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Eterologa, dopo 5 anni 3000 coppie all’estero ogni anno

Circa 20 mila effettuate fino ad ora in Italia ma a rischio stop

 A cinque anni dalla sentenza che ha introdotto la fecondazione eterologa in Italia, circa 20mila coppie, nel nostro Paese, hanno avuto un figlio grazie a ovuli o spermatozoi donati. Ma il ‘turismo procreativo’ non si è interrotto e potrebbe tornare ad aumentare nei prossimi mesi.
    “Dal prossimo 29 aprile è a rischio l’attività di importazione di gameti in molti Centri di Procreazione Medicalmente Assistita, che praticano eterologa in Italia”, denuncia Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni e avvocato di tante coppie che si sono rivolte ai tribunali contro la legge 40 sulla fecondazione assistita.
    Di pari passo con la diminuzione della fertilità, aumenta in Italia il ricorso alla procreazione assistita. In particolare, dopo la sentenza della Consulta del 9 aprile 2014, che ha abolito il divieto di eterologa, vi è stato un forte aumento delle tecniche che prevedono la donazione di gameti.

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Fecondazione assistita, l’appello: “Il governo aiuti le coppie”

Un appello dal congresso dei centri Cecos. Resta il problema della donazione di ovociti.

Limitare il turismo procreativo facendo chiarezza sulle norme che regolano la donazione di ovociti. È l’appello di Cecos Italia, l’associazione dei centri di studio e conservazione ovociti e sperma, per voce del suo presidente, Marco Filicori. “La scienza offre sempre più supporti tecnici per aiutare le coppie desiderose di prole, ma è necessario anche che il quadro legislativo si evolva per aiutare le famiglie”, ha affermato il ginecologo a margine del convegno sulla Riproduzione assistita e la diagnosi prenatale, organizzato dai Centri Medici GynePro in collaborazione con Cecos Italia, oggi a Bologna. “Lancio un appello al futuro governo: è necessario modificare le norme che regolano la donazione di spermatozoi ed ovociti, prevedendo in Italia, come in altri Paesi europei, la possibilità di offrire un rimborso per le spese che attualmente donatori e donatrici sostengono da soli”. In questo modo, secondo gli esperti, sarebbe possibile diminuire il costo delle pratiche di procreazione assistita eterologa almeno di qualche migliaio di euro, allargando quindi il numero di coppie che se ne potrebbero avvalere.

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