato un lavoro che fa vedere come nelle donne che hanno avuto una pregressa neoplasia, la gravidanza successiva non è associata a un aumento del tasso di malformazione del feto”, spiega Fedro Alessandro Peccatori, Direttore dell’Unità di Fertilità e Procreazione in oncologia all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, tra il relatori della sessione: “Però se la gravidanza si verifica in un tempo inferiore a un anno dalla fine dei trattamenti, c’è un rischio maggiore di avere neonati più piccoli per l’età gestazionale (Sga), e un’incidenza più alta di parti prematuri.

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